GLI AGGIORNAMENTI LIVE
Trump: "Bin Salman? Bravo ma non pensava che avrebbe dovuto baciarmi il ..." | Uccisa la mente del programma nucleare iraniano
Fouladvand era sopravvissuto a un attacco nel giugno 2025. Gli Houthi entrano nel conflitto: "Lanciata una raffica di missili e droni contro Israele". Teheran minaccia di colpire le università americane in Medioriente
Ucciso in un raid in Iran Ali Fouladvand, responsabile del programma nucleare del regime. L'uomo, che supervisionava ricerche di natura militare, era sopravvissuto a un precedente attacco durante la "guerra dei 12 giorni" del 2025. Segnalati nuovi bombardamenti su Teheran, vicino all'aeroporto di Bushehr. L'Iran minaccia di colpire le università in Medioriente. Intanto, gli Houthi entrano nel conflitto: "Lanciata una raffica di missili e droni contro Israele". Il presidente americano Donald Trump irride il principe saudita Mohammed Bin Salman: "È bravo, ma non pensava che avrebbe dovuto baciarmi il cu...". Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: "L'intelligence di Mosca sta aiutando l'Iran a colpire le basi americane in Medioriente".
Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie iraniane ha minacciato di colpire le università statunitensi in Medioriente dopo aver subito la distruzione di due atenei in Iran da parte di raid aerei statunitensi e israeliani. "Se il governo degli Usa vuole che queste università nella regione evitino ritorsioni, deve condannare il bombardamento delle università con una dichiarazione ufficiale entro mezzogiorno di lunedì 30 marzo", ha affermato il Corpo delle Guardie rivoluzionarie in una dichiarazione riportata dai media iraniani.
Gli Stati Uniti hanno condannato "con la massima fermezza" gli attacchi "perpetrati in Iraq da milizie terroristiche che agiscono per conto dell'Iran", e in particolare l'attacco "alla residenza privata del presidente della Regione del Kurdistan iracheno, Nechirvan Barzani", secondo una dichiarazione del dipartimento di Stato. "Questi atti commessi dall'Iran e dai suoi alleati costituiscono un attacco diretto alla sovranità, alla stabilità e all'unità dell'Iraq", ha aggiunto Foggy Bottom. "Respingiamo categoricamente gli atti di terrorismo indiscriminati e codardi perpetrati dall'Iran e dai suoi alleati terroristici nella regione del Kurdistan iracheno e in tutto l'Iraq", ha proseguito.
A Dubai le autorità affermano di aver attivato le difese aeree. Lo riporta Al Jazeera. "I rumori uditi in diverse zone della città sono stati il risultato di operazioni di intercettazione della difesa aerea andate a buon fine", si legge in un comunicato.
Secondo un'inchiesta di Channel 12, i pesanti attacchi compiuti da Israele e Stati Uniti verso il Nordovest dell'Iran all'inizio della guerra in corso avevano come obiettivo quello di spianare la strada a un'invasione da parte delle forze curde "fino a Teheran". Alla base - viene spiegato - ci sarebbe stato un piano elaborato dal Mossad secondo il quale decine di migliaia di combattenti curdi armati avrebbero dovuto attraversare il confine dall'Iraq nei primi giorni della guerra, con la copertura aerea statunitense e israeliana. Il loro compito sarebbe poi stato quello di unirsi ai combattenti curdi all'interno dell'Iran, fornendo loro armi, impegnando le forze iraniane e contribuendo a riaccendere le proteste diffuse nel Paese. All'interno dei gruppi curdi - viene spiegato ancora - ci sarebbe stato un ampio consenso in merito alla necessità di "cooperare per rovesciare il regime". L'invasione però sarebbe stata rinviata a causa di una fuga di notizie quando lo scorso 4 marzo Fox News disse che un'offensiva era iniziata.
Attacchi israeliani nel Libano meridionale provocano la morte di 17 persone. Nella provincia di Tiro, un attacco aereo avvenuto sabato sera nella città di Hanniyeh ha causato la morte di sette persone, sei siriani, tra cui un bambino, e un libanese, e il ferimento di altre nove, secondo quanto riferito dal ministero della Salute libanese. Nella provincia di Nabatiyeh, un attacco a Deir al-Zahrani ha causato sette morti e otto feriti, mentre un altro attacco a Kfartabnit ha provocato tre morti e quattro feriti.
Il portavoce degli Houthi, Yahya Saree, ha annunciato che il suo gruppo ha lanciato "una raffica di missili da crociera e droni contro diversi siti vitali e militari" in Israele, aggiungendo che l'attacco "coincide con le operazioni militari condotte" da Iran e Hezbollah in Libano.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha accusato gli Stati Uniti e Israele di aver attaccato "deliberatamente" "numerose università e centri di ricerca" durante la guerra, tra cui l'Università di Tecnologia di Isfahan e l'Università di Scienza e Tecnologia di Teheran. "L'aggressione americano-israeliana contro l'Iran continua a rivelare il suo vero obiettivo: paralizzare le fondamenta scientifiche e il patrimonio culturale del nostro Paese prendendo di mira sistematicamente università, centri di ricerca, monumenti storici e scienziati di spicco", ha affermato Baghaei in un post su X.
