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Trump: "In Iran il cessate il fuoco è in terapia intensiva, una possibilità su cento che regga" | Poi apre: "Soluzione diplomatica ancora possibile"

Netanyahu: "Il regime di Teheran può ancora cadere". A Hormuz transitata una sola petroliera in 24 ore. Gideon Sa'ar: "Sanzioni Ue mosse da idee politiche"

11 Mag 2026 - 18:15
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L'Iran ha fatto sapere che la risposta al piano di pace Usa è stata "generosa e razionale". Il presidente americano Donald Trump l'aveva bollata come "inappropriata". Intanto, via libera dal Consiglio Affari esteri alle sanzioni dell'Ue contro i coloni israeliani violenti. Il ministro degli Esteri dello Stato ebraico, Gideon Sa'ar definisce la decisione "inaccettabile", sottolineando che Israele "ha sempre difeso il diritto degli ebrei a stabilirsi nel cuore della nostra patria". Nelle prossime ore, Parigi e Londra presiederanno una riunione dei ministri della Difesa Ue sulla situazione a Hormuz. Nello Stretto, nelle ultime 24 ore, è transitata una sola petroliera.


Gli Emirati Arabi Uniti hanno condotto attacchi militari contro l'Iran. Lo riferiscono fonti informate al Wall Street Journal. Gli attacchi suggeriscono che il Paese, uno dei più colpiti dai raid di Teheran, sia ora maggiormente propenso a tutelare il proprio potere economico e la propria crescente influenza in tutto il Medio Oriente. Le fonti riferiscono che, tra le operazioni, c'è stato anche un raid contro una raffineria situata sull'isola iraniana di Lavan, nel Golfo Persico, ai primi di aprile, all'incirca nel momento in cui il Donald Trump ha annunciato il cessate il fuoco.


Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha imposto nuove sanzioni contro 12 individui ed entità "per il loro ruolo nel facilitare la vendita e la spedizione di petrolio iraniano verso la Repubblica popolare cinese da parte del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Irgc, i pasdaran)". Lo riferisce lo stesso dipartimento in una nota, sottolineando come i pasdaran facciano "affidamento su società di copertura situate in giurisdizioni economiche permissive per nascondere il proprio coinvolgimento nelle vendite di petrolio e convogliare i ricavi verso il regime iraniano. Invece di utilizzare queste entrate per sostenere il popolo iraniano in difficoltà, il regime le destina allo sviluppo di armamenti, al sostegno di gruppi terroristici affiliati e al finanziamento delle forze di sicurezza che reprimono le libertà dei cittadini". "Nel momento in cui le forze armate iraniane cercano disperatamente di riorganizzarsi, 'Economic Fury' continuerà a privare il regime dei finanziamenti destinati ai suoi programmi militari, ai gruppi terroristici affiliati e alle ambizioni nucleari", ha dichiarato il segretario al Tesoro Scott Bessent. "Il Tesoro continuerà a isolare il regime iraniano dalle reti finanziarie che utilizza per compiere atti terroristici e destabilizzare l'economia globale", ha aggiunto


"Aspettarsi che l'Unione antisemita prenda una decisione morale è come aspettarsi che il sole sorga a occidente". Lo ha scritto il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir su X in merito alla decisione dell'Unione Europea - definita 'antisemita' - di sanzionare coloni violenti che operano in Cisgiordania. "Mentre i nostri nemici attaccano e uccidono gli ebrei, l'Unione Europea cerca di mettere a tacere chi si difende. L'impresa degli insediamenti non si fermerà: continueremo a costruire, piantare, proteggere e insediarci in tutta la Terra d'Israele'', ha aggiunto Ben Gvir, invitando inoltre il ministro della Giustizia israeliano ad avanzare un disegno di legge presentato dal suo partito, 'Potere ebraico', che impedirebbe alle banche di imporre le sanzioni.


