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Trump: accordo o distruggo l'isola di Kharg | Iran: "Nessun negoziato, solo proposte" | Madrid chiude i cieli agli Usa
Il petrolio chiude in rialzo a New York, dove le quotazioni superano i 100 dollari al barile: è la prima volta da inizio guerra.
La Nato ha intercettato il quarto missile balistico lanciato dall'Iran verso la Turchia. Mentre risuonano le sirene a Tel Aviv e dintorni, il presidente americano Trump minaccia di "distruggere l'isola di Kharg se non c'è intesa con Teheran". La Spagna, intanto, ha chiuso lo spazio aereo a qualsiasi aereo che partecipi all'offensiva di Usa e Israele contro Teheran. Il petrolio chiude in rialzo a New York: oltre 100 dollari al barile, è la prima volta da inizio conflitto. Unifil alza la voce dopo gli attacchi ai soldati Onu: "Basta colpire deliberatamente i caschi blu in Libano". Intanto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei smentisce trattative "anche dirette" con gli Usa: "Non abbiamo avuto alcun negoziato con gli Stati Uniti in questi 31 giorni. Solo proposte".
Nel conflitto con l'Iran "siamo decisamente oltre la metà del percorso" in merito agli obiettivi di guerra, "ma non voglio fissare una scadenza". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all'emittente Usa Newsmax. "Credo - ha aggiunto - che questo regime crollerà dall'interno. Ma al momento, quello che stiamo facendo è semplicemente indebolire le loro capacità militari, missilistiche e nucleari, e anche indebolirli dall'interno".
I Pasdaran hanno reso noto che nelle ultime ore, due droni MQ-9 Reaper sono stati abbattuti da un "nuovo sistema di difesa avanzato". Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Fars, i velivoli senza pilota sono stati abbattuti sulla provincia di Isfahan dal sistema di difesa "sotto il controllo della rete integrata di difesa aerea del Paese". Il drone MQ-9 Reaper è utilizzato principalmente dalle forze armate statunitensi, ma anche i loro alleati ne hanno accesso.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è "molto interessato" alla possibilità di chiedere ad alcuni Paesi del Medio Oriente di contribuire a sostenere i costi della guerra in Iran. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, nel corso di un briefing con la stampa. "Non voglio anticiparlo su questo argomento, ma certamente so che è un'idea che ha discusso", ha aggiunto Leavitt.
"Non abbiamo avuto alcun negoziato con gli Stati Uniti in questi 31 giorni. Quello che è successo è una richiesta di negoziati insieme a una serie di proposte dagli Usa che ci sono pervenute tramite alcuni intermediari, tra cui il Pakistan". Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei smentendo quanto riferito da Donald Trump su trattative "anche dirette" con Teheran.
"In una situazione in cui l'aggressione militare statunitense continua con intensità, dedichiamo tutti i nostri sforzi ed energie alla difesa della nazione iraniana. Abbiamo già vissuto esperienze simili e non dimenticheremo il tradimento della diplomazia, avvenuto due volte in meno di un anno", ha concluso Baqaei.
L'Ohchr, agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere e proteggere i diritti umani, ha affermato in un post su X che Israele deve "abrogare immediatamente la legge discriminatoria sulla pena di morte approvata oggi dalla Knesset, poiché contravviene agli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale". Le Nazioni Unite "si oppongono alla pena di morte in ogni circostanza. L'attuazione di questa nuova legge violerebbe il divieto del diritto internazionale di infliggere pene crudeli, inumane o degradanti", si legge ancora nel post su X.
Anche Amnesty International chiede alle autorità israeliane l'urgente annullamento degli emendamenti, approvati oggi dalla Knesset, che ampliano l'applicazione della pena di morte, "in una pubblica manifestazione di crudeltà, discriminazione e profondo disprezzo per i diritti umani".
Una guerra prolungata in Iran sarebbe estremamente vantaggiosa per la Russia e molto dannosa per l'Ucraina. È quanto afferma Volodymyr Zelensky in un'intervista all'agenzia di stampa Axios. "Sono certo che la Russia desideri una guerra lunga. Ne trae vantaggi: gli Stati Uniti stanno concentrando la loro attenzione sul Medio Oriente e potrebbero ridurre gli aiuti militari all'Ucraina. Le sanzioni sono state parzialmente revocate. Vedo solo benefici per la Russia nel protrarsi della guerra con l'Iran", ha detto il presidente ucraino, reduce da un viaggio in Medio Oriente. Zelensky si è anche detto preoccupato dal fatto che una guerra prolungata in Iran potrebbe ostacolare l'approvvigionamento di armi all'Ucraina. "Non sono solo preoccupato; sono certo che dovremo affrontare sfide di questo tipo. Assolutamente", ha affermato. Zelensky ha inoltre espresso preoccupazione per la decisione degli Stati Uniti di concedere esenzioni dalle sanzioni relative alle vendite di petrolio russo, in risposta alla crisi energetica. "Se ora ottengono maggiori introiti dal settore energetico, ciò non è di alcun aiuto per noi".
L'attacco avvenuto all'inizio di marzo contro una sinagoga a West Bloomfield, in Michigan, è stato "un atto di terrorismo ispirato da Hezbollah, deliberatamente rivolto a colpire la comunità ebraica e il più grande tempio ebraico del Michigan". Lo riferisce l'Fbi in una conferenza stampa, secondo quanto riferisce la Cnn. L'aggressore, Ayman Ghazali, cittadino statunitense naturalizzato di origine libanese, lanciò un pick-up contro la sinagoga il 12 marzo, mentre all'interno si trovavano oltre 100 bambini impegnati nelle lezioni.
'Idf ha affermato di aver completato poco fa un'altra ondata di attacchi aerei su Teheran. L'esercito ha spiegato che gli attacchi hanno colpito siti infrastrutturali del regime iraniano.
"Fin dall'inizio il presidente ha affermato che l'operazione in Iran durerà in totale dalle quattro alle sei settimane. Siamo al trentesimo giorno. Quindi, fate voi i conti su quanto tempo ancora servirà al Pentagono per raggiungere pienamente gli obiettivi dell'Operazione Epic Fury". Cosi la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, rispondendo in conferenza stampa a una domanda sulla tempistica attuale del presidente Trump sulla guerra contro l'Iran.
Il ministero della Difesa qatarino afferma che il territorio del Paese è stato preso di mira da droni iraniani, ma le forze armate sono riuscite a intercettare tutti i velivoli senza pilota. Lo riporta Al Jazeera.