Reza Pahlavi, il figlio dell'ultimo scià, ha espresso la sua opposizione ai negoziati di pace con gli attuali leader iraniani, affermando che rappresenteranno sempre una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti. "L'unica cosa su cui si può contare da parte dei resti di questo regime è guadagnare tempo, imbrogliare e rubare. Non saranno mai partner onesti o veri per la pace", ha detto intervenendo alla Conservative Political Action Conference in Texas. Pahlavi ha affermato che il governo iraniano avrebbe utilizzato i negoziati come un modo per "guadagnare tempo" prima di tornare a quelle che ha definito le sue "vecchie tattiche jihadiste di minaccia all'America".
La Russia avrebbe scattato immagini satellitari della base aerea statunitense Prince Sultan in Arabia Saudita per tre volte nei giorni precedenti all'attacco iraniano che ha ferito soldati americani. Lo ha affermato in un'intervista alla Nbc il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky in un'intervista rilasciata sabato in Qatar. Zelensky ha affermato di essere "sicuro al 100%" che la Russia stia condividendo tali informazioni con l'Iran per aiutare a colpire le forze statunitensi in tutto il Medioriente.
L'esercito libanese ha segnalato un altro attacco israeliano in cui sono rimasti uccisi dei militari. In un comunicato ripreso da Al Jazeera il comando dell'esercito di Beirut ha affermato che un caporale è rimasto ucciso nell'ultimo attacco alla città meridionale di Kfar Tebnit.
I ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno rivendicato il lancio di un drone in direzione di Eilat, città turistica israeliana sul Mar Rosso. In una dichiarazione, gli Houthi affermano di aver lanciato una "salvezza di missili da crociera e droni che hanno preso di mira diversi obiettivi vitali e militari" nel sud di Israele. Le Forze di Difesa Israeliane hanno dichiarato che un drone è stato abbattuto sopra Eilat questa sera e che, in mattinata, un missile da crociera proveniente dallo Yemen è stato intercettato prima di raggiungere i confini di Israele.
Un attacco israeliano nella città di al-Haniyah, nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, ha causato la morte di almeno sette persone. Lo comunica il Centro Operativo di Emergenza Sanitaria del Libano, che opera sotto l'egida del ministero della Salute del Paese dei cedri. Sei delle vittime erano siriane, tra cui un bambino, ha precisato l'organizzazione. Altre nove persone sono rimaste ferite, riporta Al Jazeera.
Nel corso di un discorso in Florida il presidente americano Donald Trump ha affermato che il principe ereditario dell'Arabia Saudita, Mohammad bin Salman, è un "uomo fantastico", ma che non pensava "che avrebbe dovuto baciarmi il cu..". "Qualche tempo fa - ha detto il tycoon - eravamo insieme e mi ha detto: Sai, è incredibile un anno fa eravate un Paese morto e ora siete il Paese più in voga del mondo". "Pensava che sarei stato solo l'ennesimo presidente americano fallito con il Paese in declino", ha aggiunto Trump. "Ora - ha concluso - deve trattarmi bene, ditegli che è meglio che mi tratti bene. Deve farlo".
Il ministro degli Esteri pakistano ha dichiarato che l'Iran ha acconsentito al passaggio di altre venti navi battenti bandiera pakistana attraverso lo Stretto di Hormuz. In base all'accordo, ha spiegato il ministro Ishaq Dar in un post su X, due navi pakistane attraverseranno quotidianamente questa strategica rotta marittima. "Si tratta di un gesto benvenuto e costruttivo da parte dell'Iran, che merita apprezzamento", ha affermato Dar. "È un presagio di pace e contribuirà a portare stabilità nella regione".
I media statali dell'Iran segnalano pesanti bombardamenti su Teheran, anche in aree civili, e affermano che esplosioni sono state udite in diverse zone della capitale, specialmente vicino all'aeroporto di Bushehr. In particolare, gli attacchi coinvolgerebbero le zone nord-orientali, occidentali, centrali e orientali della città. I media iraniani hanno riferito che un'area civile di Teheran è stata colpita da un raid aereo e che squadre di soccorso e assistenza sono intervenute sul posto. Anche il quartiere di Parchin, un'area legata ad attività militari, sarebbe stato preso di mira.
La Emirates Global Aluminum (Ega), gruppo industriale statale degli Emirati Arabi Uniti, ha dichiarato che il suo sito produttivo di Al Taweelah ha subito "danni significativi" a seguito degli attacchi missilistici e con droni iraniani contro la Zona Economica Khalifa di Abu Dhabi. In una dichiarazione ripresa da Al Jazeera, Ega ha affermato che numerosi dipendenti sono rimasti feriti negli attacchi, sebbene nessuno sia in condizioni critiche, e che la valutazione dei danni è ancora in corso.
