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Casa Bianca: "Incontri di Trump con Zelensky e Netanyahu positivi e produttivi" | Il leader di Kiev: "Parlato di Patriot e diplomazia"

Oman propone all'Iran una gestione congiunta di Hormuz

28 Lug 2026 - 18:49
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Dopo Zelensky tocca a Netanyahu. Il premier israeliano è arrivato alla Casa Bianca per incontrare il presidente Usa Donald Trump, che in predenza ha avuto un colloqui di un'ora con il presidente ucraino. Intanto, l'Oman ha presentato all'Iran una proposta per un meccanismo regionale congiunto per la gestione dello Stretto di Hormuz con tariffe volontarie. Teheran, dunque, non eserciterebbe il controllo esclusivo di questa via navigabile. In Israele, il ministro della Difesa Katz ha ordinato all'Idf di tenersi pronte per l'occupazione di un altro campo profughi in Cisgiordania, sulla scia delle operazioni condotte dall'esercito all'inizio del 2025.

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L'Iran "non ha intenzione di negoziare con gli Stati Uniti", mentre i colloqui con l'Oman proseguono "passo dopo passo". Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano per gli Affari legali e internazionali, Kazem Gharibabadi. "Non dobbiamo abituare l'America a combattere quando vuole e a sedersi al tavolo delle trattative quando vuole", ha affermato Gharibabadi, citato dalla televisione di Stato iraniana e ripreso da Al Jazeera. Secondo il viceministro, è stata Washington "a inviare messaggi implorando la fine del conflitto".


"L'Italia svolge nel quadro mediorientale un ruolo di grande importanza". Lo ha rivendicato il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, intervenendo ai microfoni di Tg2 Post, sottolineando gli importanti appuntamenti diplomatici che Roma ospita e ospiterà nei prossimi giorni. "Roma sta diventando in questi giorni la capitale della pace", ha affermato Tajani, riferendosi alla riunione dell'Alleanza globale per la soluzione a due Stati, in programma oggi e domani. All'incontro parteciperanno, tra gli altri, il ministro degli Esteri saudita, il ministro degli Esteri dell'Autorità Nazionale Palestinese (Anp), un rappresentante degli Stati Uniti e delegazioni di numerosi altri Paesi. Il ministro ha inoltre ricordato il vertice dedicato ai rapporti tra Israele e Libano, in programma a Roma il 4, 5 e 6 agosto, evidenziando come i due appuntamenti confermino il ruolo crescente dell'Italia nella diplomazia mediorientale. "Non è un caso che questi due vertici si svolgano proprio a Roma: è una scelta politica, perché l'Italia è considerata da tutti un interlocutore in grado di discutere e confrontarsi con tutti i Paesi dell'area mediorientale", ha concluso Tajani.


I sistemi di difesa aerea dell'Arabia Saudita hanno intercettato e distrutto diversi droni lanciati dall'Iraq contro i suoi impianti petroliferi, nella parte orientale del Paese. È quanto reso noto dal ministero della Difesa di Riad, che in una nota precisa come gli attacchi siano stati nuovamente lanciati da milizie sostenute dall'Iran. L'Arabia Saudita, si legge ancora, si riserverà il diritto di rispondere nel momento e nel luogo che riterrà opportuni.


Il ministro degli Esteri iraniano ha commentato il colloquio telefonico con il suo omologo ucraino sull'attacco a una nave iraniano nel Mar Caspio, che ha causato la morte di una persona a bordo. "È stato garantito dal ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha che l'attacco alla nave iraniana è stato involontario e l'Ucraina non cerca un'escalation", ha scritto su X Abbas Araghchi. "Anche l'Iran non cerca un'escalation, ma ha chiarito che qualsiasi attacco contro i nostri cittadini o interessi è inaccettabile. Ci deve essere un risarcimento per i danni subiti", ha aggiunto.


''Ho appena concluso un incontro eccellente con il presidente Trump. Quando dico eccellente, non intendo in senso superficiale, ma una conversazione all'insegna della piena collaborazione, del sostegno reciproco e della comprensione dell'obiettivo comune: garantire che l'Iran non possieda armi nucleari e anche altri obiettivi''. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu in un video diffuso sui suoi canali social.


Kiev vuole scongiurare una escalation con Teheran, dopo gli attacchi con droni ucraini alle imbarcazioni iraniane nel Mar Caspio, che hanno portato alla morte di un iraniano. Così, il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha contatto l'omologo iraniano per porre le basi di un dialogo diplomatico. "Ho telefonato al ministro degli Esteri iraniano Araghchi per una conversazione franca. La diplomazia si basa sul dialogo diretto, anche quando è difficile. Ho sottolineato che il nostro obiettivo è evitare un'escalation non necessaria", ha scritto su X l'ucraino Sybiha.