"Sto seguendo con forte apprensione quanto sta accadendo nel sud del Libano, in particolare in relazione al coinvolgimento delle forze dell'Unifil, che oggi ha causato la morte di tre peacekeeper e il ferimento di altri. Su questo tema ho avuto oggi pomeriggio un colloquio telefonico con collega francese Catherine Vautrin, con la quale abbiamo condiviso la rilevanza strategica di Unifil". È quanto afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto. "Colpire i contingenti delle Nazioni Unite non è tollerabile né accettabile in alcun modo", aggiunge, "le forze Onu sono lì per garantire la pace, contribuire a prevenire escalation e offrire, ove possibile, uno spazio di dialogo e protezione per la popolazione civile". "Chi attacca i Caschi Blu non colpisce singoli contingenti: colpisce la comunità internazionale nel suo insieme e i principi che garantiscono la convivenza tra Stati", conclude Crosetto.
Il petrolio chiude in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono del 3,25% a 102,88 dollari al barile. È la prima volta dall'inizio della guerra che il greggio chiude sopra i 100 dollari.
Donald Trump sempre più a picco nei sondaggi. Il tasso di approvazione del presidente è sceso ancora, al 33%, il livello più basso del suo secondo mandato. È quanto emerge da un sondaggio dell'Università del Massachusetts Amherst, condotto fra il 20 e il 25 marzo e secondo il quale il 62% degli americani non lo approva. Il tasso di approvazione del presidente è cinque punti più basso rispetto al luglio del 2025 e di 11 punti rispetto allo scorso aprile.
Nell'intervista a "Quarta Repubblica" su Rete4, John Bolton, consigliere per la sicurezza nazionale della prima presidenza Trump, ha dichiarato di condividere l'obiettivo del cambio di regime in Iran ma che sin dall'inizio della guerra il tycoon ha commesso diversi errori che lo hanno impedito. "Sostengo l'obiettivo - ha spiegato - del cambiamento di regime, ho sempre pensato che sia l'unica risposta per portare pace e sicurezza in Medio Oriente e nel mondo, vista la natura globale della minaccia terroristica e nucleare. Non ho dubbi che questo comporti anche l'uso della forza militare, ma non per attaccare semplicemente e dare vita a una guerra, bensì per raggiungere l'obiettivo di togliere il potere agli ayatollah e restituirlo al popolo iraniano". "Trump ha commesso diversi errori fin dall'inizio della guerra, che hanno impedito la possibilità di ottenere un cambiamento di regime", ha proseguito. "Ora - ha aggiunto - è concentrato sul prezzo del petrolio, ma era altamente prevedibile che, una volta iniziata questa guerra, l'Iran avrebbe tentato di chiudere lo Stretto di Hormuz e di attaccare le infrastrutture petrolifere nei Paesi arabi. Il fatto che Trump non abbia previsto queste conseguenze è solo un'altra prova che non ha ponderato adeguatamente le implicazioni dell'apertura delle ostilità".
Suonano le sirene a Tel Aviv e nel centro di Israele per lanci di missili dall'Iran. Forti esplosioni nel centro a Tel Aviv. Lo constata l'Ansa sul posto.
Il Parlamento israeliano ha approvato la legge che introduce la pena di morte per i palestinesi condannati per aver ucciso israeliani. L'approvazione del disegno di legge rappresenta una grande vittoria per l'estrema destra israeliana, che ha sostenuto con forza la misura. Il primo ministro Benjamin Netanyahu si è recato personalmente in aula per votare a favore. La legge stabilisce che la pena di morte - mediante impiccagione - diventi la punizione per i palestinesi della Cisgiordania condannati per omicidi a sfondo nazionalistico. La legge conferisce inoltre ai tribunali israeliani l'autorità di infliggere sia la pena di morte sia l'ergastolo anche ai cittadini israeliani. Non ha effetto retroattivo e si applicherà solo ai casi futuri.
Le Forze Armate degli Stati Uniti stanno centrando o superando tutti i loro obiettivi nel quadro dell'operazione Epic Fury e non hanno bisogno dell'aiuto della Spagna né di altri": lo ha dichiarato all'agenzia Efe un funzionario dell'amministrazione Trump, nel commentare la chiusura dello spazio aereo spagnolo ai voli che partecipano all'operazione militare di Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
"Le Forze Armate degli Stati Uniti stanno centrando o superando tutti i loro obiettivi nel quadro dell'operazione Epic Fury e non hanno bisogno dell'aiuto della Spagna né di altri": lo ha dichiarato all'agenzia Efe un funzionario dell'amministrazione Trump, nel commentare la chiusura dello spazio aereo spagnolo ai voli che partecipano all'operazione militare di Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
Per l'operazione militare in Iran "il presidente e il Pentagono hanno stimato 4-6 settimane; siamo al giorno 30, fate voi il calcolo su quanto tempo servirà ancora al Pentagono per completare gli obiettivi". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt parlando nel corso di un briefing con la stampa. I colloqui tra gli Stati Uniti e l'Iran "stanno continuando e procedono bene. Ciò che viene detto pubblicamente è diverso da quanto viene discusso in privato. Stiamo vedendo gli elementi rimanenti del regime diventare sempre più desiderosi di porre fine alla distruzione e di sedersi al tavolo dei negoziati", ha aggiunto Leavitt, sottolineando come per Teheran "questa è un'opportunità unica di raggiungere un accordo: se rifiuterà questa occasione, il più potente esercito del mondo continueà a restare pronto e a garantire al presidente Trump ogni opzione disponibile". "In un modo o nell'altro, il regime non avrà più la possibilità di minacciare gli Stati Uniti", ha concluso Leavitt.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver "colpito 170 obiettivi appartenenti al regime terroristico iraniano, utilizzando circa 400 munizioni", nelle ultime 24 ore. In una nota su Telegram, le Idf hanno precisato che l'Aeronautica militare israeliana "ha completato un'ulteriore ondata di attacchi contro infrastrutture appartenenti al regime terroristico iraniano in varie zone di Teheran", la capitale della Repubblica islamica. "Nel corso di questa ondata di attacchi, le Idf hanno proseguito ad aggravare i danni all'industria di produzione di armi del regime. Tra i siti colpiti: un sito centrale utilizzato per la produzione di componenti chiave per vari tipi di armi in Iran; siti destinati alla produzione di motori per droni; un complesso industriale dove venivano sviluppati componenti per armi e un sito di ricerca e sviluppo", si legge nella nota. "In parallelo, nell'Iran occidentale, le Idf hanno colpito diversi importanti quartieri generali di forze armate subordinate al regime terroristico iraniano, tra cui il principale compound dei Basij (unità paramilitare dei pasdaran) nella città di Dehgolan e una stazione di polizia delle Forze di sicurezza interna nella città di Sanandaj", conclude la nota.
