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Lo stress si combatte a tavola

Ne soffrono nove italiani su dieci

08 Set 2009 - 14:39

Vacanze finite? Che stress! Purtroppo non si tratta solo di un modo di dire. Gli Italiani sono davvero un popolo di stressati, alle prese di frequente con ansia, stanchezza e stati d'animo negativi. Purtroppo non hanno ancora capito che per combattere le difficoltà del logorio quotidiano, un aiuto importante viene dalla corretta alimentazione e da un giusto apporto di attività fisica. Eppure è noto che con un regolare e moderato allenamento ci si difende meglio dagli eccessi di tensione, mentre la sedentarietà eccessiva caratterizza con maggiore frequenza chi è più stressato.

Le abitudini e gli stili di vita dei cittadini dello Stivale alle prese con il logorio della vita moderna sono fotografate da un' indagine Actimel, effettuata con il supporto della Prof. Daniela Lucini, professore associato presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Milano, in base delle risposte delle persone che hanno effettuato il test "Scopri il tuo stress" negli scorsi mesi di maggio e giugno. L'indagine, condotta su un campione di 4.190 persone (59,6% donne e 40,4% uomini, con un'età media di circa 38 anni), fa emergere un quadro poco rassicurante. Ai partecipanti sono stati proposti  tre diversi livelli di valutazione del proprio stress: stressati, con qualche segnale di stress e non stress; il 54,6% dei partecipanti allo studio si considera "stressato", mentre il 35,5% sostiene di manifestare comunque "primi segnali da stress". Dunque, solo poco più del 10% delle persone ritiene di non presentare fastidi associabili a questa condizione.

I disturbi fisici di cui ci si lamenta più spesso sono ansia, stanchezza e fastidi fisici diffusi, con problemi che vanno dai malesseri gastrointestinali fino al cardiopalmo, passando per crisi di mal di testa legate all'eccessiva tensione. Una serie di situazioni che, in base a quanto emerge dall'indagine, incidono sulla salute al punto da causare assenze sul lavoro. "Le palpitazioni, il nodo alla gola, i disturbi gastrici e intestinali che abbiamo tutti sperimentato non sono una suggestione, ma riflettono il coinvolgimento del sistema nervoso autonomo, che insieme a quello ormonale ed immunologico, viene attivato in condizioni di stress", spiega Massimo Pagani, direttore del Centro di ricerca sulla terapia neurovegetativa e della Scuola di specialità in medicina dello sport dell'ateneo meneghino.

Che fare per affrontare il problema, soprattutto in un momento in cui la crisi economica e le preoccupazioni per il rischio pandemia non aiutano a dormire sonni tranquilli?  La parola d'ordine è, come sempre, prevenzione. Il primo alleato è una sana alimentazione e una corretta attività fisica.  Al contrario, chi si sente stressato spesso assume delle "contromisure" che in realtà non fanno altro che peggiorare la situazione. Quando ci sentiamo sotto stress, tendiamo a modificare il nostro modo di mangiare, o ingozzandoci di cibo (come fa uno stressato su quattro), o non mangiando troppo poco (in un caso su tre). Del tutto irrazionali poi sono altre scelte, come ridurre le porzioni di frutta e verdura a vantaggio dei carboidrati, mentre proprio i vegetali sono indicati per affrontare al meglio lo stress.

"L'apparato digerente è sicuramente in diretto collegamento con il cervello", aggiunge Lucini, "connessioni nervose vere e proprie, rappresentate dal sistema nervoso autonomo, e connessioni 'biochimiche' rappresentate da una serie di proteine speciali, da un lato contribuiscono a modulare le funzioni gastro-intestinali, dall'altro interferiscono con i centri cerebrali responsabili dell'umore, della percezione di stress, della gratificazione".