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Coronavirus, fuga da Wuhan: almeno 65mila in partenza

In migliaia si sono spostati per dimenticare un lockdown senza precedenti, scattato il 23 gennaio scorso, con misure draconiane per contenere la diffusione del contagio

Sono almeno 65mila le persone pronte a lasciare la città cinese di Wuhan nel primo giorno di rimozione del lockdown, imposto per contrastare la diffusione del Covid-19. Escludendo il trasporto su strada, si stima che in 5mila prenderanno il treno, mentre più di 10mila utilizzeranno l'aereo con la riapertura del Wuhan Tianhe, lo scalo cittadino dove sono già programmati oltre 200 voli in entrata e in uscita.

Allo scoccare della mezzanotte dell'8 aprile una prima auto ha rotto, dopo 76 giorni, l'isolamento di Wuhan: ha varcato il casello ovest della città focolaio del coronavirus. E appena gli addetti hanno rimosso i 75 check point, mentre anche il Tianhe International Airport totalmente disinfettato riapriva i suoi gate, è iniziata una vera e propria fuga dalla città.

Coronavirus, Wuhan esce dal lockdown e ritornano gli abbracci (con mascherina)

Wuhan, la gioia degli abitanti dopo la fine del lockdown è commovente. I medici dell'Università di Jilin salutano, finalmente con un abbraccio, i loro colleghi della città universitaria origine del primo focolaio da Covid-19, mentre si preparano a partire dall'aeroporto. Tutti, però, rigorosamente con mascherina. 

 

In migliaia si sono spostati per dimenticare un lockdown senza precedenti, scattato il 23 gennaio scorso, con misure draconiane per contenere la diffusione del contagio. E in tanti si sono diretti anche alla stazione per salire su uno dei primi treni in partenza. E chi resta in città è invece uscito, anche semplicemente per andare a mangiare una ciotola di 'reganmian', il più popolare e tipico piatto di noodle piccanti della città dalle 100 università e con 11 milioni di abitanti. Con la vita da alcuni giorni orientata verso un'insperata normalità, considerando le gravi cronache di fine gennaio, molti residenti hanno ricominciato a lavorare da alcuni giorni e ad andare fuori, anche se con tante precauzioni.

 

Prima tra tutte l'app AliPay o WeChat, scaricata sullo smartphone, che dà a ogni residente un codice Qr colorato sullo stato di salute, previa scannerizzazione del documento di riconoscimento: il rosso vale un caso confermato di infezione da sottoporre ad immediato trattamento medico, il giallo esprime un contatto ravvicinato con un caso di contagio (obbligo di quarantena e divieto di viaggiare), mentre il verde certifica l'assenza di rischi e consente gli spostamenti e il ritorno al lavoro.

 

Lo sblocco è arrivato quando i nuovi casi di coronavirus sono stati azzerati a Wuhan, mentre per la prima volta dal 23 gennaio, la città, la sua provincia e l'intera Cina non hanno riportato alcun decesso. Una liberazione, quella scattata oggi dopo mesi di isolamento, di ingressi dei condomini controllati dagli agenti. Ma senza abbassare la guardia

 

 

Le attività commerciali, dai negozi ai ristoranti e fino ai grandi magazzini, sono stati riaperti nell'ultima settimana per far ripartire l'economia, quando la municipalità ha annunciato un totale di 79 progetti del valore di 22 miliardi di dollari. Il ritorno alla normalità, è la prova forse più impegnativa per la Cina che oggi ha dichiarato la vittoria contro il coronavirus.

 

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