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Iran, negoziati falliti | Vance: "Da Teheran manca un impegno esplicito a non dotarsi di armi nucleari"
Il vicepresidente Usa lascia il Pakistan. Tra i principali nodi irrisolti resta quello dell'attraversamento dello Stretto di Hormuz
© Afp
Al termine della sesta settimana di guerra in Iran, iniziata il 28 febbraio con un attacco Usa-Israele, al tavolo dei negoziati a Islamabad, in Pakistan, gli Stati Uniti "non hanno raggiunto un accordo" con Teheran. Lo afferma il vicepresidente americano J.D. Vance, presente durante le trattative durate circa 21 ore. Secondo Vance, "non c'è la promessa definitiva da parte dell'Iran riguardo all'abbandono dell'arma nucleare". Tra i nodi da sciogliere, anche quello dell'attraversamento dello Stretto di Hormuz. Per la tv statale del regime degli Ayatollah, i negoziati sarebbero falliti a causa delle "richieste irragionevoli" di Washington. Il portavoce del ministero degli Esteri dell'Iran, Esmaeil Baghaei, ha ridimensionato le aspettative sull'esito dei negoziati con gli Stati Uniti. Baghaei ha detto nel corso di una conferenza stampa che le due parti hanno "raggiunto un'intesa su una serie di questioni", pur mantenendo "divergenze su due o tre temi importanti". "Questi negoziati si sono svolti dopo 40 giorni di guerra imposta e in un clima di sfiducia e sospetto. È naturale che fin dall'inizio non ci si aspettasse di raggiungere un accordo in un solo incontro," ha dichiarato il funzionario. "Nessuno si aspettava questo". Una fonte della sicurezza iraniana ha affermato alla Cnn che la situazione a Hormuz resterà invariata finché Iran e Stati Uniti non raggiungeranno un "quadro comune" per proseguire i negoziati.
La delegazione statunitense guidata dal vicepresidente degli Stati Uniti James David Vance ha lasciato il Pakistan senza raggiungere un accordo con l'Iran dopo circa 21 ore di negoziati. In una breve conferenza stampa tenuta prima di lasciare il Paese, Vance si è limitato a riferire che Teheran ha rifiutato le condizioni poste da Washington. Fonti vicine alla delegazione iraniana, citate dall'agenzia di stampa Fars, hanno invece sostenuto che gli Stati Uniti cercassero "un pretesto" per abbandonare il tavolo delle trattative, e abbiano posto "richieste eccessive". Tra i principali nodi irrisolti figurano lo Stretto di Hormuz, il programma nucleare iraniano e altre questioni strategiche. Teheran, secondo le stesse fonti, non avrebbe in programma un nuovo round di colloqui nell'immediato. Nonostante il fallimento dei colloqui, comunque, Vance ha sottolineato che il canale negoziale aperto dal Pakistan resta aperto. Un elemento chiave rimane proprio il ruolo di Islamabad, che continua a fungere da mediatore tra le parti. Il presidente Donald Trump, invece, si è limitato a commentare che il raggiungimento o meno di un accordo con Teheran "non fa differenza", sostenendo che gli Stati Uniti "hanno già vinto": parole che secondo alcuni analisti lascerebbero intendere una volontà di disimpegno dal confronto negoziale diretto.
Le "richieste irragionevoli" degli Stati Uniti hanno fatto fallire i negoziati. È la versione della Tv di Stato iraniana riguardo al fallimento dei colloqui in Pakistan, secondo quanto riporta Al Jazeera.
Gli Stati Uniti "non hanno raggiunto un accordo" con l'Iran. Lo afferma il vicepresidente americano J.D. Vance. Secondo Vance, "non c'è la promessa definitiva da parte dell'Iran riguardo all'abbandono dell'arma nucleare". Vance ha annunciato che tornerà negli Stati Uniti dopo aver presentato all'Iran "un'offerta finale e la migliore possibile".
