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Israele-Libano, Parigi: "Nessun piano di pace francese" | Trump: "Raid sull'isola di Kharg, gli altri Paesi inviino navi a Hormuz"

Il ministero degli Esteri francese: "Ci siamo offerti di facilitare i colloqui tra le parti"

15 Mar 2026 - 06:11
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Tensione crescente in Medio Oriente mentre il presidente americano Donald Trump ha dichiarato sul suo social Truth che l'Iran sarebbe "completamente sconfitto" e alla ricerca di un accordo che, ha aggiunto, non intende accettare, accusando inoltre i media di non riportare i successi ottenuti dall'esercito statunitense contro Teheran. Sotto attacco Usa, in particolare, l'isola iraniana di Kharg con il presidente Trump che ha annunciato che l'esercito americano ha condotto nella notte un raid aereo contro installazioni militari sull'isola che ospita il principale terminale di esportazione petrolifera della Repubblica islamica ed è considerata un'infrastruttura cruciale per l'economia iraniana e per lo smercio di petrolio. Teheran ha fatto sapere che "Il suo terminal petrolifero è pienamente operativo". Il presidente Trump su Truth ha poi parlato anche di Hormuz: "Altri Paesi inviino navi per sicurezza" ha scritto aggiungendo "si auspica che la Cina, la Francia, il Giappone, la Corea del Sud, il Regno Unito e gli altri Paesi penalizzati da questa restrizione artificiale inviino navi nell'area, affinché lo Stretto cessi di rappresentare una minaccia da parte di una Nazione che è stata totalmente decapitata". Secondo Axios il governo francese avrebbe elaborato una proposta per porre fine alla guerra in Libano che richiederebbe al governo di Beirut di riconoscere Israele. Ma Parigi smentisce: "Nessun piano di pace francese per la pace in Libano"


La Formula 1 e la Fia hanno annullato i prossimi Gran Premi in Bahrein e in Arabia Saudita per motivi di sicurezza legati alla guerra con l'Iran. L'annuncio è stato fatto a Shanghai, in vista del Gran Premio di Cina. La Formula 1 avrebbe dovuto correre in Bahrein il 12 aprile e nella città saudita di Jeddah il 19 aprile.


Almeno cinque persone sono morte e sette sono rimaste ferite negli attacchi israeliani contro due città nel sud del Libano. Lo riferisce il ministero della Salute di Beirut, spiegando che in un attacco nel distretto di Nabatiyeh sono morte quattro persone, tra cui un bambino, e sono rimaste ferite altre cinque. Un altro attacco nel distretto di Marjeyoun ha provocato un morto e un ferito.


Fonti della sicurezza affermano che è stato effettuato un attacco con droni su una base militare presso l'aeroporto di Baghdad. L'attacco è avvenuto nella tarda serata e ha preso di mira, secondo quanto riferito da due fonti della sicurezza all'AFP, il complesso aeroportuale che ospita una base militare e una sede diplomatica statunitense. Una fonte ha dichiarato che i droni "hanno preso di mira la base militare", ma sono stati abbattuti appena fuori dal complesso, che in precedenza ospitava truppe della coalizione a guida statunitense impegnate nella lotta contro i jihadisti, mentre una seconda fonte ha affermato che un drone precipitato ha provocato un vasto incendio all'esterno. 


Un attacco di droni ha provocato un incendio in una raffineria di petrolio nel nord dell'Iraq. Il raid è avvenuto nella tarda serata presso la raffineria di Lanaz, vicino alla città di Erbil. La notizia è stata riferita all'Associated Press da due funzionari di una milizia irachena sostenuta dall'Iran. Secondo un funzionario del governo regionale curdo, le attività della raffineria sono state sospese in seguito all'attacco. Non si hanno notizie immediate su eventuali vittime o danni.


Hezbollah libanese ha riferito questa sera di scontri "diretti" con l'esercito israeliano nella città di Khiam, nel Libano meridionale. Gli scontri hanno coinvolto "armi leggere e di piccolo calibro, nonché proiettili di tipo missilistico", secondo un comunicato. Hezbollah ha aggiunto di aver preso di mira le forze israeliane in tre villaggi di confine.


Le Guardie della rivoluzione iraniane hanno annunciato questa sera di aver lanciato una salva di missili contro le forze statunitensi di stanza presso la base aerea Prince Sultan, vicino a Riad. Sebbene le autorità saudite non abbiano immediatamente confermato l'attacco, il ministero della Difesa del regno aveva precedentemente indicato di aver intercettato sei missili diretti verso Al-Kharj, dove si trova la base.


La diplomazia francese ha dichiarato che non esiste "alcun piano francese" per tentare di porre fine alla guerra in Libano tra Israele e il movimento filo-iraniano Hezbollah. "La Francia ha sostenuto l'apertura delle autorità libanesi a colloqui diretti con Israele e si è offerta di facilitarli. Sarà compito delle parti, e solo delle parti, definire l'agenda di questi colloqui", ha affermato il Ministero degli Esteri in una dichiarazione inviata all'Afp. Il sito Axios aveva precedentemente affermato che Parigi aveva elaborato una proposta di pace che includeva il riconoscimento dello Stato di Israele da parte del Libano.


Il Ministero della Difesa del Qatar ha dichiarato in un post su X che il Paese è stato preso di mira in un attacco che ha coinvolto quattro missili balistici e diversi droni lanciati dall'Iran. Il ministero ha affermato che le forze armate hanno intercettato con successo tutti i droni e i missili, senza che si registrassero vittime o danni significativi.


Il governo francese ha elaborato una proposta per porre fine alla guerra in Libano che richiederebbe al governo di Beirut di riconoscere Israele. Lo hanno riferito a Axios tre fonti a conoscenza della questione. Il governo libanese, profondamente preoccupato che la nuova guerra possa devastare il Paese, ha accettato il piano come base per i colloqui di pace. Secondo la proposta di Parigi, Israele e Libano aprirebbero negoziati con il supporto di Stati Uniti e Francia su una "dichiarazione politica" da concordare entro un mese. I negoziati inizierebbero a livello di alti diplomatici prima di passare ai massimi livelli politici. I funzionari francesi, spiegano le fonti, vogliono che i colloqui si svolgano a Parigi. La dichiarazione proposta includerebbe il riconoscimento iniziale di Israele da parte del Libano e l'impegno del governo libanese a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale di Israele. Israele e Libano riaffermerebbero inoltre il loro impegno verso la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, che pose fine alla guerra del 2006, così come l'accordo di cessate il fuoco del 2024.


I cittadini statunitensi dovrebbero lasciare immediatamente l'Iraq. Lo ha reso noto l'ambasciata americana a Baghdad in un aggiornamento dell'allerta sicurezza, a seguito dell'attacco missilistico notturno contro l'edificio della sede diplomatica. "I cittadini statunitensi che scelgono di restare in Iraq sono fortemente incoraggiati a riconsiderare la propria decisione alla luce della grave minaccia rappresentata dai gruppi di miliziani terroristici allineati con l'Iran", ha dichiarato l'ambasciata.