Le Forze di difesa d'Israele (Idf) hanno ucciso alcuni presunti miliziani membri dell'Unità 1800 di Hezbollah, "responsabile del coordinamento" tra il movimento sciita libanese filo-iraniano e "le organizzazioni terroristiche palestinesi" operanti in Libano, Gaza, Siria e Cisgiordania. Lo riferiscono le stesse Idf in una nota, precisando di aver eliminato oggi, in un attacco a Beirut, la capitale libanese, "Hamza Ibrahim Rakin, vice comandante dell'Unità 1800, insieme all'ufficiale responsabile delle Operazioni dell'unita'" e a "un altro terrorista operativo all'interno dell'unita'". Nel quadro del suo ruolo, si legge nella nota, "Rakin fungeva da principale collegamento tra Hezbollah e le organizzazioni terroristiche palestinesi, e supervisionava il trasferimento di terroristi da queste organizzazioni per prendere parte ai combattimenti contro i militari delle Idf operativi nel Libano meridionale". In altri attacchi condotti nel corso della giornata a Beirut e nel Libano meridionale, "i militari delle Idf hanno preso di mira centri di comando appartenenti all'organizzazione terroristica Hezbollah", prosegue la nota.
Gli Stati Uniti verificheranno presto se il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, sia disposto a collaborare con Washington. "Lo scopriremo", ha detto il presidente Donald Trump in un'intervista al New York Post, aggiungendo: "Ve lo farò sapere tra circa una settimana". Trump ha descritto un cambiamento drastico all'interno dell'Iran, sostenendo che la vecchia classe dirigente sia stata di fatto eliminata e sostituita da un nuovo gruppo che, a suo dire, finora si è mostrato più disposto al dialogo. "C'è stato un cambiamento totale di regime perché i regimi del passato non esistono più e abbiamo a che fare con un gruppo completamente nuovo di persone", ha affermato Trump. "E finora sono stati molto più ragionevoli". Alla domanda se si tratti di figure diverse rispetto ai precedenti avversari degli Stati Uniti a Teheran, Trump ha risposto senza esitazioni: "Più o meno. Gli altri sono tutti morti".
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di "non sapere" con certezza se la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, figlio del defunto Ali Khamenei, sia ancora vivo. "Non lo sappiamo. Pensiamo probabilmente di si', ma in condizioni estremamente gravi", ha detto Trump in un'intervista al "New York Post", ribadendo che "nessuno ha più avuto notizie di lui, è gravemente ferito"
Centinaia di forze speciali statunitensi, tra cui Navy SEAL e Ranger, sono arrivati in Medio Oriente, insieme a migliaia di Marine e paracadutisti dell'esercito, nell'ambito dei dispiegamenti del Pentagono per la guerra in Iran. Lo hanno riferito fonti informate a Cbs News. Le fonti hanno affermato che questi dispiegamenti servono a offrire al presidente Trump una gamma di opzioni, mentre l'Iran mantiene il suo blocco de facto dello Stretto di Hormuz, comprese operazioni volte a riaprire lo stretto, a prendere il petrolio dall'isola iraniana di Kharg, un punto chiave per le sue esportazioni energetiche, o a sequestrare le scorte di uranio arricchito dell'Iran.
La Nato ha oggi nuovamente intercettato con successo un missile balistico iraniano diretto in Turchia. Lo ha confermato su X la portavoce dell'Alleanza atlantica, Allison Hart. "La Nato è preparata per tali minacce e farà sempre ciò che è necessario per difendere tutti gli alleati", ha aggiunto la portavoce. In precedenza, il ministero della Difesa turco aveva annunciato l'abbattimento, da parte dei sistemi di difesa aerea Nato schierati nel Mediterraneo orientale, di un missile "presumibilmente" lanciato dall'Iran. Si è trattato della quarta intercettazione di un missile diretto verso lo spazio aereo turco da quando, lo scorso 28 febbraio, è scoppiata la guerra in Iran. Ad oggi, Teheran ha sempre negato la responsabilità del lancio di missili verso la Turchia.
Il Partito repubblicano degli Stati Uniti sta valutando riduzioni della spesa sanitaria federale per contribuire a finanziare una legge di bilancio che includerebbe fino a 200 miliardi di dollari destinati alla guerra in Iran e all'applicazione delle norme sull'immigrazione. Lo riferisce Axios, secondo cui i principali repubblicani della Camera stanno valutando misure compensative nel settore sanitario volte a contrastare frodi nei programmi federali, come gia' avvenuto durante il dibattito dello scorso anno sulla legge di bilancio che ha introdotto profondi tagli alla spesa federale per Medicaid e requisiti lavorativi per la prima volta. "Ci sono altri aspetti che stiamo esaminando in questo momento, soprattutto nelle aree di frodi, sprechi e abusi, su cui stiamo lavorando con i nostri membri", ha dichiarato il leader della maggioranza alla Camera, Steve Scalise.
Contro lo shock energetico causato dalla guerra in Medio Oriente serve "una rapida, coordinata e proporzionata risposta politica": lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti alla riunione del G7 finanze-energia. Giorgetti, che ha invitato a tenere "ben presenti gli insegnamenti del 2022-23" con l'attacco russo all'Ucraina, ha definito il caro-energia "un problema critico per le industrie energivore che rappresentano il 20% della manifatturiera italiana". "Le misure energetiche per contrastare l'aumento indiscriminato dei prezzi - ha detto - devono essere mirate, temporanee e basate su un approccio condiviso", per questo "sono d'accordo con Christine Lagarde, dobbiamo trovare un giusto mix tra politica monetaria e fiscale".
"Questa mattina un'esplosione ha gravemente danneggiato un veicolo dell'Unifil e diversi peacekeeper sono rimasti feriti. Alcuni dei feriti sono stati evacuati, ma non siamo riusciti a raggiungere la scena per estrarre altri due a causa della mancanza di garanzie di sicurezza. Dopo il coordinamento con le autorità libanesi e israeliane, una squadra è ora in viaggio verso il luogo dell'incidente. Fornirò aggiornamenti quando possibile". Lo riferisce la portavoce di Unifil, Kandice Ardiel.
