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Guerra Medio Oriente, conferme su intesa tra Usa e Iran su Hormuz: "Annuncio entro mercoledì"
Intanto i Paesi del Golfo valutano nuovo oleodotto per aggirare lo stretto e partono nuovi negoziati tra Libano e Israele a Roma
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Sebbene il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che "sono in corso nuovi negoziati con l'Iran", Teheran ha replicato dicendo che non c'è stato ancora nessun colloquio con gli Stati Uniti. L'unico Paese con cui stanno dialogando i funzionati iraniani è l'Oman, altro Stato del Golfo, per trovare una rotta sicura per alcune navi che passano da Hormuz. Proprio nello stretto, questa notte è stata colpita una nave mercantile da un proiettile non identificato. Con le tensioni ancora in corso, alcuni Paesi del Golfo sono in trattativa per realizzare un nuovo oleodotto che possa aggirare la chiusura di Hormuz.
Ma le voci di un possibile accordo continuano e, in particolare, il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ha riferito che una svolta sulla libertà di transito a Hormuz potrebbe esserci già nelle prossime ore. Conferme sull'intesa arrivano anche dai media iraniani. E, come effetto, il petrolio ha ceduto più del 5%.
Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha respinto la validità di quanto riportato dall'emittente statunitense Cnn, secondo cui, dall'inizio della guerra all'Iran, gli Usa avrebbero esaurito l'80% dei missili intercettori Thaad e il 50% di Patriot. "Quel titolo NON è vero, Cnn. Vergognatevi", ha scritto Hegseth su X, postando la foto di un momento della trasmissione in cui è stata presentata la vicenda con il relativo banner riassuntivo e la citazione dell'80% dei Thaad in meno. "Non odiamo abbastanza i media delle fake news", ha aggiunto.
La rotta meridionale attraverso lo Stretto di Hormuz rimane libera e aperta a tutte le navi commerciali che desiderano transitare lungo l'itinerario internazionale. Lo ha annunciato il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) in un messaggio pubblicato su X. "Negli ultimi tre mesi, le forze degli Stati Uniti hanno assistito più di 1.000 navi nel transitare con successo nello Stretto di Hormuz, nonostante l'aggressione iraniana ingiustificata. Questi transiti continuano ancora oggi", ha aggiunto il Centcom.
Il conflitto con l'Iran sta esercitando una pressione senza precedenti sulle scorte di missili statunitensi, raggiungendo livelli "pericolosamente bassi". Le forze armate Usa hanno impiegato quasi l'80% degli intercettori Thaad e circa la metà di quelli Patriot rispetto alle scorte pre-conflitto, riporta l'emittente statunitense Cnn. Nelle ostilità, l'esercito americano ha usato praticamente tutti i missili terra-terra a lungo raggio a guida di precisione a sua disposizione. Le operazioni militari hanno portato all'uso di parte considerevole degli intercettori per la difesa aerea più avanzati, spingendo Washington a rivalutare i rischi di una campagna prolungata.
Otto delle più grandi compagnie petrolifere hanno accumulato profitti per quasi 93 miliardi di dollari in soli tre mesi, dopo che la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran ha innescato un'impennata dei prezzi del petrolio, che ha superato i 100 dollari al barile. Sono i dati raccolti dalla testata britannica The Guardian che, in un'analisi, fotografa come le big del greggio abbiano aumentato i propri guadagni. Si tratta di Aramco, Bp, Shell, Equinor, TotalEnergies, Eni, Chevron ed ExxonMobil, tutte quotati in borsa. Secondo la testata britannica, gli otto produttori di petrolio presi in esame hanno registrato oltre 700mila dollari di profitto al minuto nei tre mesi fino alla fine di giugno, primo trimestre fiscale completo dopo lo scoppio della guerra in Medio Oriente.