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Il governo britannico ha annunciato nuove sanzioni contro organizzazioni e individui accusati di sostenere attività ostili dell'Iran, comprese reti criminali attive in Europa e nel Regno Unito. Le misure, illustrate dalla ministra dell'Interno britannica, Yvette Cooper, prendono di mira i flussi finanziari che consentono a Teheran di portare avanti "azioni destabilizzanti" in Medio Oriente, incluso il blocco dello Stretto di Hormuz. Londra ha inoltre accusato l'Iran di utilizzare "proxy criminali" per minacciare sicurezza e stabilita' in Europa. "Questi gruppi non saranno tollerati" ha dichiarato Cooper, aggiungendo che le sanzioni sono coordinate con l'Unione europea. Il governo britannico ha anche annunciato un'accelerazione per una nuova legislazione sulle "minacce statali", mentre il premier Keir Starmer ha chiesto poteri più forti contro Paesi come l'Iran. Londra ha già imposto oltre 550 sanzioni contro individui e organizzazioni iraniane. 


Il presidente Trump sta valutando un'azione militare contro l'Iran, e per questo motivo incontrerà oggi il suo team per la sicurezza nazionale per discutere i prossimi passi nella guerra con l'Iran. Lo riferiscono tre funzionari statunitensi ad "Axios". Secondo le fonti, Trump vuole un accordo per porre fine al conflitto, ma il rifiuto dell'Iran di accettare molte delle sue richieste e la mancata disponibilità a fare concessioni significative sul programma nucleare hanno riportato l'opzione militare sul tavolo. Gli Stati Uniti hanno atteso 10 giorni la risposta dell'Iran alla proposta per la fine della guerra. La Casa Bianca era inizialmente ottimista sul fatto che la posizione iraniana avrebbe mostrato progressi verso un accordo. Tuttavia, la risposta arrivata domenica non è stata positiva, e Trump parlando con i giornalisti l'ha definita "pessima". Alla riunione dovrebbero partecipare il vicepresidente Vance, l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, il segretario di Stato Rubio, il segretario alla Difesa Hegseth, il capo di Stato maggiore generale Dan Caine, il direttore della CIA John Ratcliffe e altri alti funzionari.


Donald Trump ritiene che la soluzione diplomatica con l'Iran è ancora possibile. "Molto possibile", ha detto aggiungendo che la leadership di Teheran è "indegna". "E' un terzo livello di leader, gli altri li abbiamo uccisi tutti", ha aggiunto.


Donald Trump ha dichiarato di voler sospendere l'imposta federale sulla benzina "per un certo periodo di tempo". In un'intervista a Cbs news il presidente americano ha detto: "Toglieremo l'imposta sulla benzina per un certo lasso di tempo e, quando i prezzi del carburante scenderanno, la reintrodurremo gradualmente".


Donald Trump ha definito il cessate il fuoco con l'Iran "debolissimo, attaccato alle macchine per sopravvivere dopo quella proposta spazzatura che ci hanno mandato". "Ha l'1% di chance di tenere", ha detto il presidente alla Casa Bianca.


L'Iran "mi ha detto che intende consegnarci la polvere nucleare (l'uranio arricchito), ma ha precisato che dobbiamo essere noi a estrarla". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. "Solo Stati Uniti e Cina potrebbero riuscirci dopo i bombardamenti, perché è sepolta troppo in profondità e loro non hanno le capacita' per farlo", ha aggiunto. 


La proposta presentata dall'Iran agli Stati Uniti "era semplicemente inaccettabile". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. "Ho un piano, un piano molto semplice: l'Iran non può avere un'arma nucleare", ha aggiunto Trump, evidenziando che "sono pericolosi. Ho il miglior piano di sempre, e l'Iran è stato completamente distrutto militarmente".


Dopo avere respinto come "inaccettabile" la controproposta iraniana e minacciato una possibile ripresa delle operazioni militari, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si prepara ad affrontare una nuova fase negoziale segnata dal crescente attivismo diplomatico della Cina e dal permanere della crisi nello Stretto di Hormuz. Nelle stesse ore in cui viene confermata l'agenda del faccia a faccia tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping, Teheran ha ufficializzato il proprio sostegno al piano cinese in quattro punti per la sicurezza del Golfo Persico e del Medio Oriente, mentre il traffico marittimo nello Stretto continua a subire forti limitazioni con ripercussioni crescenti sui mercati energetici globali. 


