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Gli Stati Uniti hanno lanciato un nuovo attacco contro l'Iran | Dietrofront di Trump sul pedaggio per lo Stretto di Hormuz
Petroliera norvegese attaccata vicino allo Stretto. Teheran: "Se Usa colpiscono siti nucleari, pagheranno in soldati"
Gli Stati Uniti lanciano una nuova ondata di attacchi contro l'Iran dopo un'ora dall'entrata in vigore, di nuovo, del blocco dei porti iraniani. Nel pomeriggio, infatti, il presidente Donald Trump ha scritto su Truth che "lo stretto di Hormuz è aperto a tutto il traffico navale, eccetto quello di Teheran". Il tycoon ha poi precisato che non ci sarà più un pedaggio del 20% da dare agli Usa, ma i vari Stati del Golfo sigleranno accordi commerciali e di investimento. "Tali investimenti saranno ingenti ma, al contempo, straordinariamente vantaggiosi per loro e per il loro futuro", ha aggiunto il presidente.
Intanto, anche l'Iran è tornato a far piovere missili e droni sui Paesi del Golfo: registrate esplosioni in Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. Attacchi anche a bordo di due petroliere degli Emirati Arabi Uniti che, secondo quanto riportato dai pasdaran, stavano tentando di attraversare lo Stretto di Hormuz lungo una rotta non permessa. Una fonte militare ha poi assicurato: "Non riapriamo lo Stretto dopo gli ultimi raid". A causa della ripresa del conflitto i prezzi del petrolio stanno continuando a crescere.
L'agenzia di stampa iraniana Fars riferisce di diverse esplosioni a Bampur e Chabahar, nel sud dell'Iran, scrive Al Jazeera, affermando che l'esatta ubicazione delle esplosioni non è stata immediatamente accertata. Mentre l'agenzia di stampa Mehr, afferma sempre Al Jazeera, cita funzionari del governatorato di Hormozgan, secondo i quali non si sono registrate vittime civili né danni a edifici residenziali e commerciali a seguito dei recenti attacchi statunitensi, che hanno colpito anche la città di Bandar Abbas.
Il blocco americano delle navi e dei porti iraniani è scattato. Lo annuncia il Us Central Command, sottolineando che ci sono 20 navi da guerra e centinaia di aerei militari americani che operano in Medio Oriente. "Le forze americane restano vigili, letali e pronte", mette in evidenza il Us Central Command.
Le forze armate del Kuwait hanno reso noto in serata che una delle loro navi è stata colpita durante un attacco iraniano condotto con missili e droni, provocando il ferimento di quattro membri dell'equipaggio. "La nefasta aggressione iraniana ha preso di mira diverse infrastrutture vitali e civili e ha causato la caduta di frammenti in varie località del Paese, provocando danni materiali", ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa, colonnello Saud Abdulaziz Al-Atwan. "È stata colpita anche una delle navi della Marina kuwaitiana, causando il ferimento di quattro membri delle forze armate", ha precisato.
Gli Stati Uniti hann lanciato nuovi attacchi contro obiettivi militari in Iran ad un'ora dall'entrata in vigore del blocco dei porti iraniani. Lo riferisce un funzioario americano all'Associated Press.
Donald Trump ha detto a Benjamin Netanyahu che Israele dovrebbe iniziare a ridislocare le proprie forze fuori dalla Siria e lo ha esortato a fare lo stesso in Libano. Lo riporta Axios, citando funzionari statunitensi e israeliani a conoscenza della telefonata tra i due leader avvenuta giovedì. "Non ti vogliono lì. Dovresti ridislocare le truppe", ha detto il presidente Usa al premier israeliano, in riferimento a Siria e Libano, secondo quanto riferito da una delle fonti. La telefonata, riporta Axios, è avvenuta il giorno dopo l'incontro che Trump ha avuto con il presidente siriano Ahmad al-Sharaa, a margine del vertice Nato in Turchia.
