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Coronavirus: in Spagna quasi 6.500 morti | Gli Usa temono 200mila decessi

Sabato il Paese iberico ha subito un balzo record di 838 morti in sole 24 ore. Johnson scrive ai britannici: "Prima di andare meglio andrà peggio"

Coronavirus, in Spagna sanificazione delle strade

In Spagna le persone decedute positive al coronavirus sono oltre 6.500 mentre il totale dei contagiati è salito a 79mila casi, i guariti sono invece quasi 15mila. Lo comunica il bollettino aggiornato del quotidiano El Pais. Sempre più pessimista il premier inglese Boris Johnson che scrive alle famiglie: "Andrà peggio del previsto". 

Nel mondo i casi sono quasi 700 mila casi e oltre 31mila morti ma è l'Europa che continua a rimanere in cima alla drammatica classifica delle vittime che nel vecchio continente hanno oltrepassato quota 22mila con 358mila contagi.

 

Negli Usa "i morti potrebbero arrivare a 200mila" Intanto gli Stati Uniti, con più di 125mila casi, diventano il primo Paese per numero di contagi e il maggiore esperto americano di malattie infettive, Anthony Fauci, avverte che negli Usa i morti potrebbero arrivare a 200mila.

 

La situazione in Spagna E' ancora la Spagna, dopo l'Italia, a registrare la situazione più grave in Europa con un nuovo record di morti, 838 in 24 ore, che porta a oltre 6.500 le vittime totali. I casi diagnosticati sono oltre 78mila ma la curva dei contagi tende lentamente ad abbassarsi. Il numero delle vittime raddoppiava ogni due o tre giorni la settimana scorsa, mentre ora il raddoppio avviene ogni tre o quattro giorni. Madrid ha approvato lo stop a tutte le attività non essenziali, a partire da domani e fino al 9 aprile, come annunciato ieri dal premier Pedro Sanchez.

 

Gb, Johnson: "Andrà peggio prima di andare meglio" Sale l'allarme anche in Gran Bretagna con il premier Boris Johnson in procinto di spedire ai 30 milioni di famiglie del Regno una lettera nella quale si prefigurano ulteriori restrizioni ai movimenti e si avverte che "le cose peggioreranno prima di migliorare". Il totale dei contagi da Covid-19 sale a quasi 20mila e i decessi censiti arrivano a oltre 1.200 anche se l'incremento cala dai più 260 di ieri ai più 209 delle ultime 24 ore. Ci potrebbero volere "sei mesi o più' per tornare alla normalità", ha avvertito la deputy chief medical officer Jenny Harries. E il ministro delle Aree Urbane, Robert Jenrick, ha reso noto che l'intero Paese è in stato di "pronto all'emergenza", un allerta che nessun governo aveva emesso "dalla seconda guerra mondiale".

 

Francia, superati i 40mila contagi In Francia, dove i contagi hanno superato i 40mila e i morti sono oltre 2.600, è deceduto per coronavirus anche un ex ministro, Patrick Devedjian, che fu titolare del dicastero per l'emergenza finanziaria nel 2008 con l'allora presidente Nicolas Sarkozy. Due pazienti francesi sono stati evacuati da Strasburgo verso l'ospedale di Ulm , in Germania, con un aereo militare tedesco portando a oltre 80 i malati francesi ricoverati in Lussemburgo, Germania e Svizzera e alleggerendo il sovraffollamento delle strutture sanitarie alsaziane, tra le più colpite dall'emergenza.

 

"La Germania ci offre letti in più" oltre ad aver fornito alla Francia respiratori "anche ieri", ha ringraziato la ministra per gli Affari europei, Amelie de Montchalin, che ha colto l'occasione di un'intervista alla radio France Inter per richiamare la necessità della solidarietà europea in questa fase. E avvertire che l'Unione rischia di trovarsi di fronte a domande "esistenziali", compresa quella sulla permanenza di alcuni suoi membri, se non uscirà unita dalla crisi del Covid-19.

 

Ma la situazione si aggrava anche in Germania dove nel giro di un giorno si sono registrate almeno 4mila nuove infezioni e i contagi sono saliti a oltre 58mila con più di 450 vittime. E un invito a fare fronte comune è arrivato anche dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg che, mentre prepara la ministeriale Esteri del 2 aprile che si terrà per la prima volta in videoconferenza, ha ricordato che "di fronte alla pandemia da Covid-19 dobbiamo restare uniti".

 

Anche Mosca comincia ad avere paura Un quadro drammatico che inizia a far paura anche alla Russia dove finora i contagi e i decessi annunciati ufficialmente mostrano un trend meno allarmante del resto del continente: il sindaco di Mosca ha ordinato, da lunedì, l'auto isolamento per tutti i residenti della capitale. Con l'unica deroga per gli spostamenti essenziali, le esigenze di lavoro o acquisti di cibo e medicinali.

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