Donald Trump sta valutando la possibilità di rilanciare "Project Freedom". In un'intervista telefonica a Fox News il presidente ha precisato di non aver ancora preso una decisione definitiva.


Le forze del Comando centrale delle forze armate statunitensi (Centcom) hanno dirottato 62 navi commerciali e ne hanno neutralizzate quattro nel Mar Arabico nell'ambito dell'applicazione del blocco navale contro l'Iran. Lo rende noto il Centcom in un post sul proprio profilo X, accompagnato da un'immagine del cacciatorpediniere Uss Delbert D. Black in transito nella zona.


In vista della visita di Donald Trump in Cina questa settimana, Abdolreza Rahmani Fazli, ambasciatore iraniano in Cina, ha scritto su X che l'Iran è pronto a sostenere il piano in quattro punti di Xi per il Golfo. "La Repubblica Islamica dell'Iran ha annunciato la propria disponibilità a sostenere il piano in quattro punti del Presidente della Repubblica Popolare Cinese, volto a stabilire una sicurezza stabile e uno sviluppo condiviso nella regione del Golfo Persico, questione che è stata altresì sottolineata durante l'incontro tra i ministri degli Esteri dei due Paesi", ha scritto.


"Israele respinge fermamente la decisione di imporre sanzioni a cittadini e organizzazioni israeliane. L'Ue ha scelto in modo arbitrario a causa delle sue opinioni politiche e senza alcun fondamento". Lo afferma su X il ministro degli Esteri dello Stato ebraico, Gideon Sa'ar, in risposta all'intesa raggiunta nel Consiglio Affari Esteri dell'Unione sulle sanzioni ai coloni israeliani violenti. "Oltraggioso è anche il paragone che l'Ue ha scelto di fare tra cittadini israeliani e terroristi di Hamas, un'equivalenza morale completamente distorta. Israele ha sempre difeso diritto degli ebrei a stabilirsi nel cuore della nostra patria"


L'Iran ha annunciato la propria "disponibilita'" a sostenere il piano in quattro punti del presidente cinese, Xi Jinping, "volto a stabilire una sicurezza duratura e uno sviluppo comune nella regione del Golfo Persico". Lo ha fatto sapere l'ambasciatore della Repubblica islamica a Pechino, Abdolreza Rahmani Fazli, in un messaggio su X. Questa questione, ha spiegato Fazli, "è stata altresì sottolineata durante l'incontro tra i ministri degli Esteri dei due Paesi", Abbas Araghchi e Wang Yi, avvenuto il 6 maggio scorso. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sul piano cinese.


Il ministero degli Esteri sta seguendo la partenza di 72 studenti universitari palestinesi che sono in uscita da Gaza attraverso il valico di Kerem Shalom: 70 sono diretti in Italia e 2 a San Marino. Dopo le operazioni per visti e lasciapassare, il convoglio raggiungerà il valico di Allenby, al confine con la Giordania, con arrivo previsto ad Amman in serata. Gli studenti saranno ospitati per la notte presso l'Ospedale italiano di Amman. Il rientro, riferiscono fonti di governo, avverrà con voli commerciali Royal Jordanian: domani, 12 maggio, su Roma e mercoledì, 13 maggio, su Milano. Gli studenti saranno accolti in 21 atenei italiani e nell'Università di San Marino.


Il ministro degli Esteri iraniano Seyyed Abbas Araghchi e il suo omologo saudita Faisal bin Farhan al Saud hanno avuto oggi un colloquio telefonico per discutere degli ultimi sviluppi relativi al processo diplomatico in corso tra Iran e Stati Uniti. Durante la telefonata - scrive l'agenzia di stampa iraniana Mehr -, i due massimi diplomatici si sono confrontati sulle relazioni bilaterali e sugli ultimi sviluppi riguardanti il processo diplomatico in corso tra Iran e Stati Uniti con la mediazione del Pakistan.


