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Trump: "Colloqui positivi con l'Iran, molto possibile un accordo" | Usa: "Neutralizzata petroliera iraniana che forzava il blocco dei porti"

Donald Trump sospende il Project Freedom "alla luce della richiesta avanzata dal Pakistan e da altri Paesi"

06 Mag 2026 - 21:54
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Possibili segnali di allentamento della tensione tra Iran e Stati Uniti. Dopo la decisione di Donald Trump di sospendere il "Project Freedom", l'iniziativa militare Usa che vuole scortare le navi commerciali fuori dallo Stretto di Hormuz (pur restando attivo il blocco americano dei porti), Axios riporta che i due paesi sono vicini a un memorandum d'intesa di una sola pagina per porre fine alla guerra e la risposta è attesa in 48 ore. In un post su Truth, il presidente americano ha spiegato che i "colloqui sono positivi con l'Iran, molto possibile un accordo".

Una notizia che fa tornare a correre anche le borse europee, che scommettono sull'intesa che potrebbe includere anche lo sblocco dello Stretto di Hormuz, e fa crollare il prezzo del petrolio che torna sotto i 100 dollari al barile. Intanto, sullo stretto di Hormuz, una nave portacontainer francese è stata "bersaglio di un attacco", come confermato dalla compagnia di navigazione francese. Ci sono feriti tra i membri dell'equipaggio: si tratterebbe di cittadini filippini che sono stati subito evacuati. 


L'accordo con l'Iran per chiudere in via definita la guerra all'Iran è "molto possibile" a seguito dei "colloqui molto positivi" svoltisi nell'ultimo giorno. Il presidente Usa Donald Trump, parlando alla Casa Bianca, ha detto che "abbiamo avuto colloqui molto positivi nelle ultime 24 ore ed è molto possibile che possa essere raggiunto un accordo". Il tycoon ha negato che Teheran abbia rigettato la proposta Usa, rispondendo a una domanda sul tema: "Perchè mi dite che hanno rifiutato? Non lo sapete, non sapete cosa sta accadendo".


Ci vorrà almeno una settimana per raggiungere un accorso su un memorandum che possa porre fine definitivamente alla guerra tra Stati Uniti e Iran. Lo ha detto il presidente americano rispondendo a una domanda su Fox News, aggiungendo: "Sono cautamente ottimista". 


Il petrolio chiude a New York con un brusco calo, rispecchiando le aspettative di un accordo possibile tra Usa e Iran in grado di chiudere il conflitto e della riapertura della navigazione nello Stretto di Hormuz, da dove transita il 20% circa del gressio mondiale. Il Wti cede il 6,96%, a 95,15 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale, segna un tonfo del 7,85%, pur mantenendosi sopra quota 100, a 101,25 dollari al barile.


Secondo il dipartimento americano per la Sicurezza interna, Cole Allen - accusato di aver tentato di assassinare Donald Trump e altri alti funzionari della Casa Bianca durante la cena di gala per i corrispondenti negli Usa - avrebbe aperto il fuoco anche spinto dalla situazione creata dalla guerra in Iran. Lo si legge in un rapporto di intelligence inviato alle forze dell'ordine statali e locali degli Stati Uniti, nonché ad altre agenzie federali, nel resoconto dei media americani. Si tratta di una valutazione preliminare dell'Ufficio di Intelligence e Analisi del Dipartimento.


L'esercito statunitense ha annunciato di aver aperto il fuoco contro una petroliera battente bandiera iraniana che tentava di forzare il blocco dei porti iraniani imposto da Washington, al fine di "neutralizzarne il timone". "Le forze statunitensi operanti nel Golfo hanno fatto rispettare le misure di blocco neutralizzando una petroliera battente bandiera iraniana senza carico che stava tentando di dirigersi verso un porto iraniano mercoledì alle 9:00 ora di Washington", ha scritto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) su X.


Gli attacchi aerei iraniani hanno danneggiato o distrutto almeno 228 strutture o elementi di equipaggiamento nei siti militari statunitensi in Medio Oriente dall'inizio della guerra, colpendo hangar, caserme, depositi di carburante, aeromobili e sistemi chiave radar, di comunicazione e di difesa aerea. Lo rivela un'analisi del Washington Post basata su immagini satellitari, secondo cui l'entità della distruzione è molto più ampia rispetto a quanto riconosciuto pubblicamente dal governo statunitense o riportato in precedenza. La minaccia di attacchi aerei ha reso alcune basi statunitensi nella regione troppo pericolose per essere presidiate a pieno organico, e i comandanti hanno trasferito la maggior parte del personale fuori dalla portata del fuoco iraniano già all'inizio del conflitto, secondo quanto riferito da funzionari.


