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"Non è permesso lʼingresso agli omosessuali", la denuncia di "Shams" contro molti locali in Tunisia

Lʼorganizzazione ha chiesto alle autorità di replicare pubblicando foto con messaggi di solidarietà. In molti hanno partecipato

"Non è permesso l'ingresso agli omosessuali", la denuncia di "Shams" contro molti locali in Tunisia

"Non è permesso l'accesso agli omosessuali". In Tunisia, dopo che il vice presidente è andato in Tv e non è intervenuto in difesa dei gay, definiti dall'attore Ahmed Landolsi come persone "malate", sempre più segnalazioni di denuncia di discriminazioni sono arrivate all'organizzazione per la difesa dei diritti omosessuali "Shams". Alcuni messaggi mostrano foto di cartelli omofobici esposti davanti a molti locali nel Paese.

Come scrive France 24, l'associazione è andata a controllare e ha scoperto che è tutto vero, anche se sono stati trovati anche alcuni cartelli di rottura con messaggi di sostegno. La maggior parte delle persone hanno atteggiamenti omofobici, ma secondo Shams una parte della gente è contraria. L'unica azione possibile di risposta è boicottare questi negozi. La stessa legge 64, art. 24, tunisina garantisce diritti uguali per tutti.

I primi a rispondere all'appello di denuncia sono stati gli uomini dell'esercito e della polizia con messaggi come "Gli omosessuali sono tunisini, noi proteggiamo tutti i cittadini della Tunisia". Ma c'è ancora tanto da fare.

I cartelli "no omosessuali" e la "rivolta" delle autorità

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