Sale a 2.869 morti e 8.730 feriti il bilancio degli attacchi delle Forze di difesa di Israele (Idf) in Libano dal 2 marzo. Lo ha riferito il Centro operativo per le emergenze sanitarie del ministero della Salute libanese.


Via libera, a quanto si apprende, del Consiglio Affari Esteri alle sanzioni Ue contro i coloni israeliani violenti. L'Ungheria ha tolto il veto finora tenuto fermo contro le misure, sulle quali era necessaria l'unanimità. I 27 ministri degli Esteri hanno quindi raggiunto l'accordo politico. Non ha raggiunto il necessario quorum invece la proposta di imporre dazi ai prodotti degli insediamenti israeliani. L'accordo politico prevede invece anche nuove sanzioni contro Hamas.


"Le basi Nato, in Italia o in qualunque parte del mondo, non sono delle basi al servizio della nazione in cui risiedono. Sono delle basi al servizio dell'organizzazione Nato. Per cui le basi Nato in Italia, come quelle in Germania, come quelle in altri Paesi servono in egual modo all'Italia, agli Stati Uniti, alla Germania, a tutti quelli che ne fanno parte. Per cui non penso non sia interesse di nessuno in questo momento indebolire l'organizzazione di difesa più potente che esista al mondo, proprio nel momento in cui il mondo è più instabile. Quindi il primo interesse degli Stati Uniti, secondo me, tenerla aperta". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a margine di un seminario alla Camera in merito alle dichiarazioni del presidente Usa, Donald Trump, su una possibile riduzione dei militari Usa nella basi Nato in Italia.


Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta tenendo una riunione sulla sicurezza nel suo ufficio a Gerusalemme, secondo quanto riferito al Times of Israel dall'ufficio di uno dei partecipanti. L'incontro si svolge dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha respinto la risposta dell'Iran alla sua proposta di cessate il fuoco, e in vista dei colloqui diretti tra Israele e Libano che si terranno a Washington nel corso di questa settimana.


Nelle ultime 24 ore solo una petroliera ha attraversato lo Stretto di Hormuz e lo ha fatto con il permesso della Marina dell'Iran. Lo scrive l'emittente iraniana Irib, aggiungendo che la nave è attualmente diretta verso il Vietnam. Questa mattina l'agenzia di stampa iraniana "Tasnim" ha riferito che la Agios Fanourios I, una superpetroliera (Vlcc) carica di greggio iracheno e diretta verso il porto di Nghi Son, in Vietnam, ha attraversato ieri lo Stretto di Hormuz e si trova attualmente nel Golfo di Oman. In precedenza era stato riportato che la nave - battente bandiera di Malta - aveva attraversato lo Stretto spegnendo i localizzatori per evitare attacchi iraniani. Secondo quanto reso noto da "Tasnim", la nave ha attraversato il passaggio in coordinamento con l'Iran.


È in corso una riunione di sicurezza del governo israeliano, presieduta dal primo ministro Benjamin Netanyahu. Lo rende noto il quotidiano "Times of Israel", citando una fonte dell'ufficio di uno dei partecipanti. La riunione si svolge nell'ufficio del premier a Gerusalemme. Secondo quanto riportato, al centro della riunione ci sono gli ultimi sviluppi riguardanti la risposta dell'Iran alla proposta statunitense e i colloqui con il Libano in programma a Washington nei prossimi giorni.


Lo Stretto di Hormuz movimenta il 37% del petrolio mondiale via mare e il 28% del Gpl globale: le tensioni nell'area hanno provocato un calo dell'89% dei transiti giornalieri in pochi mesi. È quanto emerge dal nuovo numero del report "Port Infographics" realizzato da Assoporti ed Srm. Quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento. 


"Un conto è far avvicinare le navi e un altro è dirigerle direttamente verso Hormuz. In quest'ultimo caso servirebbe prima l'approvazione di una nuova missione, che prevede prima la tregua, poi una cornice giuridica e infine l'autorizzazione parlamentare. Un altro conto è fare avvicinare le navi: non sarebbe una missione Hormuz, ma un altro tipo di missione che si configurerebbe all'interno di altre missioni. In questo senso mi sono state prospettate dallo Stato maggiore una serie di ipotesi, tra queste Gibuti. In ogni caso ne parleremo con il Parlamento da mercoledì". Così all'Ansa il ministro della Difesa, Guido Crosetto.