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso ottimismo sulla possibilità di raggiungere un accordo con l'Iran, che potrebbe includere l'esportazione del suo uranio altamente arricchito negli Stati Uniti. In un'intervista telefonica con l'emittente Pbs News Trump ha detto di ritenere che gli Stati Uniti si stiano avvicinando a un accordo, "ma ho già avuto questa sensazione prima con loro, quindi vedremo cosa succede". Il presidente ha inoltre affermato che l'invio degli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner, suo genero, ai colloqui è "improbabile". "Penso che possiamo farlo da qui, e forse per l'incontro finale faremo una firma da qualche parte", ha aggiunto Trump. Il presidente ha detto che è possibile che venga raggiunto un accordo per porre fine alla guerra prima del suo viaggio in Cina la prossima settimana.


Il concetto di negoziato richiede, come minimo, "un tentativo genuino di iniziare discussioni con la volontà di risolvere le dispute" e ha bisogno di "buona fede". Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri dell'Iran, Esmail Baghaei, in un post su X, affermando che "negoziato" non equivale a "disputa" e nemmeno ad altri concetti come "dettatura", "inganno", "estorsione", o "coercizione". Il commento arriva nelle stesse ore in cui media statunitensi e internazionali parlando del possibile raggiungimento di un'intesa tra Washington e Teheran che segnerebbe la fine delle ostilita' e stabilirebbe il quadro per negoziati più dettagliati sul programma nucleare di Teheran. Secondo il sito Usa "Axios", nulla è ancora stato concordato, ma le fonti indicano che le parti sarebbero vicine a un'intesa. Il memorandum, attualmente articolato in 14 punti, è oggetto di negoziato tra gli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, e diversi funzionari iraniani, sia direttamente che tramite mediatori. Nella sua forma attuale, il documento dichiarerebbe la fine della guerra e l'avvio di un periodo di 30 giorni di negoziati su un accordo definitivo che riguarderebbe l'apertura dello Stretto di Hormuz, la limitazione del programma nucleare iraniano e la rimozione delle sanzioni statunitensi. 


Il Libano non si sta muovendo verso la normalizzazione delle relazioni con Israele, bensì verso la pace. E' quanto ha affermato il primo ministro libanese, Nawaf Salam, aggiungendo che un incontro con l'omologo israeliano, Benjamin Netanyahu, è prematuro. Il premier ha inoltre sottolineato che qualsiasi colloquio di alto livello richiede una preparazione significativa, una tempistica accurata e deve essere legato a progressi concreti nei negoziati, con un accordo preventivo sugli esiti attesi. A questo proposito, Salam ha ribadito la necessità di negoziati con Tel Aviv, parallelamente ai colloqui interni volti ad estendere l'autorità statale e limitare il possesso di armi da parte dello Stato. Il premier ha aggiunto che la comunicazione con il movimento sciita filo-iraniano Hezbollah avviene tramite i suoi ministri nel governo


Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta tenendo colloqui nella giornata di oggi con funzionari dell'amministrazione del presidente Donald Trump. Lo ha riferito una fonte israeliana alla Cnn, sottolineando che i colloqui hanno l'obiettivo di comprendere meglio gli ultimi sviluppi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Netanyahu, ha aggiunto la fonte, sta cercando aggiornamenti sullo stato dei negoziati e punta a capire cosa sia attualmente sul tavolo. Israele sarebbe preoccupato per possibili concessioni dell'ultimo minuto da parte degli Stati Uniti, volte a garantire un accordo per porre fine alla guerra con l'Iran.


Un attacco delle Forze di difesa di Israele (Idf) ha ucciso almeno quattro persone e ne ha ferite 13 nel villaggio di Saksakiyeh, nella zona di Sidone, nel sud del Libano. Lo ha riferito il quotidiano libanese francofono L'Orient Le Jour, secondo cui un drone delle Idf ha inizialmente colpito un negozio di abbigliamento situato in un centro commerciale sulla strada principale di Saksakiyeh. Il missile lanciato dal drone non è esploso. Poco dopo, aerei da guerra hanno effettuato un raid aereo sul centro commerciale, distruggendolo completamente e uccidendo quattro persone, la maggior parte delle quali provenienti dal villaggio di Ansariyeh. Tra le vittime, secondo la stessa fonte, c'erano due persone a bordo di un'auto che transitava sulla strada al momento dell'attacco. Numerosi edifici residenziali e commerciali nelle vicinanze sono stati danneggiati. Gli aerei da guerra delle Idf avrebbero poi effettuato un secondo raid su un centro commerciale vicino al primo, distruggendolo e danneggiando gli edifici circostanti, ma non si sono registrati feriti.