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Un attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro la città industriale di Isfahan, nell'Iran centrale, avrebbe causato la morte di almeno 15 persone e il ferimento di diverse altre. Lo riporta Haaretz citando l'agenzia iraniana Fars. Nell'attacco, secondo quanto viene riferito, è stata colpita una fabbrica che produceva apparecchiature di riscaldamento e raffreddamento. Diversi operai erano presenti sul posto al momento dell'attacco.


La salma del maresciallo Arnaud Frion, ucciso giovedì sera nella regione di Erbil, in Iraq, in seguito a un attacco con drone, è arrivata in Francia. Lo riferisce l'emittente "Bfmtv". Nell'attacco sono rimasti feriti anche altri sei militari francesi, rientrati anche loro in patria.


Migliaia di persone hanno manifestato oggi in tutta la Spagna per chiedere la fine della guerra in Iran e in Medio Oriente, in iniziative sostenute da oltre 200 associazioni sotto lo slogan "La guerra in Medio Oriente deve finire. Non dimentichiamo Gaza". Lo riferisce Efe. A Madrid, circa cinquemila persone secondo gli organizzatori si sono radunate davanti al museo Reina Sofi'a, tra slogan come "No alla guerra", "Chi decide qui? Il popolo iraniano" e "Ogni città, ogni piazza, siamo tutti Gaza". L'iniziativa si è svolta attorno al manifesto "Dobbiamo fermare la guerra in Medio Oriente", sostenuto da oltre 200 personalità del mondo della cultura, della società e della politica. Manifestazioni analoghe anche a Barcellona, Siviglia, Santander e Cordova.


L'ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad è stata colpita da due droni. Lo riferisce all'emittente "Cnn" una fonte della sicurezza Usa. L'entità dei danni e l'eventuale presenza di vittime non sono ancora note. Un video geolocalizzato dall'emittente televisiva mostra fumo e piccole fiamme levarsi da un edificio nei pressi del compound dell'ambasciata.


Il Ministero della Salute del Libano ha reso noto che gli attacchi israeliani hanno ucciso 826 persone, di cui 65 donne e 106 bambini, dal 2 marzo, data di inizio della guerra con Hezbollah. I feriti sono al momento 2.009. Il Ministero ha anche precisando che ci sono 31 paramedici uccisi, rivedendo così al rialzo un precedente bilancio.


 Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha chiarito che lo Stretto di Hormuz è chiuso soltanto "alle petroliere e alle navi dei nemici e dei loro alleati". Lo hanno riferito i media ufficiali della repubblica islamica. Araghchi ha avvertito che l'Iran risponderà a qualsiasi attacco contro le proprie infrastrutture energetiche, affermando che se tali infrastrutture iraniane fossero colpite, le forze iraniane prenderebbero di mira impianti di aziende americane nella regione o società in cui gli Stati Uniti possiedono quote. Ha aggiunto che la repubblica islamica agirà con cautela per evitare di colpire aree densamente popolate.


Le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno fermato 45 persone di diverse nazionalità con l'accusa di aver filmato e diffuso sui social media immagini dei siti colpiti dagli attacchi iraniani. Lo riferisce l'agenzia di stampa irachena "Shafaq News", citando una nota della Procura di Abu Dhabi. Secondo il comunicato, i fermati avrebbero registrato video nei luoghi presi di mira dagli attacchi e diffuso sui social media contenuti ritenuti "imprecisi o fuorvianti" sulle operazioni militari. Le autorità hanno indicato di aver adottato nei loro confronti misure legali e amministrative nel quadro delle attività di monitoraggio dell'uso improprio delle piattaforme digitali.

La Procura ha inoltre invitato la popolazione a verificare l'accuratezza delle informazioni e a non diffondere contenuti provenienti da fonti non ufficiali, sottolineando che tali comportamenti possono avere "effetti negativi sulla sicurezza pubblica e sulle operazioni in corso". In precedenza il ministero della Difesa emiratino aveva riferito che le difese aeree del Paese hanno intercettato nove missili balistici e 33 droni lanciati dall'Iran. Secondo le autorità di Abu Dhabi, dall'inizio degli attacchi iraniani le difese emiratine hanno affrontato complessivamente 294 missili balistici, 15 missili da crociera e circa 1.600 droni.


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© Withub

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"Molti Paesi, specialmente quelli colpiti dal tentativo dell'Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz, invieranno navi da guerra - in collaborazione con gli Stati Uniti d'America - per mantenere lo Stretto aperto e sicuro". Lo scrive Donald Trump sul suo socialTruth. "Si auspica che la Cina, la Francia, il Giappone, la Corea del Sud, il Regno Unito e gli altri Paesi penalizzati da questa restrizione artificiale inviino navi nell'area, affinché lo Stretto di Hormuz cessi di rappresentare una minaccia da parte di una Nazione che è stata totalmente decapitata", aggiunge.


Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che il loro consolato nella regione autonoma del Kurdistan, nel nord dell'Iraq, è stato preso di mira da un drone. Lo riporta un comunicato del ministero degli Esteri. Gli Emirati Arabi Uniti hanno "condannato fermamente" l'attacco, il secondo di questa settimana, che ha ferito "due membri del personale di sicurezza" e causato "danni" all'edificio, si legge nel comunicato.


Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha chiesto di fermare la guerra in Libano e di privilegiare la via diplomatica per ridurre l'escalation militare in corso nel Paese. "Le evacuazioni ordinate da Israele hanno costretto centinaia di migliaia di civili a fuggire e hanno complicato la loro vita", ha dichiarato Guterres. Il segretario generale ha inoltre affermato che "diverse aree del Libano sono diventate teatro di distruzione" e ha rivolto un appello a tutte le parti coinvolte nel conflitto: "Il mio messaggio a tutte le parti è di fermare la guerra e adottare la diplomazia e il dialogo". Guterres ha anche avvertito che esiste il rischio che "il sud del Libano diventi un luogo disabitato a causa della guerra". Secondo il segretario generale delle Nazioni Unite, "l'integrità territoriale del Libano continua a essere violata e non siamo riusciti a raggiungere un cessate il fuoco effettivo". Il capo dell'Onu ha infine sottolineato che le Nazioni Unite stanno lavorando per ridurre l'escalation e riportare le parti al tavolo negoziale. "Stiamo compiendo sforzi per ridurre la tensione, fermare le ostilità e portare le parti al tavolo del dialogo", ha dichiarato.


L'Iran prenderà in considerazione la fine del conflitto con gli Stati Uniti solo a fronte del pagamento di risarcimenti per i danni subiti e del ritiro delle forze statunitensi dalla regione del Golfo Persico. Lo ha dichiarato Mohsen Rezaei, membro del Consiglio per il discernimento dell'interesse superiore del sistema della Repubblica islamica. "Prenderemo in considerazione la fine della guerra solo quando, primo, riceveremo dagli Stati Uniti un risarcimento per tutti i danni e, secondo, otterremo garanzie totali per il futuro, cosa impossibile senza il ritiro degli Stati Uniti dalla regione del Golfo Persico", ha affermato Rezaei in un'intervista all'emittente iraniana Snn.