Il petrolio consolida il crollo dei prezzi innescato dalle dichiarazioni del segretario di Stato al tesoro Usa, Scott Bessent, che hanno fatto lievitare le speranze su una riapertura dello stretto di Hormuz. In serata il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord, cala del 5,24% e si assesta a 79,37 dollari. A New York il West Texas Intermediate cade del 5,71%, con il prezzo che scende a 75,75 dollari.
L'emiro del Qatar, sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sugli ultimi sviluppi regionali, compresi gli sforzi per "allentare" le tensioni tra Stati Uniti e Iran e "colmare il divario" nelle loro posizioni. E' quanto si legge in una dichiarazione dell'ufficio dell'emiro riportata da Al Jazeera. Durante la telefonata - viene spiegato - Trump ha elogiato il ruolo del Qatar nel "sostenere gli sforzi diplomatici e facilitare il dialogo", mentre lo sceicco ha sottolineato la necessità di "proseguire con il dialogo" e che tutte le parti "rispettino il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran concordato a metà giugno".
Il ministero dei trasporti yemenita, parte del governo riconosciuto a livello internazionale e sostenuto dall'Arabia Saudita, ha condannato gli Houthi, allineati con l'Iran, per l'attacco condotto con un'imbarcazione carica di esplosivo contro un cargo battente bandiere indiana nel Mar Rosso, vicino allo Yemen. La Msv Faize Noore Oliya è stata affondata, ma i marinai sono stati tratti in salvo. Lo riporta Iran International.
Le forze armate israeliane "non si ritireranno dalle loro attuali linee" nella Striscia di Gaza "fino a quando Hamas non sarà completamente disarmato". Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook. Secondo quanto riportato da Ynet, il premier ha spiegato che sono state "istruzioni ai soldati delle Forze di difesa israeliane (Idf) di fare tutto il necessario per proteggere se stessi, il nostro territorio e i nostri cittadini". Quindi ha aggiunto: "Il Presidente Trump e il suo team credono di poter disarmare Hamas e smilitarizzare Gaza: stiamo esaminando la questione. Ci hanno inviato una bozza, non l'abbiamo approvata e abbiamo inviato le nostre osservazioni".
Il ministero degli Esteri di New Delhi denuncia che "una nave commerciale battente bandiera indiana, l'Msv Faize Noore Oliya" ha subito "un attacco" ed "è affondata nel Mar Rosso al largo delle coste dello Yemen". Stando a quanto scrive l'agenzia di stampa Ani, il ministro della Navigazione indiano ha dichiarato che "tutti i 14 marinai a bordo (compresi i 13 cittadini indiani) sono stati tratti in salvo dalla guardia costiera yemenita e condotti al porto di Mokha".
L'Iran starebbe valutando la possibilità di consentire ai Paesi europei di rimuovere le mine dallo Stretto di Hormuz. Lo scrive Bloomberg sul suo sito. Un'apertura che - viene spiegato - potrebbe rientrare in un accordo per normalizzare la navigazione nel canale e agevolare i negoziati di pace con gli Stati Uniti. In pubblico, l'Iran ha ripetutamente affermato che non permetterà a Paesi stranieri di partecipare alle operazioni di sminamento, ma una fonte anonima ha affermato che in incontri privati tenutisi nelle ultime settimane Teheran avrebbe ammorbidito tale posizione.
Una fonte di alto livello ha dichiarato ad Al-Arabiya che l'annuncio ufficiale delle disposizioni per la riapertura completa dello Stretto di Hormuz è "imminente", confermando che i contatti tra le parti interessate si sono intensificati nelle ultime ore e hanno compiuto progressi significativi. La fonte ha affermato che l'annuncio potrebbe essere diffuso "nelle prossime ore o domani", spiegando che le consultazioni stanno procedendo "a pieno ritmo".
