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Intanto in una nota Palazzo Chigi auspica che si possa presto giungere a una soluzione negoziale della crisi. Il Papa: "Si torni al dialogo"
Prosegue il conflitto di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Il presidente americano Donald Trump ha confermato l'ultimatum alle 20 di oggi. Di tutta risposta, un funzionario iraniano ha invitato i giovani a formare catene umane intorno alle centrali elettriche definite "patrimonio nazionale e nostro capitale". Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato su Truth un messaggio dai toni drammatici, affermando che "stanotte morirà un’intera civiltà", salvo poi ipotizzare che un "cambio di regime completo e totale" possa aprire scenari "rivoluzionari". Il Pakistan ha invitato tutte le parti coinvolte nel conflitto in corso in Medio Oriente a rispettare "un cessate il fuoco di due settimane" per consentire alla diplomazia di raggiungere una soluzione definitiva. La Casa Bianca ha fatto sapere che il presidente Trump è stato informato della proposta e che a breve "arriverà una risposta". In una nota intanto Palazzo Chigi auspica che si possa presto giungere a una soluzione negoziale della crisi, mentre da Castel Gandolfo è intervenuto Papa Leone XIV: "Vorrei invitare tutti a pensare nel cuore ai tanti innocenti che sarebbero vittime di questa escalation".
L'emittente iraniana Press Tv ha riferito di attacchi israelo-americani messi a segno questa sera contro un impianto di alluminio nella città di Arak, nel centro dell'Iran, e il complesso petrolchimico nella città di Mahshahr, nel sud-ovest del Paese. La Iranian Aluminium Company di Arak è il più grande produttore di alluminio del Paese.
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Una fonte pachistana ha riferito alla Cnn che "presto sono attese buone notizie da entrambe le parti" dopo che il Pakistan ha chiesto a Donald Trump di prorogare di due settimane la sua scadenza e all'Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz per lo stesso periodo per permettere di raggiungere un accordo. La fonte ha riferito alla testata giornalistica che si prevede di raggiungere un'intesa entro stasera. La fonte anonima afferma che le discussioni sono dirette dal capo dell'esercito pakistano Asim Munir.
L'appello dell'Iran ai giovani affinché si schierino come scudi umani attorno alle centrali elettriche è "totalmente illegale". Lo ha detto Donald Trump in una breve telefonata con Nbc News. "Non hanno il permesso di farlo", ha aggiunto il presidente. Quanto a ciò che lo ha spinto a scrivere stamattina che "un'intera civiltà morirà stanotte", Trump si è limitato a dire: "Dovrete capirlo da soli".
L'Fbi e l'Agenzia per la protezione ambientale hanno messo in guardia su cyberattacchi legati all'Iran che stanno prendendo di mira i sistemi idrici e fognari degli Stati Uniti. La minaccia in corso sta compromettendo le tecnologie utilizzate nei sistemi di approvvigionamento idrico e di gestione delle acque reflue, riportano i media americani. L'avviso non ha specificato quali sistemi siano stati colpiti. L'allarme punta a "garantire che le organizzazioni siano nella posizione migliore per difendersi", si legge in una nota dell'Fbi.
"Non posso commentare, siamo nel mezzo di trattative accese". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox rispondendo a chi gli chiedeva del cessate il fuoco di due settimane proposto dal Pakistan.
Un alto funzionario iraniano sostiene che l'Iran sta valutando positivamente la richiesta del Pakistan di un cessate il fuoco di due settimane. Lo riporta Reuters sul suo sito.
Contattata dal sito Axios, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha fatto sapere che il presidente Donald Trump è stato informato della proposta avanzata dal Pakistan, aggiungendo che "arriverà una risposta". Il premier pachistano, Shehbaz Sharif, ha chiesto a Trump e al regime iraniano di accettare un cessate il fuoco di due settimane per dare tempo ai colloqui di pace.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato per domani, mercoledì 8 aprile, alle 8.30, il consiglio per la Difesa e la sicurezza per discutere della "situazione in Iran e in Medioriente". Lo ha comunicato l'Eliseo.
"L'Italia ribadisce la propria ferma e risoluta condanna nei confronti delle condotte destabilizzanti del regime di Teheran: dagli attacchi missilistici che minacciano la sicurezza delle nazioni del Golfo, alle reiterate intimidazioni volte a compromettere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz — arteria vitale per l'economia globale — fino alla sistematica e brutale repressione interna del proprio popolo. Tuttavia, è fondamentale distinguere nettamente tra le responsabilità di un regime e il destino di milioni di cittadini comuni. La popolazione civile iraniana non può e non deve pagare il prezzo delle colpe dei propri governanti". Lo afferma una nota di Palazzo Chigi, in cui si spiega che "il Governo italiano continua a seguire con estrema attenzione l'evolversi della crisi in Medio Oriente e il rischio di un'ulteriore escalation militare che potrebbe coinvolgere l'intero territorio iraniano, senza distinzione tra obiettivi strategici, militari e civili". "Il Governo italiano - si legge ancora nella nota - condivide quanto già dichiarato dalle istituzioni dell’Unione europea sulla necessità di preservare l’integrità delle infrastrutture civili, oltre che l’incolumità della popolazione iraniana, e auspica che si possa presto giungere a una soluzione negoziale della crisi".
