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"Sì al Copyright": editori, artisti e cittadini favorevoli alla direttiva Ue

La riforma torna sul tavolo dellʼEuroparlamento che la voterà mercoledì 12 settembre

A pochi giorni dalla riunione in seduta plenaria dell'Europarlamento, la Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg) e l'associazione degli editori europei (Enpa) hanno chiesto a gran voce agli eurodeputati di approvare la direttiva che verrà votata il prossimo 12 settembre. Opinione condivisa da giornalistimusicisti, scrittori, registi e autori. Dalla loro parte anche la stragrande maggioranza dei cittadini: l'89% degli italiani è favorevole alla riforma. Il dato emerge da un’indagine “Copyright & US Tech Giants”.

Cosa prevede la direttiva - Il 12 settembre, dunque, a Strasburgo è previsto il voto per il via libera alla direttiva sul Digital single market, diventata nota come la "riforma del copyright". Tra i punti più importanti della normativa l'articolo 11 prevede "giuste remunerazioni" per gli autori i cui contenuti finiscono su piattaforme digitali, come i social network e i motori di ricerca. L'articolo 13 prevede di "bloccare i contenuti coperti da copyright" qualora non ci sia un accordo con l'autore.

L'appello di Fieg e Enpa -  Con una lettera aperta la Fieg e l'Enpa hanno chiesto ai parlamentari di Strasburgo di votare a favore dell'introduzione di un "diritto connesso" a quello di autore per gli editori di giornali, così come previsto dall'articolo 11 della proposta di direttiva Ue sul diritto d'autore nel mercato unico digitale. "L'introduzione di un diritto connesso - spiega una nota diffusa dalla Fieg - tutelerebbe l'informazione professionale, libera e indipendente in Italia e in Europa, consentendo a tutte le aziende editoriali, indipendentemente dalla loro dimensione, di ottenere la giusta remunerazione per il proprio lavoro".

Nella lettera, firmata dal presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, e dal presidente dell'Enpa, Carlo Perrone, si legge che gli editori "vogliono difendere la democrazia, il diritto dei 150 milioni di lettori europei a una stampa libera".  L'introduzione del diritto connesso "garantirà la sopravvivenza della stampa, minacciata dalla distribuzione massiva di contenuti ad opera dei grandi aggregatori digitali; consentirà alle aziende editoriali, grandi e piccole, di ottenere la giusta remunerazione per il proprio lavoro; contribuirà a difendere i giornalisti e il loro lavoro; riequilibrerà la differenza di valore tra stampa e piattaforme digitali".

E ancora "garantirà le libertà individuali, mantenendo la possibilità per gli utenti della rete di essere attori partecipi dei social network, produrre blog, condividere opinioni, foto e link". Senza approvazione della direttiva, invece, si avrà "un generale impoverimento della qualità della produzione editoriale" e "la proliferazione di notizie false e di informazioni non veritiere". In conclusione, Fieg e Enpa ribadiscono che "la tutela delle aziende editoriali è necessaria per preservare la libertà di stampa a garanzia dei valori democratici". I due enti sottolineano inoltre che la direttiva sul copyright "non è un bavaglio" visto che per gli utenti "non cambierebbe praticamente nulla dopo l'approvazione". In sintesi la riforma permetterebbe semplicemente di riequilibrare il rapporto tra colossi digitali e le testate giornalistiche, piccole o grandi che siano.

Favorevoli anche giornalisti e artisti -  "Non c'è più tempo da perdere", hanno fatto sapere dalla Federazione italiana della stampa sempre in merito alla direttiva sul copyright. Dello stesso parere è la Federazione europea dei giornalisti oltre che autori, registi, musicisti e scrittori. Nei giorni scorsi dalla Mostra del cinema di Venezia era arrivata nello stesso senso la dichiarazione di 100 autori. Mentre "Europe of creators", un movimento di sostegno della categoria creativi, ha sottolineato che l'assenza di regole fa perdere al settore media almeno 260 milioni di euro ogni anno solo in Italia

Nove italiani su dieci vogliono la riforma - L’89% degli italiani è favorevole a un giusto compenso per gli artisti e i creatori di contenuti per la distribuzione delle proprie realizzazioni sulle piattaforme internet come Facebook e YouTube. Il dato emerge dall’indagine “Copyright & US Tech Giants” condotta online e commissionata da “Europe for Creators". L'indagine ha analizzato l'opinione dei cittadini di 8 paesi europei.  A campione sono state interpellate 6.600 persone in Europa, di cui 800 in Italia. In linea con la proposta della direttiva, l’86% del campione italiano, percentuale maggiore di tutta Europa, ritiene che siano i giganti del web a dover remunerare - come previsto dall'articolo 11 - gli editori quando riutilizzano i loro contenuti, come foto, articoli e video. Anche gli altri cittadini europei sono favorevoli con una percentuale dell'87%.

Inoltre 4 italiani su 5 (78%) ritengono che le potenze di internet abbiano più potere rispetto all’Unione Europea, tanto che il 62% degli italiani, in linea con la media europea, teme che i giganti del tech americani con la propria influenza compromettano il corretto funzionamento della democrazia in Europa. Infine, quasi 7 italiani su 10 (66%), in linea con la media europea, ritiene che i giganti del web non condividano in modo equo i ricavi generati dalle proprie piattaforme con i creatori di contenuti.

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