Speciale La strage di Crans-Montana
L'ingresso segreto

Crans-Montana, il codice segreto per la porta secondaria: "Molti lo conoscevano"

Il 19enne Oscar ha raccontato dell'esistenza di una password per entrare, nota a molti frequentatori del "Le Constellation". Lui non è entrato perché un amico se l'era dimenticata

02 Gen 2026 - 12:11
 © Afp

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Secondo il quotidiano tedesco Bild, sarebbe esistito un codice, noto agli assidui frequentatori di Crans-Montana, per aprire una porta laterale del locale "Le Constellation". Un semplice modo che anche i più giovani avrebbero avuto per aggirare il controllo all'ingresso dei buttafuori e godersi la serata nell'unico bar del paesino svizzero in cui era permesso l'ingresso dei minori tra i 16 e i 18 anni. Per questo gli inquirenti del Canton Vallese non escludono che il numero di persone che si trovavano nella sala al momento del tragico incendio, in cui sono morti circa 50 giovani e ne sono rimasti feriti oltre 100, fosse maggiore rispetto a quello ufficialmente registrato.

Il codice dimenticato

 A rivelare a Bild l'esistenza di un ingresso secondario è stato il 19enne Oscar, sopravvissuto alla strage solo perché un suo amico si era fatalmente dimenticato il codice per entrare nel locale. Il giovane, parlando con il quotidiano tedesco, ha spiegato di essere stato respinto dai buttafuori pochi minuti prima dell'incendio: "Volevamo entrare, ma ci hanno detto che era tutto pieno. Ci hanno salvato la vita". A quel punto l'idea di passare dalla porta secondaria: "Non tutti sanno il codice. Un mio amico lo aveva dimenticato, per questo non siamo riusciti a intrufolarci".

L'ultimo tentativo prima dell'esplosione

 Il gruppo di amici ha provato un'ultima strada, bussando a una porticina del piano seminterrato e sperando di farsi aprire da qualcuno che era già all'interno. "Abbiamo avuto tre possibilità di entrare", ha ricordato Oscar. "Non ci siamo riusciti. E tre minuti dopo, è esploso tutto a pochi metri da noi". La scena descritta dal giovane è apocalittica: "La scala del seminterrato è stretta e scivolosa a causa della neve. E l'unica porta è minuscola, non riescono a passare due persone contemporaneamente. Le vittime hanno iniziato a battere con forza contro i vetri del dehors, urlavano disperatamente ma le finestre non si rompevano, erano troppo spesse", ha raccontato Oscar. "È stato come un film horror. Le persone cadevano una sopra l'altra, completamente ustionate, con la faccia carbonizzata. E mi gridavano: 'Sono bruciato? Sono bruciato?'. Non voglio nemmeno immaginare cosa hanno vissuto le persone lì dentro".

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