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Caso Regeni, lʼEgitto allʼItalia: "Avrete le registrazioni della metropolitana solo se saranno recuperate"

Il ministro degli Esteri del Cairo: "Il meccanismo automatico ha cancellato le immagini e abbiamo incaricato una società di recuperarle. Non sappiamo quanto tempo ci vorrà ma è un impegno"

Caso Regeni, l'Egitto all'Italia: "Avrete le registrazioni della metropolitana solo se saranno recuperate"

Le immagini che potrebbero mostrare Giulio Regeni nella metropolitana del Cairo "sono state cancellate per un meccanismo automatico, ma abbiamo fatto e speso molto per incaricare una società europea che potesse recuperarle". Lo ha detto a Roma il ministro degli Esteri dell'Egitto, Sameh Shoukry. "Quando la società avrà terminato il suo lavoro, passerà il materiale al procuratore che lo fornirà poi alla controparte italiana", ha aggiunto.

Le immagini registrate alla stazione della metropolitana del Cairo in cui Giulio Regeni era sceso il 25 gennaio scorso si sono autocancellate. Gli investigatori italiani avevano sollecitato l'acquisizione della registrazione subito dopo il ritrovamento del corpo di Regeni ma le autorità egiziane si sono mosse in ritardo e il 13 febbraio hanno scoperto che quelle immagini non esistevano più perché sovrimpresse da altre più recenti.

Intervenendo alla seconda giornata di Med, Dialoghi Mediterranei, manifestazione che si tiene a Roma, il capo della diplomazia del Cairo non si è voluto sbilanciare sui tempi, ma è sembrato ottimista sulla possibilità che le immagini siano recuperabili. "Quanto passerà non lo sappiamo - ha ammesso -, ma è un impegno vero, ufficiale, che è già stato preso".

"Siamo determinati a fare tutto quanto è possibile per portare la vicenda tragica di Giulio Regeni a termine, in maniera soddisfacente per tutti", ha proseguito Shoukry durante il suo intervento al Forum Med 2017. "Il nostro procuratore e il procuratore di Roma hanno collaborato molto bene sul caso. E' la prima volta che un procuratore egiziano si è così aperto alla collaborazione, consentendo a rappresentanti esteri di partecipare alle indagini e di avere accesso ai dati", ha insistito.

"Questa collaborazione continuerà - ha spiegato il ministro -. Noi come governo incoraggiamo il nostro procuratore a continuare la cooperazione che ha raggiunto livelli molto importanti. Vogliamo che questo episodio non nuoccia al rapporto che abbiamo con l'Italia".

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