Il ministero della Difesa turco ha affermato che un missile balistico dall'Iran è stato intercettato dai sistemi di difesa aerea e missilistica della Nato, schierati nel Mediterraneo orientale, dopo essere entrato nello spazio aereo turco, senza precisare l'esatta posizione dell'intercettazione. Quello di oggi è il quarto missile dall'Iran verso la Turchia a essere intercettato dal sistema difensivo della Nato da quando è iniziato il conflitto tra Usa, Israele e Iran, mentre la Repubblica islamica ha sempre negato la responsabilità del lancio dei missili. "Tutte le misure necessarie vengono adottate con decisione e senza esitazione contro qualsiasi minaccia diretta al territorio e allo spazio aereo del nostro Paese, e tutti gli sviluppi nella regione vengono attentamente monitorati, dando priorità alla nostra sicurezza nazionale", ha affermato il ministero della Difesa di Ankara, dopo avere annunciato l'intercettazione del missile balistico dall'Iran che è penetrato nello spazio aereo turco. Sebbene non sia stata chiarita la posizione delle intercettazioni dei missili lanciati dall'Iran verso la Turchia, i detriti del primo missile intercettato nelle scorse settimane erano caduti a Dortyol, località nel sud est anatolico, a circa un centinaio di chilometri dalla base di Incirlik, una struttura militare turca utilizzata anche dagli Stati Uniti.
Il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi ha rivolto un messaggio al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, esortandolo a fermare la guerra in atto in Medio Oriente. "Dico al presidente Trump che nessuno tranne lei può fermare la guerra nella regione del Golfo. Le parlo a nome dell'umanità e di tutte le persone amanti della pace, e lei, Eccellenza, è una persona amante della pace. Le invio un messaggio diretto a nome mio, a nome dell'intera regione e a nome del mondo intero: le ripercussioni di questa guerra saranno gravissime se dovesse continuare ancora. La prego... la prego, ci aiuti a fermare la guerra, perché lei è in grado di farlo", ha detto.
Altri due soldati Onu sono morti in Libano oggi: sarebbero caschi blu indonesiani, che operavano nella zona sud est del Paese. Almeno un'altra persona sarebbe rimasta ferita. Lo apprende l'Ansa da fonti informate. Sarebbero così tre i soldati di Unifil morti nell'arco di poche ore.
"Ribadiamo l'importanza di flussi commerciali sicuri e ininterrotti, inclusa la sicurezza della navigazione e la protezione delle rotte e infrastrutture marittime, come essenziali per la stabilità e sicurezza energetica globali". Lo affermano in un comunicato congiunto i governatori e ministri delle finanze e dell'energia del G7, riuniti in formato virtuale sotto la presidenza francese di fronte allo shock energetico legato alla quasi-chiusura dello stretto di Hormuz.
Due navi cinesi hanno attraversato oggi lo Stretto di Hormuz, nel "primo attraversamento confermato di una grande nave portacontainer" dall'inizio della guerra contro l'Iran. Lo ha riportato il sito di monitoraggio navale MarineTraffic. In un post pubblicato su X, il servizio di monitoraggio ha affermato che le due navi portacontainer ultra-grandi della Cosco hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz, dopo un primo tentativo di transito andato a vuoto venerdì scorso, "segnalando un possibile cambiamento nelle condizioni per il trasporto marittimo commerciale". MarineTraffic ha quindi citato i dati secondo cui la nave "Cscl Indian Ocean ha attraversato lo Stretto alle 08.47, seguita dalla Cscl Arctic Ocean alle 9.14", precisando che "entrambe hanno proprietà ed equipaggio cinesi".
Tre membri di Hezbollah sono stati uccisi e altri tre sono rimasti gravemente feriti in un raid aereo israeliano che ha colpito un edificio residenziale vicino alla periferia sud di Beirut, una roccaforte del gruppo filo-iraniano, questa mattina, secondo quanto riferito da una fonte della sicurezza all'Afp. L'esercito israeliano ha annunciato di aver condotto raid aerei a Beirut contro le infrastrutture di Hezbollah.
"L'Iran minaccia di controllare lo Stretto di Hormuz e di istituire un sistema di pedaggi. Questo non sarà permesso". Lo ha dichiarato il segretario di Stato Marco Rubio in un'intervista. "Il mondo dovrebbe prendere atto delle minacce dell'Iran di istituire nello Stretto un sistema che controlli chi transita nelle acque internazionali", ha spiegato. "Hanno molto più da perdere di noi. Solo una minima parte della nostra energia transita da lì, il resto del mondo ne riceve molta di più", ha aggiunto.
Per il segretario di Stato ameriano, Marco Rubio, all'interno della leadership iraniana potrebbero esserci delle "fratture". Motivo per cui gli Stati Uniti non intendono rivelare con chi stanno portando avanti i colloqui. "Se ora vi fossero nuove figure al comando, portatrici di una visione del futuro più ragionevole, questa sarebbe un'ottima notizia per noi, per loro e per il mondo intero", ha detto in un'intervista. "Tuttavia, dobbiamo anche prepararci alla possibilità o forse persino alla probabilità che non sia così". In Iran, ha aggiunto Rubio, "ci sono persone che, in privato, stanno dicendo le cose giuste". "Ma dobbiamo vedere se saranno effettivamente queste persone ad assumere il comando, dobbiamo verificare se siano loro ad avere il potere di mantenere le promesse. Speriamo vivamente che sia così", ha spiegato il segretario di Stato americano. Quanto alle dichiarazioni di Donald Trump sull'Iran, a volte contrastanti, Rubio ha sostenuto che le parole del presidente indicano come egli "privilegi la diplomazia", nonostante le minacce di ritorsioni avanzate nel caso in cui i colloqui dovessero fallire.
"Con il passare del tempo, gli Stati Uniti riprenderanno il controllo dello Stretto" di Hormuz e "ci sarà libertà di navigazione, garantita da una scorta statunitense o da una scorta multinazionale". Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent in un'intervista a Fox, stimando in 10-12 milioni di barili al giorno il deficit sui mercati.