Le Forze di difesa israeliane hanno riferito di aver ucciso in Libano un altro comandante del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica (Irgc, i pasdaran) nel corso di un raid condotto questa settimana. Secondo quanto dichiarato dall'esercito israeliano, l'attacco, avvenuto mercoledì 11 marzo, ha causato la morte di Hisham Abd al Karim Yassin, indicato come "comandante chiave" sia nell'unità comunicazioni di Hezbollah sia nel Corpo palestinese della Forza Quds, il ramo dei pasdaran incaricato delle operazioni all'estero. Secondo le Idf, l'unità comunicazioni è responsabile del mantenimento della continuità delle comunicazioni interne di Hezbollah e supervisiona lo sviluppo, la manutenzione e l'impiego dei sistemi di comunicazione utilizzati dal movimento sciita libanese. L'esercito israeliano ha aggiunto che Yassin sarebbe stato coinvolto negli sforzi per aiutare Hezbollah a ricostruire le proprie capacita' operative e avrebbe lavorato per rafforzare il radicamento iraniano in Libano.


Un bambino di 12 anni è rimasto gravemente ferito e un uomo di 39 anni ha riportato ferite lievi in seguito all'ultimo attacco con missili balistici iraniani contro la città israeliana di Eilat, sul Mar Rosso. Lo riferiscono i servizi di emergenza israeliani.Secondo il medico Magen David Adom, i due feriti sarebbero stati colpiti da schegge e sono stati trasportati in ospedale nella stessa città. Fonti locali segnalano almeno tre punti d'impatto nell'area urbana. Secondo una prima valutazione delle Forze di difesa israeliane (Idf), i danni potrebbero essere stati causati da submunizioni di una testata a grappolo oppure da frammenti caduti dopo l'intercettazione del missile. L'esercito ha dichiarato di stare verificando la dinamica dell'attacco. Unità di ricerca e soccorso del Comando del fronte interno sono state inviate sul posto per assistere i servizi di emergenza e mettere in sicurezza le aree colpite. Secondo l'esercito israeliano, l'attacco missilistico iraniano ha preso di mira anche Gerusalemme, mentre nelle ore precedenti erano già scattati allarmi antiaerei in diverse aree del Paese.


Il figlio in esilio dell'ultimo scià dell'Iran, deposto dalla Rivoluzione iraniana del 1979, ha affermato di essere pronto a guidare una transizione "non appena la Repubblica Islamica dell'Iran cadrà". In un messaggio pubblicato sui suoi canali social, Reza Pahlavi, che vive negli Stati Uniti, ha affermato di aver già iniziato a selezionare persone sia all'interno sia all'esterno dell'Iran per far parte di quello che definisce un "sistema di transizione".


"Da qualche parte nelle profondità sotterranee dell'Iran, all'interno di decine di cilindri di piombo sigillati, sarebbero nascosti 45o chili di uranio arricchito, materiale sufficiente per 11 bombe nucleari. Gli esperti avvertono che finché l'uranio arricchito rimarrà sul territorio iraniano, questa guerra sarà lontana dall'essere considerata un successo". Lo riporta la tv israeliana Channel 12. "In questo momento il mondo intero sta cercando proprio quei 450 chili di polvere radioattiva, conosciuta come 'yellowcake' per poter dichiarare una vittoria sull'Iran". Il generale Yitzhak Ben‑Israel, fisico e capo del centro di cybersicurezza dell'Università di Tel Aviv, ha spiegato che "qualche centinaio di chilogrammi è qualcosa di molto facile da nascondere. Gli impianti - le decine di migliaia di centrifughe, le fabbriche - sono molto difficili da occultare. Ma il materiale in sé è facilissimo da nascondere: lo metti in un contenitore, lo sigilli e lo nascondi". Avner Vilan, ex alto funzionario dell'apparato di sicurezza israeliano ed esperto del programma nucleare iraniano, ha aggiunto: "Qualsiasi fine della guerra in cui il materiale non venga portato fuori dall'Iran è un fallimento, soprattutto sul piano nucleare. Significa che abbiamo lasciato loro un asset estremamente importante, con un regime ancora in piedi. A mio avviso, questo sarebbe un fallimento", ha detto.


Forti esplosioni si sono udite nel centro di Tel Aviv dopo che nella città è scattato l'allarme aereo per un nuovo lancio di missili dall'Iran. Lo ha constatato l'Ansa sul posto.


Dopo l'attacco americano alla strategica isola di Kharg, da dove parte il 90% delle esportazioni di petrolio iraniano, i siti di notizie arabi stanno rilanciando le dichiarazioni rilasciate da Donald Trump circa 38 anni fa, riportando a galla la visione che l'attuale presidente statunitense aveva già allora verso i siti-chiave dell'Iran negli anni '80, e in particolare sull'isola petrolifera. In un'intervista pubblicata dal quotidiano britannico The Guardian nel 1988, Trump parlò della "debolezza" della gestione americana nei confronti dell'Iran in quel periodo, sottolineando la necessità di adottare un approccio più duro. "Sarò duro con l'Iran. Ci stanno battendo psicologicamente e ci fanno sembrare un gruppo di sciocchi. Se sparano anche solo un colpo contro i nostri uomini o le nostre navi, intraprenderò un'azione militare contro l'isola di Kharg. Entrerò e ne prenderò il controllo. Confrontarsi con l'Iran sarebbe una cosa positiva per il mondo", disse il tycoon, dichiarando le prime ambizioni politiche la sua posizione sulle questioni internazionali, come riporta ora Sky News Arabia.


Il presidente della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, ha affermato che l'Ucraina è un obiettivo legittimo. "I tentativi falliti dell'Ucraina di aiutare Israele la rendono un obiettivo legittimo per noi", ha detto. L'Ucraina ha "fornito supporto sui droni" a Israele, ha precisato. Lo riportano i media israeliani.


Le forze armate della Giordania hanno dichiarato che 85 missili e droni iraniani hanno preso di mira il territorio del Paese nella seconda settimana della guerra, i sistemi di difesa hanno intercettato 79 missili e droni, mentre 5 velivoli senza pilota e un vettore missilistico sono caduti all'interno del territorio del Regno. La sicurezza pubblica ha reso noto che la scorsa settimana sono state gestite 93 segnalazioni di caduta di oggetti e detriti, nove le persone ferite. La Direzione dei media militari ha affermato che "le Forze armate giordane continuano a svolgere il loro dovere di difendere la patria e proteggerla da ogni aggressione, e si adoperano con ogni sforzo e massima efficacia per preservare la sicurezza del Regno e l'incolumità dei suoi cittadini".


Gli allarmi risuonano a Tel Aviv e nel centro di Israele per un lancio di missili dall'Iran.