I funzionari dell'amministrazione Trump nutrono ancora la speranza che i negoziati condotti tramite gli intermediari possano portare a qualche livello di accordo fra Stati Uniti e Iran in grado di spingere Donald Trump a rinviare la sua minaccia o quantomeno a ridurne la gravità. Lo riporta Cnn citando alcune fonti.
Il primo ministro pakistano Sharif ha invitato tutte le parti coinvolte nel conflitto in corso in Medio Oriente a rispettare "un cessate il fuoco di due settimane" per consentire alla diplomazia di raggiungere una soluzione definitiva. Sharif ha chiesto su X alle autorità iraniane di aprire lo Stretto di Hormuz nello stesso periodo, "come gesto di buona volontà", e ha sollecitato il presidente statunitense Donald Trump "a prorogare di due settimane la scadenza" fissata per l'intervento in Iran. Il primo ministro ha affermato che gli sforzi diplomatici per una soluzione pacifica del conflitto stanno procedendo "a ritmo costante".
L'Iran è pronto a "tutti gli scenari" dopo la minaccia di Donald Trump di annientare la civiltà iraniana. Lo ha dichiarato il primo vicepresidente Mohammad Reza Aref. "La sicurezza nazionale e la sostenibilità delle infrastrutture sono oggetto di calcoli precisi. Il governo ha definito nel dettaglio le misure necessarie per tutti gli scenari. Nessuna minaccia è al di là della nostra preparazione e della nostra capacità di intelligence", ha affermato Aref in un post su X.
"Nel corso della prima serata, le Forze di Difesa israeliane hanno trattenuto un peacekeeper di Unifil dopo aver bloccato un convoglio logistico. A seguito di contatti diretti e immediati da parte del Capo Missione e Comandante della Forza di Unifil e della nostra Sezione di Collegamento, il peacekeeper è stato rilasciato in meno di un'ora". Lo riferisce Unifil, che sottolinea: "Qualsiasi detenzione di un peacekeeper delle Nazioni Unite costituisce una palese violazione del diritto internazionale. Ci aspettiamo il pieno rispetto dello status protetto dei peacekeeper delle Nazioni Unite da parte di tutti gli attori e che tutti si astengano dall'interferire in qualsiasi modo con la loro libertà di movimento". A quanto apprende l'Ansa, la vicenda non riguarderebbe il settore ovest e non sarebbero coinvolti militari italiani.
"Voglio fare una breve dichiarazione per dire quello che ho già detto la domenica di Pasqua chiedendo la pace. Oggi, come tutti sappiamo, c'è stata questa minaccia contro tutto il popolo dell'Iran: questo non è accettabile. E' una questione certamente di diritto internazionale, ma molto di più è una questione morale, per il bene del popolo intero. Vorrei invitare tutti a pensare nel cuore ai tanti innocenti, tanti bambini, tanti anziani, totalmente innocenti, che sarebbero anche loro vittime di questa escalation": lo ha detto il Papa, conversando con i giornalisti a Castel Gandolfo prima di fare rientro in Vaticano. Leone XIV ha ricordato che "dai primi giorni della guerra dicevamo 'torniamo al dialogo, cerchiamo come risolvere i problemi senza arrivare a questo punto'. Invece siamo qui: bisogna pregare tanto, vorrei invitare tutti a pregare ma anche a cercare come comunicare con i parlamentari, con le autorità, e dire che non vogliamo la guerra ma la pace, siamo un popolo che ama la pace e c'è tanto bisogno di pace nel mondo". Occorre "rigettare la guerra, specialmente questa guerra definita da molta gente ingiusta. Continua l'escalation e non risolve niente e provoca una crisi economica mondiale, crisi energetica e grande instabilità", ha proseguito il Papa, sostenendo: "Occorre tornare al tavolo per trovare soluzioni. E ricordiamo specialmente gli innocenti, i bambini, gli anziani, i malati", ha detto ancora Leone, sottolineando anche che "gli attacchi alle infrastrutture civili sono contro il diritto internazionale e il segno di una distruzione che l'essere umano è capace di mettere in atto". E ha concluso: "Tutti dobbiamo lavorare per la pace".
L'ambasciatore dell'Iran alle Nazioni Unite, Amid Saeid Iravani, ha detto che un funzionario dell'Onu, incaricato di risolvere la questione dello Stretto di Hormuz e di assistere i mediatori nel porre fine al conflitto, "è in viaggio verso Teheran proprio in questo momento". L'Iran "è pronto a collaborare in modo costruttivo con ogni autentico sforzo diplomatico", ha spiegato.
