Gb,lo affermano scienziati di Cambridge
Albert Einstein e Isaac Newton, i due geni della matematica, sarebbero stati afflitti dalla sindrome di Asperger, una particolare forma di autismo che segna personalità e comportamenti. A riferirlo è la rivista britannica "New Scientist", che riporta una ricerca dell'Università di Cambridge. Si spiegherebbero così i loro tratti ossessivi e antisociali, senza nulla togliere alla loro eccezionale intelligenza.
Il padre delle leggi sulla relatività, il tedesco Einstein, e lo scopritore di quella sulla gravità, l'inglese Newton, presenterebbero, dunque, i tratti di questa sindrome di origine biologica. Secondo i ricercatori Simon Baron-Cohen e Ioan James, sostenitori di questa teoria, i sintomi ci sarebbero tutti: interessi ossessivi, difficoltà di relazione e problemi di comunicazione.
Per il resto, come tutti gli autistici, i due scienziati erano persone apparentemente nella norma: dotati di una intelligenza vivace e, nel caso di Einstein, capaci di innamorarsi e appassionarsi a cause politiche.
L'autismo avrebbe segnato la vita eccentrica di Einstein sin dall'infanzia. E quanto a Newton, i due scienziati di Cambridge non hanno dubbi: era tipicamente autistico. Lo dimostrerebbero le lunghe giornate trascorse nella solitudine del suo lavoro dimenticando amici e saltando i pasti, preludio di una crisi depressiva in cui l'astronomo precipitò in vecchiaia.