Una pillola contro i brutti ricordi
Una cura contro lo stress post trauma
Una vita senza cattivi ricordi? C'è qualcuno che sta lavorando per rendere anche questa prospettiva possibile. Con una semplice pillola capace di far dimenticare. Si tratta di un gruppo di medici e psichiatri di Harvard, convinti che cancellare i ricordi si possa, ed in alcuni casi anzi si debba.
Ciò che il farmaco allo studio dovrebbe aiutare a sconfiggere in realtà è il cosiddetto stress post traumatico, che colpisce molti di coloro che hanno vissuto esperienze terribili. Un incidente quasi mortale. Un attentato terroristico. Gli orrori di una guerra. Questi "ricordi" hanno il potenziale di mettere radici nella memoria provocando la temuta sindrome da stress post traumatico, un disturbo mentale che affligge molti reduci del Vietnam, chi sopravvive a un incidente aereo, i sopravvissuti dell'11 settembre.
"Troppa adrenalina dopo un evento traumatico crea una memoria eccessivamente forte, eccessivamente emotiva e troppo profondamente radicata. Il nostro obiettivo", hanno spiegato gli epsrtiti di Harvard, "non è quello di far dimenticare ma di trasformare questa memoria "speciale" in una memoria "normale". Per ridurre l'adrenalina indotta dal trauma i medici di Harvard hanno somministrato a un gruppo di 40 pazienti per 19 giorni dopo il trauma un farmaco contro l'ipertensione noto come propranololo che interferisce con l'azione degli ormoni dello stress nel cervello. L'ipotesi di lavoro ha funzionato: una settimana dopo la fine della terapia gli individui che avevano preso la pillola erano in grado di raccontare l'evento traumatico di cui erano stati protagonisti senza sintomi da stress e, tre mesi dopo, con minor ansia.
Attualmente per la sindrome da stress post traumatico non c'è una vera cura. Uno degli approcci più comuni e controversi è di sottoporre lentamente i pazienti allo stesso tipo di esperienze subite al tempo del trauma in un ambiente che loro stessi considerano sicuro. Ma controverso è anche il metodo farmacologico allo studio ad Harvard. Secondo il Consiglio per la Bioetica della Casa Bianca infatti "cambiare il contenuto delle nostre memorie alterandone le tonalità emotive, per quanto desiderabile per alleviare sensi di colpa o consapevolezze dolorose, potrebbe sottilmente cambiare chi siamo". Siamo insomma quello che ricordiamo, nel bene e nel male. "Cancellare la memoria di esperienze terribii rischia di renderci insensibili alla sofferenza e alle ingiustizie di cui sono vittime gli altri", ha avvertito il Consiglio della Casa Bianca.
Ma non tutti la pensano così. Per altri esperti americani il cammino intrapreso dai ricercatori di Harvard non è affatto verso un mondo alla Orwell. Per loro altrettanto pericoloso del cancellare la memoria è il rivivere un evento passato che provoca ripetutamente sofferenza e impedisce di progredire nel futuro.