"Sono positivo riguardo al fatto che la fine della guerra tra Usa e Iran sia una questione di giorni. Spero che si possa raggiungere un accordo, sulla base di un memorandum, prima della visita del presidente Trump in Cina. Non posso rivelare tutto al momento, ma sono in arrivo soltanto buone notizie". Lo ha affermato lo speaker del Parlamento pakistano, Ayaz Sadiq, durante il Forum Pakistan-Italia. 


Israele non era a conoscenza del fatto che Donald Trump fosse vicino a raggiungere un accordo con l'Iran per porre fine ai combattimenti e riaprire lo Stretto di Hormuz: lo ha dichiarato un funzionario israeliano alla radio dell'esercito, ripreso dal Times of Israel. "Ci stavamo preparando a un'escalation", afferma il funzionario.


L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito, citando una "fonte ben informata", che "la proposta degli americani contiene diverse clausole inaccettabili". Lo riporta Ynet. Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del parlamento iraniano, ha definito su X i punti indicati nel memorandum, svelato da Axios, una "lista dei desideri americana [e] non una realtà".


La portaerei francese "Charles de Gaulle" ha attraversato il Canale di Suez ed è in rotta verso il Golfo: lo ha reso noto il Ministero della Difesa francese sottolineando come Parigi non sia parte in causa nel conflitto mediorentale e rimanga "impegnata a rispettare il diritto internazionale e tutte le sovranità". "Le forze armate francesi operano in posizione difensiva fin dall'inizio della guerra, il 28 febbraio, e hanno lavorato a fianco degli inglesi e dei loro partner in un'iniziativa multinazionale, frutto di una pianificazione ad hoc che ha coinvolto più di quaranta nazioni, volta a contribuire al ripristino della navigazione nello Stretto di Hormuz, in coordinamento con gli Stati rivieraschi", continua il comunicato diffuso dal Ministero. L'avvicinamento della squadra aeronavale francese dovrebbe inoltre "contribuire a rassicurare gli operatori del commercio marittimo", conclude la nota.


L'Iran sta ancora esaminando la proposta statunitense e comunicherà la propria posizione alla parte pakistana dopo aver completato la valutazione: lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei. "La proposta statunitense è ancora al vaglio dell'Iran e, una volta raggiunta una conclusione, l'Iran comunicherà il proprio punto di vista alla parte pakistana", ha dichiarato Baghaei all'agenzia Isna.


Il presidente americano, Donald Trump, ha detto al New York Post che è "troppo presto" per iniziare a pensare a trattative di pace faccia a faccia con l'Iran. Al quotidiano che gli ha chiesto al telefono se necessita di rimandare un suo giornalista in Pakistan per un nuovo round di negoziati tra Usa e Iran, il leader Usa ha risposto "non penso". Trump ha aggiunto: "Penso che lo faremo (il round di negoziati, ndr). È lontano". Il NY Post spiega che il presidente Usa ha interrotto bruscamente la telefonata dicendo di avere un appuntamento "con i generali".


Il presidente Donald Trump ha affermato che lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto a tutte le navi, comprese quelle iraniane, se Teheran accetterà i termini attualmente in discussione con Washington. "Supponendo che l'Iran accetti di dare quanto concordato, il che è forse un'ipotesi azzardata, la già leggendaria Epic Fury giungerà al termine", ha dichiarato Trump su Truth. Il presidente Usa ha però avvertito che se l'Iran non accetterà l'intesa, "inizieranno i bombardamenti", aggiungendo che l'azione militare sarà condotta "a un livello e con un'intensità molto maggiori rispetto a prima"


Il petrolio e il gas sono in caduta libera dopo le ipotesi di una intesa tra Usa e Iran e la possibilità di uno sblocco dello stretto di Hormuz. Sul fronte del greggio il Wti scende del 12% a 90,16 dollari al barile. Il Brent registra una flessione dell'11% a 97,74 dollari. In picchiata anche il gas. Ad Amsterdam le quotazioni scendono del 12% a 41,36 euro al megawattora.


La Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha dichiarato che il transito sicuro attraverso lo stretto di Hormuz sarà garantito con la fine delle minacce statunitensi e l'introduzione di nuove procedure. Lo riportano i media statali, citati da Reuters, nella prima reazione dell'Iran alla sospensione delle operazioni statunitensi volte ad aiutare le navi bloccate ad attraversare lo stretto.


