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Dalle manifestazioni No Tav alla guerra contro lʼIsis in Siria, la seconda vita di "Eddi"

Maria Edgarda Marcucci, 26enne studentessa universitaria, combatte al fianco delle milizie femminili curde del Pkk: "Noi donne sempre in prima linea"

Dalle manifestazioni No Tav nel cantiere di Chiomonte fino alla guerra in Siria contro l'Isis: è la strada percorsa fin qui da Maria Edgarda Marcucci, per tutti "Eddi", 26enne romana di origine ma torinese di adozione. E' una delle prime ragazze italiane "foreign fighters" ad essersi arruolata nelle formazioni armate sotto la sigla Ypj, brigata femminile all'interno dell'esercito di Unità di protezione popolare del Pkk curdo.

Nel luglio 2016 la Procura di Torino aveva ottenuto un mandato di arresto nei confronti di "Eddi" con l'accusa di aggressione e resistenza a pubblico ufficiale in seguito agli scontri avvenuti in Valsusa il 28 giugno 2015. La giovane fece perdere le sue tracce tanto che persino il regista Paolo Virzì, che l'aveva conosciuta come comparsa nel film del 2003 Caterina va in città, scrisse un appello affinché tornasse in città.

Nell'ottobre 2016 "Eddi" riapparve presentandosi spontaneamente in questura a Torino e venne messa ai domiciliari. Scontata la pena, la ragazza decise di partire e di arruolarsi tra le file dell'esercito femminile del Pkk diventando così una "foreign fighters".

La sua scelta l'ha annunciata tramite una lunga lettera, ripresa dal portale di riferimento dell'Autonomia italiana, Infoaut: "Vi scrivo dalla Siria del nord, un luogo che, seppur martoriato da anni di dittature e guerra civile, è oggi una terra libera grazie all'enorme sacrificio di tante e tanti. Una terra libera e di libertà soprattutto per le donne, che sono l'avanguardia di questa rivoluzione".

"Eddi" ha elogiato le donne curde che hanno deciso di combattere contro il Califfato: "Le Ypj sono un corpo militare che ha saputo riportare straordinarie vittorie sul campo di battaglia, hanno liberato migliaia di persone dall'orrore dell'Isis, le proteggono dal regime siriano, non hanno mai arretrato di fronte agli attacchi di uno stato fascista e patriarcale armato di arsenali come la Turchia. Sono anzitutto un'organizzazione rivoluzionaria che incarna e sviluppa un cambiamento profondo, sociale, politico e culturale".

"Il ruolo delle donne nella società è centrale ma schiacciato da millenni di patriarcato - ha aggiunto -. Se si vuole una società libera bisogna che le donne siano libere. Che siano in grado di proteggere se stesse e le persone che amano. Ovunque siamo, la nostra forza sta nell'organizzare la nostra rabbia, la nostra voglia di cambiamento e uguaglianza. Ovunque c'è violenza, c'è un modo di difendersi, insieme".

Attualmente nella porzione di Siria controllata dai curdi sono diversi i fronti aperti con le donne in prima linea. A ovest, nella zona di Aleppo, si fronteggiano estremisti islamici, esercito turco e curdi. Ma è a est della federazione della Siria del nord che si registrano gli scontri più cruenti. Sul piano penale "Eddi" non dovrebbe rischiare nulla al suo rientro in Italia: nonostante sia vietato combattere all'estero, uno dei decreti antiterrorismo varati nel febbraio 2015 prevede una deroga per chi lo fa senza scopi terroristici contro l'Isis

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