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Turismo "carcerario"

E' boom degli alberghi-prigione

17 Set 2007 - 08:42

Dalle sbarre alla beauty farm extra lusso. Dall'America approda anche in Italia l'ultima tendenza per turisti radical-chic, pronti a trascorrere le proprie vacanze in quelle che un tempo furono le celle di assassini e anarchici. Ex carceri attraversate per secoli da criminali di tutto il mondo rivivono oggi una nuova identità. Delle celle che ospitarono i detenuti di ogni tempo resta solo il ricordo nelle strutture ora trasformate in alberghi di lusso, spesso a cinque stelle e dotati di ogni comfort. Anhe l'Italia comincia a muovere i primi passi verso la nuova moda, nonostante gli istituti di pena siano super affollati e ci sia bisogno di nuove strutture. A cominciare dal comprensorio della Locride, che ha riconvertito il carcere di Ardore in un struttura alberghiera per sopperire alla mancanza di strutture ricettive.

L'operazione è annunciata come il primo elemento di valorizzazione turistica di questa zona che conta 140mila abitanti e che vuole emergere come la capitale sostenibile della Calabria. E a Palermo un albergo lo hanno costruito proprio di fronte al carcere chiamandolo, naturalmente, hotel Ucciard-home. Chic e di design ha, come punto di forza, l'affaccio sulla prigione preferita dai mafiosi.
Qui, per dormire in una delle stanze che guardano verso l'Ucciardone la spesa minima per una notte è di 140 euro in una struttura che offre confort di ogni genere.

Anche a Trieste l'ex carcere di via Tigor diventerà un albergo 4 stelle. L'hotel avrà 33 camere e 3 suite, con una sala fitness, una piscina interna con sauna e idromassaggio e una all'aperto nel giardino.

Ma sono gli Stati Uniti ad aver avuto per primi l'idea di trasformare in business vecchie carceri e prigioni. L'esempio più calzante è nel 'Liberty Hotel' cioè l'albergo della libertà, lo storico carcere della Charles Street a Boston, nel Massachusetts, quello che ospitò Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, i due anarchici italiani ingiustamente giustiziati nell'agosto 1927.

Il carcere, sulle sponde della Charles River, si trova in pieno centro della città ed era chiuso dal 1971; ora ha un nuovo volto, da quando quest'estate ha aperto i battenti come hotel a 5 stelle con un investimento complessivo stimato in 110 milioni di dollari. Accanto alla struttura originaria è stata ultimata l'ala moderna con 280 stanze. Ad avere colpito gli investitori della "Carpenter Company", è la qualità dello spazio dell'atrio centrale, dove ai detenuti veniva concessa l'ora d'aria quotidiana e dove si svolgeva l'ora di ginnastica settimanale. Ma quella del carcere che diventa albergo di lusso non è una novità, come riferisce il "New York Times".

Ci sono almeno tre precedenti: come quello della contea di Preston nel Minnesota, un elegante carcere di stile italiano costruito nel 1869. Nel novembre 2004, la "Confort Inn", una delle catene più popolari negli Usa, aprì un albergo a San Antonio, in Texas, l'Alamo Riverwalk, nell'ex carcere della contea di Bexar.

Il New York Times segnala anche esempi europei, come uno degli ex carceri di Istanbul, in Turchia, o la vecchia prigione di Oxford, in Inghilterra. Ad Istanbul il "Four Season Hotel" sorge nella vecchia prigione turca. Era un penitenziario "chic" riservato agli scrittori, agli artisti e agli aristocratici, ed è persino stato immortalato da Graham Greene in "Stamboul Train".
Adesso è il trionfo del lusso: con personale disposto a soddisfare ogni capriccio ed elicottero privato. Sempre in Turchia, ma nel cuore della Cappadocia, c'è il Gamirasu hotel, che ha come sede un antico monastero bizantino per lungo tempo usato come prigione.

Un mixer di fascino e mistero, dove le celle sono scavate nella roccia. Ma anche il "Malmaison" hotel di Oxford non ha nulla da invidiare agli altri hotel in fatto di fascino e mistero: qui il design è curato nei dettagli tra sbarre alle finestre e porteoriginali. In un caso addirittura, un ex carcere si è trasformato in opera d'arte: a Buenos Aires, un artista americano ha trasformato l'ex prigione in opera d'arte "effimera", perché tra breve verrà demolita; non ne rimarrà più nulla se non una fotografia o un video.

Nel luglio 2006 l'artista americano ha iniziato a perforare alcuni riquadri di vetro delle grandi finestre della struttura; oggi il riflesso del sole che sorge e tramonta fa trasformare le finestre in enormi volti in un'opera che vuole ricordare tutti i detenuti rinchiusi tra il '76 e l'81 in quella che è stata la prigione più disumana dell'Argentina durante la dittatura militare. A rendere ancor più brutale la detenzione era la quasi totale assenza di luce che riusciva a filtrare dalle finestre.

Ma l'hotel che ha mantenuto quasi intatta la struttura e il design del passato è sicuramente "The Jail house", che si trova nel sud dell'Australia. L'unica novità arrivata a portare una ventata di modernità nel vecchio penitenziario, sono le serrature che hanno sostituito i lucchetti. Per il resto tutto è come secoli fa: sistemazione in celle, docce comuni e, per i più spartani, dormitori di gruppo. Più confortevole è invece l'hotel Langholmen, prigione di Stoccolma sino al 1975. Trasformato in hotel negli anni '90, soddisfa ogni esigenza dei novelli Silvio Pellico. Ci sono camere con letti a castello, pareti spesse due metri, inferiate alle finestrelle e una pesantissima porta blindata. Ha recentemente aperto i battenti come ostello, a Lubiana, capitale della Slovenia lo "Youth Hostel Celica".

Carcere militare sino a dieci anni fa, conserva sbarre a porte e finestre. Con l'aggiunta di un tocco artistico: ogni cella è stata dipinta in modo diverso e si presenta come un capolavoro d'arte contemporanea. Non a caso l'ostello fa parte di un complesso che ospita anche una galleria d'arte, la quale organizza mostre,
esposizioni, workshop e conferenze, ma anche esibizioni e concerti di musica etnica. Una cella, chiamata "Angolo della Pace", viene riservata alla meditazione e alla preghiera, con simboli che ricollegano ad ebraismo, cristianesimo, islam, induismo e buddismo.

Alcune camere sono attrezzate per ospitare disabili. Completano le strutture comuni un caffè all'orientale, una trattoria con cucina tipica slovena e un cyber cafè, alloggiato quest'ultimo nel giardino vetrato. Il pernottamento e la prima colazione costano in media tra 10 e 18 euro.