I Paesi del Golfo avvertono i loro cittadini in vista dello scadere dell'ultimatum di Donald Trump all'Iran. Il ministero dell'Interno del Kuwait ha chiesto ai cittadini e ai residenti di rimanere a casa dalla mezzanotte alle 6 di domani mattina. In precedenza, come riportano i media internazionali, l'ambasciata statunitense a Manama aveva ordinato a tutti i suoi dipendenti governativi in Bahrein di rimanere al riparo nelle proprie abitazioni. "Raccomandiamo a tutti gli americani in Bahrein di fare lo stesso fino a nuovo avviso", ha aggiunto l'ambasciata. Il principale porto del Bahrein inoltre sospenderà le attività a partire dalle prime ore di mercoledì. "Le attività nel porto Khalifa Bin Salman saranno temporaneamente sospese a partire dalle prime ore dell'8 aprile. Adattiamo costantemente le nostre operazioni alle circostanze e, di conseguenza, nelle ultime settimane abbiamo temporaneamente sospeso le attività quando necessario", ha dichiarato all'Afp Apm Terminals Bahrain, la società che gestisce il porto.
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, si è detto "profondamente turbato dalle dichiarazioni che suggeriscono che intere popolazioni civili o civiltà possano essere chiamate a subire le conseguenze di decisioni politiche e militari". E' quanto ha riferito il portavoce del Palazzo di Vetro Stephane Dujarric commentando le ultime parole del presidente Usa Donald Trump sull'ultimatum diretto a Teheran, in scadenza questa sera. "Non esiste alcun obiettivo militare che giustifichi la distruzione indiscriminata delle infrastrutture di una società o l'inflazione deliberata di sofferenze alle popolazioni civili", ha aggiunto il portavoce.
Dietrofront per il prezzo del petrolio, mentre si rincorrono sui mercati e i media le voci di progressi e stop nei negoziati fra Usa e Iran. Il Brent del Mare del Nord è ora passato in calo, scendendo sotto la soglia dei 110 dollari (-0,07% a 109,6 dollari) mentre il Wti del Texas, dopo aver toccato un aumento del 5%, sta segnando un aumento dell'1,97% a 114,6 dollari.
Il capo dell'esercito israeliano, Eyal Zamir, ha dichiarato che la guerra "congiunta" di Israele e Usa contro l'Iran si sta avvicinando "a un punto di svolta" promettendo di infliggere ulteriori danni all'esercito iraniano. "Ci stiamo avvicinando a un punto di svolta", ha detto Zamir. "Finora abbiamo ottenuto risultati significativi, anche in relazione agli obiettivi prefissati all'inizio dell'operazione. Continueremo ad agire con determinazione e continueremo a degradare il regime", ha aggiunto.
Il presidente americano Donald Trump ha confermato la tempistica dell'ultimatum dato all'Iran, ma ha anche segnalato un suo potenziale posticipo. Durante un'intervista telefonica con Bret Baier di Fox News, che gli ha chiesto di fornire le probabilità di un accordo negoziato tra Washington e Teheran entro le due di notte italiane, Trump non ha voluto fornire alcuna percentuale, ma ha detto che le "8 di sera" restano in vigore come scadenza, secondo l'orario nella capitale Usa. Raccontando la conversazione con Trump, il giornalista ha spiegato che il leader Usa ha detto: "Se arriviamo a quel punto, ci sarà un attacco come non ne hanno mai visti". Il giornalista ha aggiunto che Trump "ha detto che se i negoziati avanzano oggi e c'è qualcosa di concreto, questo potrebbe cambiare". Stando a Baier, Trump non ha voluto fare previsioni "ma ha detto che si sta procedendo con i piani che abbiamo. È una cosa grossa".
Le autorità sanitarie della città portuale meridionale di Bushehr, sede dell'unica centrale nucleare iraniana, hanno distribuito 180.000 compresse di iodio ai residenti nell'ambito di un piano di preparazione alle emergenze: lo ha dichiarato un funzionario locale, come riporta Iran International. Il funzionario ha affermato che inizialmente la distribuzione, cominciata prima della guerra dei 12 giorni a giugno, ha dato priorità alle aree circostanti la centrale nucleare, per poi estendersi all'intera città. "Fin dall'inizio del piano, tutti i centri sanitari di base hanno distribuito compresse di iodio utilizzando moduli e linee guida prestabiliti, e ora sono a disposizione di tutti i residenti", ha affermato il funzionario. Le autorità hanno dichiarato che le compresse sono destinate all'uso in caso di incidente radiologico.
Gli Stati Uniti hanno colpito "decine di obiettivi militari" sull'isola di Kharg durante la notte, per mandare "un messaggio agli iraniani". Lo ha detto all'emittente americana Fox News un alto funzionario americano, precisando che gli attacchi sono stati condotti solo dagli Stati Uniti, non da Israele. Tra gli obiettivi colpiti figurano bunker, una stazione radar e depositi di munizioni.
Il gruppo iracheno Kataib Hezbollah annuncia che rilascerà la giornalista statunitense Shelly Kittleson.
Donald Trump è "l'unico" che sa "cosa farà" in Iran: lo ha detto la Casa Bianca.