L'ambasciata degli Stati Uniti a Madrid e il consolato generale a Barcellona hanno diffuso un avviso ai cittadini americani presenti in Spagna, in vista delle manifestazioni previste contro gli attacchi militari in Iran in circa 150 città iberiche. Le mobilitazioni, organizzate dalla piattaforma "PararLaGuerra" ("Fermare la guerra") con il supporto di oltre cento associazioni, sono dirette a condannare l'offensiva israelo-statunitense in Iran e a esigere che finisca, così come che cessino gli attacchi iraniani nella regione. In un messaggio pubblicato su X, l'ambasciata Usa allerta che varie proteste si celebreranno in tutto il Paese "per i recenti eventi in Medio Oriente". E invita i cittadini americani a restare vigili per "eventuali minacce". Segnala inoltre che è possibile che ci siano "manifestazioni spontanee" nei prossimi giorni, sottolineando che "anche le proteste pacifiche, possono diventare violente". Le rappresentanze diplomatiche avvisano, infine, che "le autorità locali possono aumentare le misure di sicurezza, incluse le chiusure di strade, limitazioni al traffico o una maggiore presenza di polizia nelle zone dove si producono le manifestazioni", invitando gli americani a evitare gli assembramenti, consultare i media locali e mantenere un profilo basso, rivedendo "i piani di sicurezza personale".


Il ministero della Salute del Libano afferma che i raid israeliani hanno ucciso 26 operatori sanitari e ne hanno feriti altri 51 dall'inizio del conflitto tra Israele e Hezbollah, lo scorso 2 marzo. La dichiarazione arriva dopo che le autorità libanesi avevano riferito che un attacco israeliano nella notte ha ucciso 12 tra medici, paramedici e infermieri in un centro sanitario nella città meridionale di Burj Qalawiya. Precedentemente, un altro raid sulla città di Sawaneh aveva causato la morte di due paramedici affiliati a Hezbollah e al suo alleato Amal. Il comunicato del ministero ha inoltre accusato Israele di prendere ripetutamente di mira gli equipaggi delle ambulanze impegnate in operazioni di soccorso. Da parte sua, l'esercito israeliano ha accusato Hezbollah di utilizzare le ambulanze per scopi militari.


Il portavoce dell'Idf in lingua araba ha emesso un nuovo avviso di evacuazione per alcune zone del quartiere di Dahiyeh a Beirut, roccaforte sciita degli Hezbollah. "Per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente e non tornare in questi quartieri fino a nuovo avviso", si legge nel comunicato. Tra le zone interessate dall'avviso figurano Haret Harik, Lilak e Hadath.


Le autorità libanesi stanno conducendo consultazioni ad alto livello per formare una delegazione incaricata di eventuali negoziati con Israele. Lo riferisce una fonte ufficiale libanese citata dall'emittente Al Jazeera. Secondo la fonte, le discussioni coinvolgono il presidente della Repubblica, il primo ministro e il presidente del Parlamento, con l'obiettivo di definire una delegazione negoziale composta a livello di ambasciatori. Il luogo più probabile per i colloqui sarebbe Cipro, anche se Beirut si sarebbe detta aperta alla possibilità di ospitare i negoziati in altre capitali europee. Secondo la stessa fonte, la presidenza libanese starebbe cercando di garantire una rappresentanza di tutte le componenti politiche e confessionali del Paese all'interno della delegazione. Tuttavia il presidente del Parlamento Nabih Berri non avrebbe approvato la partecipazione di un rappresentante del cosiddetto "duo sciita", formato da Hezbollah e dal movimento Amal. Berri avrebbe inoltre ribadito che qualsiasi processo negoziale dovrebbe avvenire solo dopo un cessate il fuoco, insistendo sul rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che nel 2006 ha posto fine alla guerra tra Israele e Hezbollah e stabilisce il quadro di sicurezza lungo il confine tra Libano e Israele. Secondo la fonte citata da "Al Jazeera", i Paesi europei avrebbero accolto con favore l'iniziativa, mentre Beirut sarebbe in attesa di una risposta da parte degli Stati Uniti. Al momento, tuttavia, non vi sarebbero contatti diretti tra la presidenza libanese e la leadership di Hezbollah su questo dossier.


Funzionari iraniani hanno riferito alle agenzie di stampa di Teheran che le esportazioni di petrolio dall'isola di Kharg continuano normalmente, nonostante gli attacchi americani della notte scorsa. Lo riporta il Guardian. Le fonti hanno dichiarato all'agenzia semi-ufficiale Tasnim che il terminal petrolifero è "pienamente operativo" e le attività "proseguono senza interruzioni", aggiungendo che non si registrano vittime. L'agenzia Mehr ha affermato che "la situazione sull'isola è tornata rapidamente alla normalità e le condizioni sono sotto controllo". L'isola di Kharg gestisce circa il 90% delle esportazioni petrolifere dell'Iran.


"Ieri sera, le forze statunitensi hanno condotto un attacco di precisione su vasta scala sull'isola di Kharg, in Iran. L'attacco ha distrutto depositi di mine navali, bunker per missili e numerosi altri siti militari. Le forze statunitensi hanno colpito con successo oltre 90 obiettivi militari iraniani sull'isola di Kharg, preservando al contempo le infrastrutture petrolifere". Lo rende noto su X il Comando Centrale militare Usa.


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Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato nove missili balistici e 33 droni lanciati dall'Iran verso il territorio del Paese. Lo ha riferito il ministero della Difesa emiratino in un aggiornamento diffuso oggi. Secondo il dicastero, i sistemi di difesa hanno neutralizzato i vettori in arrivo prima che potessero colpire obiettivi sul territorio nazionale. Le autorità hanno precisato che le forze armate restano in stato di massima allerta per fronteggiare eventuali nuove minacce alla sicurezza del Paese. Il ministero ha inoltre indicato che, dall'inizio degli attacchi iraniani, le difese aeree degli Emirati hanno già affrontato 294 missili balistici, 15 missili da crociera e circa 1.600 droni. Gli attacchi hanno provocato sei morti e 144 feriti tra cittadini e residenti di diverse nazionalità.


Almeno 42.914 unità civili in Iran sarebbero state danneggiate dagli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele dall'inizio della guerra. Lo ha dichiarato la portavoce del governo iraniano, secondo quanto riferito dai media statali. La stessa fonte ha indicato che i danni riguardano abitazioni e altre infrastrutture civili colpite nel corso dei raid aerei avvenuti nelle ultime settimane in diverse aree del Paese. Nel frattempo il primo vicepresidente iraniano, Mohammad Reza Aref, ha affermato che Teheran continuerà a rispondere militarmente agli attacchi. Secondo Aref, "la serie di risposte militari contro gli aggressori continuerà fino al raggiungimento di una sicurezza sostenibile per l'Iran".


L'Idf rende noto che gli attacchi dell'aeronautica hanno smantellato il principale centro di ricerca dell'Agenzia spaziale iraniana e una fabbrica per la produzione di sistemi di difesa aerea. Il centro ospitava laboratori strategici utilizzati per attività di ricerca, tra cui lo sviluppo di satelliti militari destinati alla sorveglianza, raccolta di intelligence e direzione del fuoco verso obiettivi in tutto il Medio Oriente. I raid hanno centrato anche diversi siti di produzione di sistemi di difesa aerea appartenenti al regime iraniano, tra cui una fabbrica ritenuta cruciale, utilizzata per produrre sistemi di difesa aerea. "L'attacco ha ridotto in modo significativo la capacità del regime di ripristinare la propria rete antiaerea. Inoltre, ieri sera, sulla base di informazioni di intelligence militare, sono state colpite decine di infrastrutture del regime iraniano in tutta Teheran", ha riferito l'Idf in una nota.


