Stati Uniti e Russia hanno raggiunto l'accordo su una risoluzione Onu sulla Siria che non contiene però il ricorso al capitolo 7, cioè all'uso della forza, nel caso in cui il regime siriano non rispetti il piano stabilito sulle armi chimiche. Lo ha precisato il segretario di Stato Usa, John Kerry, correggendo il tiro dopo la smentita del collega russo Lavrov: "L'accordo non contiene nulla sul possibile uso della forza".
Mosca, tuttavia, si è detta pronta a valutare al Consiglio di sicurezza Onu anche il capitolo 7 della carta delle Nazioni Unite. "In caso di mancato rispetto degli impegni, dovremo usare misure come l'articolo 7 della carta Onu", ha spiegato Lavrov. "Questo non significa che ogni violazione riportata sarà presa per buona. Essa richiederà un'indagine".
"La Siria - ha detto Kerry - deve fornire una lista delle sue armi chimiche entro una settimana". Il segretario di Stato Usa ha aggiunto che nel vertice si è trovato l'accordo sul metodo per rimuovere e distruggere l'arsenale chimico siriano. L'esito dei negoziati a Ginevra è stato definito "eccellente" da Lavrov: "E' stata una decisione basata sul consenso e sul compromesso: abbiamo centrato l'obiettivo".
Lavrov ha ipotizzato che la conferenza di pace sulla Siria, la cosiddetta 'Ginevra 2', possa tenersi in ottobre, ma Mosca è pronta anche prima. Intanto Kerry detta il calendario dei provvedimenti: "Gli ispettori dell'Onu devono essere in territorio siriano non più tardi di novembre e la distruzione delle armi chimiche deve essere completata dalla metà del 2014".
Obama: "Le parole non bastano" - Anche il presidente americano, Barack Obama, è tornato sulla crisi siriana. "Se le discussioni produrranno un piano serio, sono pronto ad appoggiarlo - ha detto - ma non bastano le parole. Voglio vedere azioni concrete che dimostrino la serietà di Assad sulla rinuncia alle armi chimiche". "Se la diplomazia fallisce, gli Stati Uniti e la comunità internazionale devono essere pronti ad agire", ha poi aggiunto, ribadendo che gli Usa "manterranno le loro posizioni militari nella regione per mantenere la pressione sul regime di Assad".
Siria, opposizione: regime sposta arsenale in Libano e Iraq - Il regime siriano ha spostato in questi ultimi giorni l'arsenale delle armi chimiche in Libano e in Iraq. Lo sostiene il presidente del Consiglio superiore militare dell'opposizione siriana. E proprio l'opposizione boccia l'accordo sulle armi chimiche tra Usa e Russia annunciato a Ginevra al termine dei colloqui Kerry-Lavrov sottolineando che così "non risolve la crisi".