Recenti immagini satellitari hanno mostrato la presenza delle due portaerei statunitensi Uss Abraham Lincoln e Uss George H. W. Bush nel Mar Arabico, a meno di 200 chilometri dalle coste iraniane. Lo riferisce l'emittente qatariota panaraba Al Jazeera, secondo cui un'immagine scattata dal satellite europeo Sentinel 2, datata primo agosto, mostra le due portaerei statunitensi separate da una distanza stimata di circa 94 chilometri. Secondo le rilevazioni, una delle portaerei si trovava a circa 166 chilometri a sud della costa iraniana, vicino al tratto che si estende fino al Golfo di Gwadar (Pakistan), mentre l'altra era posizionata a circa 195 chilometri a sud della costa iraniana, al largo della zona di Beris, a est di Chabahar.
Il portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, ha affermato che Doha sta particolare sostenendo gli sforzi di mediazione dell'Oman e si augura che si possa raggiungere un accordo "nelle prossime ore o nei prossim igiorni". Al-Ansari ha confermato che non sono in corso colloqui diretti, ma che i mediatori si stanno confrontando, aggiungendo che "le bozze degli accordi vengono scambiate". Riguardo allo Stretto di Hormuz il Qatar ha affermato che la posizione di Doha è che lo Stretto debba essere riaperto e funzionare come ha sempre funzionato.
Sullo Stretto di Hormuz, ha detto Marco Rubio, "c'è un dialogo nei negoziati in cui siamo coinvolti tra Oman e Iran su come consentire a un maggior numero di navi di attraversarlo in sicurezza nel breve termine, mentre ci muoviamo verso i colloqui a lungo termine sul nucleare. Sono stati fatti progressi, ma non si è ancora giunti a una conclusione. Confidiamo sia finalizzata a brevissimo". Il segretario di Stato americano, nel corso della firma di un accordo sul nucleare civile con il vicepresidente del Paraguay Pedro Alliana, ha aggiunto che "ci sono navi in transito attraverso lo Stretto e sta passando petrolio. Lo Stretto è aperto".
Gli Stati Uniti hanno usato in Iran "praticamente tutti" i missili di precisione a lungo raggio Atacms e Prsm e poco meno della metà dei loro Tomahawk. È quanto riferisce l'agenzia britannica Reuters, citando tre fonti qualificate anonime. La riduzione delle scorte è da settimane tema di dibattito negli Stati Uniti anche se il presidente Donald Trump ha più volte smentito queste voci. Le fonti non hanno voluto rivelare quanti pezzi restino nei magazzini del Pentagono, ma il timore è che in caso di una nuova offensiva su vasta scala, Washington dovrà fare affidamento sui caccia per bombardare in territorio iraniano, avviando quindi missioni più pericolose per i militari.
Wall Street apre con solidi guadagni e sigla nuovi record in scia a solidi risultati trimestrali di società come Palantir e Caterpillar, mentre i prezzi del petrolio cedono oltre il 3% con l'ottimismo su un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz che potrebbe maturare oggi o domani, secondo quanto detto dal segretario al Tesoro, Scott Bessent. Il Dow Jones sale dell'1,17%, a 53.799,73 punti, mentre il Nasdaq del 2,13%, a quota 25.913,90. Positivo anche l'S&P 500 a 7.631,24 punti (+0,40%), testando nuovi record.
