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Esercito Usa: "Avviato il terzo attacco consecutivo contro l'Iran" | Trump notifica al Congresso la ripresa della guerra

Il tycoon annuncia un discorso alla nazione per giovedì sera

14 Lug 2026 - 01:10
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 © Afp

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Gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran. Secondo il Centcom (il Comando centrale dell'Esercito Usa), le operazioni puntano a colpire obiettivi militari e a ripristinare il controllo della sicurezza nello Stretto di Hormuz, dopo gli attacchi iraniani al traffico marittimo. In risposta, Teheran ha colpito basi Usa in Giordania, Kuwait e Bahrein. Donald Trump ha formalmente notificato al Congresso la ripresa delle operazioni militari e ha minacciato nuovi bombardamenti contro il sito sotterraneo di Pickaxe Mountain. Il presidente degli Stati Uniti ha inoltre annunciato il ripristino del blocco navale verso i porti iraniani, oltre a un pedaggio del 20% sui carichi in transito nello Stretto di Hormuz.

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Il nuovo conflitto contro l'Iran "sarà molto veloce". Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale. "Attacchiamo stanotte e colpiremo tutte le loro capacità che hanno a che fare con lo Stretto di Hormuz", ha aggiunto. "Hanno rotto l'accordo, hanno scoperto che c'era qualcosa che non gli piaceva e noi non intendiamo accettarlo. Alla fine finiremo per controllare tutto quello che stanno facendo: è folle e molto stupido", ha detto ancora Trump.


Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato che "il nuovo conflitto in Iran sarà molto breve"


Esplosioni a Bandar Abbas e sulla piccola isola di Kish. Lo riferisce Al Jazeera citando le segnalazioni dei media iraniani.  L'isola di Kish è importante per diversi motivi: economicamente: è una zona di libero scambio dell'Iran, con agevolazioni fiscali e commerciali. È uno dei principali centri per turismo, commercio e investimenti del Paese. Turisticamente è una delle località balneari più note dell'Iran. 


Secondo quanto riportato dall'emittente statale iraniana Irib, che cita una fonte militare anonima, la Marina iraniana ha lanciato missili da crociera contro una "nave ostile del nemico americano". Lo riporta la tv statale iraniana, aggiungendo che sono stati di mira anche alcuni siti militari strategici dell'esercito Usa In Kuwait. 


"Oggi, alle 16:45 (ora della costa orientale degli Stati Uniti), il Comando Centrale americano ha avviato la terza notte consecutiva di attacchi contro l'Iran, su disposizione del commander-in-chief". Lo scrive il Centcom su X.


Donald Trump, durante il programma radiofonico "Hugh Hewitt Show", ha avvertito l'Iran che gli Stati Uniti bombarderanno Pickaxe Mountain, un complesso sotterraneo di tunnel di un sito nucleare segreto vicino a Natanz, fra le montagne a 300 km a sud di Teheran.


Gli Stati Uniti colpiranno duramente l'Iran lunedì sera e martedì. Lo ha detto Donald Trump al conduttore radiofonico conservatore Hugh Hewitt. Interrogato sul memorandum d'intesa, Trump ha affermato che si trattava di una prova per l'Iran, che quest'ultimo non ha rispettato.


Wall Street chiude negative con le nuove tensioni in Iran e tutto il Medio Oriente. Il Dow Jones cede lo 0,26% a 52.498,82 punti, il Nasdaq lascia l'1,55% a 25.873,18 punti e S&P 500 perde lo 0,79% a 7.515,84 punti.


L'agenzia di stampa statale iraniana Irna ha segnalato nuove esplosioni nella parte orientale di Bandar Abbas, la cui causa rimane sconosciuta. L'agenzia di stampa iraniana Tasnim aggiunge che le difese aeree sono state attivate. Ieri, una nuova serie di attacchi statunitensi ha preso di mira Bandar Abbas, l'isola di Qeshm e Hajjiabad, nella provincia meridionale di Hormozgan, vicino allo Stretto di Hormuz.


Donald Trump giovedì sera alle 21 (le 3 di venerdì in Italia) terrà un discorso alla nazione. Lo ha annunciato lo stesso presidente Usa con un post su Truth, senza fornire dettagli.


Il presidente degli Stati Uniti Trump ha formalmente notificato al Congresso la ripresa dei combattimenti in Iran. In una lettera inviata venerdì ai leader del Congresso e ottenuta oggi dal New York Times, il presidente Usa ha scritto che le forze americane hanno condotto "attacchi difensivi contro obiettivi in Iran" il 7 luglio. La notifica riaccende lo scontro tra Capitol Hill e la Casa Bianca in merito all'autorità del presidente di continuare a condurre la guerra in Iran senza l'approvazione del Congresso. Entrambe le camere hanno già votato per ordinare al presidente di porre fine alla guerra o di chiedere l'autorizzazione a continuarla, ma la Casa Bianca continua a sostenere che Trump agisce nell'ambito della sua autorità costituzionale di comandante in capo.