I colloqui svoltisi a Roma tra i rappresentanti di Stati Uniti, Israele e Libano sono stati produttivi e si sono svolti in un clima positivo. Lo ha riferito un portavoce del dipartimento di Stato Usa, sottolineando che entrambe le parti sono desiderose di andare avanti. Le discussioni, ha aggiunto, proseguiranno anche nella giornata di domani.
Donald Trump ha detto di "non aver nessun rimpianto" per aver stretto un memorandum d'intesa con l'Iran. "Gli ho dato una chance. Avevamo un accordo due giorni fa. Poi ci hanno colpito per primi. Hanno fatto un errore", ha detto il presidente americano nello Studio Ovale.
"Emiri e Paesi del Golfo mi hanno chiamato chiedendomi di investire negli Stati Uniti al posto dell'imposta del 20%" sui beni che transitano per lo stretto di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale spiegando perchè ha deciso di rinunciare al rimborso. "Investiranno un incredibile somma di denaro negli Usa", ha aggiunto il tycoon.
Centottanta deputati iraniani hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta in cui chiedono, tra l'altro, la rescissione del memorandum d'intesa siglato da Teheran e Stati Uniti il 17 giugno. Lo ha annunciato la televisione pubblica Irib. L'appello non sembra chiudere a trattative, ma sostiene la necessità che a guidarle sia una commisisone 'ad hoc'. Nel testo, i membri del Majlis invocano "una rappresaglia" dopo i nuovi attacchi degli Usa, "la fine dell'intesa di Islamabad con gli Stati Uniti, la creazione di una commissione speciale per i negoziati, l'approvazione della legge sulla gestione dello Stretto di Hormuz e il pieno sostegno alle Forze Armate". Nel Majilis siedono 290 membri e dunque i firmatari sono circa il 62 per cento.
"Sulla base di colloqui estremamente produttivi con i leader del Medio Oriente, ho deciso di sostituire la tassa di rimborso del 20% agli Stati Uniti con accordi commerciali e di investimento che i vari Stati del Golfo stipuleranno con gli Stati Uniti stessi". Lo scrive Donald Trump su Truth. "Tali investimenti saranno ingenti ma, al contempo, straordinariamente vantaggiosi per loro e per il loro futuro. Come tutti sanno, gli Stati Uniti vantano il più grande volume di investimenti in dollari della storia, ma questi nuovi accordi faranno crescere ulteriormente tale cifra", ha aggiunto il tycoon.
"Il petrolio scorre come mai prima d'ora" e "lo Stretto di Hormuz è aperto a tutto il traffico navale, eccetto quello dell'Iran". Lo dice Donald Trump in un post su Truth, aggiungendo che il blocco navale nei confronti di Teheran "è dovuto alla sua leadership bugiarda, violenta e malevola, che sta trascinando il Paese verso la distruzione totale". Gli Stati Uniti, sottolinea il presidente imporranno quindi "un blocco totale, ma limitato alle navi dirette ai porti iraniani o in partenza da essi, oppure a quelle che trasportano carichi legati all'Iran".
Il petrolio scorre come mai prima d'ora, grazie alla straordinaria potenza delle forze armate degli Stati Uniti". Lo scrive Donald Trump su Truth ringraziando "il segretario alla Guerra Pete Hegseth, il capo degli stati maggiori congiunti Dan Caine e il comandante del Comando Centrale Brad Cooper". "L'America sta vincendo di nuovo, vincendo come mai prima d'ora. Sono finiti i tempi in cui l'Iran uccideva centinaia di migliaia di persone, inclusi 52.000 manifestanti. E, cosa più importante, l'Iran non avrà mai un'arma nucleare!", ha scritto ancora il tycoon.
