Mondiali di calcio: ecco la formazione ideale per un portafoglio vincente con il factor investing
La svela Gianluca De Nard, Head of Systematic Strategies, Zkb-Swisscanto che in uno studio ha approfondito l’analogia che esiste tra l’evento calcistico dell’anno e il factor investing
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Qual è il filo rosso che unisce i mondiali di calcio che si stanno disputando in Messico, Canada e Stati Uniti e il factor investing, cioè gli investimenti con caratteristiche specifiche (valore, momentum, dimensione, volatilità, qualità e dividendi) in grado di spiegarne l'andamento e di generare un extra-rendimento rispetto all'andamento generale del mercato? Ha risposto Gianluca De Nard, Head of Systematic Strategies, Zkb-Swisscanto, che, nello studio ‘The World Champion's Portfolio: A Factor-Based Interpretation of Modern Football by Gianluca De Nard: SSRN’, ha approfondito questa analogia calcistica con il factor investing.
UN PORTAFOGLIO D’INVESTIMENTO BEN STRUTTURATO
“Una squadra di calcio vincente” spiega il manager “funziona proprio come un portafoglio d’investimento ben strutturato. Più del singolo fuoriclasse, conta una squadra equilibrata in cui i giocatori si completino a vicenda. Questa è precisamente l’essenza del factor investing. In entrambi i mondi, alla fine conta la stessa cosa: la palla deve finire in rete e i fattori devono generare rendimento”.
I PRINCIPI DEL FACTOR INVESTING
Ma come deve essere costruito un portafoglio vincente secondo i principi del factor investing? Individuando con oculatezza gli elementi per il catenaccio, il regista di centrocampo, il goleador, il portiere affidabile e l’allenatore. Occorre assicurarsi innanzitutto un’ottima difesa dove, secondo lo studio di De Nard, dominano i fattori value e low risk. “Nel mondo del calcio si può fare riferimento a Paolo Maldini, famoso per il suo senso della posizione, la capacità di anticipare le giocate e i tackle impeccabili. Nel factor investing, invece, le azioni value e low risk includono aziende sottovalutate, solide, con caratteristiche difensive, con anche un interessante potenziale di rialzo in grado di rendere il portafoglio più resiliente e produrre convincenti rendimenti corretti per il rischio” spiega il manager di Swisscanto.
REGISTA DI CENTROCAMPO: IL FATTORE QUALITY
Il quale poi, relativamente al regista di centrocampo, vede una similitudine tra Toni Kroos, maestro di strategia e del passaggio decisivo, e il fattore quality. I cui titoli, che secondo De Nard costituiscono l’elemento centrale del factor investing, sono caratterizzati da elevata redditività, flussi di cassa stabili e bilanci solidi che, nel loro insieme, sono in grado di fornire struttura ed efficienza al portafoglio.
IL GOLEADOR: IL FATTORE MOMENTUM
Poi, esattamente come nel calcio tutto è finalizzato a fare goal, anche nel factor investing conta capitalizzare la performance. E qui, De Nard indica come esempio simbolo l’attaccante portoghese Cristiano Ronaldo, che non è soltanto uno dei migliori realizzatori di tutti i tempi, ma, soprattutto, si distingue per la capacità di decidere da solo le partire quando è in forma smagliante. “Simboleggia il fattore momentum in attacco. Anche nel factor investing il momentum è un fattore chiave: azioni con forti tendenze di prezzo, interessanti nelle fasi rialziste, ma spesso associate a una volatilità più elevata” argomenta il manager di Swisscanto.