"Su indicazione del commander-in-chief, le forze americane riprenderanno a bloccare il traffico marittimo in entrata e uscita dai porti iraniani il 14 luglio" alle 22 italiane. Lo afferma il Us Central Command.


Tre membri del Corpo dei guardiani della Rivoluzione (Irgc, pasdaran) sono morti in seguito a un raid aereo che ha colpito la città di Abadan, nella provincia del Khuzestan, nel sud-ovest del Paese. Lo hanno reso noto i pasdaran, in una dichiarazione citata dai media iraniani.


L'8 luglio scorso, a margine del summit della Nato in Turchia, lo aveva segnalato. Oggi il presidente americano lo annunciato: gli Stati Uniti hanno reintrodotto il blocco navale nello Stretto di Hormuz sulle navi dirette verso o in partenza dai porti iraniani. "Stiamo reintegrando il blocco iraniano, così chiamato perché impedisce solo alle navi o ai clienti dell'Iran di entrare o uscire", ha scritto Donald Trump in un post su Truth Social. Descrivendo come già fatto in un'intervista a Fox News, gli Usa come "l'angelo custode" della via d'acqua, il leader Usa ha aggiunto che "per una questione di giustizia, verrà rimborsato, al tasso del 20% su tutto il carico spedito, per tutti i costi necessari a svolgere il lavoro di garantire sicurezza e protezione in questa parte del mondo molto volatile. Il processo e la formazione inizieranno immediatamente". Imposto il 13 aprile scorso, il blocco navale era stato rimosso il 18 giugno, all'indomani della firma di un accordo ad interim tra Usa e Iran. Le tensioni recenti con Teheran, innescate da attacchi a navi commerciali nello Stretto di Hormuz, hanno portato alla sua nuova entrata in vigore.


Gli Stati Uniti hanno usato per la prima volta droni marini in operazioni di combattimento nell’ambito degli ultimi attacchi all'Iran. Lo afferma il Us Central Command, sottolineando che "ieri sono state colpite con successo una struttura iraniana per la manutenzione di sottomarini e navi. Tre droni Corsair hanno colpito il porto della base navale di Bandar Abbas, segnando la prima volta in cui le forze statunitensi hanno utilizzato droni marini in operazioni di combattimento". Gli attacchi, ha aggiunto, hanno ridotto la capacità dell'Iran di continuare a colpire il traffico commerciale.


"Lo Stretto di Hormuz è aperto e rimarrà aperto, con o senza l'Iran. Stiamo ripristinando il blocco iraniano" che impedisce "esclusivamente alle navi o ai clienti dell'Iran di entrare o uscire; tutti gli altri Paesi potranno usufruire dello Stretto in modo equo e libero". Lo annuncia Donald Trump sul suo social Truth annunciando che gli Stati Uniti "da questo momento in poi saranno noti come i custodi dello Stretto di Hormuz" e in questa "veste e per ragioni di equità", verranno rimborsati "nella misura del 20% del valore di ogni carico trasportato per tutti i costi necessari a garantire la sicurezza e la protezione".


Il quotidiano iraniano Hamshari ha eliminato dal proprio sito la foto con la "lista nera" dei responsabili della morte dell'ayatollah Ali Khamenei in cui compariva anche la premier Giorgia Meloni. Il link all'articolo non è più funzionante.


"Qualsiasi cooperazione con gli Stati Uniti e qualsiasi supporto logistico all'esercito aggressivo di quel Paese saranno considerati un atto di guerra contro la sovranità e la sicurezza nazionale dell'Iran e che, nel caso in cui la guerra si estendesse alla regione, le fiamme della guerra travolgerebbero tutti i Paesi della regione". È l'avvertimento del comando militare di Khatamolanbia, riportato da Tasnim sul suo account X in persiano.


L'Iran non permetterà agli Stati Uniti di interferire nella gestione dello Stretto di Hormuz: lo ha annunciato il Comando centrale militare iraniano. In precedenza, il presidente statunitense Donald Trump aveva affermato che gli Stati Uniti intendono garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz dietro compenso. "Non permetteremo in alcun caso agli Stati Uniti di interferire nella gestione dello Stretto di Hormuz", si legge nel comunicato del Comando iraniano.