Due droni lanciati contro l'ambasciata statunitense a Baghdad sono stati intercettati dalla difesa aerea irachena. Lo ha reso noto un alto funzionario della sicurezza. Si tratta del primo attacco di questo tipo contro la missione diplomatica in dieci giorni. Secondo il funzionario, i droni si sono schiantati fuori dalla Zona Verde, un'area fortemente fortificata e isolata nel centro di Baghdad che ospita istituzioni statali e missioni diplomatiche. Un secondo funzionario ha confermato un attacco effettuato da "un drone esplosivo" che è stato abbattuto. L'ultimo attacco di questo tipo risale al 18 marzo.
Ali Fouladvand, responsabile della ricerca presso l'Organizzazione iraniana per l'innovazione e la ricerca difensiva, erede del programma nucleare iraniano precedente al 2004, sarebbe stato ucciso insieme ad alcuni membri della sua famiglia in un raid aereo su Borujerd questa mattina. Lo scrive Iran International. L'uomo aveva un ruolo nella supervisione di delicate ricerche di natura militare. Fouladvand era sopravvissuto a un precedente attacco durante la guerra dei dodici giorni dello scorso giugno, nel corso della quale sua moglie, Masoumeh Pirhadi, era rimasta uccisa.
"Bisogna fare tutto il possibile per impedire che l'Iraq venga trascinato nell'attuale escalation". Lo ha scritto su X il presidente francese Emmanuel Macron. "Ho appena parlato con il presidente della regione autonoma del Kurdistan iracheno, Nechirvan Barzani. Ho espresso il mio sostegno al presidente Barzani in seguito all'inaccettabile attacco alla sua residenza a Dohuk avvenuto questa mattina. Questo episodio profondamente preoccupante si aggiunge alla recrudescenza degli attacchi contro le istituzioni irachene, come quello che ha ucciso sei combattenti Peshmerga questa settimana, per il quale ho espresso le mie più sentite condoglianze al presidente Barzani", spiega. "La sovranità dell'Iraq, e del Kurdistan al suo interno, è essenziale per la stabilità regionale. Bisogna fare tutto il possibile per impedire che l'Iraq venga trascinato nell'attuale escalation. La Francia resta impegnata a sostenere i suoi partner iracheni", sottolinea.
Un attacco aereo ha colpito un sito di intelligence delle Forze di mobilitazione Popolare (Fmp, coalizione di milizie a maggioranza sciita integrata nell'apparato statale) vicino all'aeroporto di Kirkuk in Iraq. Almeno tre persone sono riaste ferite nell'attacco, due i feriti. Lo ha reso noto una fonte di sicurezza, che ha riferito all'agenzia di stampa "Shafaq News" che il raid è stato effettuato con tre missili lanciati da un aereo. I mezzi hanno colpito una struttura delle Fmp situata all'interno del perimetro dell'aeroporto.
L'esercito statunitense ha respinto le affermazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) secondo cui le forze iraniane avrebbero attaccato dei nascondigli a Dubai che ospitano oltre 500 militari statunitensi, causando "pesanti perdite". "Nessun militare statunitense è stato attaccato a Dubai", ha dichiarato il Centcom in un post su X, accusando il governo iraniano di "inventare menzogne" per mascherare le difficolta' militari. In precedenza Khatam al Anbiya, il comando operativo militare dell'Iran, aveva dichiarato di aver preso di mira con missili e droni due "nascondigli dell'esercito statunitense" che ospitavano in totale circa 500 persone. Secondo quanto riferito dal portavoce Ebrahim Zolfaghari, nel primo nascondiglio erano rifugiate 400 persone e nel secondo - situato a Dubai - circa 100. Khatam al Anbiya ha riferito di morti e feriti tra i militari statunitensi, senza precisarne il numero.
Le forze di difesa di Israele (Idf) hanno riferito di aver intercettato un missile da crociera lanciato dal movimento sciita yemenita Houthi. Lo ha annunciato l'Idf in una nota, precisando che non sono state attivate le sirene e non sono state rilevate minacce in nessuna città del Paese. Il missile da crociera è stato intercettato alcune ore dopo l'intercettazione di un altro missile, balistico, lanciato dagli Houthi verso il sud di Israele.
La compagnia siderurgica Emirates Global Aluminium (Ega) ha riferito che il proprio impianto di Al Taweelah, ad Abu Dhabi, ha subito gravi danni da un attacco di droni e missili provenienti dall'Iran. Lo ha riferito in una nota, aggiungendo che diversi lavoratori dello stabilimento sono rimasti feriti, anche se nessuno è in pericolo di morte. Il sito di Al Taweelah include una fonderia di alluminio e una raffineria. "La sicurezza e la protezione del nostro personale sono la nostra massima priorità in Ega in ogni momento," ha dichiarato l'amministratore delegato. "Siamo profondamente addolorati e stiamo valutando i danni alle nostre strutture", ha aggiunto. L'impianto di Ega è stato colpito nell'ambito degli attacchi diretti alla zona economica Khalifa di Abu Dhabi.
