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Rutte: "Dalle basi italiane decollati 500 aerei Usa" | Il ministero smentisce: "Voli conformi ai trattati" | Trump: "Deluso da Italia ed Europa"

Il presidente americano Trump: "L'Iran sta facendo grandi concessioni, sta andando molto bene"

24 Giu 2026 - 22:59
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Polemica sulle parole del segretario generale della Nato Mark Rutte che in un'intervista a Fox News ha detto che "500 aerei Usa sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l'operazione Epic Fury". Sorpreso il ministero della Difesa: "Messaggio fallace, autorizzati solo voli tecnici e logistici, come da accordi". Poi la precisazione del portavoce Nato Allison Hart che ha chiarito le parole di Rutte: "Il tipo di sostegno cui ha fatto riferimento riguarda il supporto logistico o tecnico". Donald Trump ha ribadito la sua "contrarietà" con alcuni alleati europei della Nato per il mancato sostegno alla guerra con l'Iran. Il tycoon ha sottolineato di essere rimasto deluso da "Italia, Gran Bretagna, Germania e Francia" e da altri alleati della Nato. "Ci hanno mollato, sarebbe stato carino se avessero offerto il loro aiuto. Un altro presidente non avrebbe incontrato Rutte", ha aggiunto in un incontro allo Studio Ovale con il segretario generale della Nato.

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Tra i 4mila e i 5mila aerei statunitensi "sono decollati da basi in Europa nelle sei settimane in cui si e' svolto il conflitto con Iran". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte nel corso di un bilaterale con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca. "So che ci sono stati dibattiti sul fatto che gli alleati europei vi abbiano sostenuto abbastanza. Voglio dire una cosa: vi hanno sostenuto", ha aggiunto Rutte, evidenziando come "a metà aprile, quando è entrato in vigore il cessate il fuoco, l'aeroporto di Bucarest, in Romania, diretto verso la chiusura, ha dovuto sospendere il traffico commerciale per garantire che poteste far decollare gli aerei cisterna necessari alle operazioni. Ci sono stati alcuni casi isolati che vi hanno profondamente deluso, ma, in linea generale, i vostri alleati europei ci sono stati. Questo dimostra il contributo dell'Europa", ha concluso Rutte a riguardo.


Donald Trump insiste nel sottolineare di essere rimasto deluso da "Italia, Gran Bretagna, Germania e Francia" e da altri alleati della Nato. "Ci hanno mollato, sarebbe stato carino se avessero offerto il loro aiuto. Un altro presidente non avrebbe incontrato Rutte", ha aggiunto in un incontro allo Studio Ovale con il segretario generale della Nato.


"L'Iran era molto vicino all'arma nucleare, esportava terrorismo". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte in un incontro dello Studio Ovale con Donald Trump. "Il leader del mondo libero si è assunto la responsabilità", ha aggiunto.


 Funzionari dell'amministrazione Trump hanno informato importanti esponenti repubblicani al Congresso che entro la fine della settimana dovrebbe arrivare una richiesta di finanziamento supplementare per le operazioni militari contro l'Iran. Lo rivela il quotidiano "Politico", citando cinque fonti a conoscenza della questione, secondo cui la richiesta dovrebbe ammontare a circa 80 miliardi di dollari. I repubblicani della commissione Bilancio della Camera ritengono però che il Senato potrebbe aggiungere al provvedimento anche misure non militari, come aiuti per le aree colpite da calamita' naturali o sostegni al settore agricolo. I leader repubblicani della Camera temono che la spinta per un disegno di legge supplementare possa compromettere i loro sforzi per approvare un ulteriore pacchetto di riconciliazione di bilancio contenente le priorità del Partito repubblicano e nuovi fondi per la difesa. Il Congresso attende da tempo una richiesta formale del presidente Donald Trump per coprire i costi della campagna militare in Medio Oriente. Tuttavia, il provvedimento, che al Senato avrebbe bisogno di almeno un certo sostegno bipartisan per essere approvato, si preannuncia difficile da trasformare in legge.


Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il senatore della Louisiana Bill Cassidy hanno avuto un duro scontro sull'intervento militare contro l'Iran durante una riunione a porte chiuse tenutasi al Congresso. Lo riferiscono diverse fonti presenti all'incontro alla "Cnn". Una delle fonti ha descritto il pranzo come "molto intenso". Trump era furioso per il voto del Senato del giorno precedente volto a limitare i suoi poteri di guerra, tema che avrebbe dominato gran parte della discussione. Secondo più fonti, il presidente e Cassidy hanno avuto un acceso confronto verbale sul voto relativo ai poteri di guerra, interrompendosi ripetutamente a vicenda mentre il senatore criticava la decisione di Trump sull'Iran e il presidente replicava alle accuse. Il senatore dell'Alabama Tommy Tuberville, stretto alleato di Trump, ha confermato ai giornalisti che i due "avevano una divergenza di opinioni sull'Iran". Il senatore repubblicano Jon Husted ha invece definito lo scontro "memorabile".


La guerra con l'Iran "sta andando molto bene, stiamo vincendo con un margine enorme e l'Iran sta facendo concessioni molto grandi". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Vedremo cosa succederà, ma è stato molto potente. Sta andando molto, molto bene", ha aggiunto Trump arrivando a Capitol Hill per il previsto incontro con i senatori repubblicani dopo aver cancellato la cerimonia per la firma delle legge sull'edilizia abitativa.


I gruppi di lavoro tecnici statunitensi e iraniani proseguiranno i propri colloqui il 29 e 30 giugno: lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio. "Il gruppo tecnico tornerà, credo, il 29 o il 30. Si sono divisi in gruppi di lavoro su vari argomenti. Credo che torneranno in Svizzera, se non sbaglio", ha concluso, senza fornire ulteriori dettagli.


"Per quanto riguarda le dichiarazioni di Rutte si è trattato di una tempesta un bicchier d'acqua perché già Rutte ha detto che si riferiva non a voli per compiere azioni di guerra", bensì "erano soltanto voli di aerei che avevano effettuato operazioni logistiche". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa a margine del Forum Economico e imprenditoriale Italia-Tunisia che si è aperto a Tunisi. "Quei voli - ha proseguito il ministro - erano voli non per compiere bombardamenti ma erano voli per fare fornimento, per fare operazioni di tipo logistico, quindi una tempesta in un bicchier d'acqua", ha ribadito Tajani.


"Noi vediamo con favore che Usa e Iran abbiano raggiunto una intesa quadro" nelle trattative in Svizzera e "daremo il nostro contributo quando ci saranno le condizioni". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz nella conferenza stampa congiunta del vertice E5 a Berlino.


Il segretario generale Mark Rutte "ha sottolineato come gli Alleati, tra cui l'Italia, abbiano dato attuazione agli accordi bilaterali esistenti in materia di stazionamento delle forze e sorvoli. Il tipo di sostegno cui ha fatto riferimento riguarda il supporto logistico o tecnico". Lo ha affermato la portavoce della Nato Allison Hart, in merito alle dichiarazioni di Rutte sull'uso delle basi statunitensi in Italia durante la guerra con l'Iran.


"Sorprende che il segretario della Nato, che nulla ha a che fare con l'operazione Epic Fury, faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati". Cosi il ministero della Difesa che aggiunge: "l'Italia autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche. Come sempre ha fatto e come continuerà a fare in vigenza degli attuali accordi".


L'esercito israeliano rende noto di aver colpito due terroristi armati di Hezbollah nell'area della cresta di Ali al-Taher. In precedenza, i soldati che operano nell'area, all'interno della Zona di Sicurezza, hanno individuato due terroristi armati. Dopo l'identificazione, l'Aeronautica e i militari sul terreno hanno colpito i due terroristi.