"Ho ribadito che tutte le azioni dell'Ucraina sono finalizzate esclusivamente alla difesa del nostro Paese dall'aggressione russa e non hanno mai avuto lo scopo di colpire navi o persone civili - aggiunge - Questo vale anche per le dichiarazioni dell'Iran sul loro cittadino deceduto e sulla nave civile colpita in un recente incidente. Il nostro obiettivo è contrastare l'aggressione russa, che è la causa principale di tutti gli incidenti, ed è la Russia ad avere la piena responsabilità di tutte le provocazioni e delle vittime".
"Ho sottolineato la necessità di astenersi da qualsiasi passo che porti a un'escalation, nonché di porre fine a qualsiasi sostegno alla guerra della Russia contro l'Ucraina. Questa guerra è illegale e deve finire. La nostra posizione rimane invariata: l'Europa e il Medio Oriente meritano stabilità, sicurezza e pace", ha concluso il ministro degli Esteri di Kiev.


I ribelli yemeniti filo-iraniani hanno annunciato di aver attaccato una nave saudita con missili balistici nel Mar Rosso.


"Siamo perfettamente allineati sull'Iran. Israele sostiene qualsiasi strada scelga Trump". Lo ha detto il portavoce di Benjamin Netanyahu, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Durante l'incontro alla Casa Bianca con Donald Trump, i due leader non hanno parlato degli F-35 alla Turchia.


La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, con un post su Truth, comunica l'esito del faccia a faccia del presidente Trump con il leader ucraino e il premier israeliano: "Gli incontri nello Studio Ovale con il presidente Zelensky e il primo ministro Netanyahu sono terminati: entrambi sono stati positivi e produttivi!". 


È terminato l'incontro tra il premier israeliano Benjamin e il presidente degli Stati Uniti. Il leader israeliano ha lasciato la Casa Bianca, stando a quanto riporta la testata Reuters. Secondo i giornalisti che seguono il presidente americano, Netanyahu era arrivato al civico 1600 di Pennsylvania Avenue a Washington alle 10.57 (le 16.57 in Italia). L'incontro tra i due era iniziato sei minuti dopo. Il faccia a faccia tra i due leader è dunque durato un'ora e mezzo circa.


"Non ho bisogno che Bibi mi dica queste cose. Bibi me le dice perché vuole che io rimanga coinvolto". È la risposta di Donald Trump risponde durante un'intervista all'emittente televisiva Fox News a una domanda riguardo alle notizie seconde le quali Benjamin Netanyahu, nell'incontro alla Casa Bianca, presenterà al presidente americano nuove informazioni di intelligence che provano che l'Iran stia ricostruendo il suo programma nucleare.

Il presidente degli Stati Uniti ha anche espresso una certa frustrazione per il fatto che Netanyahu abbia menzionato pubblicamente la costruzione iraniana sul sito: "Perché non puoi semplicemente dirmelo? Perché dovevi dirlo al mondo?". "Non è un grosso problema", ha continuato. "Abbiamo distrutto i loro siti nucleari e dovremo distruggere anche il Pickaxe Mountain se non raggiungono un accordo". Trump ha aggiunto di "poter distruggere la maggior parte dei loro ponti in meno di un'ora" e tutte le loro centrali elettriche in un giorno.
 


L'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu ha diffuso una foto del suo incontro nello Studio Ovale con il presidente Usa Donald Trump. I due sono seduti su poltrone e davanti si vede un modellino del nuovo Air Force One, l'aereo regalato dal Qatar al capo della Casa Bianca. All'incontro tra i due leader hanno partecipato anche l'inviato Steve Witkoff, il segretario al Tesoro Scott Bessent e il segretario di Stato Marco Rubio. 

© Ufficio primo ministro israeliano - X

© Ufficio primo ministro israeliano - X


"È stato un incontro positivo con il presidente Trump nello Studio Ovale. Grazie per tutto ciò che facciamo insieme per proteggere le vite degli ucraini e promuovere la pace. Prima di tutto, ho offerto al presidente Trump le nostre condoglianze per la scomparsa di Lindsey Graham. È stato un vero amico dell'Ucraina". È quanto scritto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un post su X, dopo il faccia a faccia con il capo della Casa Bianca. "Abbiamo discusso con il presidente - spiega - delle licenze per la produzione di intercettori per i Patriot e di alcune altre idee che potrebbero essere d'aiuto. Abbiamo parlato anche di diplomazia: è importante intensificare il processo diplomatico. I nostri team concorderanno i dettagli delle loro future comunicazioni. Sono grato agli Stati Uniti per il loro forte sostegno". 

