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Benedetta Paravia, il volto italiano e progressista della televisione araba

Appare sul piccolo schermo senza velo ed è un punto di riferimento per le donne emiratine che vogliono emanciparsi e affermare i propri diritti

E’ il volto progressista della televisione araba e una sorta di ambasciatrice non governativa tra Italia e Dubai. Benedetta Paravia, salernitana di origini romane, vive da anni negli Emirati Arabi e conduce, a capo scoperto, il programma “Hi Dubai”, un docu-reality che racconta le storie di 24 donne del luogo che studiano e lavorano. Lo scopo è di abbattere i pregiudizi occidentali che definiscono gli Emirati Arabi un paese molto maschilista.   

Benedetta Paravia, l'italiana che ha rivoluzionato la televisione araba

L’esperienza negli Emirati Arabi - Nel 2002, dopo la laurea in giurisprudenza, per la prima volta Benedetta Paravia va a Dubai per una vacanza. Si innamora immediatamente di quei luoghi “da mille e una notte” e decide di prolungare il suo soggiorno. Nel 2002 viene scelta come testimonial di Cartier a Dubai e decide di impegnarsi nel promuovere i diritti delle donne arabe, che, a quel tempo, ancora non potevano lavorare come modelle. Nei primi tempi, avvia uno scambio culturale che permette alle studentesse emiratine di seguire corsi universitari in l’Italia, conquistandosi la fiducia delle famiglie arabe, allora restie a concedere il permesso alle figlie. In seguito, fonda la onlus A.N.G.E.L.S., che fornisce assistenza medica ai bambini malati nelle regioni di guerra e, per beneficenza, produce e canta canzoni molto note in Medio Oriente, sotto lo pseudonimo di Princess Bee.
Nel 2016 conduce “Hi Dubai”, diventando sempre di più un punto di riferimento per le donne arabe, di cui favorisce l’apparizione in tv, anche senza velo. Nel 2019, è l’unica italiana a comparire tra gli ambasciatori di pace alla visita di Papa Francesco negli Emirati Arabi. 

 

Lo spintone al figlio dello sceicco e il rischio di arresto - Tuttavia, gli esordi negli Emirati Arabi non sono certo stati semplici. “Sebbene gli arabi amino vestire e mangiare italiano ed esplorare le nostre città d' arte, vige una sorta di pregiudizio nei confronti degli abitanti del nostro Paese, i quali sono considerati poco affidabili negli affari poiché spesso tali si sono dimostrati", racconta al quotidiano Libero, precisando che durante la prima vacanza a Dubai ha quasi rischiato l’arresto e causato un bizzarro incidente diplomatico. “Uno dei figli del re provò a baciarmi e io gli diedi uno spintone che lo fece cadere per terra. Il mio fidanzato di allora era certo che ci avrebbero sbattuti in gattabuia, invece, dopo una settimana, ricevetti la telefonata di questo sceicco il quale voleva farmi sapere che non aveva mai conosciuto una ragazza onesta come me. Diventammo amici e tuttora sia lui che sua moglie sono come fratelli per me”. 

 

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