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha ribadito che le truppe britanniche non saranno presenti sul territorio iraniano, sottolineando ancora una volta che "questa non è la nostra guerra". Secondo quanto riferisce l'emittente britannica Bbc, Starmer ha dichiarato ai giornalisti che "questa non è la nostra guerra e non abbiamo intenzione di farci coinvolgere", in merito alla possibilità di truppe britanniche in Medio Oriente. Il primo ministro britannico ha poi difeso la sua posizione durante tutto il conflitto, affermando che il Regno Unito sta adottando "misure difensive" per proteggere "le vite britanniche, gli interessi britannici e, naturalmente, i nostri alleati nella regione". Starmer ha osservato poi che il Regno Unito continuerà a difendere i propri interessi e a lavorare per la riapertura dello Stretto di Hormuz, tuttavia ha evidenziato che "non ci faremo trascinare in questa guerra".
I negoziati tra Stati Uniti e Iran sono attualmente in corso, anche attraverso la mediazione, ha affermato il Segretario di Stato americano Marco Rubio. "Lui (il presidente Donald Trump) preferisce la diplomazia. Come ho detto, questi sforzi sono ancora agli inizi. Ci sono messaggi che vengono trasmessi avanti e indietro, alcune conversazioni in corso, anche tramite intermediari", ha detto Rubio, intervenendo in una trasmissione tv, osservando però che "dobbiamo anche essere preparati al fatto che questo tentativo potrebbe fallire".
Il Parlamento iraniano sta esaminando la questione del possibile ritiro da parte di Teheran dal Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp). Lo ha detto alla stampa il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei. "La questione è al vaglio del Parlamento. È una questione complessa", ha detto Baqaei, aggiungendo: "Se l'adesione è solo nominale e non possiamo esercitare i diritti previsti, qual è il vantaggio di farne parte?".
In caso di attacco americano all'isola di Kharg, l'Iran potrebbe rispondere in quattro modi. Secondo gli esperti militari citati dai media americani, la prima opzione per Teheran è colpire direttamente le truppe americane. Kharg infatti si trova a meno di 50 chilometri dalle coste iraniane e quindi è facilmente raggiungibile da droni e missili, senza contare che sull'isola ci sono probabilmente ancora forze del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie. La seconda ipotesi per Teheran è colpire gli impianti energetici in Medio Oriente, soprattutto quelli nei Paesi del Golfo. La terza alternativa è il maggiore sostegno da parte dei proxy dell'Iran, in particolare dai gruppi iracheni e da Hezbollah. La quarta possibilità è la chiusura dello Stretto del Mar Rosso da parte degli Houthi. Hormuz non è infatti l'unico passaggio cruciale: lo stretto di Bab el-Mandeb è un altro crocevia dove passa il 10% delle forniture mondiali di petrolio e gas e una sua chiusura avrebbe un forte effetto sui prezzi del greggio.
"L'attacco all'impianto di desalinizzazione del Kuwait è stato condotto da Israele ed è stato un atto strumentale del regime", ha dichiarato lunedì Ebrahim Zolfaghari, portavoce del Comando Centrale di Khatamolanbia, il comando operativo delle forze armate dell'Iran. "La brutale aggressione del regime sionista contro l'impianto di desalinizzazione, avvenuta nelle scorse ore e perpetrata con l'accusa all'Iran, dimostra la viltà e la depravazione del regime", si legge nella dichiarazione, riportata dall'agenzia Fars.
L'Idf afferma di aver colpito nei giorni scorsi una struttura militare del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche situata all'interno dell'Università Imam Hossein, nel centro di Teheran. Lo riportano i media israeliani. Secondo i militari, l'università - descritta come "uno dei principali siti infrastrutturali militari delle Guardie Rivoluzionarie" - sarebbe stata utilizzata sotto copertura civile per la ricerca e lo sviluppo di armi, compresi lavori legati a missili balistici e altre capacità avanzate.
I caschi blu delle Nazioni Unite nel sud del Libano sono rimasti feriti in un "incidente" avvenuto nei pressi del confine libano-israeliano: lo ha dichiarato un portavoce Unifil, senza specificare la natura dell'incidente. "Si è verificato un incidente che ha coinvolto i caschi blu nei pressi di Bani Hayyan e abbiamo dei feriti", ha dichiarato Kandice Ardiel all'AFP, il giorno dopo che un casco blu indonesiano è stato ucciso da un proiettile di origine sconosciuta che ha colpito una postazione delle Nazioni Unite.
Le forze armate iraniane hanno accusato Israele di aver attaccato un impianto di desalinizzazione in Kuwait. In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim, si afferma che "il brutale attacco del regime sionista (Israele) all'impianto di desalinizzazione del Kuwait, con il pretesto di accusare la Repubblica islamica dell'Iran, avvenuto nelle ultime ore, è un segno della viltà e della bassezza degli occupanti sionisti". Le basi e il personale militare statunitensi, "i loro interessi nella regione, e le infrastrutture e strutture militari, di sicurezza ed economiche del regime sionista (Israele) continueranno a essere i nostri maggiori obiettivi", sottolinea il comunicato.
Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito francese, Generale Pierre Schill, ha dichiarato al giornale francese Le Point che la Francia sta "impiegando elicotteri Tiger per contrastare i droni in Medio Oriente". "Recentemente abbiamo schierato quattro elicotteri Tiger all'interno delle strutture delle forze alleate", ha dichiarato Schill Le Point. Questi elicotteri offrono capacità di intercettazione dei droni superiori grazie alla loro mobilità a lungo raggio, ha affermato il generale francese. La Francia li sta equipaggiando con missili a guida laser, anche se le loro missioni prevedono l'uso di armi potenti, ha specificato il generale francese. La Francia sta valutando l'impiego di droni intercettori contro velivoli a pilotaggio remoto (UAV) di ogni tipo, ha affermato Schill. Alcuni modelli si sono dimostrati promettenti come efficaci sistemi di difesa, mentre altri si sono rivelati inadeguati a causa delle difficoltà di pilotaggio, ha osservato il generale francese.
La presidenza francese del G7 ha convocato per oggi dalle 13 una riunione in videoconferenza dei ministri delle Finanze, assieme ai ministri dell'Energia del G7, alla presenza anche dei governatori delle Banche centrali oggi. Una configurazione inedita, spiega la presidenza francese del G7 che riflette la volontà di Parigi di "rispondere a una crisi le cui ricadute sono inscindibilmente energetiche e economiche".