L'Iran "non può avere l'arma nucleare" e "serve "liberare l'ingresso di Hormuz perché possa esserci una navigazione garantita per quanto riguarda i fertilizzanti, il petrolio e il resto dei prodotti". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con la stampa a Bruxelles in occasione della riunione del Consiglio affari esteri. In questo contesto, l'Italia è "pronta a fare la sua parte", ha affermato il ministro, riaffermando Roma come "grande sostenitrice della trattativa per un accordo".


La Repubblica islamica dell'Iran "pur mantenendo la diffidenza nei confronti del nemico, ritiene possibili i negoziati, da una posizione di dignità, saggezza e opportunità". Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un incontro con il comandante e gli alti ufficiali delle forze dell'ordine della Repubblica islamica dell'Iran (Faraja) in cui ha delineato le opzioni strategiche postbelliche dell'Iran. Lo riporta la agenzia Mehr. Il presidente ha aggiunto che, qualora si raggiungesse un accordo in linea con le preoccupazioni della Guida Suprema e gli interessi del popolo iraniano, l'Iran rispetterebbe i propri impegni.


"Le proposte dell'Iran in risposta alla proposta degli Stati Uniti di porre fine alla guerra in corso sono generose e razionali e vanno a beneficio della regione e del mondo". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, aggiungendo: "Non abbiamo chiesto alcun privilegio, ma solo il rispetto dei legittimi diritti dell'Iran". Baghaei ha poi illustrato le richieste dell'Iran contenute nella sua proposta, che includono "la fine della guerra in tutta la regione, la fine del blocco navale imposto agli Stati Uniti, lo sblocco dei beni iraniani congelati e la sicurezza della navigazione nello stretto di Hormuz (sotto controllo iraniano)". "Queste richieste sono eccessive per l'Iran?", ha chiesto, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna.


L'Agios Fanourios I, una superpetroliera (Vlcc) carica di greggio iracheno e diretta verso il porto di Nghi Son, in Vietnam, ha attraversato ieri lo Stretto di Hormuz e si trova attualmente nel Golfo di Oman. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana "Tasnim" e lo confermano anche i siti di tracciamento navi. In precedenza, era stato riportato che la nave - battente bandiera di Malta - aveva attraversato lo Stretto spegnendo i localizzatori per evitare attacchi iraniani. Secondo quanto reso noto oggi da "Tasnim", la nave ha attraversato il passaggio in coordinamento con l'Iran.


I prezzi del petrolio tornano a impennarsi dopo che Donald Trump ha bocciato la risposta iraniana alla sua proposta di pace in Medio Oriente, prolungando di fatto la chiusura dello Stretto di Hormuz. Il Brent supera quota 100 dollari al barile con un rialzo del 3,99% a 105,31 dollari; il Wti avanza del 4,6% a 99,89 dollari. In rialzo anche il gas, che ad Amsterdam sale a 44,9 euro al Megawattora (+1,71%). In controtendenza l'oro: il contratto spot cede l'1,34% a 4.652 dollari l'oncia.


I media statali iraniani hanno riportato che Teheran ha respinto l'ultima proposta statunitense perché avrebbe significato arrendersi a quelle che ha definito le "richieste eccessive" del presidente americano Donald Trump. Sempre secondo le testate di regime, la controproposta iraniana sottolineava la necessità che gli Stati Uniti pagassero un risarcimento per i danni di guerra e ribadiva la sovranità di Teheran sullo Stretto di Hormuz. Press TV, emittente iraniana, ha affermato che la proposta statunitense avrebbe comportato la "sottomissione" di Teheran alle richieste di Trump.


Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di auspicare la caduta del regime iraniano, che comporterebbe il crollo, "come un'impalcatura", dei gruppi alleati dell'Iran in Yemen (gli Houthi), a Gaza (Hamas) e in Libano (Hezbollah).