"Probabilmente saranno gli Stati Uniti a gestire lo Stretto di Hormuz. Se saremo noi a gestirlo, verremo rimborsati. Diventeremo i custodi dello Stretto e verremo pagati per sorvegliarlo". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox, sottolineando che gli Stati Uniti "stanno prendendo il controllo dello Stretto".


Il governo del Regno Unito ha annunciato oggi la decisione di mettere formalmente fuori legge i Guardiani della Rivoluzione islamica dell'Iran. L'iniziativa è stata evocata al Parlamento dalla ministra dell'Interno, Shabana Mahmood. I Guardiani (detti anche pasdaran), costituiscono una forza militare, ma anche economica chiave a Teheran. Sono stati già oggetto di sanzioni da parte britannica e sono stati accusati di recente ripetutamente da Londra di promuovere attività ostili e talora violente sull'isola.


Ci sono state delle esplosioni nella città di Jam, nella provincia meridionale di Bushehr, in Iran. L'agenzia Tasnim ha riferito che l'esercito e le forze di sicurezza della città sono in stato di allerta. Nel frattempo, il Ministero della Salute ha scritto lunedì su X che, in media, dal 27 giugno, almeno 1,3 persone sono morte ogni giorno a causa degli attacchi statunitensi e altre 11 sono rimaste ferite.


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Transiti di navi commerciali azzerati da ieri sera attraverso lo Stretto di Hormuz, sullo sfondo della nuova escalation. Lo riporta la Bbc citando il sito di monitoraggio della navigazione MarineTraffic. L'emittente britannica segnala peraltro come alcuni singoli cargo siano passati nelle scorse ore "al buio", ossia con i trasponder spenti. Domenica il governo di Teheran aveva parlato di passaggio "al momento" non più possibile a causa dei "movimenti illegali delle forze armate americane nella regione".


Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che, qualora gli Stati Uniti non rispettassero gli impegni assunti nel recente memorandum d'intesa siglato tra i due Paesi, l'Iran smetterà di attenervisi, ha riferito l'agenzia Irna.


Alcune navi hanno attraversato 'segretamente' lo Stretto di Hormuz negli ultimi giorni, nonostante i passaggi visibili si siano praticamente interrotti dopo l'intensificarsi degli scontri tra Stati Uniti e Iran. Secondo i dati preliminari di Kpler analizzati da Bloomberg, tutte e sei le navi mercantili che hanno attraversato Hormuz domenica lo hanno fatto con i transponder spenti. I cosiddetti attraversamenti "al buio" hanno superato in numero i passaggi osservabili nei tre giorni precedenti. Nessuna nave è invece finora stata avvistata attraversare lo stretto nelle prime ore di oggi, secondo i dati di tracciamento navale basati sui segnali del Sistema di identificazione automatica (Ais). Tuttavia, negli ultimi giorni, alcune navi sono apparse su entrambi i lati di Hormuz, nel Golfo Persico o nel Golfo dell'Oman, dopo aver trasmesso per l'ultima volta la loro posizione dall'altro lato, indicando che hanno attraversato Hormuz senza accendere i transponder.


La Borsa di Seul ha chiuso in forte ribasso, con l'indice Kospi che ha perso l'8,95% a 6.806,93 punti, travolto dalle vendite sui titoli tecnologici e dal peggioramento del clima sui mercati dopo il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente. Lo riferisce l'agenzia Yonhap. Nel corso della seduta il listino è sceso fino a 6.783,43 punti, facendo scattare il circuit breaker, che ha sospeso per 20 minuti le contrattazioni dei titoli quotati sul Kospi. Si tratta della settima attivazione della misura dall'inizio dell'anno.


L'Unione europea è pronta a mettere a disposizione la propria esperienza tecnica per sostenere il processo negoziale con l'Iran e chiede di essere coinvolta ai tavoli di confronto insieme ai Paesi del Golfo. Lo ha affermato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, presentando ai giornalisti la riunione del Consiglio Affari esteri. "Stiamo discutendo anche con i Paesi del Golfo, perché vogliono contribuire affinché questo processo proceda nella giusta direzione", ha spiegato Kallas, riferendosi al Memorandum d'intesa (MOU), che dovrebbe consentire una pausa per affrontare i temi più complessi del negoziato. Secondo l'Alta rappresentante, l'Ue può offrire un contributo concreto grazie alle proprie competenze, in particolare sul dossier nucleare. "Abbiamo offerto la nostra esperienza e i nostri esperti, che potrebbero partecipare ai negoziati e contribuire a mettere insieme le varie questioni", ha affermato. Kallas ha indicato tra i temi sui quali Bruxelles può svolgere un ruolo anche quello dei gruppi armati sostenuti da Teheran. "Abbiamo gli stessi interessi dei Paesi del Golfo", ha osservato, sottolineando che sono in corso discussioni su come garantire una presenza europea ai tavoli negoziali "affinché la nostra voce venga ascoltata". "I Paesi del Golfo vivono nella regione dell'Iran e tutte queste minacce hanno un impatto diretto su di loro, ma hanno effetti anche su di noi", ha concluso Kallas, evidenziando la convergenza di interessi tra l'Unione europea e i partner del Golfo.


