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Guerra in Iran, Rubio: "Arsenale passo preliminare di Teheran verso armi atomiche" | Aragchi vola in India per il vertice Brics

Diplomazie al lavoro a Pechino e New Delhi anche sul conflitto in Medioriente

14 Mag 2026 - 08:04
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 © Afp

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Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio ha difeso la guerra contro l'Iran, sostenendo che Teheran si sia dotato di un vasto arsenale di missili e droni come passo preliminare verso l'ottenimento di un'arma nucleare. In un'intervista concessa all'emittente televisiva Fox News prima di partire alla volta della Cina, Rubio ha affermato che prima dell'intervento militare degli Stati Uniti l'Iran stava accumulando capacità convenzionali tali da poter sopraffare qualsiasi sistema di difesa nella regione e dissuadere cosi' eventuali attacchi contro il Paese. Secondo Rubio, una volta ottenuta questa sorta di "immunità" convenzionale, la Repubblica islamica contava di incedere indisturbata verso la realizzazione di un'arma atomica. E mentre gli Usa incontrano Xi anche per parlare di Iran, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a Nuova Delhi per partecipare alla riunione dei ministri degli Esteri dei Brics. L'incontro rappresenta una tappa preparatoria al vertice dei Brics che si terrà sempre in India il prossimo settembre. Secondo osservatori diplomatici, la presenza di Araghchi riflette il tentativo dell'Iran di rafforzare il coordinamento con i Paesi membri del gruppo nel contesto delle ostilità con Stati Uniti e Israele.


La Cina sta sfruttando la guerra in Iran per rafforzare il proprio vantaggio sugli Stati Uniti in campo militare, economico, diplomatico e informativo. E' quanto emerge da un'analisi riservata dell'intelligence statunitense, letta da due funzionari Usa e preparata questa settimana per il capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Dan Caine. Ne dà conto il Washington Post. Il rapporto, prodotto dalla direzione intelligence dello Stato maggiore congiunto, ha suscitato preoccupazione al Pentagono per i costi geopolitici dello scontro tra Washington e Teheran, proprio mentre il presidente Usa Donald Trump è impegnato a Pechino in colloqui ad alta posta in gioco con il presidente cinese Xi Jinping. L'analisi usa il cosiddetto schema "Dime", che valuta la risposta cinese al conflitto in Iran attraverso quattro strumenti del potere statale: diplomatico, informativo, militare ed economico. Secondo il rapporto, dall'inizio della guerra contro l'Iran, il 28 febbraio, la Cina ha venduto armi ad alleati degli Stati uniti nel Golfo persico, mentre questi paesi faticavano a difendere basi militari e infrastrutture petrolifere dagli attacchi iraniani con missili e droni.


Gli Stati Uniti sperano di convincere la Cina a svolgere un ruolo più attivo per indurre l'Iran a fare un passo indietro nel Golfo persico. Lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio, mentre il presidente Donald Trump si trova a Pechino per incontri con il presidente cinese Xi Jinping. "Speriamo di convincerli a svolgere un ruolo più attivo nel far sì che l'Iran abbandoni quello che sta facendo ora e sta cercando di fare ora nel Golfo persico", ha dichiarato Rubio a Fox News. Il tema rientra nei dossier al centro della visita di Trump in Cina, in una fase in cui l'escalation intorno all'Iran ha quasi paralizzato il traffico nello Stretto di Hormuz, rotta chiave per il trasporto di petrolio e gas naturale liquefatto dai Paesi del Golfo persico verso i mercati globali, contribuendo al rialzo dei prezzi dei carburanti.

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