Le Forze di difesa d'Israele (Idf) hanno colpito a Teheran, negli ultimi giorni, "uno dei siti centrali dell'infrastruttura militare dell'Irgc (Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica dell'Iran, i pasdaran), situato all'interno del complesso dell'università Imam Hossein, la principale istituzione accademica militare dell'Irgc, che funge anche da risorsa d'emergenza per gli apparati militari del regime". Lo riferiscono le stesse Idf in un comunicato su Telegram, precisando che, "sotto copertura civile, all'interno dell'università venivano condotte attività di ricerca e sviluppo per armamenti avanzati". A causa "della sua affiliazione diretta con l'Irgc e del suo coinvolgimento nello sviluppo di attività terroristiche", si legge nella nota, "diversi Paesi hanno imposto sanzioni contro l'universita' e i suoi funzionari di alto livello". L'università "è comandata da Mohammad Reza Hassani Shahnegari, un ufficiale dell'Irgc con un grado equivalente a quello di generale di brigata. Shahnegari dirige e supervisiona le attività dell'università, guida l'addestramento degli ufficiali ed è responsabile del potenziamento delle forze", proseguono le Idf. (segue)
"Ma se per qualsiasi motivo non si dovesse raggiungere un accordo a breve - cosa che probabilmente avverrà - e se lo Stretto di Hormuz non venisse immediatamente 'aperto al traffico', concluderemo il nostro piacevole 'soggiorno' in Iran facendo saltare in aria e distruggendo completamente tutte le loro centrali elettriche, i pozzi petroliferi e l'isola di Kharg (e forse tutti gli impianti di desalinizzazione!), che abbiamo volutamente non ancora 'toccato'". È quanto scrive in un post sul social Truth il presidente Usa Donald Trump, dando aggiornamenti su presunte trattative in corso con l'Iran. "Questo sarà un atto di vendetta per i nostri numerosi soldati, e altri, che l'Iran ha massacrato e ucciso durante i 47 anni di 'regno del terrore' del vecchio regime", ha aggiunto.
Un attacco israeliano contro un posto di blocco militare ha causato la morte di un soldato e il ferimento di altri. Lo ha annunciato l'esercito libanese in un comunicato citato da Al Jazeera. L'attacco è avvenuto ad Al-Amiriya, sulla strada Qalila-Sour, nel sud del Libano.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha definito "deplorevole" l'atteggiamento dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) e del suo direttore generale, Rafael Grossi, in relazione agli attacchi contro installazioni nucleari iraniane. "Le azioni compiute dagli Stati Uniti e dal regime (israeliano) contro le strutture nucleari sono un crimine. Secondo lo statuto dell'Agenzia, questi atti sono criminali, ed è ancora più deplorevole l'indifferenza dell'Agenzia e di Grossi", ha dichiarato Baghaei nel corso di una conferenza stampa. Il portavoce ha accusato il direttore generale dell'Aiea di aver adottato "un approccio molto sbagliato", sostenendo che, invece di condannare i responsabili degli attacchi, "nelle sue interviste utilizza espressioni che rendono la situazione più complessa". Baghaei ha inoltre criticato l'operato dell'Aiea negli ultimi due anni, affermando che il suo responsabile "non ha lasciato un bilancio difendibile, sia per la mancata condanna sia per la mancanza di imparzialità". "In tali condizioni, la prima cosa che l'Agenzia dovrebbe fare è condannare le aggressioni; non abbiamo assistito a nulla di simile", ha aggiunto, ribadendo che Teheran continuerà a portare avanti le proprie consultazioni mantenendo invariata la propria posizione.
"Il rischio di un'escalation è certo, e condanniamo fermamente le minacce e gli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso e oltre. Perché rischiano di trascinare lo Yemen nella guerra regionale e di aumentare non solo il conflitto, ma anche l'instabilità nella regione, nonché l'impatto sul commercio globale e sulla libertà di navigazione". Lo dice il portavoce della Commissione europea Anouar El Anouni. Quanto alla possibilità di estendere il mandato della missione Ue Aspides dal Mar rosso al Golfo Persico, "non facciamo speculazioni, quindi non spetta a me dire ora se estenderemo il mandato, e in tal caso, in quale ambito, restiamo alle ultime dichiarazioni del G7", aggiunge. "Ci uniamo all'appello dell'inviato speciale delle Nazioni Unite Hans Grundberg a esercitare moderazione, a cessare le azioni militari, a rispettare il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario al fine di proteggere i civili e prevenire un'ulteriore escalation in Medio Oriente. Allo stesso tempo, come Ue, restiamo impegnati a sostenere il popolo yemenita e a promuovere la stabilità in questa regione", conclude.
"Gli incontri che il Pakistan sta tenendo sono un quadro che hanno stabilito loro stessi e al quale noi non abbiamo partecipato. È positivo che i Paesi della regione siano preoccupati di porre fine alla guerra, ma dovrebbero fare attenzione a quale parte ha iniziato il conflitto". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, citato dall'agenzia Tasnim.
Un edificio industriale e un'autocisterna presso la raffineria di petrolio di Bazan, nella città settentrionale di Haifa, sono stati colpiti da detriti provenienti da un missile intercettato, secondo quanto riferito dai Vigili del Fuoco israeliani. Lo scrivono i media internazionali. Non è ancora chiaro se il missile sia stato lanciato dall'Iran o dai terroristi di Hezbollah, gruppo sostenuto dall'Iran e presente in Libano. Non si segnalano vittime. I vigili del fuoco affermano che un missile ha colpito direttamente un'autocisterna parcheggiata all'interno del complesso industriale, provocando una densa colonna di fumo dal tetto di una struttura vicina. I pompieri sono attualmente impegnati a impedire che l'incendio si propaghi ad altre aree e a cercare eventuali persone intrappolate. Il Ministro dell'Energia Eli Cohen ha dichiarato che non ci sono stati danni agli impianti di produzione e che la fornitura di carburante non subirà interruzioni.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha definito le proposte degli Usa, articolate in 15 punti, come "eccessive e irragionevoli". Secondo quanto riferisce l'emittente dissidente iraniana, con sede a Londra, 'Iran International', Baghaei ha detto che non ci sono stati contatti diretti con gli Stati Uniti e i messaggi ricevuti da Washington sono arrivati tramite intermediari, tra cui il Pakistan. Il funzionario ha aggiunto che la posizione dell'Iran sulle questioni in discussione è chiara e che Teheran rimane concentrata sul proprio quadro di riferimento.