"La forza della cultura, della logica e della fede nella giusta causa di una nazione 'civilizzata' prevarrà senza dubbio sulla logica della forza bruta". Lo afferma su il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei, dopo le minacce di Donald Trump alla civiltà iraniana. "Una nazione che ripone piena fiducia nella rettitudine del proprio cammino deve impiegare tutte le sue capacità e risorse per salvaguardare i propri diritti e i propri legittimi interessi", ha aggiunto.
Russia e Cina hanno bloccato con il veto la bozza di risoluzione in Consiglio di Sicurezza Onu elaborata dal Bahrein sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz. Il testo ha ottenuto 11 voti a favore, due no e due astensioni. Il testo annacquato chiedeva lo sblocco della cruciale rotta marittima: un esito ben lontano dall'obiettivo iniziale dei Paesi del Golfo promotori, che miravano a ottenere l'autorizzazione per liberare lo Stretto con la forza. La bozza finale non menzionava più l'autorizzazione all'uso della forza, nemmeno a scopo difensivo. I due Paesi che si sono astenuti sono Pakistan e Colombia. I negoziati andavano avanti da due settimane: le obiezioni sollevate da diversi membri permanenti dotati di diritto di veto - Francia, Russia e Cina - hanno costretto a edulcorare il testo e a rinviare il voto in diverse occasioni.
''Ci stiamo avvicinando a un bivio strategico nella campagna congiunta contro l'Iran. Finora abbiamo ottenuto grandi successi, anche in relazione agli obiettivi che ci eravamo prefissati all'inizio dell'operazione. Continueremo ad agire con determinazione e ad infliggere danni sempre maggiori al regime''. Lo ha detto il capo di Stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir in una valutazione situazionale dell'esercito.
L'Iran ha interrotto le comunicazioni dirette con gli Stati Uniti dopo la minaccia di Donald Trump di distruggere la "civilità" iraniana. Lo riporta il Wall Street Journal, citando alcune fonti, secondo le quali i colloqui con i mediatori per il cessate il fuoco continuano. Secondo il New York Times, invece, l'Iran ha interrotto gli sforzi negoziali con gli Stati Uniti e ha informato il Pakistan che non prenderà più parte ai colloqui per un cessate il fuoco.
L'ambasciata americana in Bahrein ha ordinato a tutti i dipendenti di mettersi al riparo sul posto. "Raccomandiamo a tutti gli americani in Bahrein di fare lo stesso fino a nuovo avviso", ha fatto sapere l'ambasciata, invitando a "restare in una struttura sicura ed evitare di avvicinarsi alle finestre".
Vola il prezzo del petrolio mentre si avvicina la scadenza dell'ultimatum di Trump all'Iran che avrebbe tagliato i canali di comunicazione con gli Usa. Il greggio Wti del Texas sale del 5% a 117 dollari al barile, mentre il Brent avanza del'1,58% a 111 dollari.
Un convoglio di aiuti umanitari organizzato dal nunzio apostolico in Libano Paolo Borgia, destinato ai villaggi cristiani del sud, ha dovuto fare marcia indietro martedì dopo essere stato "colpito da spari": lo ha riferito una fonte di sicurezza sul posto all'Afp, senza precisare l'origine dei colpi. Il convoglio era scortato dal battaglione francese dell'Unifil e si dirigeva verso il villaggio di Debel. I colpi sparati hanno provocato "danni ai veicoli" mentre non si segnalano feriti, ha aggiunto la fonte. L'agenzia libanese Ani indica che il convoglio ha dovuto tornare indietro "per il fuoco incrociato" tra Israele e Hezbollah.
Immagini e video provenienti dai media di Stato iraniani mostrano cittadini in protesta davanti a centrali elettriche e ponti all'interno del Paese. In un video diffuso dall'agenzia di stampa Fars, si vedono civili sventolare una grande bandiera iraniana sul Pol Sefid, ponte ad Ahwaz, nel sud-ovest dell'Iran. Un'altra immagine mostra diversi cittadini in piedi, all'esterno della centrale elettrica Shahid Rajaee, vicino a Teheran. In un terzo scatto una fila di persone è riunita nei pressi della centrale di Tabriz, nella zona nord del Paese. Le manifestazioni si svolgono dopo che Alireza Rahimi, funzionario iraniano, ha invitato i giovani a formare "catene umane" intorno alle infrastrutture che potrebbero essere prese di mira dai prossimi attacchi americani e israeliani, come minacciato dal presidente Usa Donald Trump.
Sono 1530 le vittime in Libano nella guerra scoppiata dopo che Hezbollah ha lanciato razzi verso il nord di Israele il 2 marzo, in segno di solidarietà con l'Iran. Lo riferisce il ministero della Salute di Beirut. Tra le 1530 vittime ci sono 102 donne e 130 bambini, oltre a 57 paramedici. I feriti sono più di 4800. Non è chiaro il numero di militanti di Hezbollah uccisi. Oltre un milione di persone sono state sfollate.