L'Autorità per lo Stretto del Golfo Persico (Pgsa), il nuovo organismo iraniano incaricato di sovrintendere al transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, ha dichiarato oggi che oltre duecento navi non iraniane hanno chiesto l'autorizzazione per il transito. "Nelle tre settimane successive alla firma del Memorandum d'intesa e prima delle recenti azioni ostili delle forze statunitensi che hanno portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz - scrive l'Authority iraniana su X -, oltre 200 navi non iraniane si sono coordinate con la Pgsa per ottenere permessi di passaggio e copertura assicurativa e la maggior parte di esse li ha ottenuti". All'inizio di quest'anno, l'Iran ha istituito la Pgsa nel tentativo di esercitare il proprio controllo sul movimento delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Prima che nel fine settimana l'Iran dichiarasse "chiuso" lo Stretto, Teheran aveva insistito sul fatto che la via navigabile fosse aperta solo per le navi che coordinavano il passaggio con le autorità iraniane tramite la Pgsa. Gli Stati Uniti avevano avvertito gli armatori di non collaborare con la Pgsa, e ieri il presidente Usa Donald Trump ha ribadito che l'importante via navigabile rimane aperta "con o senza l'Iran".
Un grande striscione verticale con l'immagine della Casa Bianca in fiamme e delle bare dei famigliari di Donald Trump e Benjamin Netanyahu è comparso oggi nel centro di Teheran. Il murale è stato inaugurato in piazza Palestina, riporta Press Tv, e contiene "minacce" al presidente americano e al premier israeliano, e alle loro famiglie "come ritorsione per il sangue del leader martire (l'ayatollah Ali' Khamenei, ndr) e delle vittime innocenti della guerra statunitense-israeliana contro l'Iran", ha spiegato la televisione. Nel grande poster si vedono dieci feretri avvolti in bandiere americane e sopra ciascuno, una foto incorniciata. Ci sono Trump, la moglie Melania e i figli del presidente, così come il genero Jared Kushner. E il primo ministro Netanyahu con la moglie Sarah.
Il traffico navale è completamente bloccato nello stretto di Hormuz. A riferirlo è stata l'agenzia iraniana Fars News che ha citato fonti militari. Tutti i movimenti nell'area sono sotto la sorveglianza d'intelligence delle Forze Armate della Repubblica Islamica, ha assicurato Fars. "Funzionari statunitensi avrebbero tenuto colloqui con diversi Paesi e armatori, offrendo la scorta alle navi in cambio di una somma pari a circa il 20% del valore dei carichi trasportati", ha spiegato Fars, a conferma dell'annuncio fatto ieri dal presidente Donald Trump. Le imbarcazioni "tenterebbero di attraversare clandestinamente la rotta meridionale dello Stretto di Hormuz spegnendo i sistemi di navigazione", ma questo "non ne impedisce l'identificazione e il tracciamento". Dunque "qualsiasi nave che tentasse di attraversare l'area sarebbe soggetta a un intervento delle Forze Armate iraniane". La scorsa notte "due imbarcazioni che avevano violato le normative vigenti sono state colpite dalle forze armate iraniane", ha ricordato l'agenzia.
"Dico ai leader dell'Iran: non contate sul fatto che ci sarà calma se ci attaccherete. Non contate sul fatto che ci sarà una replica. Perché non sarà una risposta, sarà una replica diversa, molto più potente. Sono finiti i giorni in cui qualcuno ci colpiva e noi non lo colpivamo con una forza doppia. Lo abbiamo fatto contro l'asse del male iraniano e continueremo a farlo contro chiunque ci attacchi. È così che agiamo". Lo ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu durante la Conferenza del Negev a Dimona (luogo simbolico poiché la città ospita il centro di ricerca nucleare israeliano, ndr).
Una compagnia di navigazione norvegese ha annunciato che una delle sue petroliere è stata attaccata al largo dell'Oman nelle prime ore di questa mattina. La Stolt-Nielsen ha dichiarato in un comunicato che la Stolt Magnesium è stata colpita nel Mar Arabico all'incirca nello stesso momento in cui due petroliere degli Emirati Arabi Uniti sono state colpite da missili da crociera iraniani. L'attacco ha provocato un incendio nella sala macchine della nave, ha affermato la Stolt-Nielsen. Tutto l'equipaggio a bordo della nave è risultato illeso e rintracciato dopo l'attacco, secondo la compagnia di navigazione citata da Sky News.