Il capo della marina dei Pasdaran iraniani, l'ammiraglio Alireza Tangsiri, ha affermato che le forze navali di Teheran hanno lanciato "diverse ondate consecutive" di attacchi contro le forze statunitensi in tre basi militari nella regione. Lo riportano i media di Teheran. Le basi sarebbero quella di al-Dhafra ad Abu Dhabi e quella di Sheikh Isa in Bahrein. Secondo Tangsiri, tra gli obiettivi figuravano sistemi radar Patriot, aerei e serbatoi di carburante per velivoli.


Il governo vigilerà per evitare aumenti speculativi dei prezzi legati alla guerra con l'Iran e alle tensioni sullo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il vicepremier, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani, a margine di "Una Freccia per il Sì'", evento di Forza Italia sul referendum sulla giustizia svoltosi alla stazione Tiburtina di Roma. "Vedremo se ci saranno ancora problemi a Hormuz", ha affermato Tajani, aggiungendo che l'esecutivo resta "vigile affinché non ci sia speculazione". "Chi specula sarà sanzionato", ha concluso il ministro, rispondendo a una domanda su eventuali misure del governo contro l'aumento dei prezzi.


L'Italia "non partecipa" e "non parteciperà assolutamente alla guerra" contro l'Iran e continuerà a lavorare sul piano diplomatico per evitare un allargamento del conflitto. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine di "Una Freccia per il Sì'", evento di Forza Italia, svoltosi alla stazione Tiburtina di Roma. Secondo Tajani, le iniziative utili devono essere portate avanti "a livello europeo e a livello di Nazioni Unite" per "ridurre la tensione e arrivare a un cessate il fuoco". Il ministro ha ricordato che l'Italia sta contribuendo anche alla protezione di Cipro, "Paese europeo che è stato attaccato", e ha aggiunto che insieme agli altri partner europei sarà rafforzata la missione Aspides per la sicurezza del trasporto marittimo nel Mar Rosso, cosi' come la missione Atalanta contro la pirateria. "Ci auguriamo che quanto prima si possa veramente transitare attraverso Hormuz", ha concluso Tajani, per evitare "un'impennata nel costo dell'energia".


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L'allarme è scattato nella città meridionale israeliana di Eilat, sul Mar Rosso, dove sono risuonate le sirene antiaeree e il Comando del fronte interno ha inviato notifiche di emergenza direttamente sui telefoni cellulari della popolazione nelle aree interessate. In una prima valutazione operativa, i militari ritengono che il missile sia stato probabilmente intercettato. Le autorità hanno invitato i cittadini a seguire le istruzioni di sicurezza e a raggiungere gli spazi protetti fino a nuove comunicazioni. Successivamente, dopo una nuova valutazione della situazione, il Comando del fronte interno ha annunciato che è nuovamente consentito lasciare i rifugi in tutte le aree del Paese. Secondo il quotidiano Times of Israel, si è trattato del primo attacco missilistico iraniano registrato dopo oltre dieci ore, nel quadro dell'escalation militare in corso tra Israele e Iran.


"La battaglia contro l'Iran si sta intensificando e stiamo entrando nella fase decisiva che continuerà finché sarà necessario. Solo il popolo iraniano può porre fine a tutto questo con una lotta determinata, fino al rovesciamento del regime terroristico". Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, come riferisce Ynet. "Mi congratulo con il presidente Trump per il duro colpo inferto ieri sera dall'esercito Usa all'isola petrolifera iraniana: questa è la risposta appropriata ai campi minati nello Stretto di Hormuz e ai tentativi di ricatto del regime terroristico iraniano", ha aggiunto.


Gli Stati Uniti hanno avviato il trasferimento di almeno una nave d'assalto anfibio e oltre due mila Marine dal Giappone al Medio Oriente, dove prosegue la guerra contro l'Iran. Lo riferiscono il Wall Street Journal e Fox News. I due media indicano che i Marine della 31ma unità, di stanza a Okinawa, sono stati inviati nella regione mediorientale mentre la guerra si appresta a entrare nella sua terza settimana. La nave d'assalto Tripoli, con base a Sasebo nella prefettura di Nagasaki, nel Giappone sudoccidentale, potrebbe raggiungere il teatro operativo nel giro di una o due settimane. Equipaggiata con caccia F-35, la Tripoli fa parte, insieme ad altre due unità, di un Gruppo anfibio di pronto intervento dei Marine: secondo il Wall Street Journal, la nave e un'altra unità del gruppo sono state dirette verso il Medio Oriente.


"Assolutamente sì. L'Italia è stata tra i Paesi promotori delle sanzioni alla Russia per spingere Mosca a arrivare a un cessate il fuoco. Anche lì vogliamo che la guerra finisca il prima possibile: siamo favorevoli a ogni iniziativa, abbiamo sostenuto l'azione americana e speriamo che i colloqui tra le due parti possano andare nella giusta direzione anche se è molto difficile, la pace è l'obiettivo finale". Lo dice il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, a margine di un'iniziativa del partito sul Referendum rispondendo a chi gli chiede se reputi che le sanzioni alle Russia vadano mantenute.


L'agenzia di stampa statale libanese National News Agency afferma che un raid aereo israeliano ha danneggiato un ponte strategico nel sud del Libano, interrompendo la strada tra la città meridionale di Nabatiyeh e la cittadina di Marjayoun. L'attacco è il terzo nella stessa area a distanza di poche ore l'uno dall'altro ed è avvenuto il giorno dopo che altri due importanti ponti erano stati colpiti nel Libano meridionale. Israele ha dichiarato che Hezbollah ha utilizzato i ponti per spostarsi a nord e a sud del fiume Litani.


Il presidente francese Emmanuel Macron ha reso noto di aver avuto colloqui con il presidente libanese Joseph Aoun, con il primo ministro Nawaf Salam e con il presidente del Parlamento Nabih Berri, sottolineando che "tutto deve essere fatto per impedire che il Libano sprofondi nel caos". In un messaggio pubblicato su X, Macron ha affermato che Hezbollah deve "fermare immediatamente la sua fuga in avanti", mentre Israele deve "rinunciare a un'offensiva di ampia portata e cessare i suoi attacchi massicci".


Il presidente francese Emmanuel Macron ha reso noto di aver avuto un colloquio con il primo ministro iracheno Mohammed Shia al Sudani, che gli ha espresso "le sue condoglianze e quelle del popolo iracheno" per la morte dell'aiutante in capo Arnaud Frion nell'"attacco inaccettabile" che ha ferito anche altri militari francesi. In un messaggio pubblicato su X, Macron ha ringraziato il premier iracheno per "l'impegno a fare piena luce su questo attacco" e a "rafforzare le misure di protezione delle nostre forze", presenti in Iraq "al fianco degli iracheni" nella lotta contro il terrorismo. Il presidente francese ha aggiunto che Parigi e Baghdad continueranno il coordinamento e gli sforzi comuni "a favore della stabilità e della sovranità del Paese", oltre che della "de-escalation regionale".