La Casa Bianca nega di prendere in considerazione l'uso di armi nucleari in Iran. La smentita della Casa Bianca segue l'interpretazione delle parole pronunciate da JD Vance in Ungheria. Il vicepresidente ha detto di avere "fiducia che otterremo una risposta, positiva o negativa, entro stasera alle 20", quando scade l'ultimatum. "Mi auguro che riceveremo la risposta giusta perché quello che veramente vogliamo è un mondo in cui i flussi del petrolio scorrono liberamente e questo non può accadere se l'Iran porta avanti atti di terrorismo economico. Dovete sapere che abbiamo strumenti che non abbiamo ancora deciso di usare e che il presidente può decidere di usare e deciderà di usare se l'Iran non cambia condotta", ha aggiunto Vance. Parole che sono state interpretate come un ricorso all'arma nucleare. "Letteralmente nulla di quello che ha detto il presidente implica" l'arma nucleare, "buffoni", ha detto la Casa Bianca tramite l'account RapidResponse 47.
L'Iran ha chiuso tutti i canali di comunicazione diplomatici e indiretti con gli Stati Uniti. È quanto riferisce il quotidiano Tehran Times, aggiungendo che "tutti gli scambi di messaggi sono stati sospesi".
Il ministero della Difesa saudita ha riferito di aver intercettato e distrutto quattro droni nelle ultime ore, secondo quanto comunicato dal portavoce ufficiale. In precedenza, il dicastero aveva indicato l'intercettazione di 18 droni e di 7 missili balistici diretti verso la Regione orientale, con caduta di detriti nei pressi di infrastrutture energetiche e danni in fase di valutazione. Ancora prima, il ministero aveva annunciato l'intercettazione di altri quattro missili balistici nella stessa area.
Le Forze di difesa di Israele (Idf) hanno reso noto di aver completato un'ondata di attacchi aerei su larga scala in Iran. In un breve comunicato, le Idf hanno riferito di aver preso di mira "decine di siti infrastrutturali appartenenti al regime terroristico iraniano in diverse aree dell'Iran".
"Gli obiettivi militari degli Stati Uniti sono stati raggiunti. Ciò significa, come ha detto il presidente, che a breve questa guerra si concluderà. E credo che la natura della conclusione dipenda in ultima analisi dagli iraniani". Lo ha detto il vicepresidente americano JD Vance in conferenza stampa con il premier ungherese Viktor Orban a Budapest.
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Fa scalpore sui media del Regno Unito il nuovo affondo riservato dal presidente americano Donald Trump all'alleato britannico per il mancato sostegno diretto alla guerra contro l'Iran, sfociato stavolta in un apparente paragone fra il premier Keir Starmer e il suo screditato predecessore Neville Chamberlain: capo del governo di Sua Maestà che alla fine degli anni '30, prima di essere rimpiazzato dal combattivo Winston Churchill, firmò il vergognoso appeasement di Monaco, inchinandosi alle pretese sulla Cecoslovacchia della Germania nazista di Adolf Hitler. Trump nell'occasione non ha in effetti citato esplicitamente Starmer, come aveva invece fatto in passato negando in tono irridente che sir Keir potesse essere paragonato a Churchill. Tuttavia, interpellato sulle tensioni createsi nella storica 'relazione speciale' con Londra, ha insistito che Il Regno e il suo governo attuale hanno "molta strada da fare" per recuperare la sua piena fiducia. "Noi - ha poi ammiccato - non vogliamo un altro Neville Chamberlain, siamo d'accordo, no?". Parole chiaramente offensive nell'interpretazione di vari giornali britannici tra cui il Guardian di oggi. E di commentatori che tornano a sollevare dubbi sulla decisione conciliante di Starmer di confermare per fine aprile una prevista visita di Stato di re Carlo III e della regina Camilla a Washington: missione gradita a Trump che non poche voci sull'isola avrebbero voluto vedere rinviata in risposta all'atteggiamento recente di The Donald, alle frizioni legate al dossier iraniano e al timore di esporre il sovrano a momenti imbarazzanti.
"Ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale, dove prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse qualcosa di rivoluzionario e meraviglioso potrà accadere, chi lo sa? Lo scopriremo stanotte, in uno dei momenti più importanti della lunga e complessa storia del mondo. 47 anni di estorsioni, corruzione e morte, finalmente finiranno. Dio benedica il grande popolo dell'Iran". Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
"Stanotte morirà un'intera civiltà, per sempre. Non vorrei che accadesse, ma probabilmente succederà". Lo ha scritto oggi il presidente americano Donald Trump sul social Truth. "Tuttavia, ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale, dove prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse qualcosa di rivoluzionario e meraviglioso potrà accadere, CHI LO SA? Lo scopriremo stanotte, in uno dei momenti più importanti della lunga e complessa storia del mondo. 47 anni di estorsioni, corruzione e morte, finalmente finiranno. Dio benedica il grande popolo dell'Iran!".
I raid compiuti dalle forze israelo-americane sull'isola di Kharg, centro nevralgico del commercio petrolifero iraniano, avrebbero colpito "obiettivi militari". Lo riporta Axios citando un funzionario statunitense che ha parlato in forma anonima.
