Non solo Ungheria, l'Europa al voto nel 2026
© Withub
© Withub
L'esito della sfida tra il presidente uscente Viktor Orbán e Péter Magyar potrebbe ridefinire i rapporti con Europa, Stati Uniti e Russia
© Afp
È una mobilitazione senza precedenti quella degli elettori ungheresi chiamati alle urne per le elezioni parlamentari. Elezioni che potrebbero mettere fine ai 16 anni al potere del premier Viktor Orbán e segnare una svolta politica con ripercussioni in Europa e nei rapporti con Russia e Stati Uniti. L'affluenza è ai massimi storici: alle 17 aveva votato il 74,2% degli aventi diritto, superando già l'affluenza complessiva del 2022, ferma al 69,5% a fine giornata. Il dato va oltre anche il precedente storico del 1990, quando alle prime elezioni libere e multipartitiche dopo la caduta del Muro di Berlino il 65,1% degli ungheresi si recò alle urne. Con i seggi aperti fino alle 19, il risultato finale è destinato a segnare un record storico.
Il leader nazionalista euroscettico Orbán, 62 anni, guida il Paese dal 2010 e ha costruito un modello di "democrazia illiberale" - per sua stessa definizione - guardato con interesse da ambienti conservatori occidentali, inclusa l'area vicina a Donald Trump. Negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con una crescente insoddisfazione interna dovuta a stagnazione economica, aumento del costo della vita e accuse di corruzione legate a oligarchi vicini al governo.
A sfidarlo è Péter Magyar, 45 anni, ex alleato di Orbán e oggi leader del partito di centrodestra Tisza, che ha capitalizzato il malcontento dell'opinione pubblica, in particolare tra i giovani e gli elettori urbani. I sondaggi delle ultime due settimane indicano Tisza in vantaggio tra il 38% e il 41%. Il partito Fidesz, guidato dall'attuale premier magiaro, sarebbe indietro di 7-9 punti percentuali. Ma i rilevamenti variano, lasciando aperti diversi scenari, compreso un possibile testa a testa.
Il voto è seguito con grande attenzione a Bruxelles, dove diversi Paesi dell'Unione europea accusano Orbán di aver indebolito lo stato di diritto, sottratto libertà ai media e i diritti alle minoranze. Una sua eventuale sconfitta potrebbe sbloccare un pacchetto di aiuti Ue da circa 90 miliardi di euro a favore dell'Ucraina e ridurre l'influenza russa all'interno dell'Unione, dato lo stretto rapporto tra Orbán e il presidente russo Vladimir Putin.
© Withub
© Withub
Durante la campagna elettorale, il premier ungherese ha presentato il voto come una scelta tra "guerra e pace", sostenendo che una vittoria dell'opposizione trascinerebbe l'Ungheria nel conflitto in Ucraina, accusa respinta con forza da Magyar. Il leader dell'opposizione ha puntato su un'agenda anti-corruzione e sul rilancio economico. L'esito del voto potrebbe dunque ridefinire non solo gli equilibri interni del Paese, ma anche quelli politici in Europa.