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Regno Unito, chi è Andy Burnham: il "Re del Nord" favorito per il dopo Starmer

Ex ministro, per un decennio sindaco-eroe di Manchester dopo aver sfidato Boris Johnson sul Covid: chi è il grande favorito a diventare il prossimo premier

di Filippo Di Chio
22 Giu 2026 - 14:31
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In patria è noto come il "Re del Nord". Perché, come il sovrano della serie cult Il trono di spade, è sempre in prima fila a difendere le regioni lontane dalla ricca capitale e che il governo centrale spesso "dimentica" o lascia a sé stesse. Con le dimissioni del primo ministro Keir Starmer, è Andy Burnham - sindaco per un decennio di Manchester - il favorito a scalare i ranghi dei Laburisti e guadagnarsi l'accesso al 10 di Downing Street. Dopo una lunga carriera in politica, iniziata a 14 anni e culminata con tre ministeri, per il 56enne sempre in jeans e mai incravattato potrebbe essere arrivato il momento del grande salto.

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L'infanzia e gli studi "da impostore" a Cambridge

 Nato nel 1970 a Aintree, un sobborgo di Liverpool, Andy Burnham è il perfetto "working class man". Figlio di un tecnico della British Telecom e di una receptionist, trascorre tutta la sua infanzia in un tranquillo villaggio del Cheshire, a metà strada tra Liverpool e Manchester. Fin dall'infanzia respira l'aria e l'essenza della classe operaia del nord-ovest inglese, tanto da iscriversi al Partito laburista a soli 14 anni. A scuola, si candida proprio come laburista in una tornata di elezioni fittizie, vincendo con un margine schiacciante. Una volta maggiorenne, si trasferisce per studiare Letteratura inglese all'Università di Cambridge. Nonostante l'istruzione d'élite, rimane radicatissimo al suo territorio: l'accento è ancora quello delle strade di Liverpool, il suo cuore - sportivo - appartiene all'Everton. Come scrive lui stesso nel libro Head North: "(A Cambridge) mi sentivo un impostore, facevo fatica a sentirmi parte delle cose".

L'elezione in Parlamento e i ministeri con Blair e Brown

 Inizia ad avvicinarsi alla politica che conta facendo il giornalista per riviste e lavorando come ricercatore per Tessa Jowell, deputata che è diventata ministra negli ultimi governi laburisti prima di Starmer, quelli di Tony Blair e Gordon Brown tra il 1997 e il 2010. Burnham sale rapidamente di grado, diventando consigliere speciale del segretario alla Cultura Chris Smith. E soprattutto venendo eletto deputato nel 2001 per la circoscrizione di Leigh, cittadina appena fuori Manchester. È questo il primo passo da MP (deputato, dall'inglese Member of Parliament) che Andy Burnham muove a Westminster. Qui si mette subito in mostra come una delle giovani promesse del Partito laburista guidato da Tony Blair, ricoprendo ruoli di sottosegretario all'Interno e alla Salute e poi segretario al Tesoro.

È Gordon Brown, nel 2007, a promuoverlo più stabilmente nel Gabinetto di governo. Diventa prima segretario alla Cultura e allo Sport, poi ministro della Salute. In questi anni ottiene un enorme rispetto nel Nord per aver spinto il governo a riaprire l'inchiesta sulla strage di Hillsborough del 1989, in cui 97 tifosi di calcio morirono durante una partita del Liverpool, chiedendo che venissero accertate le responsabilità per i pesanti depistaggi compiuti all'epoca dalla polizia. 

© Afp

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Le candidature fallite, i 10 anni a Manchester e la mossa per Downing Street

 Nel 2010, dopo la sconfitta dei Labour alle elezioni generali e l'inizio dei tre lustri conservatori, Andy Burnham tenta di candidarsi alla guida del partito ma viene sconfitto da Ed Miliband. Cinque anni dopo ritenta, ma il risultato è sempre il medesimo: ad avere la meglio è Jeremy Corbyn. Proprio da quest'ultimo viene scelto come ministro dell'Interno del Gabinetto ombra, cioè quel deputato dell'opposizione che ha il compito di "seguire" e contestare l'operato del ministro in carica. Nel 2017 abbandona Westminster e diventa il primo sindaco della neo-formata Città metropolitana di Manchester, venendo rieletto nel 2021 con percentuali ben superiori al 65% e nel 2024 con il 63%. A giugno 2026, quando la crisi politica di Keir Starmer è sempre più evidente, Burnham piazza l'ultima - e probabilmente decisiva - mossa sullo scacchiere. Si candida alle elezioni suppletive per il seggio di Makerfield e vince con il 55% dei voti. Rallentando la scalata di Reform Uk, e candidandosi come leader in pectore dei Laburisti. 

Le posizioni di Burnham: il "Manchesterismo" contro la centralità di Londra

 Il suo orientamento politico è considerato "a sinistra" di Keir Starmer, rappresentante di un laburismo che poco ha subito le influenze centristiche di Londra e che al contrario si fa portavoce del lontano Nord. Il suo decennio da sindaco definisce perfettamente il suo modello politico definito "Manchesterismo": con una agenda pragmatica, fatta di investimenti sul locale, protezione sociale e lotta alle privatizzazioni. Proprio Manchester con lui diventa la prima città britannica a riconquistare il controllo pubblico dei mezzi di trasporto, dopo la deregolamentazione voluta da Margaret Thatcher negli anni Ottanta. Sul fronte sociale, ogni anno Burnham dona il 15% del suo stipendio da primo cittadino a un fondo per i senzatetto, diminuendone drasticamente il numero. Sostiene con forza la nazionalizzazione dell'acqua e dell'energia nonché la necessità di uno strettissimo legame - se non di un reintegro effettivo - tra Regno Unito e Unione europea.

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Un sostenitore di Andy Burnham a uno dei suoi eventi di campagna elettorale

La battaglia con Boris Johnson e il soprannome "Re del Nord"

 Ma la sua celebrità, e soprattutto il suo soprannome "Re del Nord", li guadagna in epoca Covid ingaggiando una durissima battaglia con l'allora primo ministro conservatore Boris Johnson. Quando il premier impone a Manchester il massimo livello di restrizioni commerciali senza garantire un adeguato supporto economico per i lavoratori e le imprese, Burnham si rifiuta di cedere. E addirittura in una conferenza stampa accusa frontalmente il governo di "usare il Nord come un laboratorio sacrificabile". Un discorso che fa fare un passo indietro a Downing Street, cementando l'idea che Burnham sia l'unico a difendere la gente comune dai diktat di Londra.

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