L'aviazione israeliana ha bombardato il quartier generale dell'Organizzazione per le Industrie Navali dell'Iran, responsabile della produzione di armi e navi militari, secondo quanto dichiarato in una nota dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf). L'attacco aereo a Teheran, avvenuto nella notte e condotto sulla base di informazioni fornite dalla Divisione di Intelligence Navale, "aggrava i danni alle capacità navali del regime terroristico iraniano, con un impatto particolare sulla sua capacità di produrre armi navali avanzate", affermano le Idf nel comunicato.
Le forze armate del Kuwait hanno rilevato e intercettato 15 droni ostili nelle ultime 24 ore. Lo ha detto in conferenza stampa il portavoce del ministero della Difesa, il colonnello Saud Al-Atwan, precisando che alcuni droni hanno preso di mira la zona dell'Aeroporto internazionale del Kuwait, causando danni significativi al sistema radar senza registrare vittime umane. Il colonnello ha sottolineato che le forze armate "continueranno a svolgere i loro compiti e compiti nazionali con il massimo grado di prontezza e vigilanza".
Dopo 58 ore consecutive di operazioni dei vigili del fuoco, è stato domato l'incendio scoppiato nei serbatoi di carburante dell'aeroporto internazionale del Kuwait a causa dell'attacco di droni. Lo ha riferito il portavoce dei vigili del fuoco, il generale di brigata Mohammed Al Gharib, citato dall'agenzia di stampa Kuna. "L'incendio scoppiato nei serbatoi di carburante dell'aeroporto internazionale del Kuwait, a seguito dell'attacco di droni ostili, è stato spento", ha dichiarato Al Gharib. Dall'inizio della guerra in Iran sono stati gestiti 82 episodi simili, tra cui incendi causati da detriti di droni o di missili o da attacchi diretti, ha riferito il portavoce.
Il governo ufficialmente dello Yemen, con sede ad Aden, condanna "i ripetuti tentativi del regime iraniano di trascinare lo Yemen e il suo popolo in guerre inutili". Lo si legge in una dichiarazione ufficiale ripresa dall'agenzia di stampa yemenita Saba. Il governo dello Yemen ribadisce il proprio rifiuto "categorico" e la condanna alle "politiche e ai ripetuti tentativi" del regime iraniano di trascinare i Paesi della regione in "guerre inutili" attraverso le proprie milizie terroristiche affiliate, come il movimento yemenita Ansar Allah (Houthi). Tali azioni "trasformano i territori di questi Paesi in piattaforme per l'estorsione e minacciare la pace e la sicurezza internazionale". Secondo le autorità yemenite, "il nuovo ciclo di politiche sovversive iraniane a cui si sono unite le milizie terroristiche Houthi riproduce il modello catastrofico visto da altri Paesi della regione, dove gruppi armati fuorilegge continuano a confiscare la decisione di guerra e pace, e a coinvolgere i loro Paesi in scontri distruttivi al servizio dell'agenda e del progetto espansionista del regime iraniano, che il governo yemenita rifiuta categoricamente". L'adesione degli Houthi alla guerra, in difesa del regime iraniano, può essere spiegata "solo nel contesto dei tentativi di questo regime di alleviare la crescente pressione militare e politica su di esso, spingendo i suoi proxy ad aprire ulteriori fronti, in una nuova prova del legame organico tra queste milizie terroristiche e il progetto sovversivo iraniano nella regione"
Il servizio di soccorso israeliano Magen David Adom la ("Stella rossa di Davide") ha dichiarato che 11 persone rimaste leggermente ferite nell'esplosione avvenuta oggi a Eshtaol, vicino a Gerusalemme. Alcune sono state ferite dall'impatto di quello si ritiene sia stato un missile lanciato dall'Iran, mentre altre persone sono rimaste ferite mentre correvano verso i rifugi. Lo riporta la Ap. Tra i feriti, secondo i medici, ci sono un uomo di 75 anni, ferito dal crollo del tetto della sua abitazione, e uno di 47, colpito dalla porta d'ingresso della sua casa, divelta dall'esplosione.
Il primo ministro uscente dell'Iraq, Mohammed Shia al Sudani, ha condannato l'attacco con droni che ha preso di mira la residenza del presidente della Regione del Kurdistan, Nechirvan Barzani, a Duhok. Lo rende noto l'agenzia di stampa Shafaq, spiegando che la condanna di Al Sudani è avvenuta nel corso di una telefonata con Barzani durante la quale i due hanno esaminato gli ultimi sviluppi riguardo il tema della sicurezza nel Paese. Inoltre, i due hanno ordinato la formazione di una squadra di sicurezza congiunta per indagare sull'incidente e perseguire i colpevoli. Al Sudani ha messo in guardia contro qualsiasi attore, interno o straniero, che cerchi di trascinare l'Iraq nel più ampio conflitto regionale, sottolineando la necessita' di salvaguardare la sovranità e la stabilita'.
