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Giornata Mondiale dell’Alimentazione: una persona su tre soffre di malnutrizione 

Il premier Giuseppe Conte ha annunciato la candidatura di Roma per il Summit sui Sistemi Alimentari dell'Onu del 2021

“In tutto il mondo, la malnutrizione colpisce una persona su tre ed è il principale fattore di rischio di morte per malattie non trasmissibili. Le patologie associate all'obesità incidono sui budget sanitari nazionali per 2000 miliardi di dollari l'anno”: è quanto riporta il direttore generale della Fao, il cinese Qu Dongyu, in apertura del World food day,  la Giornata Mondiale dell'Alimentazione. All’assemblea plenaria ha partecipato anche il primo ministro Giuseppe Conte, che ha annunciato la candidatura di Roma per il Summit sui Sistemi Alimentari delle Nazioni Unite in programma per il 2021.

La candidatura al Summit - "L'Italia, mi riempie d'orgoglio dirlo in questa sede, sarebbe onorata di poter ospitare il Summit alimentare Onu”, ha spiegato il premier. “Fino a pochi anni fa”, ha continuato, “Si parlava semplicemente di diminuire il numero delle persone che pativano fame e malnutrizione. Oggi diciamo, a voce alta, che il futuro che vogliamo per i nostri figli è quello di un mondo senza fame e in cui sia garantito l'accesso ad alimenti sicuri e nutrienti. Questa è la sfida che a cui siamo chiamati tutti noi, nessuno escluso". Come ricorda la Fao infatti, Fame Zero non significa soltanto combattere la fame, ma nutrire, nel senso più profondo, con una dieta sana e sostenibile per l'ambiente.

 

La situazione in Italia - Il problema della fame e della malnutrizione non riguarda solo i Paesi del terzo mondo, ma anche quelli industrializzati nei quali le differenze sociali generano sacche di povertà ed emarginazione. Coldiretti, nella sua Mappa italiana della fame del 2018, ha evidenziato che nel nostro Paese sono 2,7 milioni le persone costrette a chiedere aiuto per mangiare, di cui oltre il 55% si trova nelle regioni del Mezzogiorno. Le maggiori criticità si registrano in Campania con 554 mila assistiti, in Sicilia con 378 mila e in Calabria con 300 mila, ma anche in Lombardia con quasi 229 mila persone in difficoltà alimentare.

 

Chi ha più bisogno di aiuto? - Tra le categorie più deboli degli indigenti a livello nazionale si contano 453 mila bambini di età inferiore ai 15 anni, quasi 197 mila anziani sopra i 65 anni e 103 mila senza fissa dimora. La maggioranza di chi è stato costretto a ricorrere agli aiuti alimentari lo ha fatto attraverso la consegna di pacchi alimentari che rispondono maggiormente alle aspettative dei “nuovi poveri” (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) i quali, spesso per vergogna, preferiscono questa forma di sostegno piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli. Sono appena 113 mila quelli che si sono serviti delle mense dei poveri a fronte dei 2,36 milioni che invece hanno accettato l'aiuto delle confezioni di prodotti.

 

Lo spreco alimentare - Nello State of Food and Agriculture 2019, pubblicato il 14 ottobre in vista della Gma, si evidenzia il problema spesso sottovalutato dello spreco alimentare. Circa il 14% di tutto il cibo prodotto nel mondo diventa immangiabile prima ancora di raggiungere gli scaffali di negozi e supermercati, per problemi che insorgono sul campo, nelle aziende produttrici, durante le fasi di stoccaggio o di trasporto. Il rapporto analizza soprattutto le dinamiche del food loss (alimenti persi prima della distribuzione) e del food waste (spreco che avviene nelle case) per cercare delle possibili soluzioni.

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