I Guardiani della Rivoluzione islamica dell'Iran (pasdaran) hanno rivendicato attacchi ad alcuni impianti petrolchimici dell'Arabia Saudita come rappresaglia per gli attacchi ai siti energetici di Shiraz compiuti da Israele. In una nota, i pasdaran hanno rivendicato gli attacchi contro impianti petrolchimici nella regione di Jubail, in Arabia Saudita. Tra i siti colpiti ci sarebbero quelli di aziende statunitensi come Sadra, ExxonMobil e Dark Chemical. I pasdaran hanno inoltre affermato di aver preso di mira un complesso petrolchimico a Juaymah, di proprietà di Shourdan Philipps. In precedenza, funzionari iraniani avevano avvertito che qualsiasi attacco contro centrali elettriche e ponti iraniani avrebbe ricevuto una risposta analoga con attacchi simili contro le infrastrutture in tutta la regione. L'annuncio era arrivato dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva fissato per oggi martedì 7 aprile la scadenza per l'apertura dello Stretto di Hormuz, minacciando un'escalation di attacchi in caso contrario.
Il governatore di Mashhad ha annunciato la sospensione immediata di tutti i servizi ferroviari in partenza dalla stazione centrale della città, dopo la minaccia di Israele di attaccare le ferrovie. Lo riportano i media iraniani. Secondo l'agenzia di stampa Mehr, la cancellazione di tutti i treni in programma è una misura precauzionale che rimarrà in vigore "fino a nuovo avviso". Nelle scorse ore le forze israeliane hanno esortato i cittadini iraniani a non utilizzare le ferrovie. Il tenente colonnello di riserva Kamal Penhasi delle Forze armate israeliane ha divulgato sul proprio profilo X un comunicato in persiano in cui si legge: "Avvertimento urgente agli utenti e ai passeggeri delle ferrovie in Iran. Cari cittadini, per la vostra sicurezza vi chiediamo di astenervi, da questo momento fino alle ore 21:00 ora locale iraniana, dall'utilizzare i treni e dal viaggiare su qualsiasi linea ferroviaria in tutto il Paese. La vostra presenza a bordo dei convogli o nelle immediate vicinanze delle linee ferroviarie mette in grave pericolo le vostre vite".
Stati Uniti e Israele hanno effettuato diversi attacchi sull'isola di Kharg, il principale sito di esportazione petrolifera dell'Iran. Lo ha annunciato l'agenzia di stampa Mehr, senza fornire ulteriori dettagli su quali strutture dell'isola siano state attaccate. Kharg, situata al largo della costa occidentale dell'Iran, ospita il principale terminal di petrolio del Paese. In precedenza, l'agenzia di stampa russa Tass aveva riportato (citando una fonte dell'autorità di controllo del traffico aereo del Medio Oriente) che un aereo statunitense da ricognizione Northrop Grumman MQ-4C Triton era stato avvistato sulle acque nei pressi dell'isola. L'aereo, secondo quanto riportato, sarebbe partito dall'isola di Sigonella in Sicilia, dove si trova una base statunitense. La fonte ha indicato a Tass che velivoli di questo tipo sono in grado di fornire informazioni di ricognizione in tempo reale e di monitorare vaste aree di mare e di terra e fungono da capacità aggiuntiva per il velivolo antisommergibile Boeing P-8 Poseidon.
Secondo l'agenzia turca Anadolu, citando media iraniani, ci sono state alcune esplosioni a seguito di attacchi sull'isola di Kharg, nel Golfo Persico.
Le autorità turche hanno accertato l'identità dei tre individui che oggi hanno aperto il fuoco davanti all'edificio del consolato israeliano nel distretto Besiktas di Istanbul. Lo ha reso noto il ministro dell'Interno turco, Mustafa Ciftci, in un post su X. "Tre individui che si sono scontrati a fuoco con i nostri agenti di polizia in servizio davanti ai palazzi di Yapi Kredi Plaza a Istanbul sono stati neutralizzati. Due dei nostri eroici agenti di polizia sono rimasti lievemente feriti. È stata accertata l'identità dei terroristi", ha scritto Ciftci. Secondo quanto ha riferito il ministro, i tre attentatori erano arrivati a Istanbul da Smirne a bordo di un'auto a noleggio. "Uno di loro ha legami con un'organizzazione che strumentalizza la religione. Uno dei terroristi ha precedenti penali per reati legati alla droga", ha spiegato Ciftci, precisando che due degli assalitori sono fratelli.
"I capi di Stato di cinque Paesi amici, così come otto servizi segreti, sono stati in contatto con l'Iran per discutere un cessate il fuoco tra il Paese, gli Stati Uniti e Israele, proposto dagli Usa". Lo ha dichiarato una fonte informata all'agenzia iraniana Fars, aggiungendo che il presidente Donald Trump è alla ricerca di un accordo con l'Iran e, a tal fine, ha invitato questi Paesi e servizi segreti a trasmettere all'Iran il messaggio di cessate il fuoco. L'Iran lunedì ha respinto il cessate il fuoco, presentando un proprio piano di pace in 10 punti, che prevede la fine definitiva della guerra e la revoca delle sanzioni.
