Luca Simoncelli (Invesco): “Proteggere il portafoglio dai rischi del settore tecnologico”
L’Investment Strategist di Invesco segnala che l’indice S&P 500 “equal weight” batte le performance del classico S&P 500 mentre la buona performance dei mercati europei sottolinea l’allargamento ad una nuova fase di mercato
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L’attuale andamento del mercato azionario è guidato dal riposizionamento degli investitori, dopo che sono emersi alcuni segnali di affollamento su titoli legati al tema dell’AI. “Il rischio di concentrazione nei portafogli azionari ritorna centrale” tiene a sottolineare Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco “con l’indice S&P 500 “equal weight” che supera le performance del classico indice S&P 500 mentre la buona performance dei mercati Europei sottolinea l’allargamento ad una nuova fase di mercato”.
IL RISCHIO DI CONCENTRAZIONE
Che il rischio concentrazione sia davvero centrale ora per gli investitori lo si evince anche dal sensibile rialzo della volatilità implicita sull’indice Nasdaq 100 rispetto al classico VIX (che invece esprime la volatilità implicita sull’S&P 500), a conferma che in questa fase prevale l’esigenza di copertura dei rischi specifici al settore tecnologico. Anche alcuni segmenti dei mercati emergenti sono interessati dai potenziali squilibri nel posizionamento di mercato anche perché, molto spesso, la concentrazione è accompagnata da eccessiva leva finanziaria come si è potuto constatare sul mercato degli ETF a leva in Corea.
DINAMICHE MACRO E DI TIPO MICRO
Resta il fatto che a guidare i mercati concorrono dinamiche sia di carattere macro che di tipo micro, più legate all’equilibrio tra prospettive di crescita dei profitti aziendali e valutazioni di mercato. “A questo proposito” specifica Simoncelli “alle valutazioni elevate di alcuni segmenti del mercato si aggiungono, in alcuni casi le aspettative sempre più tirate sulla leadership nel “momentum” che richiedono ulteriori upgrade alle previsioni di crescita degli utili”.
IL ‘CASO’ DEI CONTI MICRON
Un esempio evidente lo si è visto settimana scorsa con i risultati di Micron: forte incertezza di mercato prima della pubblicazione dei dati e poi distensione dopo che i risultati hanno battuto le attese. “Gli investitori sono sempre più concentrati sulla sostenibilità del ciclo di capex da parte degli hyperscaler. Ma quando arrivano segnali di un possibile rallentamento della domanda globale per componenti dell’ecosistema AI prevale in modo significativo l’incertezza sulla circolarità di molti di questi investimenti” spiega l’Investment Strategist di Invesco.
MENO PRESSIONI SUI CONSUMATORI
Sul fronte dei consumatori, invece, le pressioni si attenuano. Diminuiscono i rischi di contrazione dei redditi disponibili reali, la stagflazione non sembra più un pericolo imminente mentre il prezzo del petrolio ha registrato un netto ribasso. E’ vero che i negoziati tra Washington e Teheran restano altalenanti tuttavia il prezzo dei futures sul Brent sulle scadenze più vicine è sceso velocemente riportando la curva a termine su livelli sostenibili. “Il flusso commerciale nello stretto di Hormuz è tornato a al 60% - 70% circa del livello normale mentre lo spread tra WTI e Brent è in netto calo: è sempre più chiaro come il traffico “nascosto” sia stato sottostimato dai normali metodi di tracciamento mercantile nelle scorse settimane” riferisce Simoncelli.
FOCUS SUL DATO DELL’OCCUPAZIONE AMERICANA
In settimana l’Investment Strategist di Invesco seguirà il dato sull’occupazione americana. “Il ritmo dell’attività economica globale ha registrato un rialzo come descritto dagli indici PMI. Permangono, tuttavia, segnali di rottura sulla filiera della produttività che mantengono pressioni sui prezzi per lo meno nel breve periodo. L’indice dei prezzi PCE statunitense si è confermato su livelli elevati ma in linea con le attese, mentre nella Zona Euro il miglioramento nella fiducia dei consumatori conferma un buon impulso di crescita” ha concluso Simoncelli.