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L'Iran sta esaminando la proposta di memorandum di intesa in 14 punti inviata dagli Stati Uniti. Lo ha confermato un portavoce del ministero degli Esteri alla Cnbc. Lo riferisce la Reuters.


"In nessun caso è stata presa di mira la Francia": lo ha detto questa mattina il presidente francese, Emmanuel Macron, ai componenti del governo riuniti per il Consiglio dei ministri, intervenendo sulla nave portacontainer francese colpita nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito la portavoce del governo Maud Brégeon. L'imbarcazione - ha precisato la portavoce - "era sotto bandiera maltese, con un equipaggio filippino, al quale esprimiamo ovviamente tutta la nostra solidarietà". "Allo stato attuale delle cose - ha detto Emmanuel Macron ai ministri secondo quanto riferito dalla Brégeon - in nessun caso la Francia era il bersaglio".


Le Borse europee si mostrano euforiche e scommettono sull'ipotesi di una intesa tra Usa e Iran che potrebbe includere anche lo sblocco dello stretto di Hormuz. Uno scenario che alimenta il calo dei prezzi di petrolio e gas e contestualmente anche una decisa flessione dei rendimenti dei titoli di Stato. L'indice Stoxx 600 guadagna il 2,1%. Corrono Parigi (+2,4%), Francoforte e Madrid (+2,2%), Londra (+2,1%). I principali listini del Vecchio continente sono volano i settori delle auto (+4%) e del lusso (+4,8%). Bene anche le banche (+3,8%) e le assicurazioni (+2,6%).


La Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l'Iran su un memorandum d'intesa di una sola pagina per porre fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati sul nucleare. Lo scrive Axios. Gli Stati Uniti si aspettano risposte dall'Iran su diversi punti chiave nelle prossime 48 ore. L'accordo prevederebbe l'impegno dell'Iran a una moratoria sull'arricchimento nucleare, l'accordo degli Stati Uniti a revocare le sanzioni e a sbloccare miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, e la revoca da parte di entrambe le parti delle restrizioni al transito attraverso lo Stretto di Hormuz.


Israele ha avviato forniture di cherosene verso la Germania su richiesta del ministero dell'Energia tedesco, nel contesto della crisi nello Stretto di Hormuz. Lo hanno reso noto il ministero degli Esteri e quello dell'Energia israeliani, spiegando che la decisione è legata alle tensioni nella regione e alle ripercussioni sul mercato energetico globale. Lo riporta Der Spiegel. Secondo quanto riferito, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha informato dell'iniziativa la ministra tedesca dell'Economia ed Energia tedesca, Katherina Reiche, durante una visita a Berlino. Dalla Germania, tuttavia, non è arrivata per ora alcuna conferma ufficiale. Nei giorni scorsi il ministro dei Trasporti Patrick Schnieder aveva dichiarato che una carenza di cherosene "non è un tema per la Germania", sottolineando la presenza di raffinerie sufficienti a coprire il fabbisogno. Anche il Consiglio di sicurezza nazionale, riunitosi ad aprile per valutare gli effetti della crisi energetica legata al conflitto con l'Iran, aveva indicato le scorte come "adeguate per un periodo prevedibile", pur riconoscendo una "situazione tesa" e la necessità di monitorare gli sviluppi.


L'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha riferito che un cargo è stato colpito ieri (martedì 5 maggio, ndr) intorno alle 19:30 ora italiana da un "proiettile di origine sconosciuta" nello Stretto di Hormuz, senza identificarlo. Dallo scoppio della guerra all'Iran, il 28 febbraio, Ukmto ha ricevuto segnalazioni di 46 incidenti nel Golfo Persico, di cui 26 veri e propri attacchi.


Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha parlato al telefono con il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan. Nel corso della conversazione, le parti, esaminando i recenti sviluppi regionali, hanno sottolineato la necessità di proseguire sulla via della diplomazia e della cooperazione tra i Paesi della regione per prevenire l'insorgere e l'escalation delle tensioni.


"Comunicheremo quando avremo elementi": il governo francese, tramite il Quai d'Orsay, non conferma ancora questa mattina, ai numerosi giornalisti che hanno chiesto una reazione del governo, l'episodio nel quale la portacontainer francese "San Antonio" sarebbe stata colpita nello Stretto di Hormuz. La conferma, al momento, è quella dell'armatore proprietario della nave, che batte bandiera maltese, la Cma Cgm.


Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha comunicato al suo omologo iraniano Abbas Araghchi che la Cina è "profondamente addolorata" per la guerra che dura ormai da più di due mesi e ha affermato che è necessario un "cessate il fuoco totale". Il capo della diplomazia cinese ha incontrato Araghchi a Pechino: si tratta della prima visita del ministro degli Esteri iraniano in Cina dall'inizio della guerra con gli Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio. "Riteniamo che sia urgentemente necessario un cessate il fuoco completo, che una ripresa delle ostilità sia inaccettabile e che sia particolarmente importante mantenere l'impegno verso il dialogo e i negoziati", ha aggiunto Wang.


Una nave portacontainer della Cma Cgm è stata "bersaglio di un attacco" nello Stretto di Hormuz, come confermato dalla compagnia di navigazione francese. Lo riportano i media internazionale. Secondo Al-Jazeera e altri media si tratterebbe della nave "San Antonio". La compagnia ha aggiunto che l'attacco ha provocato feriti tra i membri dell'equipaggio e danni alla nave. I membri dell'equipaggio feriti sono stati evacuati e stanno ricevendo assistenza medica: stando all'agenzia turca Anadolu, si tratterebbe di cittadini filippini.


Le forze armate israeliane hanno ordinato agli abitanti di evacuare le proprie case in 12 villaggi e città del Libano meridionale. Agli abitanti è stato ordinato di allontanarsi di almeno un chilometro dalle proprie abitazioni. Lo scrive Al-Jazeera. L'Idf afferma inoltre di aver colpito siti legati a Hezbollah nel Libano meridionale, uccidendo diversi combattenti e prendendo di mira quelle che ha definito infrastrutture militari. Secondo l'esercito, circa "25 obiettivi dell'organizzazione terroristica Hezbollah" sono stati colpiti nelle ultime 24 ore, tra cui un deposito di armi e "ulteriori infrastrutture terroristiche". 


L'Iran ha annunciato un nuovo meccanismo di monitoraggio del traffico marittimo nello stretto di Hormuz. Lo hanno riferito i media statali iraniani citati dal New York Times. Nell'ambito di questo nuovo sistema, le navi che desiderano attraversare lo stretto riceveranno un'email dall'Autorità dello Stretto del Golfo con i dettagli della normativa vigente e dovranno ottenere un permesso di transito prima della traversata. Le modalità di funzionamento del meccanismo, la regolamentazione del transito e il modo in cui l'Iran gestirebbe le presunte violazioni restano poco chiari. Una richiesta di informazioni supplementari inviata alla nuova autorità è rimasta senza risposta. L'emittente pubblica iraniana Press TV ha riferito che il meccanismo è "ormai operativo nello stretto di Hormuz".


Il ministro degli Esteri dell'Iran, Abbas Araghchi, è arrivato a Pechino per incontrare il suo omologo cinese, Wang Yi. I capi della diplomazia dei due Paesi "discuteranno delle relazioni bilaterali e degli sviluppi regionali e internazionali", secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri di Teheran in un comunicato. Nelle ultime settimane, Araghchi ha intrapreso una serie di incontri diplomatici per raccogliere sostegno internazionale e porre fine al conflitto in corso con Stati Uniti e Israele. L'arrivo del funzionario iraniano a Pechino avviene circa una settimana prima della visita prevista del presidente Usa Donald Trump in Cina (14-15 maggio), dove dovrebbe avere un vertice con l'omologo Xi Jinping.


L'Iran ha rivendicato il "fallimento degli Stati Uniti nel raggiungere i propri obiettivi" nell'ambito di "Project Freedom", dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato la sospensione dell'iniziativa. In una dichiarazione diffusa dall'emittente statale "Insa", Teheran ha affermato che Washington avrebbe deciso di interrompere l'operazione "a seguito delle ferme posizioni e degli avvertimenti dell'Iran". Nel comunicare la sospensione del programma, Trump si è invece soffermato sui progressi nei negoziati diplomatici, spiegando che il progetto mirava a utilizzare asset militari statunitensi per scortare navi commerciali nello Stretto di Hormuz-


Donald Trump sospende il Project Freedom. "Su richiesta del Pakistan e di altri Paesi, in considerazione del formidabile successo militare conseguito durante la campagna contro l'Iran e, inoltre, del fatto che sono stati compiuti grandi progressi verso un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani, abbiamo concordato reciprocamente che, pur rimanendo il blocco pienamente in vigore ed efficace, il Project Freedom (il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz) sarà sospeso per un breve periodo, al fine di verificare se l'accordo possa essere finalizzato e sottoscritto". Lo scrive il presidente Usa su Truth

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