L'Unione Europea "respinge con fermezza" qualsiasi minaccia o attacco "contro le infrastrutture civili essenziali". Lo ha detto una portavoce della Commissione Europea. Tali azioni sono considerate "estremamente pericolose" in quanto rischiano di avere ripercussioni "su milioni di persone in Medio Oriente e oltre, con il rischio di provocare un'ulteriore e pericolosa escalation". L'Ue esorta tutte le parti a dar prova "della massima moderazione", a proteggere i civili e le infrastrutture civili e a rispettare "pienamente il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario".
Le forze di difesa di Israele (Idf) hanno identificato missili lanciati dall'Iran e attivato i sistemi di difesa per intercettare le minacce. Lo rende noto l'Idf, aggiungendo che il Fronte del Comando interno ha inviato direttive ai cittadini per esortarli a entrare in luoghi sicuri.
L'agenzia iraniana Fars ha riferito che nelle ultime 24 ore, durante gli attacchi nella provincia di Teheran, sono stati uccisi 10 bambini di età inferiore ai dieci anni e 18 donne.
Nel mondo, in seguito alla crisi energetica dovuta alla guerra in Iran "ci sono moltissime richieste di acquisto delle nostre risorse energetiche". Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Lo riporta Ria Novosti.
Il ministero della Cultura dell'Iran ha inviato una lettera ufficiale all'Iran per chiedere una condanna delle minacce di Israele di attaccare il sistema ferroviario del Paese. Lo rende noto l'agenzia di stampa Isna. Nella lettera, il ministero iraniano descrive le minacce di Israele come un attacco al patrimonio comune dell'umanità e chiede all'Unesco di adottare "una presa di posizione chiara per fermare ogni azione militare" Il tratto ferroviario di 1.394 chilometri che attraversa tutto il Paese e collega il Mar Caspio al nord-est con il Golfo Persico nel sud-ovest è stato riconosciuto patrimonio mondiale dell'Unesco del 2021 "per la sua grandezza e i lavori di ingegneria richiesti per superare strade sterrate e altre difficoltà".
Colpi di arma da fuoco sono stati sentiti nei pressi del Consolato israeliano di Istanbul, sulla sponda europea della città. Lo riferisce l'emittente turca Ntv, aggiungendo che numerose pattuglie di polizia sono state inviate sul posto. Secondo quanto riporta Ntv la sparatoria a Levent, quartiere degli affari nella parte europea della città, sarebbe durata circa 5 minuti con tre sospetti che giunti sul posto avrebbero aperto il fuoco contro la polizia e sarebbero stati neutralizzati dalle forze dell'ordine. Almeno tre persone sarebbero state neutralizzate dalle forze di sicurezza turche durante un attacco armato davanti al consolato di Israele a Istanbul, nel distretto di Besiktas. Lo riporta l'agenzia di stampa turca Iha. Secondo alcuni media turchi, un agente di polizia sarebbe rimasto ferito nell'attacco.
Secondo l'agenzia di stampa per i diritti umani Hrana, Ong con sede negli Usa, quasi 3.600 persone sono state uccise negli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran dall'inizio delle ostilità, tra cui almeno 1.665 civili. Di queste vittime, almeno 248 erano bambini. Lo riporta il Guardian.
L'aeroporto di Khorramabad, nell'Iran occidentale, è stato colpito da un attacco aereo. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Mehr, secondo cui le autorità della provincia stanno valutando l'entità dei danni.
La Francia si oppone ai bombardamenti sulle infrastrutture civili in Iran. Lo ha detto all'emittente radiotelevisiva France info il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot. Una simile iniziativa "aprirebbe una nuova fase di escalation e di rappresaglie", ha aggiunto il titolare del Quai d'Orsay, spiegando che in questo modo si "aggraverebbe una situazione gia' preoccupante". "Il rischio" è quello di assistere ad un peggioramento della situazione nella regione "senza limite", ha affermato Barrot. Il ruolo della Francia in questo conflitto è quello di "limitare le conseguenze". "La vocazione dell'Europa è quella di mostrare che c'è un'alternativa alla dominazione dei nuovi imperi", ha detto Barrot.
Oltre 14 milioni di fieri cittadini iraniani hanno dichiarato finora la propria disponibilità a sacrificare la propria vita per difendere l'Iran. E' quanto ha scritto su X il presidente dell'Iran, Masoud Pezeshkian. "Anch'io sacrifico la mia vita per l'Iran, lo faccio e continuerò a farlo", ha aggiunto Pezeshkian.
Un raid aereo contro la provincia iraniana di Alborz, a nord-ovest di Teheran, ha causato la morte di almeno 18 persone, secondo quanto riportato dai media statali iraniani. L'attacco ha anche ferito 24 persone, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Mizan, che fa capoal potere giudiziario.
