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Donald Trump: "Basta trattare Israele con disprezzo" | E Netanyahu ringrazia

Il voto allʼOnu contro i nuovi insediamenti a Gerusalemme Est non è piaciuto al futuro inquilino della Casa Bianca. Ma Kerry stempera: "Obama è con Tel Aviv"

Donald Trump: "Basta trattare Israele con disprezzo" | E Netanyahu ringrazia

"Non possiamo continuare a far sì che Israele sia trattata con totale disprezzo e mancanza di rispetto". Lo scrive il presidente eletto Donald Trump su Twitter. "Israele aveva negli Usa un grande amico, ora non più. L'inizio della fine è stato l'orribile accordo con l'Iran, e ora con l'Onu", aggiunge. I tweet hanno preceduto il discorso del segretario di Stato John Kerry sul voto all'Onu e sul processo di pace in Medio Oriente. Immediato il messaggio di ringraziamento di Netanyahu.

"Grazie presidente eletto Trump, grazie per la tua calda amicizia e il tuo netto sostegno a Israele". Questo il tweet del premier Benyamin Netanyahu a quello precedente di Trump di appoggio allo Stato ebraico e di critica all'amministrazione di Barack Obama dopo il voto all'Onu.

Trump ha criticato l'amministrazione Obama per la sua presa di posizione contro le colonie israeliane. "L'inizio della fine è stato l'orribile accordo con l'Iran, e ora con l'Onu", ha aggiunto Trump invitando Israele "a restare forte, il 20 gennaio si sta avvicinando rapidamente". Facendo riferimento alla data in cui Trump si insedierà alla Casa Bianca.

Nei giorni scorsi il presidente eletto aveva attaccato anche le Nazioni Unite, definendole "solo un club dove la gente si ritrova a fare chiacchiere e divertirsi". Per Donald Trump il Palazzo di Vetro "ha un potenziale talmente grande" che però al momento viene sprecato in azioni, lascia intendere, senza futuro.

Obama chiama Trump, colloquio su transizione - Mercoledì sera poi Trump ha annunciato di aver "parlato con Obama, è stata una buona conversazione" concentrata sulla necessità di "continuare una transizione senza problemi ed efficace".

Kerry: "Obama con Israele, 2 stati unica soluzione pace" - "Il presidente Barack Obama è profondamente impegnato per Israele e la sua sicurezza. Una soluzione a due Stati" per il Medio oriente "è l'unica strada per una pace duratura". Lo afferma il segretario di Stato John Kerry, in quello che da molti è definito il discorso più importante della sua carriera, che arriva a tre settimane dalla fine della presidenza Obama. "L'agenda dei coloni è quella che sta definendo il futuro di Israele". Dice ancora Kerry, sottolineando che la "la coalizione" guidata dal premier israeliano Benyamin Netanyahu "è la più a destra della storia israeliana, con un'agenda definita dagli elementi più estremisti". Non si può "ignorare la minaccia che gli insediamenti rappresentano per la pace", ha insistito Kerry, sebbene il problema in Medio Oriente vada al di là degli insediamenti. LEGGI TUTTO L'INTERVENTO DI KERRY ALL'ONU

Ufficio Netanyahu: "Kerry prevenuto verso Israele" - "Kerry ha fatto un discorso prevenuto verso Israele": questa la prima reazione israeliana all'intervento del segretario di Stato Usa John Kerry. "Per più di un'ora è stato ossessionato dalla vicenda delle colonie e non ha toccato il problema reale: la resistenza palestinese ad uno Stato ebraico in qualsiasi forma", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Emmanuel Nahsoon, diffondendo una nota dell'ufficio del premier.

Abu Mazen: "Pronti a negoziati se Israele ferma insediamenti" - Il presidente palestinese Abu Mazen ha annunciato di essere pronto a riprendere i negoziati di pace "se Israele congelerà la costruzione di nuovi insediamenti". Mazen si è detto convinto che sia "possibile raggiungere una soluzione giusta, garantendo la fine dell'occupazione e arrivare alla creazione di uno Stato indipendente palestinese con capitale Gerusalemme est, sui confini del 1967, in pace e sicurezza accanto a Israele".

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