L'Iran non cambierà idea sul blocco dello Stretto di Hormuz, nonostante i tentativi degli Stati Uniti di assumere il controllo della rotta marittima. "Lo Stretto di Hormuz non verrà mai riaperto a causa di guerre, aggressioni o trasgressioni americane", ha dichiarato un portavoce dell'esercito iraniano a Sky News. "L'unico modo per riaprire la via navigabile è rispettare i diritti del popolo iraniano e che gli Stati Uniti rispettino il Memorandum d'intesa, non la guerra, le azioni malvagie e l'aggressione. L'Iran si opporrà fermamente al mancato rispetto del Memorandum d'intesa da parte degli Stati Uniti e dichiara di accettare solo gli articoli del Memorandum. Qualsiasi altra mossa si scontrerà certamente con la reazione decisa dell'Iran".
L'Iran risponderà in modo devastante se il presidente degli Stati Uniti Donald Trump darà seguito alla minaccia di attaccare il sito nucleare Pickaxe Mountain. Lo scrive la Cnn, citando una fonte di alto livello della sicurezza di Teheran: "Se Trump agirà in base alle sue minacce, daremo una risposta devastante e il prezzo da pagare saranno i soldati americani e i suoi partner regionali", ha affermato la fonte. Lunedì, Trump aveva avvertito che il complesso sotterraneo segreto Pickaxe Mountain si trova "nella lista" e che gli Usa "probabilmente" la prenderanno di mira presto.
Le esportazioni petrolifere dell'Iran proseguono "come di consueto" e non subiranno interruzioni nonostante la revoca dell'esenzione temporanea dalle sanzioni statunitensi. Lo ha dichiarato il ministro iraniano del Petrolio, Mohsen Paknejad, in un messaggio pubblicato sul proprio canale Telegram. Secondo Paknejad, il ministero ha sviluppato nel corso degli anni "meccanismi" per neutralizzare gli effetti delle misure restrittive imposte da Washington. Il ministro non ha tuttavia fornito dati sui volumi esportati dopo la decisione statunitense né indicazioni sulle destinazioni delle nuove spedizioni. Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti aveva autorizzato a giugno la vendita del petrolio iraniano fino al 21 agosto, nell'ambito dell'intesa provvisoria raggiunta tra Washington e Teheran. L'esenzione, prevista inizialmente per 60 giorni, è stata revocata il 7 luglio in seguito agli attacchi contro tre navi commerciali nello Stretto di Hormuz e nelle acque circostanti, attribuiti dall'amministrazione statunitense all'Iran. Il periodo concesso per completare le operazioni già autorizzate terminerà il 17 luglio.
Secondo i media statali iraniani, tre persone sono rimaste uccise in un attacco lanciato dagli Stati Uniti nelle prime ore di oggi nella provincia meridionale iraniana di Hormozgan. Secondo il rapporto, lo sciopero ha colpito un posto di guardia ambientale e un magazzino di foraggio. Le vittime erano membri della famiglia di un ranger del parco, rimasto illeso.
L'Ufficio per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito (Ukmto) ha riferito che una petroliera è stata colpita da un missile a 13 miglia nautiche a sud-est di Limah, in Oman, mentre navigava in direzione sud lungo la rotta marittima. L'Ukmto ha aggiunto che le autorità stanno indagando sull'incidente.
