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Aleppo, media: "Ucciso il portavoce dellʼIsis Al Adnani"

Prima del Ramadan, Al Adnani aveva esortato i "combattenti" ad attaccare i miscredenti con ogni mezzo

Aleppo, media: "Ucciso il portavoce dell'Isis Al Adnani"

L'agenzia Amaq, legata all'Isis, ha annunciato che il portavoce dello Stato Islamico Abu Muhammad Al Adnani è stato ucciso ad Aleppo. Ispiratore dei lupi solitari in Europa, a maggio, poco prima dell'inizio del Ramadan, Al Adnani aveva esortato i "combattenti" ad attaccare i miscredenti ovunque essi fossero e di ucciderli con qualsiasi mezzo, anche "con un coltello".

Prima di giurare fedeltà al Califfo al Baghdadi, Adnani, che è nato ad Idlib, aveva dichiarato di essere un seguace di Zarqawi in Iraq, dove poi era stato incarcerato per sei anni. Uscito di galera Adnani si era arruolato nell'Isis ed era stato spedito in Siria.

Di età compresa fra i 37 e i 39 anni, Adnani era considerato dalle intelligence occidentali come il braccio destro del Califfo Abu Bakr al-Baghdadi di cui, fra l'altro, non si registrano più messaggi da tempo. A lui, come capo della propaganda, si deve l'annuncio nel giugno del 2014 della fondazione dello Stato islamico gerarchizzato in un Califfato in Siria e Iraq, che proiettò in avanti il gruppo combattente Isis, uscito come una costola da Al Qaeda: da milizia e gruppo terroristico a entità politica, embrione di stato, in grado di governare un territorio che, come una terra promessa, attirasse aspiranti jihadisti da tutto il mondo.

Taha Sobhi Falaha - questo il suo vero nome - avrebbe costruito - secondo quanto rivelò un'inchiesta del New York Times - l'Emni, il servizio d'intelligence dello Stato Islamico, che ha preso in carico, oltre all'intelligence esterna, anche il coordinamento della jihad del terrore, portata in Europa e in America come strumento di guerra e di vendetta. L'unità controllata da Adnani avrebbe cioè inviato i suoi agenti in giro per il mondo ad organizzare le stragi e gli attacchi all'estero: in Germania, Austria, Spagna, Malaysia, Indonesia, Libano, Tunisia e Bangladesh. L'Emni avrebbe anche addestrato i terroristi che hanno compiuto, fra l'altro, le stragi di Parigi e di Bruxelles.

"Uccidere gli infedeli" - "Se non siete in grado di procurarvi un ordigno esplosivo o una pallottola - disse in un macabro messaggio che ha preceduto di due mesi la strage di Nizza - allora scegliete un infedele americano o francese o qualunque altro loro alleato e rompetegli la testa con una pietra, o accoltellatelo, investitelo con un'auto, buttatelo giù da un'altura, strangolatelo o avvelenatelo".

A settembre del 2014, dopo che Parigi aveva iniziato le sue operazioni in Siria, aveva invocato attacchi contro "l'odiosa Francia".

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