"Il Patriarcato Latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa confermano" che "le questioni riguardanti le celebrazioni della Settimana Santa e della Pasqua nella Chiesa del Santo Sepolcro sono state affrontate e risolte in coordinamento con le autorità competenti. In accordo con la Polizia di Israele, è stato garantito l'accesso per i rappresentanti delle Chiese al fine di condurre liturgie e cerimonie e preservare le antiche tradizioni pasquali nella Chiesa del Santo Sepolcro". Lo si legge in una nota diffusa dal Patriarcato di Gerusalemme dei Latini e dalla Custodia di Terra Santa. "Esprimiamo la nostra sincera gratitudine a Sua Eccellenza il Sig. Isaac Herzog, Presidente dello Stato di Israele, per la sua pronta attenzione e il prezioso intervento. Esprimiamo inoltre il nostro ringraziamento ai Capi di Stato e ai funzionari che hanno agito rapidamente per trasmettere le loro posizioni ferme, molti dei quali si sono diretti personalmente per esprimere la loro vicinanza e il loro sostegno", si legge ancora.
L'esercito siriano ha dichiarato che oggi un attacco di droni su larga scala ha preso di mira le sue basi vicino al confine con l'Iraq. In una dichiarazione, l'esercito ha segnalato "un attacco su larga scala da parte di diversi droni che hanno preso di mira diverse basi militari vicino al confine iracheno all'alba di oggi", aggiungendo che la maggior parte dei droni è stata intercettata. "Stiamo valutando le nostre opzioni e risponderemo in modo appropriato per neutralizzare qualsiasi minaccia e prevenire qualsiasi aggressione contro il territorio siriano".
Fare il punto sulle ripercussioni economiche legate alla guerra in Medio Oriente: questo l'obiettivo della riunione dei ministri delle Finanze del G7, insieme agli omologhi responsabili dell'Energia e i titolari delle Banche centrali, un formato completamente inedito, secondo la presidenza francese del G7 che ha promosso l'incontro fissato in videoconferenza alle ore 13. Davanti alla fiammata dei prezzi dell'energia ''ci sono già risposte diverse e questo è dovuto in larga parte a divari di situazione e di esposizione rispetto alla crisi", ha dichiarato il ministro francese dell'Economia e delle Finanze, Roland Lescure, ricordando che l'Asia è particolarmente esposta rispetto alla crisi energetica e il blocco dello Stretto di Hormuz. ''È uno dei motivi per cui abbiamo voluto riunire un G7 Finanze-Energia-Banche centrali, affinché nello stesso luogo, alla stessa ora, si possa parlare tutti insieme dei mercati energetici internazionali e nazionali, ma anche dell'impatto sui mercati finanziari e, ovviamente, l'impatto sull'economia", aggiungeva il ministro venerdì scorso.
L'esercito israeliano ha dichiarato che l'Iran ha lanciato diverse ondate di missili contro Israele e che un attacco è stato lanciato dallo Yemen, per la seconda volta dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele. Lo scrivono i media internazionali. Ha inoltre affermato che due droni provenienti dallo Yemen sono stati intercettati stamattina, senza però fornire ulteriori dettagli. La milizia Houthi yemenita, sostenuta dall'Iran, è entrata in guerra sabato, lanciando missili contro Israele e intensificando un conflitto che ha travolto il Medio Oriente.
L'Iran ha confermato la morte del comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione, Alireza Tangsiri. Israele aveva dichiarato giovedì 26 marzo la sua uccisione in un raid. In una dichiarazione letta dalla televisione di Stato, i pasdaran hanno affermato che Tangsiri "si è unito alle fila di Allah a causa della gravità delle sue ferite" e hanno elogiato i suoi sforzi, in particolare per aver aiutato l'Iran a mantenere il controllo sullo Stretto di Hormuz.
L'Iran ha accettato di permettere il transito di 20 navi cisterna cariche di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz a partire da oggi. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, rivolgendosi ai giornalisti a bordo dell'aereo presidenziale Air Force One. Trump ha definito la decisione un "segno di rispetto" nei confronti di Washington. Secondo l'inquilino della Casa Bianca, il via libera al transito delle navi è un segnale di progressi nei negoziati tra i due Paesi, condotti sia direttamente sia indirettamente, per porre fine al conflitto militare innescato il 28 febbraio dagli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. La destinazione delle navi non è stata chiarita, ma tra i principali acquirenti di petrolio iraniano figurano Cina e India, oltre a Paesi arabi del Golfo. La questione della libertà di transito nello Stretto di Hormuz è emersa dopo l'inizio delle operazioni militari. I colloqui riguardano in particolare il futuro del programma nucleare iraniano, le capacità missilistiche e altre condizioni politiche interne.
Durante una serie di raid aerei su Teheran la scorsa notte, i caccia dell'aeronautica israeliana hanno colpito diversi siti di produzione di armi iraniani. Lo riferiscono le Forze di Difesa Israeliane, spiegando che sui siti sono state sganciate più di 80 bombe. Gli obiettivi, spiega l'Idf, includevano un sito di assemblaggio di missili antiaerei a lungo raggio, uno stabilimento di produzione di componenti per missili anticarro e antiaerei e un complesso per la produzione, la ricerca e lo sviluppo di motori per missili balistici. L'esercito israeliano afferma di aver intensificato gli attacchi contro le industrie iraniane di produzione di armi, prendendo di mira circa 40 siti negli ultimi due giorni.
I ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto hanno lasciato Islamabad al termine dei colloqui di alto livello convocati insieme al Pakistan per discutere il raggiungimento di una soluzione diplomatica alla guerra in Iran. Lo riferisce l'emittente panaraba qatariota Al Jazeera. Il ministro degli Esteri e vicepremier del Pakistan, Ishaq Dar, ha ribadito che "il dialogo e la diplomazia" rimangono le uniche soluzioni praticabili alla crisi del Golfo. Secondo quanto riportato in un comunicato congiunto diffuso al termine della riunione, i quattro ministri hanno chiesto la cessazione immediata delle ostilità, hanno sottolineato l'unità dei musulmani e hanno sostenuto negoziati strutturati tra Washington e Teheran. Dar ha affermato di aver informato le controparti sulle prospettive di potenziali colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, e che i ministri in visita hanno espresso "pieno sostegno" all'iniziativa. A margine dell'incontro, i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto hanno anche avuto colloqui con il primo ministro pachistano, Shehbaz Sharif.