"Il principale ostacolo alla fine della guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran risiede nel comportamento contraddittorio e nelle richieste irragionevoli della parte americana". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, aggiungendo: "Le azioni e le dichiarazioni incoerenti degli americani hanno accresciuto lo scetticismo sulla loro disonestà". Secondo l'agenzia Isna, Araghchi ha rilasciato questa dichiarazione durante una conversazione telefonica con il suo omologo turco Hakan Fidan oggi, nel corso della quale quest'ultimo ha espresso la disponibilità del suo Paese a svolgere un ruolo costruttivo nella risoluzione dell'attuale crisi.
L'Indonesia, in trattative con l'Iran per garantire il passaggio sicuro delle sue petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, avrebbe ricevuto da Teheran una risposta favorevole. Lo ha reso noto il Ministero degli Esteri indonesiano. Il governo indonesiano e la sua ambasciata a Teheran, ha spiegato il portavoce del Ministero degli Esteri indonesiano, Vahd Nabyl Achmad Mulachela, hanno avuto colloqui con l'ambasciata iraniana a Giacarta e con le parti interessate a Teheran, che hanno risposto positivamente alla richiesta di consentire alle due petroliere indonesiane Pertamina Pride e Gamsunoro, di proprietà di una filiale della compagnia energetica statale Pertamina, di attraversare lo stretto in sicurezza.
Sono 2.500 i marine arrivati in Medio Oriente ieri. Lo ha riferito un funzionario americano al New York Times, sottolineando che i soldati della 31st Marine Expeditionary Unit sono parte della Uss Tripoli e hanno di solito base a Okinawa, in Giappone. Non è chiaro quali compiti avranno nel nuovo incarico.
Gli attacchi aggressivi contro impianti nucleari pacifici in Iran, tra cui la centrale nucleare di Bushehr, meritano la più ferma condanna da parte dell'intera comunità internazionale. Lo afferma la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. "Ci auguriamo che, ricevendo tempestivamente informazioni oggettive su ciò che sta accadendo direttamente sul campo dalle autorità iraniane, il Direttore generale dell'Aiea possa trasmettere immediatamente e chiaramente un messaggio semplice agli aggressori: 'E' ora che vi fermiate! Avete già oltrepassato il limite, ma avete la possibilità di evitare di commettere atrocità ancora maggiori, di evitare di aumentare il numero di vittime innocenti e di impedire che questa tragedia si trasformi in un disastro globale'", ha spiegato.
Le forze aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato 20 missili balistici e 37 droni provenienti dall'Iran. Lo rende noto il ministero della Difesa degli Emirati. Con l'attacco di oggi, il numero totale di missili balistici lanciati verso il Paese del Golfo è di 398, oltre a 15 missili da crociera e 1.872 droni. In totale, a causa di questi attacchi, sono morti due membri delle forze armate, un cittadino marocchino impiegato dalle forze armate, e otto persone di diversa nazionalità. Sono rimaste ferite 178 persone.
L'ambasciata dell'Iran in Libano ha condannato il raid condotto da Israele in cui sono stati uccisi tre giornalisti libanesi. In una nota, la sede diplomatica afferma che prendere di mira i professionisti dei media "è un disperato tentativo di cancellare i fatti e mettere a tacere le voci che documentano i crimini" di Israele. Oggi tre giornalisti libanesi sono stati uccisi in un raid di Israele che ha preso di mira la loro automobile nel sud del Libano. Lo riporta l'emittente televisiva libanese Al Manar. Secondo i media israeliani, almeno uno dei due giornalisti - Ali Shoeib, che lavorava per Al Manar - era legato al movimento sciita filo-iraniano Hezbollah. Gli altri due erano la giornalista di "Al Mayadeen" Fatima Fatouni e suo fratello, il fotoreporter Mohammad Fatouni.
Anche il fotoreporter Mohammad Fatouni è stato ucciso nel raid israeliano nel sud del Libano in cui sono morti il giornalista Ali Shoeib, che lavorava per l'emittente Al Manar, e la reporter di Al Mayadee Fatima Fatouni. Lo rende noto Al Manar. Mohammad Fatouni era il fratello di Fatima e i tre viaggiavano sulla stessa automobile. Secondo i media israeliani Shoeib era legato al movimento sciita filo-iraniano Hezbollah.
In una conversazione telefonica con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha elogiato gli "sforzi di mediazione di Islamabad per porre fine all'aggressione statunitense-israeliana contro l'Iran".