Secondo tre fonti a conoscenza dei dati, l'esercito statunitense ha esaurito gran parte delle sue scorte di missili a lungo raggio ad alta precisione durante i cinque mesi di guerra con l'Iran, sollevando preoccupazioni sulla prontezza operativa delle forze armate per futuri conflitti. I missili in questione sono principalmente i sistemi missilistici terra-terra dell'esercito, noti come Army Tactical Missile Systems (Atacms) e Precision Strike Missiles (PrSM). Gli Stati Uniti hanno utilizzato "praticamente tutte" queste armi, secondo due delle fonti. Lo scrive la Reuters sul suo sito. Il livello di esaurimento delle scorte di Atacms e Precision Strike Missiles non era stato precedentemente reso noto. Le munizioni a lungo raggio rappresentano una parte importante dell'arsenale militare, consentendo attacchi precisi da una distanza di sicurezza. I missili Atacms forniti dagli Stati Uniti hanno svolto un ruolo chiave nella guerra in Ucraina, consentendo alle forze ucraine di attaccare obiettivi in Russia. Il PrSM è una generazione più recente e avanzata che sostituirà gli Atacms, i quali hanno una gittata inferiore. Gli analisti affermano che tali armi - che costano oltre un milione di dollari ciascuna - sarebbero importanti anche in un eventuale conflitto con la Cina. Le fonti si sono rifiutate di specificare quante munizioni di ciascun tipo fossero ancora disponibili negli Stati Uniti. Una quarta persona a conoscenza della questione ha affermato che, sebbene il Comando Centrale (Central Command), che sovrintende alle forze statunitensi in Medio Oriente, abbia quasi esaurito le scorte di missili terrestri di cui disponeva prima dell'inizio della guerra, è stato in grado di rifornirsi con materiali provenienti da altre aree del mondo. Rispondendo a una richiesta di commento, il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha dichiarato: "Le forze armate americane sono le più potenti al mondo e dispongono di tutto il necessario per agire nel momento e nel luogo scelti dal presidente. Abbiamo condotto con successo numerose operazioni in tutti i comandi operativi, garantendo al contempo che le forze armate statunitensi possiedano un vasto arsenale di capacità per proteggere il nostro popolo e i nostri interessi".
Il petrolio cede più del 3% dopo che il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, ha detto che Stati Uniti e Iran potrebbero raggiungere un accordo oggi o domani per riaprire lo Stretto di Hormuz, garantendo la libertà di transito alle navi commerciali: il Wti, riferimento americano, cede il 3,87%, a 77,23 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale, perde il 3,10%, a quota 81,17. "C'è la possibilità di raggiungere un accordo oggi o domani per aprire lo stretto e muoverci verso una situazione più normalizzata in questo conflitto", ha detto Bessent alla Cnbc, aggiungendo che su Hormuz "si tratterebbe di libertà di transito".
Un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz con "libertà di navigazione" potrebbe essere raggiunto già oggi o domani. Lo ha detto il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, e lo riporta Cnbc. "Siamo in trattative con gli iraniani", ha dichiarato Bessent a 'Squawk Box' della Cnbc. "C'è la possibilità che si raggiunga un accordo oggi o domani per riaprire lo Stretto e procedere verso una posizione più normalizzata in questo conflitto". "Si tratterebbe di libertà di movimento", ha affermato il Segretario del Tesoro quando gli è stato chiesto se all'Iran sarebbe stato consentito di imporre un pedaggio.
I ribelli Houthi dello Yemen hanno affermato di aver colpito con un drone un "obiettivo nemico saudita sensibile presso l'aeroporto di Najran", nel sud dell'Arabia Saudita, sostenendo che l'attacco ha centrato "il bersaglio con precisione". Lo riporta Al Jazeera. Il comunicato aggiunge: "Questo attacco giunge in risposta alla violazione dello spazio aereo yemenita da parte del nemico saudita, che ha utilizzato droni sui governatorati di Saada e Hajjah".