È stata eseguita la condanna a morte di due membri dell'Isis ritenuti colpevoli di ribellione armata contro la Repubblica Islamica. La televisione di stato iraniana ha identificato i due uomini come Mohieddin Abdollahi e Hossein Palani. Secondo quanto riportato, essi appartenevano a una cellula dello Stato Islamico formatasi dopo la sconfitta territoriale del gruppo in Iraq e in Siria e avevano pianificato attacchi all'interno dell'Iran. Le forze di sicurezza iraniane hanno individuato il nascondiglio della cellula nella zona montuosa di Bamo, vicino al confine iracheno, prima che potesse mettere in atto i propri piani. Diversi militanti sono stati uccisi e altri arrestati durante l'operazione, nel corso della quale hanno perso la vita anche tre membri della Guardia Rivoluzionaria iraniana. Le autorità hanno dichiarato di aver sequestrato armi, munizioni e altro equipaggiamento. I due uomini sono stati condannati per ribellione armata contro la Repubblica Islamica e sono stati impiccati dopo che la Corte Suprema ha confermato le loro condanne a morte. La
Continuano a risalire questa mattina i prezzi del greggio con il Brent sopra gli 86 dollari al barile, a 86,14 dollari (+3,41%), e il Wti a 80,80 dollari (+3,40%). L'escalation ulteriore tra Iran e Usa, che vede proprio lo Stretto di Hormuz al centro dello scontro, ha fatto aumentare le quotazioni del petrolio, nella convinzione che lo Stretto non tornerà più alla normalità. Ieri Trump ha parlato dell'ipotesi di introdurre una sorta di pedaggio, pari al 20% del valore delle merci trasportate attraverso Hormuz, da versare agli Usa in cambio di un servzio di scorta, e ha nnunciato il blocco totale dello Stretto per le navi iraniane. Immediata la replica: a controllare lo Stretto è da sempre Teheran che continuerà a farlo. Con gli ultimi rialzi di oltre il 10%, da quando sono inziati i nuovi attacchi reciproci Usa-Iran, è stato annullato un mese di cali del prezzo del petrolio. In rialzo sul Ttf di Amsterdam anche il prezzo del gas: a circa un'ora e mezza dall'avvio degli scambi, viaggia a quota 52,87 euro a megawattora, +3,11%:
Secondo inchieste del New York Times e di Haaretz, il Mossad aveva un piano, supportato dagli Stati Uniti, per reclutare l'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad e insediarlo come nuovo leader dell'Iran. Il Mossad aveva raccolto informazioni che indicavano sorprendenti cambiamenti nelle opinioni di Ahmadinejad che facevano di lui uno dei critici più in vista del regime degli ayatollah. I servizi segreti israeliani ritennero che la sua opposizione al regime fosse diventata così intensa da renderlo disposto a cooperare con il Mossad e ad affidargli il proprio destino. Quando Tel Aviv decise di puntare tutto e lanciare l''Operazione Il Gatto con gli stivali', come aveva denominato il suo piano per rovesciare il regime iraniano, Ahmadinejad fu scelto per prendere le redini il giorno dopo. Il piano, che fallì, comprendeva anche operazioni di influenza all'interno dell'Iran, un programma per armare e addestrare le forze curde in Iraq, la mobilitazione di altri gruppi minoritari per destabilizzare il regime e piani dell'Aeronautica Militare per stabilire un corridoio terrestre per il movimento delle milizie.
Le reti mobili del Medio Oriente sono state ripetutamente bersaglio di attacchi informatici finalizzati a localizzare militari e appaltatori statunitensi durante la guerra con l'Iran. Lo riferisce il quotidiano britannico Financial Times, citando dati delle telecomunicazioni e fonti informate. I tentativi di tracciamento sarebbero iniziati alla vigilia dell'offensiva statunitense e israeliana contro l'Iran, alla fine di febbraio, e sarebbero proseguiti nei primi giorni del conflitto, mentre Teheran rispondeva con attacchi missilistici e con droni contro forze e installazioni Usa nella regione. Secondo i dati del progetto di ricerca Mobile Surveillance Monitor, le reti regionali hanno bloccato numerose richieste tramite il protocollo Signalling System No. 7 (Ss7), utilizzate per individuare la posizione di specifici telefoni collegati in roaming a reti straniere. Due esperti di sicurezza informatica hanno rilevato elementi compatibili con una campagna coordinata. Funzionari del Golfo sospettano che l'Iran o gruppi alleati abbiano sfruttato gli accordi di roaming con operatori locali, mentre un funzionario statunitense ritiene che soggetti legati a Teheran abbiano utilizzato anche banche dati pubblicitarie commerciali per tracciare telefoni nella Regione autonoma del Kurdistan iracheno. Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha riferito al Congresso di aver ricevuto "numerose segnalazioni di minacce relative allo sfruttamento da parte di avversari di dati commerciali sulla posizione per colpire o sorvegliare personale statunitense nel teatro operativo".
