Neuberger Berman: “Questo non è un nuovo 2022 per l’obbligazionario”
Per il manager della casa d’investimento, la combinazione tra politiche monetarie divergenti e tensioni specifiche nel credito sta creando opportunità, sia sui tassi che sul credito, che solo tre mesi fa non esistevano
Obbligazioni, come combattere il rischio di rialzo dei tassi di interesse
Un nuovo 2022? Se lo chiedono, preoccupati, gli investitori obbligazionari ricordando i pesanti impatti negativi sul reddito fisso. Impatti che quell’anno provocarono il brusco rialzo dei prezzi delle materie prime combinato con un eccesso di stimoli fiscali. Situazione che portò ad un'impennata dell’inflazione e ad un inasprimento aggressivo della politica monetaria da parte delle banche centrali nei mercati sviluppati. “Non è un nuovo 2022, almeno non per gli Stati Uniti. Negli altri mercati sviluppati, invece, il percorso della politica monetaria appare più incerto e difficile da prevedere” tiene a sottolineare Ashok Bhatia, CFA, Chief Investment Officer and Global Head of Fixed Income di Neuberger Berman.
LE DIFFERENZE RISPETTO AL 2022
Il manager ricorda che nel 2022, la disoccupazione era in calo, gli stimoli fiscali post-Covid erano ancora estesi e le condizioni finanziarie si stavano allentando. Elementi che oggi si sono invertiti comportando condizioni sostanziali differenti per il criterio in base al quale le banche centrali tendono ad agire. “Al centro della nostra tesi” spiega Bhatia “ c'è la convinzione che prezzi sostenuti del petrolio costituiscano per gli Stati Uniti un rischio più legato alla crescita che all'inflazione. Alla luce del contesto macro, così profondamente diverso rispetto a quattro anni fa, riteniamo ancora valide le condizioni per attendersi un taglio dei tassi” spiega Bhatia.
I DATI CHE SUPPORTANO LA TESI DI NEUBERGER BERMAN
I dati supportano questa tesi. Negli Stati Uniti il tasso di disoccupazione si sta avvicinando, secondo le stime di Neuberger Berman, al 4,8%. Le aspettative di inflazione si sono mosse di soli 10 punti base. Un fatto che dimostra come i mercati obbligazionari non credano a uno scenario di inflazione fuori controllo. Prezzi e salari, quindi, che si alimentano a vicenda in una spirale al rialzo. Il rischio, semmai, è che il mercato del lavoro possa indebolirsi più rapidamente del previsto nel corso dell'anno. Rischio che potrebbe spingere la Fed a tagliare i tassi anche più velocemente di quanto ci si possa aspettare oggi.
LE SITUAZIONE PER LA BCE E LA BOE È PIÙ COMPLESSA
Al di fuori degli Stati Uniti, la situazione in cui si trovano la BCE e la Bank of England è oggettivamente più complessa rispetto alla Fed. E questo i mercati lo stanno già scontando. Le aspettative attuali puntano a due o tre rialzi dei tassi nel corso dell'anno, sia in Europa che nel Regno Unito. “La BCE, in particolare, ha come obiettivo primario quello di tenere l'inflazione sotto controllo. Nel momento in cui i prezzi delle materie prime salgono in modo visibile, come sta accadendo ora, la pressione interna diventa reale e difficile da ignorare” argomenta il manager di Neuberger Berman.
PUNTI DI FRAGILITÀ NEL CREDITO
Oltre a questa divergenza tra banche centrali, oggi il ciclo del credito ha i propri punti di fragilità. La trasformazione in atto legata all'intelligenza artificiale, il book dei prestiti di alcune società finanziarie sotto pressione, le strutture di debito nel settore tecnologico vengono rivalutate al ribasso. Inoltre ci sono una crescente ondata di richieste di rimborso in alcuni fondi di investimento meno liquidi. “Questa combinazione tra politiche monetarie divergenti e tensioni indipendenti nel mercato del credito sta creando opportunità di investimento, sia sui tassi che sul credito, che solo tre mesi fa non esistevano” riferisce Bhatia.
DOVE SI TROVANO LE OPPORTUNITÀ
Ma dove si trovano secondo il manager le opportunità? Nell’ambito dei Titoli di stato, nei Treasury che rappresentano l'espressione di una banca centrale che ha un percorso più chiaro davanti a sé rispetto a quelle europee. In Europa, invece, i tassi potrebbero muoversi in entrambe le direzioni, e questa incertezza dovrebbe già riflettersi nei prezzi. “Sul fronte del credito, invece, privilegiamo gli high yield americani ed europei con rating BB, duration più corta, settori meno sensibili all'andamento dell'economia. Privilegiamo anche il mercato dei CLO (debito mezzanino), dove le recenti tensioni stanno creando opportunità di acquisto a prezzi interessanti” indica il manager di Neuberger Berman.
FOCUS SUI BOND DELLE GRANDI BANCHE E ISTITUZIONI FINANZIARIE
Secondo il quale meritano attenzione anche i bond delle grandi banche e istituzioni finanziarie, protette da regole severe e posizioni di mercato difficili da scalfire Meritano attenzione, selettivamente, alcune obbligazioni dei mercati emergenti e certi titoli del settore tecnologico, colpiti da vendite importanti nelle ultime settimane.
