Man Group: la guerra aumenta il rischio recessione Usa, presto per comprare sui cali
Kristina Hooper, Chief Market Strategist di Man Group, analizza i fattori negativi che si stanno accumulando, non solo sul petrolio, con un impatto anche sugli asset dei Paesi emergenti
Prima degli attacchi all’Iran, Man Group aveva già previsto una lieve recessione in USA, ma ora, con molti scenari di economisti e strategist che puntano a un petrolio oltre i 120 dollari, con alcuni che arrivano a 200, stiamo arrivando alla soglia che innesca una recessione. cali Kristina Hooper, Chief Market Strategist di Man Group, ritiene che questi livelli di prezzo siano molto probabili, sottolineando che non si tratta solo di petrolio: una parte significativa della produzione mondiale di elio e urea deve transitare per Hormuz, con implicazioni negative per la produzione di semiconduttori e fertilizzanti, aumentando la probabilità di recessione.
UNA REAZIONE COMPIACENTE ED ERRATA
I mercati però si sono mostrati piuttosto compiacenti di fronte a questa situazione, e nel tentativo di spiegarne il motivo l’esperta di Man Group è giunta alla conclusione che gli operatori potrebbero ritenere che si tratti di una situazione molto simile ai dazi imposti il "Liberation Day", un problema di breve durata che si risolverà non appena gli USA decideranno di ritirarsi, giudicandola un'ipotesi errata.
DIFFICILE LA VIA D’USCITA PER GLI USA
I dazi possono essere ritirati unilateralmente ogni volta che gli USA lo decidono di farlo, mentre le guerre non possono essere accese e spente con un interruttore. Ci sono altre parti coinvolte, e tutto fa pensare che sarà difficile trovare una facile via d’uscita e che il conflitto durerà probabilmente molto più a lungo di quanto molti si aspettino. La semplice regola empirica della Hooper è che più il conflitto dura, più alti saranno i prezzi di petrolio, elio, urea e di altre materie prime rilevanti, e maggiore sarà il danno economico.
GLI INDICI DI VOLATILITÀ SALITI MOLTO
La probabilità di recessione sul mercato delle scommesse online Kalshi è salita solo al 32%, un dato che per l’esperta di Man Group sottostima la probabilità di recessione, mentre anche gli spread degli High Yield USA non riflettono la gravità della crisi e l’entità del rischio di recessione. Negli ultimi giorni la volatilità misurata dall’indice VIX è rimasta molto elevata, mentre il MOVE, che misura quella del mercato dei titoli del Tesoro USA, ha raggiunto il livello più alto dalla scorsa primavera sulla scia dell'annuncio dei dazi.
MERCATI EMERGENTI INDEBOLITI DAL DOLLARO
Inoltre, prosegue Hooper, il dollaro ha continuato a essere l'asset rifugio preferito durante la crisi, mentre le valute e le azioni dei Mercati Emergenti si sono indebolite. Questa flessione, secondo l’analisi di Man Group, potrebbe rappresentare un'interessante opportunità di acquisto per investitori attivi, dato che questo tipo di vendite massicce spesso può essere indiscriminato e creare valutazioni errate. Tuttavia, rileva Hooper in conclusione, potrebbero esserci vendite ancora più massicce e opportunità di acquisto in futuro, a seconda di quanto durerà quest’azione militare.