"È possibile? Sì. È certo? No", ha affermato in un'intervista trasmessa nella serata di ieri dalla rete televisiva americana CBS. "L'Iran continua a sostenere questi gruppi, che cercano di produrre missili balistici. Li abbiamo ridotti significativamente, ma sono ancora presenti e c'è ancora del lavoro da fare", ha osservato il primo ministro israeliano. 

In riferimento alla visita del presidente Trump in Cina questa settimana, ha affermato di essere a conoscenza del sostegno di Pechino all'arsenale militare di Teheran. "La Cina fornisce un certo supporto, in particolare componenti per la produzione di missili", ha dichiarato, rifiutandosi di fornire ulteriori dettagli.

Netanyahu ha stimato che il suo Paese riceve annualmente 3,8 miliardi di dollari (3,2 miliardi di euro) in aiuti da Washington e ha affermato di voler ridurre tale importo "a zero", in un momento in cui negli Stati Uniti si levano voci che denunciano il sostegno a Israele. "Credo sia giunto il momento di imparare a fare a meno di questo supporto militare", ha dichiarato. "Cominciamo ora e andiamo avanti nei prossimi dieci anni", ha concluso.


I ministri della Difesa britannico e francese copresiederanno martedì una videoconferenza con i loro omologhi dei Paesi disposti a contribuire a una missione per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, ha annunciato Londra nella serata di ieri. I circa quaranta Paesi coinvolti "dovrebbero utilizzare la riunione per discutere e definire i loro contributi militari alla missione difensiva volta a riaprire e mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz quando le condizioni lo permetteranno", ha dichiarato il ministero della Difesa britannico in un comunicato.

Nel corso della riunione di martedì, "il nostro ruolo sarà di fare in modo che non ci accontentiamo di parlare ma che siamo pronti ad agire", ha dichiarato John Healey, ministro della Difesa britannico, che copresiederà la riunione con l'omologa francese, Catherine Vautrin.


Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani partecipa a Bruxelles alla riunione del Consiglio Affari esteri (CAE) dell'Ue, incentrata su Balcani, Ucraina e Medioriente.

Sul fronte balcanico, i ministri discuteranno del processo di allargamento e del rafforzamento della cooperazione politica e di sicurezza nella regione. Tajani ribadirà il forte sostegno italiano all'accelerazione del percorso europeo dei Paesi balcanici, considerato un investimento strategico per la stabilità dell'intero continente.

Sull'Ucraina, i ministri si confronteranno anche con il capo della diplomazia di Kyiv, Andrii Sybiha, sul sostegno europeo sul piano politico, militare, economico e umanitario, nonché sul contrasto alle minacce ibride e alla disinformazione.

L'agenda si chiuderà con una sessione sul Medioriente, con focus sui Territori palestinesi, le tensioni nel Golfo e la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Tajani confermerà l'impegno italiano per la de-escalation e la libertà di navigazione, a partire dal rafforzamento della missione Aspides.


Il presidente americano Donald Trump ha respinto la risposta dell'Iran alla proposta americana di porre fine alla guerra, definendola "totalmente inaccettabile". "Ho appena letto la risposta dei cosiddetti 'rappresentanti' dell'Iran. Non mi piace, è totalmente inaccettabile!", ha scritto su Truth Social.


Il primo ministro israeliano respinge l'accusa di ostilità da parte di Israele verso i cristiani definendola una "incredibile invenzione". In una intervista rilasciata a "60 Minutes" sulla Cbs Netanyahu ha affermato che Israele è l'unico luogo nell'area in cui i cristiani "sono prosperati" mentre nei paesi arabi confinanti "sono stati schiacciati, annientati, a volte massacrati".


Un soldato israeliano è rimasto ucciso ieri in seguito a un attacco di droni da parte di Hezbollah nel nord di Israele, vicino al confine col Libano. Lo comunica l'Idf, l'esercito israeliano. Il soldato ucciso è stato identificato come il sergente maggiore Alexander Glovanyov, 47 anni, autista del 6924° Battaglione del Centro Trasporti.

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