La Spagna non ha solo negato l'uso delle basi militari di Rota e Moron ma ha chiuso il proprio spazio aereo agli aerei coinvolti nell'operazione militare contro l'Iran, segnando una posizione di netta distanza dall'intervento di Stati Uniti e Israele. Il divieto riguarda non solo i velivoli direttamente impegnati nei bombardamenti, ma anche quelli di supporto, come aerei cisterna per il rifornimento in volo, inclusi quelli dislocati in Paesi terzi, secondo fonti militari e governative riportate oggi da El Pais. Il presidente del governo Pedro Sanchez lo ha dichiarato la scorsa settimana riferendo al Congresso sulla posizione di Madrid nel conflitto in Medio Oriente. "Abbiamo negato agli Stati Uniti l'uso delle basi di Rota e Moron per questa guerra illegale. Tutti i piani di volo che prevedono azioni legate all'operazione in Iran sono stati respinti. Tutti, compresi quelli degli aerei di rifornimento". Il veto si estende quindi anche al sorvolo dello spazio aereo spagnolo da parte di bombardieri e aerei logistici coinvolti nell'operazione. È prevista una unica eccezione: situazioni di emergenza, in cui può essere autorizzato il transito o l'atterraggio. Restano invece attive le missioni statunitensi previste dagli accordi bilaterali, come il supporto logistico delle truppe Usa in Europa. Anche l'assistenza tecnica alla navigazione aerea, fornita dal centro di controllo di Siviglia, continua per voli che non entrano nello spazio aereo spagnolo ma che attraversano lo Stretto di Gibilterra, all'estremo sud della penisola iberica, come i bombardieri B-2 Spirit, che partono dalla base di Whiteman, nello Stato del Missouri, attaccano in Iran e ritornano in un volo di oltre 30 ore senza scali, segnala il quotidiano. La posizione di Madrid, maturata dopo settimane di negoziati con Washington, si fonda sulla mancanza di copertura giuridica internazionale all'intervento militare, in assenza di un mandato di Onu, Nato o Ue. Questo ha comportato il ritiro dal territorio spagnolo di diversi aerei cisterna statunitensi, chiave per le operazioni offensive. Tuttavia, Madrid continua a partecipare alle attività difensive della Nato, con la protezione di Paesi alleati e il monitoraggio delle minacce missilistiche. E collabora alla difesa di Turchia e Cipro, onorando gli impegni con l'Alleanza e la Ue.
Il primo giorno di guerra con l'Iran, un'arma che presentava le caratteristiche di un missile balistico di nuova concezione di fabbricazione statunitense è stata utilizzata in un attacco che ha colpito una palestra e una scuola elementare adiacente, vicino a una base militare nel sud dell'Iran, secondo esperti di armi e un'analisi visiva del New York Times. Funzionari locali citati dai media iraniani hanno affermato che questo attacco e altri avvenuti nelle vicinanze, nella città di Lamerd, hanno causato almeno 21 morti. L'attacco del 28 febbraio è avvenuto lo stesso giorno in cui un missile da crociera Tomahawk statunitense ha colpito una scuola nella città di Minab, a diverse centinaia di chilometri di distanza, uccidendo 175 persone. Nel caso di Lamerd, tuttavia, si è trattato di un'arma non testata in combattimento. Adiacente alla palestra si trova un complesso del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Non è noto se sia stato colpito durante l'attacco. Non è chiaro se e in che modo la scuola o la palestra possano essere collegate al complesso dell'Irgc, ma secondo le immagini satellitari d'archivio, sono state separate dal complesso da un muro per almeno 15 anni. Secondo Amir Saeid Iravani, rappresentante dell'Iran presso le Nazioni Unite, al momento degli attacchi la palestra era utilizzata da una squadra femminile di pallavolo. Il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha dichiarato in una nota al Times sabato: "Siamo a conoscenza delle segnalazioni e le stiamo esaminando. Le forze statunitensi non prendono di mira indiscriminatamente i civili, a differenza del regime iraniano".
Donald Trump ritiene che sia stato ottenuto un "cambio di regime" in Iran. Lo ha detto il presidente a bordo dell'Air Force One. "Abbiamo avuto un cambio di regime. Un regime è stato decimato, il successivo anche è tutto morto e ora stiamo avendo a che fare con un terzo regime, con persone diverse da prima. E considero questo un cambio di regime. Francamente, sono ragionevoli", ha detto Trump.
Il portavoce dell'Idf in lingua araba, colonnello Avichai Adraee, ha diramato un avviso di evacuazione per i residenti della zona di Hadahiya (Dahieh, ndr) a Beirut, "in particolare nei quartieri di Haret Harik, Al-Jabiri, Al-Lilki, Hadath, Barj Al-Barajneh, Tahuitat Al-Ghadir e Al-Sheikh". "Le Forze di Difesa Israeliane non intendono farvi del male, per la vostra sicurezza dovete evacuare immediatamente", si legge nel tweet in arabo di Adraee, "Le Forze di Difesa Israeliane continuano ad attaccare e a operare contro le infrastrutture militari dell'organizzazione terroristica Hezbollah".
Un morto e ingenti danni materiali costituiscono il bilancio di un attacco iraniano sferrato contro un edificio di servizio di un impianto di produzione di energia elettrica e desalinizzazione dell'acqua in Kuwait. Lo ha riferito il Ministero dell'Elettricità kuwaitiano. La vittima è un cittadino indiano. Squadre di emergenza sono state immediatamente inviate sul posto per gestire le conseguenze dell'attacco e garantire il regolare proseguimento delle operazioni.
Donald Trump sta valutando un'operazione militare per recuperare più di 450 chilogrammi di uranio in Iran. Una missione complessa che vedrebbe le forze americane operare all'interno del paese per giorni o per un periodo più lungo. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo cui il presidente non ha ancora deciso. Trump è consapevole dei rischi che una tale operazione comporta ma resta aperto all'idea. Il presidente e alcuni dei suoi alleati hanno detto privatamente che sarebbe possibile sequestrare l'uranio con un'operazione mirata che non allungherebbe la guerra, che si vorrebbe chiusa per la metà di aprile.
Con l'Iran stiamo negoziando direttamente e indirettamente. Lo ha detto Donald Trump a bordo dell'Air Force One, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Oggi - ha aggiunto - ci sono state buone trattative con l'Iran.
"Un peacekeeper è rimasto tragicamente ucciso in un esplosione in una postazione Unifil vicino ad Adchit Al Qusayr", nel sud del Libano. "Un altro è rimasto gravemente ferito. Nessuno dovrebbe mai perdere la vita al servizio della causa della pace". Lo rende noto la missione di pace Onu di stanza in Libano, precisando che "non si conoscono le circostanze dell'esplosione, ma è stata avviata un'indagine".