L'incontra tra i due leader a porte chiuse è durato più di un'ora. Il presidente ucraino spera in un nuovo sostegno diplomatico e militare degli Stati Uniti nella guerra con la Russia. Nelle scorse settimane, Trump ha concesso a Kiev le licenze per produrre missili di difesa aerea Patriot, avanzando persino apprezzamenti per gli attacchi ucraini all'interno della Russia. Attacchi che, secondo il leader statunitense, potrebbero contribuire a porre fine alla guerra che dura da oltre quattro anni.


L'incontro fra Donald Trump e Volodymyr Zelensky è durato circa un'ora. Lo riferiscono alcune fonti a Cnn. Quattro minuti dopo che l'auto di Zelensky si è allontanata dalla Casa Bianca, il corteo del premier israeliano Benyamin Netanyahu è arrivato.


Il premier israeliano Benyamin Netanyahu è arrivato alla Casa Bianca per l'incontro con Donald Trump.


In Libano dal 2 marzo si contano 4.333 morti. Lo denuncia il ministero della Salute di Beirut, come riporta l'agenzia libanese Nna. Dal giorno in cui iniziò l'ultima escalation tra Israele e Hezbollah, nel Paese dei Cedri i feriti sono 12.236, precisano da Beirut a pochi giorni dai colloqui tra Israele e Libano, con la mediazione degli Usa, previsti la prossima settimana a Roma.


L'incontro alla Casa Bianca tra il presidente Donald Trump e il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky è in corso a porte chiuse. Il tycoon, una volta finito, dovrebbe vedere il presidente finlandese Alexander Stubb, secondo quanto riferito dal pool stampa della Casa Bianca. In agenda, c'è anche l'atteso faccia a faccia con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Zelensky, la cui partenza da Washington è prevista per stasera, parteciperà ai funerali del senatore Lindsey Graham, morto l'11 luglio poco dopo essere tornato da Kiev, e incontrerà a Capitol Hill un gruppo di senatori, nel giorno dell'avvio dell'esame del pacchetto di sanzioni Usa contro la Russia, le prime con il sostegno di Trump.


Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non si incontreranno questa settimana a Washington, secondo quanto riferito al Times of Israel da un funzionario informato sui fatti. Tuttavia, ieri si sono visti seduti vicini durante un evento a porte chiuse, ha aggiunto il funzionario. Il ministro degli Esteri iraniano Gideon Sa'ar ha parlato però con il suo omologo ucraino Andriy Sibiha: "L'ho invitato il ministro a visitare Israele in occasione del 35° anniversario delle relazioni diplomatiche tra i nostri Paesi - scrive Sa'ar su X - Israele e Ucraina sono Paesi amici e auspico un ulteriore approfondimento della nostra cooperazione, anche attraverso la creazione di nuovi centri di formazione negli ospedali ucraini".


Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato alla Casa Bianca per l'incontro con Donald Trump. Zelensky è a Washington per i funerali del senatore repubblicano Lindsey Graham, alleato di Trump e forte sostenitore dell'Ucraina. Nella capitale americana Zelensky ha trovato una nuova alleata, la cospirazionista di destra amica del presidente Laura Loomer, che di recente è volata a Kiev e ha fatto mea culpa per aver criticato l'Ucraina per anni.


Almeno 14 attacchi di droni decollati dall'Iran hanno preso di mira i ribelli curdi iraniani nella regione del Kurdistan. Lo ha dichiarato uno dei rappresentanti curdi, attribuendo gli attacchi alle forze di Teheran. "Attacchi con droni contro basi appartenenti al nostro partito, al Pdki (Partito Democratico del Kurdistan iraniano) e al Pak (Partito per la Libertà del Kurdistan), ha dichiarato Amjad Panahi del partito Komala del Kurdistan iraniano all'Afp. Adib Khaldian, del Pak, ha confermato che i droni hanno preso di mira anche il suo gruppo. Gli ultimi attacchi sono stati segnalati prima dell'alba di martedì 28 luglio. Gli attacchi, per i quali nessun gruppo ha sinora rivendicato la responsabilità, hanno causato danni materiali e incendi, ma non sono state segnalate vittime.


"L'Iran sa che non avrà mai un'arma nucleare". Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump in un'intervista a Fox sottolineando che se non ci sarà un accordo con Teheran "finiremo il lavoro". "In due ore non avranno più ponti e in 24 ore non avranno più centrali. Mi piacerebbe evitare di colpire ponti e centrali", ha aggiunto il presidente.


