La piccola di nove anni è stata aiutata dai videogame a sopportare le cure
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Sono molteplici gli studi che attestano come i videogiochi rappresentino un valido supporto alle cure e alle terapie mediche, confermando come questo passatempo digitale aiuti a sopportare meglio dolore e lunghe sessioni di cura. È il caso di Tayshelice, una bambina di 9 anni di Birmingham che, proprio grazie ai videogame è riuscita a sopportare i numerosi trattamenti necessari a combattere l'anemia falciforme.
La bambina inglese ha bisogno di frequenti trasfusioni di sangue e di periodi di isolamento in ospedale per curare la sua patologia. Per trascorrere al meglio il tempo durante i ricoveri, Tayshelice ha iniziato a pubblicare video su YouTube e a giocare ai videogiochi con altri bambini, trovandoli un'utile distrazione dal dolore.
"Giochiamo insieme e cerchiamo di superare diversi livelli ai videogiochi giochi l'uno contro l'altro", ha affermato la piccola. "È molto meglio, perché mi aiuta a distogliere la mente dal dolore e a concentrarmi su qualcos'altro".
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L'anemia falciforme, che tende a colpire le persone di origine afro-caraibica, fa sì che i globuli rossi si distorcano e perdano la loro forma, incollandosi tra loro, bloccando i vasi sanguigni, limitando l'ossigeno e scatenando il dolore. Tayshelice, che all'inizio dell'anno è stata colpita da un ictus, ha ricevuto il sostegno dell'associazione Oscar di Birmingham, specializzata nell'assistenza a persone con falcemia e talassemia, che ha già aiutato più di 500 bambini a superare i trattamenti.
La mamma di Tayshelice, Tameka Hewitt, ha raccontato che al telefono c'era "sempre qualcuno" che poteva immedesimarsi in ciò che la sua famiglia stava passando. "Mentalmente, fisicamente, emotivamente, finanziariamente, abbiamo ricevuto un supporto a 360 gradi".
Oltre a giocare, Tayshelice pubblica spesso video sul suo canale YouTube per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla sua condizione. "Con una malattia a lungo termine come l'anemia falciforme, bisogna essere resilienti fin da piccoli e in Tayshelice lo si vede letteralmente, lo vedono tutti", ha detto la sua mentore, Aribah. "A chiunque, persino chi non la conosce, basta un incontro per accorgersi di quanto sia una bambina molto combattiva. Noi cerchiamo di puntare proprio su queste caratteristiche".