Non solo Iran, ecco le 5 variabili da seguire nelle prossime settimane secondo Man Group
Le elenca nella sua analisi Kristina Hooper, chief market strategist di Man Group: segnali di difficoltà per i consumatori statunitensi, la decisione della Fed, i risultati aziendali i rendimenti dei titoli di Stato e le elezioni in Ungheria
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La guerra in Medio Oriente continuerà a monopolizzare l’attenzione dei mercati. Tuttavia, secondo Kristina Hooper, chief market strategist di Man Group, gli investitori farebbero bene a seguire in aprile anche cinque variabili capaci di esercitare impatti sui movimenti di mercato. Si tratta dei segnali di difficoltà per i consumatori statunitensi, della decisione della Federal Reserve, dei risultati aziendali del primo trimestre, dei rendimenti dei titoli di Stato e delle elezioni parlamentari in Ungheria.
FOCUS SUI CONSUMATORI STATUNITENSI
I consumi statunitensi costituiscono un fattore cruciale per la crescita del Paese e l’indebolirsi del mercato del lavoro e l’aumento dei prezzi incidono negativamente sulla capacità di acquisto. “L'indice delle tendenze occupazionali del Conference Board per marzo ha visto salire la percentuale di consumatori che ritiene “difficile trovare lavoro” al 21,5%, ben il 5% in più rispetto a marzo 2025. In parallelo, la disoccupazione U-6 – nota anche come “tasso di sottoccupazione” perché include chi ha un lavoro part-time ma vorrebbe un lavoro a tempo pieno, nonché i lavoratori scoraggiati che non cercano più attivamente un impiego – ha raggiunto l'8,1% a marzo, il livello più alto dalla fine del 2021” spiega Hooper.
LA DECISIONE DELLA FEDERAL RESERVE
Nella prossima riunione di fine aprile, la Fed dovrà prendere una decisione difficile su come procedere con la politica monetaria. “Probabilmente si concentrerà sulla lotta all'inflazione ricordando le conseguenze di non aver agito tempestivamente per arginare il massiccio aumento dell'inflazione legato alla pandemia” riferisce la manager di Man Group segnalando come il sottoindice dei prezzi dell'indagine Ism sui servizi sia salito a 70,7, il livello più alto dall'ottobre 2022 (in aumento rispetto al 63 di febbraio), in un contesto di costi di petrolio e carburanti più elevati.
RISULTATI TRIMESTRALI AZIENDALI
Relativamente agli utili aziendali del primo trimestre, Hooper prevede possano risultare piuttosto buoni, anche perché abbracciano solo per un mese l'inizio della guerra in Medio Oriente. Si aspetta tuttavia una certa debolezza nei beni di consumo ciclici mentre osserverà con attenzione le aziende che rilasceranno stime più negative sul secondo trimestre e oltre alla luce dei maggiori costi energetici che dovrebbero comprimere i margini di profitto. Secondo la chief market strategist di Man Group i settori e le industrie i cui utili potrebbero essere maggiormente colpiti sono i beni di consumo discrezionali, i trasporti e le compagnie aeree ma non esclude impatti significativi anche su altri settori come i semiconduttori e l'agricoltura.
I RENDIMENTI DEI TITOLI DI STATO
Dalla fine di febbraio, il rendimento dei titoli del Tesoro USA a 10 anni è aumentato di 38 punti base, quello dei governativi omologhi giapponesi di 29 punti base, e quello dei gilt britannici a 10 anni di oltre 50 punti base. Si tratta, in base alle riflessioni di Hooper, di movimenti significativi che non dovrebbero essere trascurati perché segnalano le preoccupazioni del mercato obbligazionario. Sarà pertanto opportuno prestare attenzione alle aste di titoli di Stato in programma questa settimana per individuare eventuali segnali di debolezza della domanda sia per i timori di inflazione e sia per eventuali pressioni da parte dei “bond vigilantes”, che potrebbero punire i paesi che spendono in modo spericolato, facendo salire i rendimenti dei loro titoli di stato.
LE ELEZIONI IN UNGHERIA
Infine, ma non meno rilevante, le elezioni in Ungheria del prossimo 12 aprile, in cui il partito dell'attuale premier Viktor Orban, stretto alleato del presidente russo Vladimir Putin, sembra deludere nei sondaggi. Una vittoria del partito di opposizione (TISZA) è tutt'altro che certa, tuttavia nel caso prevalesse, il nuovo primo ministro ungherese sarà Peter Magyar, che ha promesso riforme e un ritorno alla democrazia, il che potrebbe avere implicazioni positive per l’Unione Europea e l’Ucraina. Inoltre, una maggiore coesione dell'UE potrebbe propiziare gli sforzi comuni in materia di spesa per la difesa e finanziamenti, e avviare riforme generali capaci di agevolare l'attività imprenditoriale nella regione. Un quadro positivo per l'economia europea e per i titoli azionari europei, a parità di altre condizioni.