"Affrontiamo questa crisi da una posizione di relativa solidità, perché i fondamentali della nostra economia non saranno eccezionali ma sono positivi. La finanza pubblica è in grado di affrontare questo shock". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti intervenendo al Workshop di Teha "Lo scenario dell'economia e della finanza" a Villa d'Este, in riferimento alla crisi in Iran.
Il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Georgy Tykhy, ha definito le notizie diffuse dai Pasdaran in merito alla distruzione di un magazzino a Dubai contenente sistemi anti-drone ucraini "una menzogna". "Si tratta di una menzogna, smentiamo ufficialmente queste informazioni. Il regime iraniano conduce spesso operazioni di disinformazione di questo tipo, e in questo non e' diverso dai russi", ha affermato Tykhy. In precedenza il comando militare iraniano aveva affermato di aver distrutto un deposito di armi "legato all'Ucraina" negli Emirati Arabi.
Il ministro degli Esteri dell'Iran, Abbas Araghchi, ha avuto una conversazione telefonica con l'omologo della Turchia, Hakan Fidan, incentrata sugli ultimi sviluppi nella regione e le conseguenze della guerra. Secondo quanto riportato in una nota dall'ufficio di Araghchi, "il ministro ha ringraziato la Turchia e altri Paesi della regione per gli sforzi volti a porre fine alla guerra" e ha ribadito che "le aggressioni e i crimini commessi dagli Stati Uniti e dal regime sionista (Israele) contro l'Iran sono la causa principale della situazione attuale e dell'insicurezza nella regione". Secondo Araghchi, "il problema principale sono i comportamenti contraddittori e le richieste irragionevoli" degli Stati Uniti, che "suscitano molti dubbi e aumentano la sfiducia". Da parte sua, Fidan ha riaffermato l'approccio di Ankara per porre fine alla guerra e ha manifestato la disponibilità a svolgere "un ruolo costruttivo" nella risoluzione della crisi attuale. La sfiducia dell'Iran verso la controparte "è comprensibile, poiché l'Iran è stato attaccato militarmente due volte nel corso delle trattative", ha detto Fidan secondo quanto riportato nella nota.
Secondo una fonte militare ascoltata dall'agenzia Afp, tre giornalisti libanesi sono stati uccisi da un raid israeliano sulla loro auto nel sud del Libano.
Il comando militare iraniano ha riferito di aver attaccato un deposito di armi "legato all'Ucraina" a Dubai (Emirati Arabi Uniti), contenente equipaggiamento anti-droni. In una dichiarazione trasmessa dalla televisione pubblica iraniana, il portavoce Khatam al Anbiya ha affermato: "Prendendo di mira i nascondigli dei comandanti e dei militari americani a Dubai, un deposito ucraino di sistemi anti-droni situato a Dubai per assistere l'esercito statunitense è stato distrutto," ha dichiarato il portavoce.
L'esercito iraniano ha dichiarato di aver colpito con droni centri strategici della "guerra elettronica" e sistemi radar di Israele ad Haifa, oltre a siti di deposito carburante dell'aeroporto internazionale Ben Gurion. Secondo una dichiarazione delle milizie della Repubblica islamica, è stato colpito il centro strategico "Elta" del complesso aerospaziale Israeliano nel porto di Haifa e i centri di stoccaggio carburante della base aerea Ben Gurion. La società di produzione di armi Elta, sussidiaria del settore aerospaziale israeliano, si legge nella nota, "è uno dei centri più avanzati e importanti nel campo della guerra elettronica, produzione di vari tipi di radar a matrice a fase, allerta precoce e aerea, nonché di equipaggiamenti per la guida e il monitoraggio dei satelliti". I danni a questo sito "minano la capacità di intercettazione di missili e droni iraniani", riferisce l'esercito di Teheran, "aumentando la capacità delle forze armate della Repubblica islamica nelle operazioni a lungo raggio e in profondità nel territorio nemico". I centri di stoccaggio del carburante dell'aeroporto Ben Gurion, invece, "sono stati gravemente colpiti causando seri problemi nel rifornimento di carburante ai caccia ostili", prosegue la nota.
Gli edifici dell'Università iraniana di scienza e tecnologia hanno subito danni a seguito dei raid aerei avvenuti nella notte tra sabato e domenica: lo scrive Iran International che mostra un video. Ieri le autorità locali iraniane hanno denunciato che almeno 26 civili, tra cui donne e bambini, sono stati uccisi in un radi a Isfahan in un attacco, ha denunciato il vicegovernatore della provincia, come riportato da Nbc, ad una zona residenziale della città nell'Iran centrale.
L'esercito iraniano ha dichiarato di aver preso di mira una nave logistica statunitense vicino al porto omanita di Salalah. "Una nave logistica a supporto dell'aggressivo esercito statunitense è stata presa di mira dalle forze armate della Repubblica islamica dell'Iran a notevole distanza dal porto di Salalah in Oman", ha dichiarato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del comando militare centrale iraniano, in una dichiarazione trasmessa dalla televisione di stato.