Il nuovo ciclo di negoziati tra Libano e Israele, che prende il via oggi a Roma, si svolge tra molti ostacoli: non solo gli scontri ancora in corso sul terreno, ma anche la netta opposizione del movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah e del suo alleato Amal, guidato dal presidente del Parlamento Nabih Berri. Una posizione che stride con quella della maggioranza parlamentare e dell'opinione pubblica libanese, convinte che il negoziato con Israele sia ormai l'unica via percorribile per Beirut. Il ministro dell'Agricoltura libanese, Nizar Hani, ha affermato che gli obiettivi del Libano nei negoziati sono chiari: porre fine alle ostilita' e alle distruzioni e ottenere il ritiro di Israele dal territorio libanese. Tuttavia, Hani ha riconosciuto che tali obiettivi non sono ancora stati raggiunti sul campo, sottolineando al contempo che l'interesse degli Stati Uniti per la situazione libanese rimane. Il ministro ha inoltre espresso la speranza che Hezbollah non si impegni in un nuovo scontro qualora le tensioni tra Stati Uniti e Iran dovessero intensificarsi, avvertendo che cio' porterebbe a "ulteriore spargimento di sangue, distruzione e impoverimento" delle risorse del Libano.
I negoziati tra il Libano e Israele portano "vergogna e umiliazione". Lo afferma Hezbollah, secondo cui il presidente libanese sta alimentando le divisioni con i colloqui con Israele. In queste ore a Roma è previsto un nuovo round di colloqui trilaterali tra Israele, Libano e Stati Uniti per risolvere il conflitto nel Paese dei Cedri.
L'Iran ha annullato un'operazione per colpire tre siti in Ucraina dopo che Kiev ha offerto delle "scuse" per un attacco del 25 luglio scorso contro una nave iraniana nel Mar Caspio. Lo ha detto alla televisione di Stato dell'Iran Mohsen Rezaei, consigliere militare della guida suprema Ali Khamenei, spiegando che le forze armate avevano completato i preparativi per gli attacchi prima che l'operazione venisse annullata. Rezaei ha inoltre avvertito che non sara' permessa alcuna rotta marittima attraverso lo Stretto di Hormuz al di fuori di quella designata da Teheran, affermando che qualsiasi nave militare "ostile" che tenti di utilizzare una "rotta illegale" verra' colpita. Secondo le autorita' iraniane, un membro dell'equipaggio e' rimasto ucciso nell'attacco ucraino nel Mar Caspio. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, aveva confermato la scorsa settimana di aver ricevuto rassicurazioni dall'omologo ucraino, Andrii Sybiha, secondo cui l'attacco alla nave iraniana non era stato intenzionale e che Kiev non intende cercare un'escalation.
"Io non rassegnerò le dimissioni e resterò al mio posto per realizzare le mie promesse e servire questa nazione". Lo ha detto in una video-intervista, la cui anteprima è stata pubblicata dall'agenzia iraniana Isna, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. "Ho stretto un patto con il popolo e rimarrò fedele a questo patto fino all'ultimo momento - dice ancora - Le voci diffuse negli ultimi giorni riguardo a mie dimissioni o a un mio passo indietro sono del tutto false, fabbricate da chi punta a colpire l'unità nazionale. I problemi del Paese sono molti, ma risolverli richiede coesione e fermezza" ha concluso.
Il Kuwait è in trattative con Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo per la costruzione di un nuovo oleodotto che consenta di esportare greggio senza transitare dallo Stretto di Hormuz, la cui chiusura di fatto da parte dell'Iran ha azzerato le esportazioni petrolifere del Paese. Lo ha dichiarato in una intervista all'agenzia di stampa giapponese Kyodo il ministro del Petrolio Tariq Sulaiman Al Roumi, spiegando che il governo sta valutando diverse opzioni insieme ai partner regionali. Tra le ipotesi allo studio figurano un collegamento attraverso l'Arabia Saudita verso il Mar Rosso o l'Oman e una seconda rotta fino al porto emiratino di Fujairah. Secondo Al Roumi si tratterebbe di un progetto di grandi dimensioni, per il quale è ancora in corso la valutazione della soluzione più efficiente e meno costosa.
Un "proiettile non identificato" ha colpito una nave mercantile nello Stretto di Hormuz, riferisce l'agenzia marittima britannica Ukmto senza menzionare feriti o danni. L'incidente è avvenuto a circa 37 km a nordest della città omanita di Al Khasab.
