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Genova e l'età di Rubens

Grande mostra a Palazzo Ducele

03 Mag 2004 - 12:19

Genova e Pietro Paolo Rubens. Un matrimonio datato maggio 1604, quando il grande fiammingo - in Italia da qualche anno al servizio di Vincenzo Gonzaga, duca di Mantova -  si reca dal banchiere Pallavicino di cui il suo signore è cliente. Nasce così, quasi per caso, la relazione tra Rubens e i finanzieri liguri.
Al suo arrivo in città, Il fiammingo è come turbato dall'eleganza dei palazzi,  dimore borghesi che fanno sì che la città possa vantare l'appellativo di Superba, una città  dove regna il lusso più sfrenato, e che lui stesso racconta e illustra in un libro, pubblicato al suo ritorno ad Anversa nel 1622.

Genova in quell'epoca vive  una stagione felice. Banchieri creativi - tanto da inventare, per esempio, la cambiale - accumulano ricchezze impressionanti.
Ogni anno il sistema di prestiti a sovrani e nobili rende più di seimila chili d'oro.
Le dame degli Spinola, dei Doria, dei Balbi  possono arrivare a spendere per i loro abiti anche duemila lire, tanto quanto costa un vascello. Tra il 1601 e il 1680 si accumulano ben 27mila quintali di argento, pari al 30 per cento di quello arrivato in Spagna dopo la conquista delle Americhe.

Ed ecco perché l'arte diventa "forma di investimento", diremmo noi oggi, manifestazione di ricchezza e potenza  e, poi, ma soltanto per i più eletti fra i danarosi banchieri, vera e propria passione.

Nelle quadrerie  all'ombra della Lanterna, a fianco del grande Rubens, si  collezionano dipinti di Tiziano,Paolo Veronese, Van Dyck, i Gentileschi, padre e figlia, Guido Reni, Caravaggio, la famiglia Carracci. Il meglio, cioè, tra i pittori dell'epoca a cui i banchieri genovesi chiedono ritratti celebrativi, alberi genealogici che conferiscano loro onori e pregi, un'aurea di nobiltà che manca a famiglie specializzate nel maneggiare denaro.

E' un momento d'oro , dunque , per la Repubblica marinara e per l'arte, un'età che dura fino al 1659, quando la peste uccide 40mila genovesi, prostrando la città e i suoi commerci. Un momento fedelmente ricostruito nelle due rassegne allestite a Palazzo Ducale e a Palazzo Rosso. Un periodo dell'abbondanza che ora Genova rievoca in questo 2004 , anno in cui è capitale europea della cultura.

Daniela Annaro

 

L'Età di Rubens
Dimore, committenti e collezionisti genovesi
Fino all'11 luglio 2004
Palazzo Ducale – Appartamento del Doge
Piazza Matteotti 9 - 16123 Genova

Prezzo del biglietto:
intero € 9,00; ridotto € 8,00; scuole € 3,00
Il biglietto comprende anche la visita a Palazzo Rosso e alla sezione della mostra a Palazzo Spinola

Orario d'apertura della mostra
Tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 21.00 escluso il lunedì
(la biglietteria chiude alle 20)