"Vorremmo molto colpire gli obiettivi energetici dell'Iran". Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno impedendo a Israele di colpire gli impianti energetici dell'Iran. "Al momento gli Usa non lo autorizzano per il timore che l'Iran possa attaccare i Paesi vicini, provocando una crisi petrolifera globale", ha affermato il ministro durante un'intervista all'emittente israeliana Channel 14. "Per quanto ci riguarda, siamo pronti a far tornare indietro (l'Iran, ndr) di 40 anni", ha aggiunto Katz.


Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha affermato di aver ordinato alle forze armate di intensificare le operazioni contro "il terrorismo palestinese, che sta tentando di rialzare la testa" e di tenersi pronte a occupare un altro campo profughi in Cisgiordania, sulla scia delle operazioni condotte dall'esercito all'inizio del 2025. Lo riporta Times of Israel.


L'Oman ha presentato all'Iran una proposta per un meccanismo regionale congiunto per la gestione dello Stretto di Hormuz con tariffe volontarie: lo scrive Reuters sul sito. In base alla proposta omanita, che gode di sostegno regionale, l'Iran non eserciterebbe il controllo esclusivo di questa vitale via navigabile. La proposta ricalca la gestione dello Stretto di Malacca, dove coloro che utilizzano lo stretto contribuiscono volontariamente al finanziamento della navigazione, della protezione ambientale e delle operazioni di ricerca e salvataggio.


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"Sulla situazione relativa allo Stretto di Hormuz andiamo avanti con le soluzioni a sostegno dei negoziati. L'obiettivo è rafforzare il dialogo Usa-Iran. Ma finché non ci sarà un cessate il fuoco duraturo non potremo partecipare alle missioni internazionali". Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani nell'audizione sugli esiti vertice della Nato svoltosi ad Ankara, aggiungendo che "le missioni alle quali abbiamo dato disponibilità sono collegate a decisioni internazionali". Tajani ha poi sottolineato che con la missione Aspides l'Italia è "protagonista nelle protezioni anti Houthi e pirateria, anche se abbiamo bisogno di più sostegno dall'Ue perché italiani e greci sono quelli che si fanno più carico della missione". "Ricordo che il 40 per cento del traffico marittimo commerciale italiano passa da Hormuz, quindi il nostro obiettivo è proteggerlo", ha concluso.


Oltre alla distruzione di infrastrutture pubbliche, anche le proprietà private dei cittadini iraniani hanno subito danni "molto estesi" nei recenti attacchi statunitensi. Lo ha dichiarato oggi la portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani, durante una conferenza stampa. "Le imbarcazioni da pesca, che rappresentavano l'unica fonte di sostentamento e di lavoro per i pescatori della regione, sono state gravemente danneggiate, oltre alle attività turistiche", ha aggiunto la portavoce del governo. Inoltre, Mohajerani ha affermato che 12 ponti e due gallerie sono stati colpiti negli ultimi attacchi degli Stati Uniti.


L'Oman ha presentato all'Iran una proposta per un meccanismo regionale congiunto per la gestione dello Stretto di Hormuz con tariffe volontarie: lo scrive Reuters sul sito. In base alla proposta omanita, che gode di sostegno regionale, l'Iran non eserciterebbe il controllo esclusivo di questa vitale via navigabile. La proposta ricalca la gestione dello Stretto di Malacca, dove coloro che utilizzano lo stretto contribuiscono volontariamente al finanziamento della navigazione, della protezione ambientale e delle operazioni di ricerca e salvataggio.


"Mettiamo in guardia gli Stati Uniti rispetto al loro blocco navale illegale e rispetto alle minacce rivolte alle nostre navi mercantili e petroliere nello Stretto di Hormuz negli ultimi tre giorni. Questo atto malvagio dell'esercito terrorista statunitense non resterà impunito". Lo ha dichiarato il comando centrale delle forze armate iraniane, Khatamolanbia, in un comunicato. "Tale azione è considerata un'estensione della guerra nella regione", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna.


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Le sanzioni possono causare alla fine più danni dei bombardamenti al regime dell'Iran. Lo hanno riferito alcuni funzionari americani ad Axios, mettendo in evidenza come le informazioni di intelligence indicano una profonda crisi economica nel paese. "Gli iraniani vogliono fermare i bombardamenti e voglio soldi. Ma nell'ordine inverso, vogliono prima i soldi", ha osservato un funzionario americano. Secondo gli 007, all'Iran mancano i soldi per pagare le truffe e la benzina e il rischio è che ci sia una corsa alle banche per ritirare denaro.

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