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Ancora manifestazioni in Iran: "106 morti". Le autorità: "I leader saranno impiccati"

Proseguono le manifestazioni contro il rincaro del prezzo della benzina. Secondo Amnesty International i morti sarebbero almeno un centinaio. Internet ancora oscurato

Iran, proteste

I leader - o almeno quelli che vengono indicati come tali - delle proteste contro il rincaro della benzina in Iran rischiano di finire impiccati. Dopo quattro giorni di manifestazioni e scontri in decine di città, che secondo Amnesty International hanno provocato almeno 106 morti, le autorità della Repubblica islamica avvertono che non faranno sconti ai "rivoltosi".
 

La minaccia rimbalza dalle fonti giudiziarie del quotidiano conservatore Kayhan, molto vicino alla Guida suprema Ali Khamenei. Dopo che nella notte tre agenti delle forze di sicurezza, un esponente delle Guardie della rivoluzione islamica e due delle milizie volontarie Basij, sono stati accoltellati a morte a ovest di Teheran, la magistratura è intervenuta accusando quelli che indica come i responsabili di scontri e saccheggi di essere stati pagati per "creare il caos" e avvisandoli che saranno imputati per il reato di 'Baghi', cioè ribellione armata contro le autorità e i principi della Repubblica islamica.

 

Mentre internet rimane oscurato e l'Ayatollah Khamenei accusa l'estero di ordire contro l'Iran, cresce la preoccupazione internazionale per la repressione delle proteste. L'Alto commissariato dell'Onu per i diritti umani si è detto "allarmato dal fatto che l'uso di proiettili veri contro i manifestanti avrebbe provocato un numero significativo di morti". 

 


 

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