TikTok, nasce la joint venture che salva le attività negli Stati Uniti
L'intesa sancisce la nascita di una struttura controllata da un consorzio americano con Silver Lake, Oracle e MGS. Trump: “Felice di aver salvato TikTok. Ringrazio Xi."
Dopo anni di tensioni e scontri politici si chiude una lunga disputa tra TikTok e il governo americano. TikTok comunica la cessione delle proprie attività negli Stati Uniti a un gruppo di investitori non cinesi. Questo annuncio fa seguito a una legge approvata dal predecessore di Trump, Joe Biden, che avrebbe imposto alla società cinese ByteDance di vendere le attività statunitensi di TikTok, pena il divieto negli Usa, il suo mercato di riferimento più grande.
LA NUOVA STRUTTURA DI TIKTOK
Le attività di TikTok negli Stati Uniti passano a una nuova società. Nasce TikTok USDS: una joint venture controllata a maggioranza da aziende statunitensi. L'assetto del nuovo gruppo vede infatti la partecipazione paritetica del colosso tecnologico Oracle, il fondo Silver Lake e il fondo sovrano hi-tech degli Emirati Arabi MGX, ciascuna delle quali detiene ora il 15% delle quote. ByteDance, società madre cinese, resta con una quota di minoranza, deterrà circa il 20%. I contorni del nuovo assetto erano stati definiti a settembre in un ordine esecutivo emesso dal presidente Trump, che aveva assicurato che la versione americana della piattaforma sarebbe stata gestita da alcuni dei suoi sostenitori.
LA SODDISFAZIONE DI TRUMP
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso soddisfazione per l'intesa e ringraziato il suo omologo cinese Xi Jinping per aver approvato la soluzione. "Sono così felice di aver contribuito a salvare TikTok!" ha scritto Trump sul suo account social Truth. "Vorrei anche ringraziare il presidente cinese Xi per aver collaborato con noi e aver infine approvato l'accordo" ha aggiunto. Trump aveva esercitato pressioni sulla piattaforma sin dall'inizio della sua prima presidenza. Nel suo primo mandato, nell’agosto del 2020, il presidente americano aveva firmato un ordine esecutivo che imponeva alla società madre cinese, ByteDance, di dismettere le proprie attività negli Stati Uniti entro novanta giorni, temendo un controllo cinese sui dati degli utenti americani.
