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George Floyd, prima commemorazione a Minneapolis per l'afroamericano ucciso | Legale: morto per pandemia di razzismo

Parenti, amici e cittadini si sono riuniti nel santuario della North Central University per porgere lʼultimo saluto al 46enne

Parenti, amici e cittadini si sono radunati a Minneapolis per dare l'ultimo saluto alla salma di George Floyd, il 46enne afroamericano ucciso durante l'arresto. La cerimonia si è svolta nel santuario della North Central University. Dopo la commemorazione, il corpo di Floyd sarà portato a Raeford, nella Carolina del Nord, dove è nato, e successivamente a Houston in Texas, dove è cresciuto e ha vissuto gran parte della sua vita.

Quella di Minnepolis è infatti la prima delle tre cerimonie funebri che si terranno nel corso della settimana. In questa occasione sono state ammesse solo cinquecento persone, a causa delle restrizioni per l'epidemia. Tra gli invitati preannunciati dai media gli attori e comici Kevin Hart, Tiffany Haddish e Regina Hall; l'attore e produttore Tyler Perry; gli attivisti Martin Luther King III. Presenti il governatore del Minnesota Tim Walz, il sindaco di Minneapolis Jacob Frey e la senatrice Amy Klobuchar.

 

L'avvocato: "Morto per pandemia di razzismo" "Non è stato il coronavirus a uccidere George Floyd ma la pandemia di razzismo e discriminazione": lo ha detto Benjamin Crump, uno degli avvocati dalla famiglia, ricordando la figura della vittima nella commemorazione a Minneapolis. Dall'autopsia è emerso che Floyd era positivo al coronavirus.

 

Commemorazione per George Floyd a Minneapolis

 

Mercoledì la svolta nelle indagini La cerimonia arriva all'indomani della svolta nelle indagini, con la procura che ha aggravato l'imputazione per l'ex agente Derek Chauvin da omicidio colposo a omicidio volontario e ordinato l'arresto dei suoi tre colleghi accusandoli di complicità. Come chiedevano la famiglia e i manifestanti che hanno infiammato l'America. E che adesso, nonostante i 10 ila arresti eseguiti finora, continuano a scendere in piazza più pacificamente per chiedere riforme contro le iniquità razziali e gli abusi delle forze dell'ordine. I quattro poliziotti devono comparire davanti al tribunale nelle prossime ore. Intanto il giudice che ha preso in mano il caso ha confermato la richiesta della procura sulla cauzione che era stata fissata a un milione di dollari. La somma potrebbe abbassarsi a 750mila dollari a condizione che i quattro ex agenti non lavorino più nelle forze dell'ordine e non abbiano alcun contatto con la famiglia della vittima.

 

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