Idf afferma che, dall'inizio dell'escalation militare nelle prime settimane di marzo, l'aviazione israeliana ha colpito oltre 110 centri di comando appartenenti a Hezbollah. L'esercito sostiene che le operazioni mirano a ridurre la capacità del gruppo di lanciare attacchi contro il nord di Israele. Secondo l'esercito israeliano, i siti presi di mira sarebbero stati utilizzati da miliziani del movimento sciita filo-iraniano per coordinare attacchi contro il territorio israeliano. I raid hanno interessato in particolare le aree del Libano meridionale, lungo la fascia di confine con Israele, e alcuni quartieri nella zona di Sidone (Saida), sulla costa meridionale del Paese.


Le esportazioni di petrolio iracheno attraverso lo Stretto di Hormuz risultano attualmente interrotte a causa della situazione di sicurezza nella regione, mentre il governo sta lavorando per individuare rotte alternative. Lo ha dichiarato il ministero del Petrolio iracheno all'emittente Al Jazeera. Secondo il ministero, le autorità stanno cercando soluzioni per garantire la continuità delle esportazioni di greggio nonostante il blocco delle rotte marittime nel Golfo. Parallelamente, proseguono i lavori di manutenzione e riattivazione dell'oleodotto che collega i giacimenti di Kirkuk, nel nord dell'Iraq, al porto turco di Ceyhan, sul Mediterraneo.


Le difese aeree iraniane avrebbero abbattuto un drone militare statunitense MQ-9 nel sud dell'Iran, nei pressi della città portuale di Bandar Abbas, nella provincia di Hormozgan, affacciata sullo Stretto di Hormuz. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Fars, citando fonti locali della difesa aerea. Secondo quanto riportato dall'agenzia, il velivolo senza pilota sarebbe stato intercettato e abbattuto nei cieli della regione costiera vicino al principale porto militare e commerciale iraniano sul Golfo Persico. Al momento non vi sono conferme indipendenti dell'episodio e non risultano commenti ufficiali da parte delle autorità statunitensi.

Il drone citato dai media iraniani sarebbe un MQ-9 Reaper, velivolo senza pilota di produzione statunitense sviluppato dall'azienda General Atomics e ampiamente utilizzato dalle forze armate degli Stati Uniti per missioni di sorveglianza e attacco. Il sistema è in grado di volare per oltre 24 ore consecutive, operare ad alta quota e trasportare sensori avanzati e armamenti di precisione. Il costo unitario di un MQ-9 Reaper è stimato generalmente tra 30 e 35 milioni di dollari, a seconda della configurazione e dei sistemi di bordo.


Il ministero della Difesa del Bahrein ha dichiarato che l'Iran ha lanciato 10 droni e tre missili. Il raid ha portato il numero totale di missili e droni lanciati contro il Paese del Golfo durante le due settimane di guerra rispettivamente a 124 e 203.


Secondo i dati della società di analisi aeronautica Cirium consultati dalla Cnn circa 52mila voli sono stati cancellati nella regione mediorientale dall'inizio degli attacchi di Israele e Usa nei confronti dell'Iran. Le ripercussioni - viene spiegato - hanno interessato circa sei milioni di passeggeri.


Il generale di brigata Abolfazl Shekarchi, portavoce dell'esercito iraniano, ha messo in guardia i Paesi del Medioriente a non fidarsi del "potere fantoccio dell'America", affermando che gli Stati Uniti non possono garantire la sicurezza. Lo riportano i media statali iraniani citati dal Al Jazeera. Secondo il militare Teheran è in grado di ricostruire le infrastrutture e riparare i danni materiali subiti durante la guerra mentre "ciò che non può essere ricostruito è la reputazione" degli Stati Uniti.


Dopo l'attacco al porto di Al-Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha dichiarato che "si tratta di obiettivi legittimi" dopo che l'esercito statunitense ha attaccato le isole. "Abbiamo il diritto legittimo di colpire le postazioni di lancio missilistico nemiche in alcune zone delle città degli Emirati Arabi Uniti. L'esercito statunitense ha preso di mira porti, banchine e bunker e ha effettuato attacchi missilistici contro le isole iraniane di Abu Musa e Kharg", si legge in una dichiarazione ripresa dai media statali del Paese in seguito all'attacco americano all'isola petrolifera di Kharg nel Golfo Persico, attraverso la quale transita il 90% di tutto il petrolio esportato dall'Iran.


La Mezzaluna Rossa iraniana (IRCS) afferma in un post su X che oltre 36.500 "unità civili" sono state danneggiate in tutto il Paese dall'inizio degli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele. "La maggior parte di questi sono unità abitative e centri di servizi pubblici", ha aggiunto.


Non si registrano feriti in seguito agli attacchi con razzi e droni lanciati da Hezbollah contro il nord di Israele. Lo riferisce il quotidiano israeliano The Times of Israel, citando fonti militari. Secondo quanto riportato, le sirene di allarme per il lancio di razzi e per possibili infiltrazioni di droni sono risuonate più volte nel corso della mattinata nella Galilea, nel nord del Paese. In alcuni casi sono stati segnalati danni materiali, tra cui nel centro abitato di Hazor HaGlilit, a nord del Lago di Tiberiade. Le Forze di difesa israeliane (Idf) affermano che, dal 2 marzo, quando Hezbollah ha iniziato a colpire Israele in risposta all'uccisione della guida suprema iraniana Ali Khamenei, il gruppo sciita libanese avrebbe lanciato in media circa 100 razzi al giorno verso il territorio israeliano.


"Almeno 56 musei e monumenti o siti storici" di diverse province iraniane sono stati colpiti direttamente durante gli attacchi militari degli Stati Uniti e di Israele, rimanendo interessati da "danni infrastrutturali e gravi": lo ha dichiarato il ministero del Patrimonio Culturale, del Turismo e dell'Artigianato di Teheran. I maggiori danni hanno riguardato la capitale Teheran, con 19 luoghi colpiti, ha aggiunto il ministero, citato dall'agenzia di stampa Isna. "A Teheran, il palazzo storico di Golestan è stato parzialmente danneggiato, così come la Piazza Naghsh-e Jahan a Isfahan, circondata da diversi monumenti storici. Anche il sito storico di Siraf, nel porto del Golfo Persico meridionale di Bushehr, è stato parzialmente danneggiato", ha precisato il dicastero.


"Gli americani sono ingenui a dire che questa operazione è una guerra di Israele e che non ha nulla a che fare con l'America. È sempre stata una questione che riguarda l'America". Lo ha scritto in un post su X l'ambasciatore americano in Israele Mike Huckabee. "Il regime iraniano ha ucciso migliaia di americani direttamente e attraverso i suoi gruppi terroristici per procura come Hamas, Hezbollah e gli Houthi - ha ricordato. - Ha fornito denaro e armi che hanno ucciso o mutilato sia soldati che civili statunitensi. Ha tentato di assassinare il presidente Trump e alti diplomatici americani e si è impegnato in una guerra cibernetica e di disinformazione attentamente pianificata attraverso i media per dividere e conquistare la nostra nazione". Per questi motivi, secondo Huckabee, "il presidente Trump fa ciò che altri presidenti hanno promesso ma non hanno mantenuto: la sconfitta del regime iraniano e la distruzione della sua folle capacità di inviare armi nucleari in America".


