Una task force contro linfluenza
Questinverno da 3 a 5 milioni di casi
Per combatterla è stato creato un tavolo operativo, a cui siedono medici di famiglia, infettivologi e farmacisti: nemico comune è lepidemia di influenza. Lobiettivo è coordinare e pianificare il lavoro dei diversi professionisti chiamati a contrastare il diffondersi del virus, che spesso si trovano a lavorare su fronti diversi e senza modo di comunicare in modo adeguato. Secondo le previsioni linfluenza dellinverno 2007- 2008 colpirà da dicembre a marzo, mettendo a letto tra i 3 e i 5 milioni di italiani, ma non si preannuncia più aggressiva delle precedenti.
''Non è possibile stabilire se il virus influenzale sarà leggero o meno perché in Italia non è ancora stato isolato - spiega Aurelio Sessa del Ministero della salute -. Il consiglio è quello di vaccinarsi, visto che ogni anno vengono registrati 8000 decessi legati alle complicanze dell'influenza''. Al vaccino - che costa una media di 8,5 euro a dose - dovrebbero sottoporsi entro fine dicembre le categorie a rischio, cioè anziani e bambini, cardiopatici, diabetici, operatori sanitari. Paradossalmente, però, i primi a non vaccinarsi sono proprio medici e infermieri: solo il 20% di loro si sottopone a profilassi.
Un importante ruolo nella cura dell'influenza è ricoperto dai farmacisti: il 40% dei pazienti infatti tende a curarsi da solo, senza consultare il medico. E il farmacista, allora, la figura di riferimento che si confronta con questo tipo di pazienti, ed è lui a consigliare i casi in cui è meglio interpellare il dottore. "Il farmacista - spiega Marco Nocentini Mungai, presidente dell'Associazione titolari di farmacia della Provincia di Firenze - svolge un ruolo importante sul territorio proprio perché si confronta con quella parte di popolazione che vuole ricorrere al 'fai da te'. Di fronte ai tipici sintomi dell'influenza (febbre, brividi, tosse, dolori muscolari e profonda astenia), il farmacista può consigliare di rivolgersi al medico per poter seguire una terapia specifica a base di antivirali che, se assunti precocemente, consentono di ridurre in maniera significativa la durata e l'intensità della malattia".
Necessario è anche il coordinamento con gli infettivologi, che fanno i conti con le complicanze. "Troppo spesso - spiega Fabio Franzetti, della Clinica malattie Infettive dell'università di Milano - gravi complicanze nascono da una non tempestiva e corretta diagnosi. Con una terapia mirata ed efficace a base di antivirali è invece possibile evitare un numero significativo di ricoveri e di corse al pronto soccorso, soprattutto tra gli anziani". Un altro problema da affrontare è l'uso non appropriato degli antibiotici nelle complicanze dell'influenza. Nell'adulto, spiegano gli esperti, la bronchite acuta troppo spesso viene trattata con gli antibiotici, anche se dovuta ad un'infezione virale.
"Dopo il picco del 2004 - afferma Aurelio Sessa, medico di medicina generale e componente del sottocomitato scientifico Influenza e pandemie influenzali del ministero della Salute nelle ultime due stagioni abbiamo avuto un calo del numero di persone colpite, perchè il virus non ha subito importanti mutazioni. Le stime d'incidenza per la prossima stagione non dovrebbero variare, anche se ogni valutazione realistica potrà essere fatta solo durante il periodo di maggior diffusione".
L'influenza ha comunque un costo salato per la collettività. Per ogni malato, infatti, vanno in fumo circa 330 euro, di cui però solo l'11% per spese di assistenza diretta, ovvero visite, farmaci, eventuali ricoveri. Per il rimanente 89% si tratta di costi indiretti, essenzialmente per le assenze dal lavoro. "Dal nostro studio - spiega Sessa - è emerso che tra le persone adulte sane l'89% dei costi della malattia è di tipo indiretto, perchè l'influenza comporta assenze prolungate dal lavoro, dai 3 ai 5 giorni in media. E le assenze di più lavoratori sono spesso concentrate in alcuni mesi dell'anno, con ripercussioni sulla produttività di uffici e aziende".