L'Iran ha rivendicato attacchi con droni contro strutture militari statunitensi in Kuwait e il lancio di missili da crociera contro un'unita' della Marina degli Stati Uniti. Lo ha riferito la televisione di Stato iraniana. Secondo un comunicato delle forze armate di Teheran, i droni avrebbero preso di mira sistemi di comunicazione, serbatoi di carburante, una batteria di difesa aerea Patriot, una torre di controllo e un deposito di munizioni in quella che l'Iran ha descritto come una base militare statunitense in territorio kuwaitiano. Gli attacchi sarebbero stati condotti in risposta alle "ripetute aggressioni statunitensi contro l'Iran". Le forze armate iraniane hanno inoltre affermato che la Marina ha lanciato missili da crociera contro una "nave ostile" degli Stati Uniti, in rappresaglia per gli attacchi missilistici contro installazioni militari iraniane. Non risultano al momento conferme da parte statunitense o kuwaitiana. Le rivendicazioni sono giunte mentre le forze statunitensi conducevano per la terza notte consecutiva una nuova serie di attacchi contro obiettivi in Iran, mettendo ulteriormente a rischio il memorandum d'intesa raggiunto per porre fine al conflitto.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito una base aerea statunitense in Giordania con missili balistici, affermando che la struttura era stata utilizzata in attacchi contro l'Iran. In una dichiarazione rivolta al pubblico giordano, le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato che l'Iran non nutre alcuna ostilità nei confronti della Giordania e hanno esortato la popolazione giordana a chiedere la rimozione delle basi militari statunitensi. I pasdaran hanno inoltre accusato gli Stati Uniti di aver utilizzato basi in Giordania durante precedenti attacchi contro l'Iran. Lo riporta Iran International.
Il Bahrein è stato nuovamente attaccato martedì mattina presto, in risposta all'ultima ondata di raid aerei statunitensi. Al momento non si hanno notizie di danni o vittime. "Alcuni depositi logistici di armi, un centro per le comunicazioni satellitari e l'edificio residenziale delle forze statunitensi sono stati presi di mira da missili e droni in Bahrein", hanno sostenuto i pasdaran. "Nel secondo ciclo di attacchi missilistici e con droni, l'Iran ha colpito la Quinta flotta della Marina statunitense in Bahrein, danneggiando un deposito di carburante, un radar Patriot, un radar di controllo aereo e un sistema radar di allarme C-Ram".
Le petroliere emiratine colpite dai pasdaran sono state prese di mira perché navigavano lungo una "rotta illegale non approvata da Teheran, perché altamente pericolosa a causa delle mine". Così i Guardiani della rivoluzione iraniani hanno motivato l'attacco, aggiungendo che a spingere le navi lungo quella direzione sarebbero stati gli Stati Uniti, che "hanno tentato di scortare diverse navi". E che in questo caso hanno "indotto in errore" gli Emirati Arabi Uniti, convincedoli che quella rotta fosse sicura. Stando alla ricostruzione dei pasdaran, le due navi non si sarebbero fermate nemmeno dopo ripetuti avvertimenti.
I prezzi del petrolio sono saliti del 2% raggiungendo il massimo delle ultime quattro settimane, una reazione diretta al protrarsi degli attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran. I futures sul greggio Brent hanno guadagnato 1,68 dollari, pari al 2%, raggiungendo quota 84,98 dollari al barile, mentre il greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) è salito di 1,65 dollari, attestandosi a 79,79 dollari al barile. L’aumento fa seguito a una seduta drammatica lunedì quando il greggio Brent ha registrato un’impennata del 9,6%, segnando il rialzo giornaliero più marcato dal maggio 2020.
Secondo il New York Times, la tassa del 20% - definita da Donald Trump "rimborso spese" - che gli Stati Uniti vorrebbero imporre a tutte le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz raddoppierebbe il costo di esportazione del petrolio.
