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Charlie, il grido di dolore della mamma: "Stanno per staccargli la spina"

Lo riferisce il presidente dellʼassociazione Mitocon, che ha parlato con la donna. Lʼultimo appello dei genitori allʼospedale: "Fermatevi"

Charlie, il grido di dolore della mamma: "Stanno per staccargli la spina"

"Stanno per staccargli la spina". Il grido di dolore della mamma di Charlie Gard, il bimbo inglese affetto da una rara malattia mitocondriale, arriva in Italia attraverso Piero Santantonio, presidente dell'associazione Mitocon, in costante contatto con la famiglia del bambino. Santantonio ha riferito l'ultimo appello dei genitori alle autorità britanniche: "Fermatevi, il protocollo scientifico di trattamento sperimentale è pronto".

"Oggi pomeriggio si è tenuta una riunione tra i medici e i ricercatori dell'equipe internazionale e tra poche ore sarà resa nota una posizione ufficiale rispetto alle possibilità terapeutiche percorribili per il piccolo Charlie", ha annunciato Santantonio. Gli scienziati stanno lavorando sulle sindromi da deplezione del Dna mitocondriale e nello specifico su quelle indotte dalla mutazione RRM2B, che ha colpito il piccolo Charlie. "La terapia nucleosidica - ha spiegato Santantonio - ha già dato dimostrazione di efficacia in un numero significativo di casi, con particolare riferimento ai risultati che dimostrano la possibilità dei nucleosidi di superare la barriera ematoencefalica. In base a queste ulteriori e nuove valutazioni il gruppo di lavoro è dunque giunto alla conclusione che la terapia nucleosidica possa essere efficace nel caso del piccolo Charlie".

Una notizia che potrebbe cambiare completamente il quadro giuridico e medico nel quale si sono mossi finora i medici e le autorità britanniche. Secondo il costituzionalista ed ex ministro della Sanità Renato Balduzzi, il Great Ormond Street Hospital di Londra, dove è ricoverato Charlie, "non è obbligato ma è autorizzato" a staccare la spina. Ma se intervengono novità scientifiche (come il protocollo sperimentale in corso di pubblicazione da parte dell'equipe di esperti internazionali) allora dovrebbe o decidere di utilizzare quella opportunità di cura oppure potrebbe chiedere ai giudici cosa fare di fronte a questa novità". Un parere che Balduzzi ha fornito all'ospedale Bambino Gesù che si era offerto di accogliere il bambino.

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