Prezzi dei carburanti mediamente in aumento a Pasqua. In media nazionale, il diesel è tornato sopra il record dello scorso 19 marzo, alla vigilia del taglio dell'accisa, "mangiandosi" dunque tutto lo sconto e toccando un livello mai raggiunto: con l'aliquota "normale" saremmo a 2,39 euro/litro. Questa mattina 7 aprile i prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa sono ancora aumentati rispetto a venerdì: benzina self service sulla rete stradale a 1,782 euro/litro (+19 millesimi rispetto a venerdì scorso), gasolio a 2,143 euro/litro (+46 millesimi). Il Gpl è a 0,775 euro/litro, il metano a 1,610 euro/kg. In autostrada, la benzina self è a 1,816 euro, il diesel a 2,158 euro, il Gpl a 0,885 euro e il metano a 1,594 euro.
Le forze di difesa israeliane, Idf, hanno affermato di aver colpito uno dei "pochi" impianti rimasti in Iran che producevano materiali per missili balistici. L'Idf ha spiegato che l'impianto vicino a Shiraz "veniva utilizzato dalle forze armate iraniane per produrre acido nitrico, una sostanza necessaria per la fabbricazione di esplosivi e altri materiali utilizzati nei processi di sviluppo dei missili balistici".
Danni sono stati provocati nel centro di Israele da munizioni a grappolo di un missile balistico iraniano. Lo hanno indicato i servizi di soccorso. Le squadre di emergenza stanno operando nei luoghi degli impatti delle sub-munizioni a Rosh Haayin, Ramat Hasharon e in altre zone del centro di Israele. Le immagini mostrano che una delle munizioni a grappolo ha ribaltato un'auto. Non si registrano feriti.
L’ambasciatore iraniano in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, ha parlato di "sforzi positivi e costruttivi messi in atto" dal governo di Islamabad "per porre fine alla guerra", e ha dichiarato che questi "si stanno avvicinando a una fase critica e delicata".
Un funzionario iraniano ha invitato i giovani a formare catene umane, alle 14 di oggi, intorno alle centrali elettriche in vista degli attacchi minacciati da Trump, lo rendono noto media internazionali. "Invito tutti i giovani, gli atleti, gli artisti, gli studenti, gli universitari e i professori - ha affermato Alireza Rahimi, identificato dalla tv di Stato come segretario del Consiglio Supremo della Gioventù e degli Adolescenti - intorno alle centrali, nostro patrimonio nazionale e nostro capitale, a prescindere da qualsiasi opinione politica, in quanto appartengono al futuro dell'Iran e alla gioventù iraniana.
Il ministero degli Esteri della Malesia ha confermato che una delle sette navi commerciali di proprietà malese rimaste bloccate nello Stretto di Hormuz ha ottenuto il permesso di transito sicuro dalle autorità iraniane ed è ora diretta verso la sua destinazione finale. Secondo il ministero, il risultato è stato possibile grazie a contatti diplomatici ad alto livello, tra cui una telefonata dello scorso mese tra il primo ministro Anwar Ibrahim e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Le autorità non hanno reso noto il nome dell'imbarcazione, nè se trasporti un carico o quale sia la destinazione finale. Anche l'ambasciata iraniana a Kuala Lumpur ha confermato che una prima nave malesiana ha attraversato lo stretto.
Le autorità del Bahrein hanno sollecitato i residenti a cercare riparo dopo l'attivazione delle sirene di allarme, in seguito a segnalazioni di nuovi lanci di missili dall'Iran. "Si invitano i residenti a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo più sicuro e vicino", si legge in un messaggio pubblicato dal ministero dell'Interno sulla piattaforma sociale X. Il Bahrein, stretto alleato degli Stati Uniti, è stato bersaglio di attacchi con missili e droni da parte dell'Iran dall'inizio della guerra, lo scorso febbraio.
La Mezzaluna Rossa iraniana ha reso noto che le squadre di emergenza sono impegnate in operazioni di soccorso a Teheran dopo un nuovo attacco aereo da parte di Usa e Israele. In un messaggio diffuso sulla piattaforma social X, l'organizzazione ha riferito che l'ultimo bombardamento ha colpito un'area residenziale.
L'agenzia iraniana semi-ufficiale Mehr ha riferito che un attacco aereo della coalizione di Usa e Israele ha colpito una sinagoga nel centro di Teheran. In un messaggio diffuso su Telegram, l'agenzia ha pubblicato un breve video che mostra soccorritori tra macerie e libri danneggiati all'interno del luogo di culto. La comunità ebraica è presente in Iran da millenni e conta circa 20.000 persone, secondo organizzazioni che monitorano i diritti delle minoranze.
Secondo un memorandum diplomatico basato su valutazioni dell'intelligence israeliana e statunitense, pubblicato dal quotidiano britannico Times e riportato della testata israeliana Ynet, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei verserebbe in stato di incoscienza e starebbe ricevendo cura mediche nella città di Qom. Secondo il memorandum, il figlio del defunto Ayatollah sarebbe privo di sensi e "in gravi condizioni che non gli consentirebbero di partecipare ad alcun processo decisionale del regime".