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Attacchi in Arabia Saudita, Onu: "Non è chiaro chi cʼè dietro" | Riad: "Armi sono state fabbricate in Iran"

La pista dei droni partiti dallo Yemen vacilla. Intanto gli Usa si preparano a condividere informazioni di intelligence con Riad

Attacchi in Arabia Saudita, Onu: "Non è chiaro chi c'è dietro" | Riad: "Armi sono state fabbricate in Iran"

"Non è interamente chiaro chi sia dietro l'attacco alle strutture petrolifere saudite". Lo ha detto l'inviato speciale dell'Onu in Yemen, Martin Griffiths, durante una riunione del Consiglio di Sicurezza. "Gli attacchi rischiano di trascinare lo Yemen in una conflagrazione regionale", ha aggiunto Griffiths. Intanto Riad formalizza le accuse contro Teheran: "Dalle indagini risulta che le armi sono state prodotte in Iran e non partite dallo Yemen".

Riad: "Armi iraniane" - Sarebbero di "fabbricazione iraniana" i droni che sabato scorso hanno attaccato due grandi impianti petroliferi in Arabia Saudita. E' quanto sostiene, come riferiscono media di Riad, il portavoce della coalizione panaraba guidata dall'Arabia Saudita che combatte contro i ribelli yemeniti Houthi, i quali hanno rivendicato gli attacchi di sabato. "Le prime indagini indicano che le armi utilizzati negli attacchi di Abqaiq e Khurais (i due impianti colpiti) sono iraniane", ha detto, citato dalla tv satellitare al Arabiya, il portavoce della coalizione a guida saudita colonnello Turkey al Maliki. "Gli aerei senza pilota degli Houthi sono di fabbricazione iraniana del tipo denominato Ababil", ha aggiunto il portavoce sottolineando che la sua coalizione "ha tutta la capacità di fare fronte a queste aggressioni".

Usa valutano maggiore condivisione intelligence - Gli Stati Uniti stanno valutando l'ipotesi di aumentare la condivisione di informazioni d'intelligence con l'Arabia Saudita, dopo l'attacco di sabato che ha dimezzato la produzione del Paese e scosso i mercati mondiali. Lo hanno detto dei funzionari statunitensi all'agenzia Reuters. Al momento, Washington condivide solo una parte delle informazioni in suo possesso sugli Houthi, che hanno rivendicato l'attentato, per evitare un eccessivo coinvolgimento nel conflitto in Yemen, dove l'Arabia Saudita guida una coalizione contro i ribelli. Secondo le fonti di Reuters, al momento le informazioni condivise con i sauditi non comprendono quelle che potrebbero permettere alla coalizione di localizzare i capi dei ribelli, sostenuti dall'Iran, o le loro reti.

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