Un accordo con Teheran è ancora possibile, ma è difficile che si concretizzi a breve. Donald Trump, dopo aver ufficializzato la ripresa del conflitto contro l'Iran, dallo Studio Ovale non ha chiuso completamente la porta a una nuova tregua: "Bisogna trovare persone disposte a fare qualcosa. Due giorni fa avevamo un accordo con loro, poi hanno detto: non possiamo concludere quell'accordo. Dobbiamo cambiare ulteriormente i termini". Alla domanda di un giornalista se avesse deciso che una soluzione negoziata con l'Iran non fosse più possibile, Trump ha risposto: "Non sono mai giunto a quella conclusione". Il tcoon ha poi aggiunto che il modo "più efficace" per esercitare pressione sull'Iran fosse una combinazione di blocco navale e di "raid".
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di aver concluso una nuova ondata di attacchi contro l'Iran, durata circa cinque ore. Secondo il comando delle forze armate statunitensi, le operazioni hanno colpito obiettivi militari nelle aree di Bushehr, Chabahar, Jask, Konarak, Abu Musa e Bandar Abbas. Gli Stati Uniti hanno affermato di aver impiegato munizioni di precisione contro sistemi di difesa costiera, siti missilistici e per droni e altre capacità marittime iraniane, con l'obiettivo di ridurre ulteriormente la capacita' di Teheran di attaccare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz. Il Centcom ha inoltre reso noto che oltre 50mila militari statunitensi sono attualmente dispiegati in Medio Oriente.
I pasdaran hanno colpito due petroliere degli Emirati Arabi Uniti mentre stavano navigando attraverso lo Stretto di Hormuz, uccidendo un membro dell'equipaggio e ferendone altri otto, di cui quattro gravi. Lo ha riferito il ministero della Difesa emiratino, secondo cui le navi sarebbero state centrate in pieno da due missili da crociera iraniani mentre si trovavano nelle acque territoriali dell'Oman. "Condanniamo questo flagrante attacco, considerato una grave e chiara violazione del diritto internazionale, che minaccia la sicurezza e la stabilità della regione", si legge in una nota. Abu Dhabi ha poi aggiunto di "riservarsi pienamente il diritto di rispondere a questa escalation".
"I nostri attacchi li hanno riportati in larga misura all'età della pietra". Con queste parole, già usate in passato, il presidente americano Donald Trump ha sostenuto che l'offensiva militare statunitense contro l'Iran abbia ridotto drasticamente le capacità militari di Teheran. Secondo il tycoon, dall'inizio della guerra lo scorso 28 febbraio, le forze Usa hanno distrutto 159 imbarcazioni, circa 200 aerei, i sistemi radar, le difese antiaeree e l'84% della capacità di produzione di armamenti. Per questo, ha concluso Trump, l'Iran èi "molto diverso" rispetto a quattro mesi fa: "non potrà più fare il bullo del Medio Oriente".
"Voglio essere rimborsato perché stiamo proteggendo una parte molto ricca del mondo. Stiamo spendendo soldi, e quindi quello che abbiamo fatto è questo: saremo rimborsati per la protezione che forniamo". Così Donald Trump durante un incontro con i giornalisti nello Studio Ovale. "Non ne abbiamo bisogno noi direttamente, ma ne abbiamo bisogno perché stiamo proteggendo gli alleati".
Donald Trump avrebbe dato il via libera al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman per l'azione militare contro gli Houthi in Yemen. Lo rivela Axios, citando funzionari Usa. L'attacco saudita all'aeroporto di Sana'a di ieri e i successivi attacchi missilistici degli Houthi hanno rappresentato la più grave escalation tra i ribelli dello Yemen e l'Arabia Saudita dal 2022. Nella giornata di venerdì, dopo diversi giorni di contatti tra le parti, Trump ha avuto un colloquio telefonico con il principe ereditario saudita, che gli ha chiesto l'appoggio per un'azione militare contro gli Houthi e lo ha ottenuto.