L'attacco iraniano contro la base aerea Prince Sultan in Arabia saudita viene descritto come uno dei più seri cedimenti delle difese aeree americane nel corso della guerra durata ormai quasi un mese. A riferirlo sono stati due funzionari statunitensi non autorizzati a parlare pubblicamente. Nell'attacco combinato con missili e droni sarebbero stati inoltre gravemente danneggiati almeno due aerei cisterna KC-135. L'episodio si inserisce in una nuova giornata di escalation regionale. Israele ha colpito siti industriali e nucleari in Iran, mentre in Libano sono stati diffusi nuovi avvisi di evacuazione da parte israeliana e dallo Yemen gli Houthi minacciano con un lancio di missili di aprire un nuovo fronte di guerra. Da Parigi, il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti non hanno bisogno di truppe di terra per vincere la guerra contro l'Iran e che il conflitto si concluderà in settimane, non in mesi, anche mentre Teheran si muove per riaffermare il proprio controllo sullo Stretto di Hormuz. Rubio ha anche affermato che Washington non ha ricevuto una risposta formale da Teheran al piano in 15 punti presentato dal presidente Donald Trump.
Riguardo alla base Usa Sultan ci sarebbe anche un nuovo aggiornamento del bilancio dei feriti. Fonti consultate dall'agenzia di stampa Associated Press hanno riferito che più di due dozzine di soldati statunitensi sono rimaste ferite negli attacchi iraniani contro una base aerea saudita nei giorni scorsi. L'Iran ha lanciato sei missili balistici e 29 droni contro la base aerea saudita Prince Sultan in un attacco avvenuto venerdì che ha ferito almeno 15 soldati, di cui cinque in modo grave, secondo le fonti, che hanno parlato a condizione di rimanere anonime. Funzionari statunitensi avevano inizialmente riferito che almeno 10 soldati erano rimasti feriti, di cui due in modo grave. La base era già stata attaccata due volte all'inizio della settimana, compreso un incidente che ha ferito 14 soldati statunitensi, secondo fonti informate. Situata a circa 96 chilometri dalla capitale saudita Riyadh, la base è gestita dalla Royal Saudi Air Force, ma è utilizzata anche dalle truppe statunitensi.
"Un alto funzionario del ministero degli Esteri" di Islamabad ha detto all'agenzia di stampa Afp che il Pakistan prevede di "ospitare lunedì un incontro quadrilaterale" con Arabia Saudita, Egitto e Turchia sulla guerra in Medioriente. Secondo il funzionario interpellato dall'agenzia di stampa francese, e che ha chiesto di rimanere anonimo, le delegazioni dovrebbero arrivare in Pakistan entro domenica sera, ma la loro composizione esatta non è ancora stata confermata.
Media vicini alle milizie filo-iraniane in Iraq riferiscono di attacchi contro diverse basi aeree e infrastrutture in Giordania da parte della cosiddetta "Resistenza Islamica in Iraq", un ombrello di gruppi armati sostenuti da Teheran. Secondo quanto riportato dal canale Sabereen, rilanciato da Al Jazeera, tra gli obiettivi figurerebbero la base aerea King Faisal, la King Abdullah Air Base, l'aeroporto Queen Alia, la base Prince Hassan e la Muwaffaq Salti Air Base. Non vengono riportati dettagli sull'esito degli attacchi né su eventuali danni o vittime, e al momento non risultano conferme indipendenti da fonti ufficiali giordane o internazionali.
I ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno rivendicato la responsabilità di un attacco missilistico contro Israele, il primo dall'inizio della guerra in Medioriente. Il generale di brigata Yahya Saree, portavoce militare del gruppo, ha rilasciato una dichiarazione a riguardo tramite l'emittente televisiva satellitare dei ribelli, Al-Masirah. L'esercito israeliano ha affermato di aver intercettato il missile. L'attacco è avvenuto poche ore dopo che venerdì Saree aveva segnalato, in una dichiarazione ambigua, che i ribelli si sarebbero uniti alla guerra che ha sconvolto la regione e scosso l'economia globale.
Le forze armate statunitensi hanno lanciato più di 850 missili da crociera Tomahawk nelle quattro settimane di guerra con l'Iran, consumando queste armi di precisione a un ritmo che ha allarmato una parte del Pentagono e aperto discussioni interne su come aumentarne rapidamente la disponibilità. Lo scrive il Washington Post, citando fonti informate.
L'intenso impiego dei Tomahawk sta imponendo una riflessione urgente sulla necessità di spostarne una parte da altri teatri, compreso l'Indo-Pacifico, e di rafforzarne la produzione nel lungo periodo, ha affermato il Washington Post.