Il primo ministro del Libano, Nawaf Salam, ha chiesto al movimento sciita Hezbollah di rispettare i propri impegni nell'ambito dell'estensione dell'autorità statale sul controllo delle armi e dell'accordo di Taif, firmato alla fine della guerra civile nel 1990. "Sto solo chiedendo a Hezbollah di mantenere i suoi impegni. Attraverso il governo del 2006, di cui fece parte, si impegno' nell'attuazione della Risoluzione 1701, che stabilisce che l'estensione dell'autorità statale su tutto il territorio deve essere completata e l'attuazione dell'Accordo di Taif e, soprattutto, la smilitarizzazione della regione meridionale del Litani. Nel 2024, nel governo del presidente Najib Mikati, tramite l'Accordo di cessazione delle ostilità, si è nuovamente impegnato per l'esclusività delle armi, e l'accordo specificava solo le sei parti autorizzate a portare armi", ha spiegato Salam. L'accordo di Taif è un trattato inter-libanese destinato a mettere fine alla guerra civile in Libano che si è sviluppata tra il 1975 ed il 1990. Oltre ad ampliare l'autorità dello Stato, l'accordo prevede anche una serie di riforme e il ritiro israeliano. "Siamo indietro di 36 anni rispetto all'estensione dell'autorità statale e a una serie di riforme da quando è stato approvato l'Accordo di Taif", ha commentato Salam.


Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che "anche in caso di richiesta americana, le Forze di Difesa Israeliane non si ritireranno dal Libano meridionale". Lo riporta Ynet. "Non lasceremo la zona di sicurezza in Siria e Libano. Questo è il concetto di sicurezza. Le Forze di Difesa Israeliane devono stare dalla parte del nemico e proteggere gli insediamenti dall'interno dell'area stessa. Soldati dentro, residenti fuori. Non ci ritireremo", ha detto.


In Svizzera non si è tenuto alcun incontro tra la delegazione iraniana e il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) Rafael Grossi, nonostante la sua richiesta, e non esiste alcun programma per l'accesso agli impianti iraniani colpiti e ai materiali nucleari. Lo ha dichiarato il vice ministro degli Esteri dell'Iran, Kazem Gharibabadi, in un post su X. "Queste questioni verranno semplicemente esaminate e risolte nell'ambito dell'accordo finale e in seguito a un'azione concreta da parte dell'altra parte per porre fine a tutte le sanzioni", ha aggiunto, precisando che Teheran non cederà alle pressioni in questo senso.


L'accordo tra Iran e Stati Uniti per la fine della guerra in Medio Oriente è "la dichiarazione di sconfitta dell'America". Lo ha dichiarato il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, a Baku in occasione della cerimonia di apertura della 20ma sessione della Conferenza dell'Unione parlamentare degli Stati membri dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic). "Il memorandum d'intesa di Islamabad non è stato il risultato di pressioni e coercizioni, ma piuttosto il risultato della resistenza e dell'autorità della coraggiosa nazione iraniana," ha detto Ghalibaf, riferendosi al testo finalizzato tramite mediazione pachistana. "Ecco perché il memorandum èdiventato una dichiarazione della sconfitta dell'America," ha detto. Secondo Ghalibaf, la sicurezza in Medio Oriente deve essere garantita dai Paesi della regione e non da attori esterni. "Vediamo il futuro della regione non nello scontro ma nell'interazione, e non nell'eliminazione ma nella convivenza", ha detto, ribadendo che la pace in Libano è un pilastro fondamentale per raggiungere un accordo definitivo con Washington. "Per noi, il cessate il fuoco in Libano è stato ed è importante quanto il cessate il fuoco in Iran, e la fine della guerra in Libano è stata importante quanto la fine della guerra in Iran". 


Un sospetto membro dell'Isis è stato ucciso ad Ankara in uno scontro a fuoco con le forze dell'ordine durante operazioni per arrestare presunti membri del cosiddetto Stato islamico prima del vertice Nato in programma il 7 e l'8 luglio. Secondo Ntv, ieri la polizia ha fatto irruzione nell'abitazione, a Haymana in provincia di Ankara, di un sospetto appartenente all'Isis, che "aveva impartito istruzioni per un attentato tramite i social media prima del vertice Nato", e durante l'operazione è iniziato uno scontro a fuoco tra gli agenti e il sospetto, che è rimasto ucciso mentre sua moglie è rimasta ferita. 


Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato a Bassem Naim, alto esponente di Hamas, che la delegazione negoziale iraniana solleverà la questione palestinese nei colloqui in corso. Lo ha riferito l'agenzia iraniana Tasnim. Nel corso di una telefonata, Araghchi ha detto a Naim che il team negoziale iraniano porrà anche il tema di quella che Teheran definisce la "continua aggressione dell'occupazione" in tutte le sedi internazionali. La presa di posizione arriva mentre l'Iran è impegnato nei negoziati seguiti al memorandum d'intesa con gli Stati uniti e mentre resta alta la tensione regionale legata alla guerra a Gaza e al confronto tra Israele e l'asse sostenuto da Teheran.


Le basi in Italia hanno svolto un ruolo "massiccio" a sostegno dell'operazione Epic Fury in Iran, con 500 aerei Usa decollati dal territorio italiano, in un quadro europeo che ha visto tra le 4.000 e le 5.000 missioni di volo. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte, intervenendo oggi a Fox News. Rutte ha detto di comprendere la "delusione" del presidente Usa Donald Trump per alcuni casi isolati, ma ha sottolineato che il quadro complessivo mostra un contributo molto più ampio degli alleati europei. "Paese dopo paese, alleato dopo alleato hanno messo a disposizione le loro basi per Epic Fury", ha affermato. Secondo il segretario generale della Nato, l'Europa si è trasformata in una "piattaforma di proiezione della potenza" per gli Stati uniti. "Quando si prende, per esempio, l'Italia, 500 aerei americani sono decollati dalle basi Usa in Italia per sostenere Epic Fury, quindi è una cosa enorme", ha detto Rutte. Il capo dell'Alleanza ha citato anche il caso della Romania, dove la capitale Bucarest ha dovuto ridurre i voli commerciali per consentire l'uso degli aeroporti come strutture per i velivoli cisterna. "Tutto questo sta accadendo", ha osservato Rutte, invitando a non concentrare la discussione solo sui casi di frizione tra Washington e alcuni alleati. Rutte ha spiegato che nel colloquio previsto domani con Trump intende allargare il ragionamento al quadro generale del contributo del presidente Usa alla Nato, in particolare sul fronte degli investimenti per la difesa. "Quando si guardano i numeri degli investimenti che i paesi Nato stanno facendo ora nella propria difesa, sono impressionanti", ha detto. Il segretario generale ha aggiunto di non poter anticipare tutti i dati prima dell'incontro con Trump e con i media, ma ha parlato di cifre "enormi", superiori alle sue stesse aspettative durante la preparazione del viaggio. Secondo Rutte, la pressione esercitata da Trump sugli alleati ha reso l'intera Alleanza più forte e ha contribuito a rendere più sicuri gli Stati uniti, spingendo Europa e Canada ad aumentare gli investimenti nella difesa. Il segretario generale ha sottolineato anche il ritorno industriale di questa dinamica, con un "dividendo della difesa" in termini di posti di lavoro ed economia su entrambe le sponde dell'Atlantico. "Tutto grazie alla sua leadership", ha detto Rutte, riferendosi a Trump.


Il Pakistan, che funge da mediatore sul memorandum di pace tra Usa e Iran, afferma che i colloqui tecnici tra i due paesi riprenderanno la prossima settimana.


