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Fca annuncia lʼazzeramento del debito | Dopo i conti il titolo crolla a -15,5%

Ricavi e liquidità in calo rispetto alle stime. Crescono le consegne auto ma scende il fatturato

Fca azzera il debito, raggiungendo l'obiettivo perseguito dall'ex-amministratore delegato Sergio Marchionne. Fiat Chrysler, comunica la società, "riporta per la prima volta una liquidità netta industriale, a quota 500 milioni di euro". Ma i conti della trimestrale non sono buoni: a fronte di una crescita delle consegne auto si registra un calo del fatturato. L'azienda ha quindi rivisto al ribasso gli obiettivi 2018. E il titolo crolla in Borsa (-15,5%).

Utile 2018, confermato il target a 5 miliardi - L'azienda conferma il target 2018 sull'utile netto adjusted a 5 miliardi di euro, ma abbassa l'asticella degli altri obiettivi. I ricavi netti sono visti a 115-118 miliardi di euro, contro una precedente stima di circa 125 miliardi, l'Ebit adjusted a 7,5-8 miliardi, da 8,7 miliardi, e la liquidità netta industriale a circa 3 miliardi da circa 4 miliardi.

Liquidità netta a 500 milioni - La liquidità netta industriale risulta pari a 500 milioni di euro e un comunicato riferisce che la posizione finanziaria netta positiva "rappresenta una pietra miliare per il gruppo". Nel trimestre il free cash flow industriale è a 1,5 miliardi di euro (al netto di investimenti per 1,3 miliardi di euro), rispetto a 0,7 miliardi di euro nel secondo trimestre 2017 e la liquidità disponibile in aumento di 1,8 miliardi di euro nel trimestre a 21,2 miliardi.

Secondo trimestre, consegne e ricavi in crescita - Fca chiude il secondo trimestre con consegne globali a 1.301.000 veicoli, in rialzo del 6% principalmente per la crescita in Nord America e America Latina, e ricavi netti pari a 29 miliardi di euro, con un aumento del 4% (+11% a parità di cambi di conversione) per la crescita delle consegne e il positivo effetto prezzi. La quota di mercato negli Stati Uniti è al 13%, in rialzo di 60 punti base rispetto al secondo trimestre 2017, con la quota di mercato retail al 12,8% (+80 punti base) e il mix vendite alle flotte al 22% del totale vendite, in linea con il secondo trimestre 2017. L'incremento delle consegne è dovuto principalmente alle nuove Jeep Wrangler e Jeep Cherokee, alla Jeep Compass e al Dodge Journey. Fca si conferma leader di mercato in Brasile con la quota in aumento di 80 punti base al 18,4%, mentre la quota di mercato in Argentina è in rialzo di 110 punti base al 13,7%.

Nell'area Asia-Pacifico le consegne complessive sono in calo, principalmente per effetto dei minori volumi della joint venture cinese. In Europa (Ue28 + Efta) la quota è in calo di 30 punti base al 6,9% per le autovetture e di 70 punti base al 12,5% per i veicoli commerciali leggeri, con consegne stabili rispetto al secondo trimestre 2017, con l'aumento per Jeep e Alfa Romeo che ha compensato i minori volumi di Fiat. Le consegne globali di Maserati calano del 41% nel secondo trimestre a 7.800 unità, per l'impatto della riduzione dei dazi sulle importazioni in Cina a decorrere dal primo luglio, che ha ritardato le decisioni di acquisto della rete e della clientela finale. La componentistica, che include Magneti Marelli, Comau e Teksid, registra ricavi netti in flessione annua del 2% (+4% a parità di cambi), con l'aumento dei volumi di Marelli che è stato più che compensato dagli effetti negativi dei cambi di conversione.

Fca, azzerato il debito: i conti del gruppo

Utile netto in discesa - Il secondo trimestre 2018 si chiude con un utile netto di a 754 milioni di euro in diminuzione del 35% (-26% a parità di cambi di conversione) dagli 1,155 miliardi di euro dello stesso periodo dello scorso anno e l'utile netto adjusted è di 981 milioni di euro, in calo del 9% ma stabile a parità di cambi di conversione. L'Ebit adjusted è di 1.655 milioni di euro, in calo dell'11% (-3% a parità di cambi di conversione) con il margine in calo di 100 punti base al 5,7%.

L'utile netto adjusted sconta oneri finanziari netti a 294 milioni di euro, in calo di 75 milioni di euro principalmente per effetto del minor debito su base annua, e imposte sul reddito a 380 milioni di euro, in calo di 38 milioni di euro essenzialmente per effetto della riduzione dell'aliquota negli Stati Uniti e del minor risultato operativo, in parte compensati da minori benefici fiscali permanenti.
A livello di Ebit adjusted, il gruppo registra un secondo trimestre record per Nafta a 1,4 miliardi di euro, con margine all'8% nonostante i costi di lancio prodotti e gli effetti negativi dei cambi di conversione. Latam è in progresso del 68% rispetto al secondo trimestre 2017, con margine in miglioramento di 180 punti base al 4,8%. Apac e Maserati sono in flessione, anche per i negativi effetti commerciali derivanti dall'annuncio di modifiche ai dazi sui veicoli importati in Cina.

Fca a picco a Piazza Affari - Giornata nera per il titolo Fca a Piazza Affari. Le azioni, più volte sospese nel corso della seduta, hanno chiuso lasciando sul terreno il 15,5% a 13,99 euro. Male anche Exor (-3,49%) e Ferrari (-2,19%).

fca

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