Marine Le Pen condannata a quattro anni di reclusione, due con la condizionale. Questa la sentenza emessa in prima istanza dalla Corte d'appello di Parigi nei confronti della deputata francese, che però potrà comunque candidarsi alle prossime elezioni presidenziali avendo già scontato l'ineleggibilità.
L'accusa
La Corte accusava Le Pen, il suo partito e altri dieci funzionari di aver assunto, nel periodo compreso tra il 2004 e il 2016, assistenti parlamentari per i deputati del Front National pagandoli con i fondi del Parlamento europeo.
Ineleggibilità già scontata
La sentenza prevede anche una ineleggibilità di 45 mesi, di cui 30 con sospensione condizionale. La Corte, tuttavia, ritiene che la leader dell'estrema destra abbia già scontato i 15 mesi residui a partire dal 31 marzo del 2025. Da un punto di vista meramente giuridico, quindi, Le Pen potrà candidarsi alle elezioni presidenziali previste nella primavera del 2027.
I dubbi di Le Pen
Resta da capire tuttavia se intenderà farlo, dal momento che Le Pen dovrà portare per un anno il braccialetto elettronico. Nei mesi scorsi la stessa leader del Rassemblement National aveva infatti dichiarato di non voler condurre una campagna elettorale con questo provvedimento in essere.