I Tomahawk, lanciabili da navi di superficie e sottomarini della Marina, sono da anni uno degli strumenti centrali delle operazioni militari americane. Possono colpire bersagli a oltre 1.000 miglia di distanza, riducendo la necessità di inviare piloti in spazi aerei fortemente difesi. Ma ne vengono prodotti solo poche centinaia all'anno, mentre il Pentagono non rende pubblico il numero esatto di missili disponibili in inventario.
Secondo funzionari statunitensi citati nel resoconto, il Pentagono sta monitorando con crescente attenzione il tasso di consumo di questi missili, sia in relazione alla campagna contro l'Iran sia in vista di possibili future operazioni militari. Un funzionario ha definito "allarmante" il numero di Tomahawk impiegati in Medioriente, mentre un altro ha detto che senza interventi il Pentagono si sta avvicinando alla condizione definita in gergo militare "Winchester", cioè l'esaurimento delle munizioni, per quanto riguarda proprio la dotazione di Tomahawk nella regione.
Le forze armate iraniane hanno affermato di avere distrutto un aereo cisterna e danneggiato altri tre velivoli in seguito a un attacco contro la base militare statunitense Prince Sultan, in Arabia saudita, in cui sarebbero rimasti feriti anche diversi soldati statunitensi. Lo ha dichiarato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya del comando militare iraniano, citato dall'emittente statale Irib. "Nel corso di questa operazione riuscita, un aereo da rifornimento è stato completamente distrutto e altri tre sono stati danneggiati e resi inutilizzabili", ha affermato Zolfaghari.
Cinque persone sono morte e 35 sono rimaste ferite in un attacco statunitense e israeliano contro aree residenziali di Borujerd, nella provincia iraniana di Lorestan. Lo ha dichiarato il vice responsabile per la sicurezza del governatorato di Lorestan, a quanto riporta l'agenzia di stampa Tasnim. Secondo il dirigente locale, diversi edifici residenziali di Borujerd sono stati colpiti da attacchi "sionisti e americani", provocando la distruzione di parti del tessuto abitativo e lasciando alcuni cittadini intrappolati sotto le macerie.
L'attacco iraniano contro una base in Arabia Saudita ha ferito almeno 19 soldati americani, due dei quali in modo grave. Lo riportano i media statunitensi. L'Iran ha proseguirgli attacchi di rappresaglia contro le nazioni del Golfo, accusate di fungere da base di lancio per gli attacchi statunitensi contro il Paese, iniziati con un'operazione congiunta con Israele il 28 febbraio. L'attacco alla base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita ha coinvolto almeno un missile e diversi droni, secondo quanto riportato dal New York Times e dal Wall Street Journal, che citano fonti non identificate. I soldati si trovavano all'interno di un edificio della base al momento dell'attacco, ha riferito il Wall Street Journal. Anche diversi aerei per il rifornimento in volo avrebbero subito danni nell'attacco. L'Arabia Saudita aveva già intercettato in passato diversi missili lanciati vicino alla base. Tredici militari statunitensi sono stati uccisi dall'inizio del conflitto con l'Iran, sette nel Golfo e sei in Iraq. Oltre 300 sono rimasti feriti.
Il governo iraniano non ha pubblicato un bilancio aggiornato delle vittime, ma un gruppo di attivisti con sede negli Stati Uniti ha affermato il 23 marzo che circa 1.167 soldati iraniani sono stati uccisi e che la sorte di altri 658 è sconosciuta.
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver rilevato il lancio di un missile dallo Yemen. E' il primo incidente di questo tipo in un mese di guerra in Medioriente, dopo che i ribelli Houthi, sostenuti da Teheran, hanno minacciato di entrare nel conflitto. Le forze israeliane "hanno identificato un lancio di missile dallo Yemen verso il territorio israeliano; i sistemi di difesa aerea sono in azione per intercettare questa minaccia", ha affermato l'esercito su Telegram.
La Thailandia ha annunciato di aver raggiunto un accordo con l'Iran per consentire alle sue petroliere di attraversare lo strategico Stretto di Hormuz, rimasto praticamente paralizzato dall'inizio della guerra in Medioriente. "È stato raggiunto un accordo per consentire alle petroliere thailandesi di transitare in sicurezza attraverso lo Stretto di Hormuz, contribuendo ad alleviare le preoccupazioni relative alla fornitura di carburante alla Thailandia", ha dichiarato il primo ministro thailandese Anutin Charnvirakul in una conferenza stampa.
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) ha dichiarato di essere stata informata dall'Iran di un nuovo attacco nell'area della centrale nucleare di Bushehr, il terzo incidente di questo tipo in 10 giorni. Teheran ha comunicato all'agenzia che non ci sono stati danni al reattore in funzione e nessuna fuoriuscita di radiazioni, e che l'impianto funziona normalmente, ha affermato l'AIEA. Il direttore generale dell'AIEA, Rafael Grossi, ha avvertito che qualsiasi attacco che danneggi un reattore potrebbe innescare un grave incidente in termini di radiazioni, esortando alla "massima moderazione militare".