Le Guardie rivoluzionarie hanno affermato in un comunicato diffuso questa mattina che continueranno gli attacchi di "ritorsione" contro le basi statunitensi nella regione. "Lo Stretto di Hormuz fa parte della nostra terra e non permetteremo a un esercito di assassini di bambini proveniente da un'altra parte del mondo di continuare le sue interferenze illegali", si legge nella nota, citata dall'agenzia iraniana Irna. "Abbiamo condotto un attacco con missili e droni contro un grande deposito di missili e carburante nella base aerea statunitense Prince Hassan, in Giordania. Sono state inoltre prese di mira le basi degli elicotteri, i velivoli per la guerra elettronica, gli aerei P-8, il centro di comando e il centro di controllo dei droni dell'esercito statunitense nella base di Sheikh Isa, in Bahrein", prosegue il comunicato. "Abbiamo inoltre colpito le autocisterne per il carburante e il sistema di difesa aerea Patriot nella base statunitense di Ali al-Salem, nonché il sistema radar Eps nella base di Ahmad al-Jaber, entrambe in Kuwait. In Kuwait abbiamo completamente distrutto la base missilistica terra-terra e due lanciatori missilistici Himars".


"Avremo un pranzo con i partner del Golfo riguardo alla sicurezza della regione del Golfo, è stata una priorità per tutti il fatto che il Memorandum d'intesa esiste, ma non sta realmente reggendo. E discuteremo su cosa possiamo fare di più, che tipo di messaggi possiamo inviare affinché lo Stretto di Hormuz venga aperto, la libertà di navigazione venga rispettata, non ci possano essere pedaggi o tasse di navigazione". Lo ha affermato l'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri a Bruxelles. Quanto alla Siria, "per noi è importante la sua stabilità e, considerando la presenza dei campi profughi, che finora non ci siano state ripercussioni a catena. La Siria è riuscita a rimanere fuori da questo conflitto, ed è importante che continui così".


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Prezzo del petrolio in forte rialzo in seguito agli attacchi reciproci delle ultime ore tra Stati Uniti e Iran per il controllo dello Stretto di Hormuz. Il Brent è salito di oltre il 4%, a 79,17 dollari al barile, cifra più alta toccata dal 22 giugno scorso.


Il Ministero degli Esteri dell'Iran "condanna fermamente" gli attacchi "aggressivi" lanciati dagli Usa nelle ultime 24 ore.È quanto si legge in una nota del ministero, secondo cui questi "attacchi barbarici non solo costituiscono una palese violazione dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite, ma rappresentano anche una seria minaccia per la pace e la sicurezza internazionale - prosegue Teheran - vanificando tutti gli sforzi degli ultimi mesi per ridurre le tensioni e stabilire la pace nella regione". Il Ministero degli esteri iraniano accusa inoltre gli Stati Uniti di aver "apertamente violato quasi tutti i termini dell'accordo" causando "un ritorno dell'insicurezza nello Stretto di Hormuz e un'interruzione della navigazione commerciale internazionale".


Il Comando Centrale degli Stati Uniti annuncia di aver "completato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran colpendo decine di obiettivi in diverse località con munizioni di precisione per indebolire la capacità dell'Iran di continuare ad attaccare il traffico marittimo internazionale che collega lo Stretto di Hormuz". È quanto si legge in una nota del Centcom, le cui forze "hanno colpito sistemi militari di difesa, siti radar costieri, capacità missilistiche e di droni, imbarcazioni navali usando per la prima volta droni aerei e droni marittimi unidirezionali". "Lo Stretto di Hormuz è un corridoio marittimo vitale per il commercio globale - conclude il Comando delle forze statunitensi - L'Iran non lo controlla. Le forze statunitensi sono schierate e pronte ad assicurare che la libertà di navigazione resti garantita al traffico mercantile nonostante la persistente e ingiustificata aggressività dell'Iran e le loro dichiarazioni arbitrarie".


Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano di aver colpito "con droni le basi statunitensi" in Giordania, Kuwait e Bahrain. Lo dichiara l'esercito iraniano in una nota diffusa dall'agenzia di stampa Irna, aggiungendo di aver lanciato "attacchi distruttivi" contro sistemi di difesa e missilistici, bunker e rifugi di supporto.