La ragazzina raggiunta da colpi d'arma da fuoco e alcune schegge a Jabalya. Vana la corsa in ambulanza: il veicolo - complice la foratura di una gomma, è arrivata troppo tardi in ospedale
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Aveva undici anni e, come raccontato da suo zio, il desiderio di diventare un medico ma sfortunatamente questo sogno non si avvererà mai. Quella bambina è stata uccisa giovedì mattina a Jabalya, nel nord della Striscia di Gaza, dopo che dei colpi d'arma da fuoco e alcune schegge l'hanno raggiunta nell'abitazione in cui viveva con la famiglia.
Secondo i familiari, i colpi sono stati sparati dalle truppe israeliane nelle prime ore del mattino. La casa si trova nel quartiere di Falluja, zona ritenuta sicura dopo il cessate il fuoco entrato in vigore lo scorso 10 ottobre. Nonostante ciò, stando alle dichiarazioni dello zio della bambina, gli spari israeliani sono un evento quasi quotidiano nel quartiere. Dal canto suo il ministero della Salute di Gaza (che non fa distinzione tra militari e civili) afferma che oltre 400 persone sono state uccise da quel 10 ottobre a oggi.
Giovedì mattina lo zio ha sentito delle urla mentre le truppe israeliane erano nella zona. L'uomo è corso dal suo appartamento verso la casa della nipote, trovandola distesa sul pavimento. Ha portato la ragazzina alla clinica più vicina: lì ha scoperto che l'ambulanza, che avrebbe dovuto portarla all'ospedale, aveva una gomma a terra. Dopo un'attesa di 15 minuti, è stata trasferita nella struttura, dove però i medici non hanno potuto fare altro che dichiararne il decesso.