L'agenzia di stampa statale iraniana Fars News Agency riferisce che la polizia ha arrestato 54 sostenitori del principe ereditario Reza Pahlavi nelle ultime 72 ore, aggiungendo che stavano presumibilmente pianificando rivolte nel Paese. Secondo quanto riportato, undici individui appartenenti a quella che viene definita la "fazione monarchica" sarebbero stati "neutralizzati" durante le operazioni. Le autorità avrebbero anche arrestato altri due sospetti accusati di spionaggio per conto di Israele e degli Stati Uniti e di aver fotografato "siti sensibili".


Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno annunciato l'arresto di 13 persone nella città di Qom, nel centro dell'Iran, con l'accusa di aver compiuto attività volte a "disturbare la sicurezza" pubblica. Lo riferisce un comunicato del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica (Irgc) nella provincia. Secondo quanto reso noto, durante l'operazione sarebbero stati sequestrati anche tre terminali satellitari Starlink, il servizio di Internet via satellite sviluppato dall'azienda statunitense SpaceX di Elon Musk, che consente di collegarsi alla rete globale senza passare attraverso le infrastrutture di telecomunicazione controllate dallo Stato. Il sistema è diventato particolarmente sensibile per le autorità iraniane perché permette di aggirare le restrizioni e i blackout della rete imposti dal governo, che negli ultimi mesi ha limitato fortemente l'accesso a Internet nel Paese. Proprio per questo motivo l'uso di terminali Starlink è vietato dalla legislazione iraniana, e le autorità hanno avviato operazioni per individuare e sequestrare le antenne satellitari utilizzate per connettersi alla rete. In alcuni casi l'utilizzo o la distribuzione del sistema può essere perseguito come reato legato alla sicurezza nazionale o allo spionaggio.


Due navi cisterna per GPL battenti bandiera indiana e appartenenti alla Shipping Corporation of India (SCI) hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo riporta New Delhi Television, spiegando che l'operazione è avvenuta in maniera "molto attenta" e con la cooperazione "delle autorità iraniane e di altre potenze regionali". Attualmente - viene spiegato - l'India sta lavorando per garantire il passaggio sicuro a oltre due dozzine di navi mercantili battenti bandiera indiana ancora bloccate su entrambe le sponde dello Stretto.


Sei persone sono morte in un attacco di droni israelo-americano nella città di Eyvan-e Gharb, nella provincia occidentale iraniana di Ilam. Lo ha riferito Ali Akbar Beigi, vicegovernatore per la sicurezza di Ilam, citato dai media iraniani, aggiungendo che il raid ha preso di mira un'abitazione nella zona e che le vittime erano membri della stessa famiglia. Secondo l'agenzia di stampa Mizan, organo di informazione ufficiale della magistratura iraniana citato dall'Ap, tra le vittime c'è un neonato di sei mesi.


Gli Emirati Arabi Uniti hanno arrestato 10 cittadini stranieri che avrebbero pubblicato sui social media filmati di attacchi missilistici e con droni contro il Paese. Il procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti Hamad Al Shamsi ha ordinato la loro detenzione con l'accusa di diffondere disinformazione, tra cui video generati dall'intelligenza artificiale di presunti attacchi contro monumenti degli Emirati Arabi Uniti. In una dichiarazione, ha affermato che le loro azioni sono punibili con la reclusione di almeno un anno e una multa di almeno 100mila dirham (circa 27mila dollari).


Le Forze di difesa israeliane (Idf) accusano Hezbollah di fare un "ampio uso militare" di ambulanze e strutture sanitarie nel Libano meridionale. Lo riferisce il quotidiano israeliano The Times of Israel, citando dichiarazioni del portavoce dell'esercito israeliano Avichay Adraee. "Avvertiamo che l'uso militare di strutture mediche e ambulanze deve cessare immediatamente. Se questo approccio non si fermerà, Israele agirà in conformità con il diritto internazionale contro qualsiasi attività militare condotta da Hezbollah utilizzando tali strutture e ambulanze", ha dichiarato Adraee. Le accuse arrivano all'indomani di un attacco israeliano contro un centro sanitario nel sud del Libano che, secondo il ministero della Salute libanese, ha causato la morte di almeno 12 operatori sanitari. 


Il presidente americano Donald Trump era "consapevole" del rischio che l'Iran bloccasse lo Stretto di Hormuz ma nonostante questo avvertimento da parte dei vertici militari, a partire dal generale Dan Caine, capo di stato maggiore congiunto degli Usa, ha deciso di intraprendere comunque l'azione di guerra contro l'Iran. E' la ricostruzione effettuata dal Wall Street Journal. Secondo il quotidiano infatti il tycoon era convinto che Teheran si sarebbe arresa "prima" di effettuare una mossa di questo tipo.


Alcune attività legate al settore petrolifero sono state sospese nel porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, dopo un attacco con drone che ha provocato un incendio nell'area. Lo riferisce l'agenzia di stampa finanziaria Bloomberg, citando fonti informate sulla situazione. Secondo quanto riportato, l'attacco avrebbe colpito infrastrutture nell'emirato di Fujairah, sulla costa orientale degli Emirati affacciata sul Golfo di Oman, uno dei principali hub regionali per lo stoccaggio e il rifornimento di petrolio al di fuori dello Stretto di Hormuz. L'incidente avrebbe provocato un incendio e la sospensione temporanea di alcune operazioni petrolifere nel porto, uno dei più importanti centri di bunkering e stoccaggio di greggio della regione. 


Attacchi contro obiettivi militari e industriali sono stati segnalati nella città di Tabriz, nel nord-ovest dell'Iran, capoluogo della provincia dell'Azerbaigian Orientale e importante centro industriale vicino al confine con Turchia e Armenia. Lo riferisce l'amministrazione locale per la gestione delle emergenze, citata dall'emittente televisiva panaraba Al Jazeera. Secondo quanto comunicato dalle autorità provinciali, due unità industriali situate nella parte occidentale della città sarebbero state colpite, mentre altri attacchi avrebbero preso di mira siti militari nelle aree periferiche di Tabriz. Il bilancio preliminare parla di almeno cinque civili feriti. Contemporaneamente, diversi media iraniani hanno riferito di una serie di forti esplosioni successive registrate nella città. 


La situazione sull'isola iraniana di Kharg, nel Golfo Persico al largo della costa della provincia di Bushehr, sarebbe stabile e le infrastrutture petrolifere non avrebbero subito danni a seguito del raid statunitense annunciato nelle scorse ore. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Mehr, citando fonti locali. Secondo quanto riportato, gli impianti petroliferi presenti sull'isola - da cui transita la gran parte delle esportazioni di greggio iraniano - continuerebbero a operare regolarmente e non si registrerebbero feriti tra il personale del settore energetico impiegato nel sito. 


