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Australia, vittima dei bulli: tenta il suicidio due volte in un mese

Brian Birchfall veniva preso in giro e picchiato da alcuni compagni per i suoi capelli rossi. Ora la famiglia ha lanciato una campagna per sensibilizzare genitori e ragazzi

Australia, vittima dei bulli: tenta il suicidio due volte in un mese

Brian Brichfall ha 12 anni. Nel giro di un mese, ha tentato il suicidio per due volte. A scuola veniva preso in giro e picchiato da alcuni compagni per i suoi capelli rossi. Ora è vivo, ma la sua storia è simile a quella di Ammy Everett, la 14enne australiana che si è tolta la vita l'11 gennaio o alla vicenda di Beatrice Inguì, che si è buttata sotto un treno alla stazione di Torino il 4 aprile.

Il racconto di Brian Il ragazzino ha raccontato la sua storia a The Project, un programma dell’emittente australiana Network Ten. "Hanno iniziato con i miei capelli..poi sono arrivati insulti, soprannomi e poi le botte. Ogni giorno era sempre peggio". Alla sua scuola di Gympie, nel Queensland, ormai non andava più. La madre, Patrina Benton, aveva scelto di tenerlo a casa da quando aveva scoperto che era vittima di bullismo. "Se sto infrangendo la legge perché cerco di tenere mio figlio al sicuro allora arrestatemi pure", ha dichiarato. Brian era arrivato al punto di auto lesionarsi, per sfogare la rabbia che accumulava a scuola: "Mi colpivo sulla testa perché avrei davvero voluto rispondere a tono a quei ragazzi. Ero davvero stufo, non ne potevo più".

La campagna La famiglia ha lanciato Fight the Good Fight Against Bullying, una campagna per far conoscere il problema e sensibilizzare genitori e ragazzi sul tema. Molte star hanno dato il proprio supporto, fra cui il cantante britannico Ed Sheeran, i cui capelli sono identici a quelli di Brian. Il fratello del ragazzino, Murray Benton Birchfall, ha pubblicato un lungo post su Facebook in cui sfoga la propria frustrazione anche contro il sistema scolastico, che per punire i bulli si è limitato a ad assegnargli tre giorni di sospensione.

Ammy Everett E' la seconda volta in pochi mesi che l’Australia si trova di fronte a una storia simile. L'11 gennaio si è tolta la vita la 14enne Ammy Everett, famosa nel Paese per aver prestato il volto a una campagna pubblicitaria della Akura, che produce i tipi cappelli a banda larga. La ragazzina era vittima di bullismo su internet e non riusciva più a sopportare le frasi offensive che riceveva. Il padre, Tick Everett, in quell'occasione aveva invitato i colpevoli al funerale della figlia: “Così vi renderete conto di quale disastro avete combinato”, aveva scritto su Facebook.

Anche in Italia Ma sono storie, queste, che accadono anche a molti meno chilometri di distanza. Al rientro dalle vacanze di Pasqua, lo scorso 3 aprile, Beatrice Inguì, 15enne di Rivoli, si è buttata sotto un treno alla stazione di Torino Porta Susa. Il motivo del gesto disperato? Ancora una volta, le prese in giro dei compagni: "Sono troppo grassa", scriveva sul suo diario, e poi: "Addio".

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