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Giocare? Oggi non posso

Troppo impegnati 7 bambini su 10

18 Mag 2004 - 16:12

Hanno un'agenda affollata di impegni come se fossero super manager di azienda, invece sono solo bambini delle scuole elementari. Il loro tempo libero, ossia le ore che non trascorrono a scuola o a fare i compiti, è diviso tra palestre, scuole di lingue, corsi di musica e di teatro. La responsabilità è dei genitori, convinti che i loro bambini siano vittime delle noia. L'Istituto di Ortofonologia di Roma, che ha realizzato uno studio su 1500 bambini fra i 5 e i 15 anni in tutta Italia, punta il dito contro l'abitudine di papù e mamme di riempire troppo il tempo dei figli.

Sette bambini su dieci hanno infatti troppi impegni. Secondo gli esperti, i genitori pensano che un figlio annoiato sia infelice, ma le cose non stanno necessariamente così. Fra i risultati più interessanti emersi dall'indagine, hanno spiegato Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell'età evolutiva, e da Magda di Renzo, responsabile del servizio di psicoterapia dell'Istituto di Ortofonologia, c'è un dato che riguarda la paura della solitudine: un bambino su 3 dichiara di essere spaventato all'idea di essere solo, ed il 7% dice di sentirsi solo anche a scuola, quando in realtà è circondato dai propri compagni di classe. "Questo significa che ci sono bambini che in classe non trovano neppure un compagno con cui parlare e giocare" afferma Bianchi di Castelbianco. Dall'altra parte ci sono invece bambini che non vengono mai lasciati soli: lo ha raccontato il 29% dei piccoli intervistati, contro l'11% che al contrario ha raccontato di essere sempre o spesso solo.

Ma con che frequenza vengono lasciati soli i nostri bambini? Il 29% mai, il 60% qualche volta e l'11% sempre o spesso. Complessivamente, quindi,  i bambini non trascorrono molto tempo senza avere compagnia. Il momento di maggiore solitudine si verifica quando i bimbi guardano la tv: il 35% la guarda "sempre o spesso" da solo, il 49% "qualche volta", e appena il 16% dichiara di non vederla mai da solo.

La solitudine però non è vista sempre in negativo. Anzi: il 39% dei bambini la desidera quando viene sgridato, preso in giro o quando è arrabbiato, e il 14% apprezza il fatto di studiare o giocare per conto proprio. Per oltre la metà dei piccoli intervistati la cosa bella della solitudine è "stare e giocare in pace", per il 31% "fare un'attività e non essere disturbato".  La solitudine è quindi per lo più un problema sociale o che riguarda il mondo degli adulti, "perché ormai la solitudine, la noia o l'introversione vengono guardate con sospetto e considerate patologie. Mentre bisognerebbe insegnare ai piccoli a vivere questi sentimenti con equilibrio", spiega Di Renzo.  I lati brutti dello stare soli sono, per i bambini, la noia (53%) e la paura (34%) "Un dato, quest'ultimo - commenta Bianchi di Castelbianco - che deve far riflettere, perché se la noia è un sentimento naturale, non lo é la paura. Un bimbo emotivamente sicuro non ha motivo di aver paura nel restare da solo, perché la solitudine non deve essere vissuta come abbandono".

Per concludere c'è poi un dato curioso: i bambini italiani identificano la solitudine con la povertà. Quasi la metà del campione (44%) immagina infatti come esempio di persona molto sola un povero o un barbone, contro il 18% che indica un familiare e il 12% i nonni. Nei piccoli sembra forte la convinzione che il denaro sia un aiuto nel combattere la solitudine e che il povero non sarebbe solo se fosse benestante.