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Spider-Man, quando New York si mette in gioco

Il personaggio più amato dell’universo Marvel arriva finalmente su PlayStation

C’è stato un momento in cui Spider-Man è stato più famoso rispetto a oggi? Il personaggio creato da Stan Lee e Steve Ditko, certo, è sempre stato tra i più amati dagli appassionati di fumetti, abbiamo avuto i cartoni animati - fin dal 1967! - e la trilogia cinematografica di Sam Raimi a fargli fare il primo, importante salto sul grande schermo. Eppure oggi il “ragnetto di quartiere” è più popolare che mai: reintrodotto da Marvel nel suo tentacolare universo cinematografico grazie al gradevolissimo Spider-Man: Homecoming (dopo una disputa sui diritti di sfruttamento del personaggio, ceduti tempo prima a Sony), e poi sfruttato magistralmente, anche grazie all’interpretazione davvero ragnesca del giovane Tom Holland, in Avengers: Infinity War. E i videogiochi?

Spider-Man ha già goduto di una serie di titoli di buon livello ai tempi delle prime PlayStation, ma da allora tante cose sono cambiate: oggi siamo abituati a risoluzioni 4K, a colori pazzeschi, a mondi aperti, ricchi e densi in cui muoverci. Ed è proprio a questa modernità che Insomniac Games (Ratchet & Clank, Sunset Overdrive, Spyro) ambiva di riportare Spidey, con la creazione di una Manhattan più viva e spettacolare che mai, da girare in lungo e in largo appesi a una ragnatela.

Un compito arduo per vari motivi: intanto, i Batman di Rocksteady hanno definito uno standard per i videogiochi supereroistici moderni, e infatti anche lo Spider-Man di Insomniac non disdegna di ispirarsi al lavoro fatto per il Cavaliere Oscuro e al suo approccio al combattimento. Certo, i personaggi sono molto diversi, ed è proprio qui che il lavoro di Insomniac brilla di più. Le animazioni dell’Uomo Ragno sono semplicemente fantastiche, e riescono a restituire con grande precisione le doti acrobatiche e la potenza che sono proprie del personaggio. Svolazzare sopra i grattacieli della New York riprodotta su PlayStation 4 (e potenziata su PS4 Pro, naturalmente) è un vero godimento per gli occhi e per i polpastrelli. Agilità e potenza li ritroviamo poi anche nel corso dei combattimenti di cui è letteralmente disseminata la trama principale, completamente separata dagli eventi visti al cinema, che è possibile completare in una quindicina di ore.

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Grazie alla possibilità di potenziare le caratteristiche di Spider-Man, non manca un po’ di varietà nell’approccio ai combattimenti, portata anche dai vari costumi che possono essere sbloccati nel corso dell’avventura e che rendono disponibili nuovi poteri da utilizzare in combattimento. Insomma, in Marvel’s Spider-Man si svolazza e si combatte con grande piacere, anche se non tutto è stato realizzato in modo perfetto.

Gli scontri con i boss, per esempio, non sono particolarmente intriganti: in un periodo caratterizzato dagli approcci tipici dei “Souls”, con i loro combattimenti creativi, complessi e sfaccettati, trovarsi di fronte a nemici un po’ banali fa storcere la bocca. Nella maggior parte dei casi, quello che è richiesto al giocatore è di attendere che la sequenza di attacchi del boss raggiungano il momento - evidente - in cui si può colpirlo, per poi ricominciare da capo fino alla vittoria. Un peccato, che fa il paio con una New York non esattamente esaltante.

Già a livello estetico l’impatto dei grattacieli diventa ben presto anonimo, anche a causa di una realizzazione (le texture in particolare) piuttosto ripetitiva. Si apprezza il tentativo di caratterizzare in modo differente i vari quartieri, ma purtroppo non si può negare che la città, comunque abbastanza spettacolare quando vista svolazzando appesi a una ragnatela, perda molto del suo fascino quando si va in giro a piedi o arrampicandosi sulle strutture. Inoltre, nonostante al primo impatto la New York di Marvel’s Spider-Man appaia “viva”, diventa evidente ben presto come le tante attività secondarie disponibili tendano a ripetersi o ad essere, semplicemente, piuttosto noiose.

Per fortuna, nessuna di queste è obbligatoria per procedere nella storia, visto che giocando semplicemente le missioni principali si ottengono punti di esperienza a sufficienza per potenziare Spider-Man e renderlo adatto alle missioni che lo separano dalla sequenza finale. Se Insomniac saprà migliorare questi aspetti in un ipotetico (ma probabile) seguito, allora un nuovo Spider-Man potrà elevarsi a livelli di giocabilità ed esperienza ancora migliori, alla pari dei giochi “Open World” più apprezzati. Quello che possiamo giocare invece adesso è un titolo gradevolissimo ma non privo di difetti che suggeriscono a chi non è un fan del personaggio di ponderare bene l’acquisto. Per chi invece ama l’Uomo Ragno il gioco è praticamente imperdibile: lanciare Marvel’s Spider-Man sulla propria PlayStation 4 equivale a essere trasportati all’interno di un fumetto, a vivere una storia in compagnia di Peter Parker e del suo alter-ego ragnesco, e al netto dei difetti, si tratta di un’esperienza fantastica.

Marvel's Spider-Man sarà presente alla prossima Milan Games Week 2018.



Come lo abbiamo giocato

Abbiamo ricevuto un codice recensibile da Sony e abbiamo passato circa trenta ore a svolazzare sulla New York digitale di Insomniac grazie alla nostra PlayStation 4 Pro collegata a un televisore Samsung KS7000, 4K e HDR, da 55 pollici.


Può piacere a chi…
… è un fan di Spider-Man
… non vede l’ora di svolazzare tra i grattacieli di New York
… vuole vivere una storia “diversa” nell’universo Marvel

Potrebbe deludere chi…
… cerca un livello di sfida più profondo
… ama gli Open World più densi e sfaccettati
… non ne può più dei personaggi Marvel

Marvel's Spider-Man è un gioco consigliato ai maggiori di 16 anni.
 

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