Giocare? Oggi non posso
Troppo impegnati 7 bambini su 10
Hanno un'agenda affollata di impegni come se fossero super manager di azienda, invece sono solo bambini delle scuole elementari. Il loro tempo libero, ossia le ore che non trascorrono a scuola o a fare i compiti, è diviso tra palestre, scuole di lingue, corsi di musica e di teatro. La responsabilità è dei genitori, convinti che i loro bambini siano vittime delle noia. L'Istituto di Ortofonologia di Roma, che ha realizzato uno studio su 1500 bambini fra i 5 e i 15 anni in tutta Italia, punta il dito contro l'abitudine di papù e mamme di riempire troppo il tempo dei figli.
Sette bambini su dieci hanno infatti troppi impegni. Secondo gli esperti, i genitori pensano che un figlio annoiato sia infelice, ma le cose non stanno necessariamente così. Fra i risultati più interessanti emersi dall'indagine, hanno spiegato Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell'età evolutiva, e da Magda di Renzo, responsabile del servizio di psicoterapia dell'Istituto di Ortofonologia, c'è un dato che riguarda la paura della solitudine: un bambino su 3 dichiara di essere spaventato all'idea di essere solo, ed il 7% dice di sentirsi solo anche a scuola, quando in realtà è circondato dai propri compagni di classe. "Questo significa che ci sono bambini che in classe non trovano neppure un compagno con cui parlare e giocare" afferma Bianchi di Castelbianco. Dall'altra parte ci sono invece bambini che non vengono mai lasciati soli: lo ha raccontato il 29% dei piccoli intervistati, contro l'11% che al contrario ha raccontato di essere sempre o spesso solo.
Ma con che frequenza vengono lasciati soli i nostri bambini? Il 29% mai, il 60% qualche volta e l'11% sempre o spesso. Complessivamente, quindi, i bambini non trascorrono molto tempo senza avere compagnia. Il momento di maggiore solitudine si verifica quando i bimbi guardano la tv: il 35% la guarda "sempre o spesso" da solo, il 49% "qualche volta", e appena il 16% dichiara di non vederla mai da solo. La solitudine però non è vista sempre in negativo. Anzi: il 39% dei bambini la desidera quando viene sgridato, preso in giro o quando è arrabbiato, e il 14% apprezza il fatto di studiare o giocare per conto proprio. Per oltre la metà dei piccoli intervistati la cosa bella della solitudine è "stare e giocare in pace", per il 31% "fare un'attività e non essere disturbato". La solitudine è quindi per lo più un problema sociale o che riguarda il mondo degli adulti, "perché ormai la solitudine, la noia o l'introversione vengono guardate con sospetto e considerate patologie. Mentre bisognerebbe insegnare ai piccoli a vivere questi sentimenti con equilibrio", spiega Di Renzo. I lati brutti dello stare soli sono, per i bambini, la noia (53%) e la paura (34%) "Un dato, quest'ultimo - commenta Bianchi di Castelbianco - che deve far riflettere, perché se la noia è un sentimento naturale, non lo é la paura. Un bimbo emotivamente sicuro non ha motivo di aver paura nel restare da solo, perché la solitudine non deve essere vissuta come abbandono". Per concludere c'è poi un dato curioso: i bambini italiani identificano la solitudine con la povertà. Quasi la metà del campione (44%) immagina infatti come esempio di persona molto sola un povero o un barbone, contro il 18% che indica un familiare e il 12% i nonni. Nei piccoli sembra forte la convinzione che il denaro sia un aiuto nel combattere la solitudine e che il povero non sarebbe solo se fosse benestante.