Il governo dell'Oman ha messo ha disposizione un "corridoio di transito" temporaneo senza pedaggi per le navi nello Stretto di Hormuz, in coordinamento con l'Organizzazione marittima internazionale (Imo). Lo ha reso noto il ministero degli Esteri dell'Oman, sottolineando che l'iniziativa deriva dalla "responsabilità del Sultanato dell'Oman nei confronti dello Stretto di Hormuz e della sua importanza per l'economia globale, e in conformità al suo impegno costante con il diritto internazionale e il diritto del mare". L'obiettivo e' "garantire la libertà di navigazione nello Stretto senza imporre pedaggi di transito". In linea con i risultati delle trattative tra Stati Uniti e Iran, prosegue la nota, l'Oman "ha lavorato in coordinamento con l'Imo per offrire alle navi l'opzione di un corridoio marittimo temporaneo definito dalle coordinate annunciate dall'Imo e dalle autorità omanite competenti". Le navi interessate a transitare, precisa il comunicato, dovranno coordinarsi con l'Organizzazione marittima internazionale.


Il direttore dell'agenzia nucleare delle Nazioni Unite, Rafael Mariano Grossi, ha affermato che i siti iraniani per l'arricchimento dell'uranio saranno visitati dai suoi ispettori, un elemento chiave dell'accordo temporaneo tra gli Stati Uniti e l'Iran volto a porre fine alla guerra. "Che ciò avvenga dopodomani, tra una settimana o tra dieci giorni è importante, ma non essenziale. Accadrà", ha affermato.


Il Qatar si opporrà a qualsiasi piano iraniano di imporre tariffe nello Stretto di Hormuz. "Questo è contrario al protocollo internazionale. Per un Paese come il Qatar, è il nostro unico corridoio marittimo", ha affermato il premier di Doha, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, in un'intervista al Financial Times. "Se gli iraniani propongono un modello, devono argomentarlo e noi dobbiamo esaminarlo. Non possiamo accettare una situazione o una condizione in cui la nostra porta d'accesso al mondo sia controllata", ha aggiunto.


Il traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz mostra chiari segnali di ripresa dopo il blocco di fatto causato dal conflitto tra Stati Uniti e Iran. Secondo la società di monitoraggio MarineTraffic, il numero di attraversamenti è quasi triplicato nell'arco di una settimana passando da 32 navi tra il 12 e il 14 giugno a 93 tra il 19 e il 21 giugno. La ripresa è stata favorita dagli sviluppi diplomatici recenti e dalla decisione di Washington di concedere fino al 21 agosto una sospensione temporanea di alcune sanzioni sul petrolio iraniano, riducendo l'incertezza normativa per le compagnie che transitano nell'area. Anche la società di analisi marittima Windward ha rilevato un miglioramento della situazione, registrando 25 transiti il 22 giugno. Tuttavia, l'azienda sottolinea che si tratta di una fase iniziale di normalizzazione e non ancora di un ritorno completo alle condizioni operative precedenti alla crisi. Lo Stretto di Hormuz è uno dei punti strategici più' importanti del commercio energetico mondiale, poiché attraverso questo passaggio transita una quota significativa delle esportazioni globali di petrolio e gas naturale liquefatto.


Un voto "inopportuno e privo di significato". Trump critica aspramente il Senato a maggioranza repubblicana che ha votato ieri contro il tycoon. "Quindi, ho l'Iran alle corde, pronto a crollare... e il Senato degli Stati Uniti decide di tenere una votazione inopportuna e insignificante sul War Powers Act", ha scritto Trump sul suo social Truth. Con 50 voti a favore e 48 contrari, i senatori hanno approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente in Iran e chiede la fine del conflitto a meno che non ci sia l'autorizzazione del Congresso. Pur essendo simbolico, il voto rappresenta una rottura con il presidente.


Abbandonare l'Iran e concentrarsi sull'economia e sui temi di politica interna che stanno a cuore agli americani. La Casa Bianca vuole cambiare la narrativa in vista delle elezioni di metà mandato, un compito non facile viste le informazioni contrastanti sull'accordo con l'Iran e le tensioni in Libano. Secondo quanto riportato da Politico, il piano della Casa Bianca è riportare l'attenzione sui successi economici del presidente così da stemperare i timori sull'inflazione. Nelle prossime settimane, Trump viaggerà per il paese tornando a fare comizi e rivendicando il taglio delle tasse e la volata di Wall Street.

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