Secondo il ministero della Cultura iraniano, almeno 56 siti culturali in Iran, tra cui musei e monumenti storici, hanno subito "gravi danni strutturali" a causa degli attacchi statunitensi e israeliani dall'inizio della guerra. In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa Isna e riportata da Al Jazeera, il ministero ha aggiunto che la provincia di Teheran è in cima alla lista con 19 monumenti danneggiati.


Teheran, Bandar Abbas, Shiraz e Isfahan figurano tra le città iraniane che avrebbero subito i danni più rilevanti a seguito delle operazioni militari condotte da Stati Uniti e Israele dall'inizio della guerra con l'Iran, scoppiata il 28 febbraio. E' quanto emerge da un'analisi delle immagini satellitari citata dal network saudita Al Arabiya. Secondo lo studio, realizzato da ricercatori dell'Università dell'Oregon utilizzando dati del programma europeo di osservazione terrestre Copernicus Sentinel, i danni alle infrastrutture sarebbero diffusi in diverse aree del Paese. Tra le città maggiormente colpite figura la capitale Teheran, principale centro politico ed economico dell'Iran, ma anche Shiraz, grande città situata nel sud-ovest del Paese nella provincia di Fars.


Sei persone sono morte e altre sette sono rimaste ferite in un attacco attribuito a Stati Uniti e Israele contro il villaggio di Khazab, situato nella provincia di Markazi, nell'Iran centrale. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando il vice governatore della provincia. Secondo quanto riportato, il raid avrebbe colpito il piccolo centro rurale situato nell'area della città di Khomein, circa 300 chilometri a sud-ovest della capitale Teheran. La provincia di Markazi si trova nel cuore dell'Iran ed è considerata un'area strategica per la presenza di infrastrutture industriali e militari, oltre che per la vicinanza ad alcune importanti arterie di collegamento tra la capitale e il sud del Paese.


Il capo di Stato maggiore dell'esercito iraniano, Amir Hatami, ha dichiarato che il "mortale attacco statunitense" contro la nave da guerra iraniana IRIS Dena nell'Oceano Indiano non resterà senza risposta. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana IRNA, 104 membri dell'equipaggio del cacciatorpediniere, una delle navi da guerra più moderne della marina iraniana, sono rimasti uccisi nell'attacco americano mentre l'unità stava rientrando in Iran dopo un'esercitazione militare.


La milizia filo-iraniana Kataib Hezbollah ha rivendicato un attacco contro l'ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad, affermando di aver preso di mira il sistema di difesa C-RAM installato nel complesso diplomatico nella capitale irachena. La rivendicazione è stata diffusa dal canale mediatico del gruppo, Sabereen, che ha anche pubblicato un video dell'attacco, in cui sembra vedersi un incendio all'interno dell'area dell'ambasciata. Altri video simili circolano sui social, con una colonna di fumo che si leva dal compound diplomatico statunitense.


Un portavoce di Khatam al-Anbiya, il comando centrale unificato delle Forze Armate iraniane, parlando in merito all'avvertimento di Donald Trump su possibili attacchi alle infrastrutture petrolifere iraniane sull'isola di Kharg ha affermato che "in caso di attacco alle infrastrutture petrolifere, economiche ed energetiche della Repubblica Islamica dell'Iran, come avevamo già preannunciato, tutte le infrastrutture petrolifere, economiche ed energetiche appartenenti a compagnie petrolifere in tutta la regione che hanno partecipazioni americane o collaborano con gli Stati Uniti saranno immediatamente distrutte e ridotte in cenere". Lo riportano i media di Teheran. 


Teheran afferma di aver lanciato 30 missili balistici da una e due tonnellate verso Israele e che "tutti hanno colpito gli obiettivi" prefissati. I missili hanno "distrutto importanti sistemi aerospaziali" israeliani, secondo quanto dichiarato dal comandante della forza aerea dei Guardiani della rivoluzione, Majid Mousavi, citato dall'agenzia Mehr. "I nostri attacchi missilistici continueranno finché gli aggressori non saranno puniti", ha aggiunto Mousavi. Nel frattempo, i pasdaran hanno reso noto di aver lanciato nella mattinata di oggi "la 48esima ondata" di attacchi dell'operazione di risposta all'offensiva lanciata il 28 febbraio da Usa e Israele, prendendo di mira con missili e droni obiettivi nel nord di Israele e basi statunitensi nella regione mediorientale. La marina iraniana ha inoltre affermato di aver colpito con missili balistici la base aerea statunitense di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti.


Israele starebbe pianificando di espandere significativamente le proprie operazioni di terra in Libano, con l'obiettivo di conquistare l'intera area a sud del fiume Litani e smantellare le infrastrutture militari di Hezbollah. Lo scrive Axios citando funzionari israeliani e statunitensi. Si tratterebbe della più grande invasione israeliana all'interno del territorio libanese dal 2006- Una mossa che trascinerebbe il Paese dei Cedri nell'epicentro della guerra in contro l'Iran. 


L'Arabia Saudita afferma di aver intercettato un drone nella parte orientale del paese. Lo ha riferito su X il ministero della Difesa di Riad citato da Al Jazeera.


Almeno quattro persone sono rimaste uccise in un raid aereo israeliano su Taamir Haret Saida, nel sud del Libano. Lo riporta la National News Agency libanese, ripresa da al-Jazeera.


"Le nostre armi sono le più potenti e sofisticate che il mondo abbia mai conosciuto. Tuttavia, per senso di decenza, ho scelto di non distruggere le infrastrutture petrolifere presenti sull'isola. Ciononostante, qualora l'Iran - o chiunque altro - dovesse compiere azioni volte a ostacolare il libero e sicuro transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente tale decisione". Lo ha scritto Donald Trump su Truth dopo aver annunciato i primi raid contro l'isola di Kharg da cui transita circa l'80% dell'export petrolifero di Teheran. Attacchi nei quali sono stati distrutti "tutti gli obiettivi militari". Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che l'esercito americano ha condotto ieri sera un raid aereo contro installazioni militari sull'isola di Kharg, nel Golfo Persico settentrionale, al largo delle coste dell'Iran. 


Hamas ha esortato il suo alleato Iran a cessare gli attacchi contro i Paesi vicini del Golfo come risposta agli attacchi israelo-statunitensi. "Pur affermando il diritto della Repubblica islamica d'Iran a rispondere a tale aggressione con tutti i mezzi possibili - afferma il movimento islamico su Telegram -, in conformità alle norme e al diritto internazionale, il movimento invita i suoi fratelli in Iran a non prendere di mira i vicini".


L'Iran è completamente sconfitto e vuole un accordo ma non un accordo che io accetterò". Lo annuncia il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su Truth aggiungendo che "i media delle fake news odiano riportare i successi che l'esercito statunitense ha ottenuto contro l'Iran".


Un attacco con drone ha colpito l'ambasciata statunitense a Baghdad. Lo ha reso noto un alto responsabile della sicurezza irachena. Un giornalista della France Presse ha visto del fumo nero levarsi sul complesso diplomatico nel cuore della capitale irachena. Un altro responsabile della sicurezza ha confermato l'attacco che si è verificato in seguito a numerose esplosioni avvertite nella notte e che hanno causato anche la morte di due persone.

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